Abbiamo sottoposto ad alcuni blogger, milanesi e non, qualche domanda sulle loro aspettative riguardo l'Area C, che dal 16 gennaio sarà attivata a Milano nella zona interna alla Zona a Traffico Limitato Cerchia dei Bastioni, che servirà a ridurre traffico e inquinamento, e che fino a ora ha suscitato pesanti polemiche sia da parte dei residenti del centro che di chi vive all'esterno. Ecco cosa ne pensano.
Delle persone intervistate, alcune di loro abitano fuori dal centro o fuori Milano e lavorano invece all'interno della ZTL Cerchia dei Bastioni. Per loro gli spostamenti in città sono principalmente a piedi, con i mezzi ATM o TreNord e con la bicicletta (privata o BikeMi).
L'automobile è un mezzo difficile da usare in città a causa della congestione stradale, della difficoltà di parcheggio, e dello stress generale causato dai tempi di spostamento, dall'aria irrespirabile e dall'elevato tasso di incidenti.
Le urgenze di ridurre il traffico e l'inquinamento per rendere Milano più bella e più sana vanno di pari passo, ma quello che deve cambiare è sia le abitudini dei cittadini negli spostamenti, che il supporto alla viabilità da parte dell'amministrazione pubblica, che deve sostenere questi cambiamenti migliorando il trasporto pubblico, rendendolo più capillare, efficiente e a basso impatto, implementando e aumentando le infrastrutture per i ciclisti (piste ciclabili e bike-sharing) e i pedoni e le corsie preferenziali per pullman e autobus.
Una viabilità più ragionata, che sfavorisca gli spostamenti in auto ma che preveda una maggiore manutenzione delle strade, parcheggi convenzionati agli ingressi della città e un servizio pubblico potenziato e più ecologico, che sia veramente una valida alternativa all'auto in centro e in tutta la città.
Probabilmente i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno piuttosto penalizzati (per un possibile aumento del traffico e pm10), in particolare nel primo periodo di avviamento dell'Area C (che si prevede piuttosto caotico), così come anche i pendolari potrebbero risentire delle nuove norme se la rete pubblica non venisse ulteriormente ampliata. La speranza è comunque che i cittadini riducano l'uso dell'auto quando possibile a favore del trasporto pubblico o della mobilità dolce, con il supporto però da parte del Comune e dell'Azienda Trasporti Milanesi (ATM).
Per il momento infatti le reti di trasporto pubblico operano soltanto in orari giornalieri e feriali (ora anche di notte nei weekend ma solo su reti di superficie), mentre andrebbero potenziate nelle ore notturne e nei weekend e rese inoltre più sicure.
Imporre una riduzione del traffico privato sarà un grande vantaggio per tutti, soprattutto nella misura in cui si comprenda il valore di una città che mira a essere più smart, e che quindi abbia spazi verdi ampliati, sia a misura d'uomo (e di donna) e goda di infrastrutture dedicate alla mobilità dolce e a basso impatto ecologico. Peraltro i costi di mantenimento di un'auto sono talmente alti (parcheggio o garage, bollo, assicurazione, aumenti di prezzo della benzina, alto tasso di incidenti), da far pensare che l'Area C possa migliorare non solo lo stato dell'aria, ma anche, a fronte del periodo congiunturale che ancora stiamo attraversando, salvaguardare le tasche dei cittadini.
E se diminuisce il traffico il tempo di percorrenza dei mezzi si riduce, pertanto la maggior parte dei cittadini sarà propensa a lasciare la macchina per utilizzare i mezzi pubblici.
La situazione sembra spaventare i cittadini ed è ancora poco chiara ai più, in quanto gli incontri fra i cittadini e le pubbliche amministrazioni nelle nove zone coinvolte della città, invece di rendere più comprensibile la situazione, l'hanno resa più contorta con cambi di marcia e di direzione (ipotesi di abbonamenti o sconti per i residenti), con una strategia di comunicazione spesso confusa.
Sembra sicuro per ora il divieto di accesso e transito a veicoli (moto e macchine) alimentati a benzina Euro 0 e di veicoli di lunghezza superiore a 7 metri negli orari imposti dalla zona a traffico limitato.
Inoltre i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C dovranno essere sfruttati per realizzare più aree verdi e piste ciclabili e incrementare i mezzi pubblici a basso impatto, car e bike-sharing, come decretato dal Referendum del giugno 2011 "per ridurre traffico e smog attraverso il potenziamento dei mezzi pubblici, l’estensione di Ecopass e la pedonalizzazione del centro; raddoppiare gli alberi e il verde pubblico e ridurre il consumo di suolo; conservare il futuro parco dell’area Expo; risparmiare energia e la ridurre le emissioni dei gas serra".
Nell'ottica del miglioramento della vita dei cittadini a cui si sta chiedendo uno sforzo in più sarà necessario spingere sulle promozioni per incentivare l'uso mezzi pubblici, con sconti a musei e cinema, estensione dell'orario di fine corsa dei mezzi ATM nel weekend, miglioramento dei percorsi per le bici, della segnaletica e del manto stradale nelle zone più pericolose per i ciclisti.
Questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano? Occorrerà capire se si tratta di un effettivo cambio di rotta al quale faranno seguito molti altri provvedimenti pro-cittadini o se la cosa rappresenterà solo un progetto isolato di breve respiro. Per il momento si sa che il progetto sarà sperimentato per 18 mesi, durante i quali si potranno misurare le reazioni dei cittadini e l'effettiva diminuzione delle polveri sottili, sia in centro che, si spera, in tutta la città.
Ancora troppa gente usa l'auto anche quando potrebbe farne a meno, specie per muoversi nel centro, che è già ben servito dai mezzi.
Ma è giusto far pagare anche i residenti o i proprietari delle attività commerciali, dando loro un numero limitato di "ingressi omaggio" e poi offrendo un "prezzo scontato"? È intorno a questa questione che ruotano le principali proteste dei cittadini, ma è anche una soluzione drastica e forse risolutiva. Mi piace pensare che i soldi pagati per l'accesso all'Area C non siano un autorizzazione a inquinare ma solo l'eccezione sporadica, quando davvero non si può fare a meno dell'auto.
Abbiamo chiesto anche ad Antonio Patti, dipendente dell'ATM, di raccontarci la sua opinione, ed ecco le sue parole:
AVC - Vivi o lavori in centro a Milano?
Antonio Patti - Si, vivo da due anni nella zona di piazzale Lodi e lavoro in Foro Buonaparte.
AVC - Come ti sposti in città?
AP - Lavorando in ATM da quattro anni utilizzo solamente i mezzi pubblici e il BikeMi. Ovviamente cammino moltissimo anche a piedi. Un anno fa acquistai una moto, ma mi resi conto che era troppo costosa per i vantaggi che offriva, quindi l’ho rivenduta dopo meno di 12 mesi. Adesso se ne avessi la reale necessità comprerei una piccola auto o uno scooter per usarlo però sempre e solo in casi eccezionali fuori dagli orari di lavoro.
AVC - Cosa è più urgente per te, ridurre il traffico per rendere Milano più bella o ridurre l'inquinamento per renderla più sana?
AP - In Inghilterra si sono inventati l’“indice di felicità dei cittadini” che credo non possa prescindere né dal traffico, né dall’inquinamento. Io vorrei una città in grado di soddisfare le mie esigenze e che desse la possibilità di realizzarsi come lavoratori e come uomini. Una qualità della vita di questo livello però non è solo un diritto, ma anche un dovere che come cittadino devo rispettare. Una Milano più bella dipende anche dalle mie abitudini che sono disposto a cambiare per avere una città che mi renda felice e fiero.
AVC - Pensi che i cittadini che abitano fuori dalla ZTL Cerchia dei Bastioni saranno penalizzati (per maggiore traffico e pm10) oppure ci sarà un cambiamento nelle abitudini di tutti a favore di biciclette e mezzi pubblici?
AP - Ci dovremo adattare tutti perché credo che ormai il cambiamento sia improcastinabile. L’Area C credo ci aiuterà a entrare in una dimensione più europea e mondo-sostenibile. Fuori dai Bastioni sicuramente dovranno imparare a utilizzare i mezzi pubblici, mentre dentro la cerchia spero aumenti l’utilizzo dei mezzi e delle biciclette che, in assenza di auto, viaggeranno più sicure.
AVC - Come pensi che dovrebbero essere sfruttati i fondi che saranno raccolti dai pagamenti dei ticket dell'area C?
AP - Sicuramente per potenziare i trasporti pubblici, creare nuovi parcheggi e aumentare il biche sharing, le piste ciclabili e le rastrelliere. È necessario poi creare degli eventi che valorizzino il “nuovo centro” a scopo turistico, ricreativo e sociale.
AVC - Pensi che questa iniziativa sarà utile per migliorare Milano oppure è l'ennesimo pretesto per spillare soldi ai cittadini?
AP - Una volta che il sistema Area C si sarà assestato con le modifiche e i perfezionamenti necessari, l’accesso con i mezzi privati dentro i Bastioni sarà un “servizio a pagamento” richiesto occasionalmente in caso di necessità, mentre avere dei mezzi efficienti e un centro vivibile diventerà un diritto. Quel giorno, quando forse avremo cambiato modo di pensare e vivere la nostra quotidianità, allora Milano sarà una città migliore.
Antonio Patti - Lavoro da filosofo
Grazie anche a MimiJoy, Alberica di Carpegna, Ivan, Umbazar, Ruby, Sharon Sala, SophieBoop, Lele Rozza.
Foto: Flickr POST CORRELATI:
Milano nel 2030 sarà una smart city>>
Dal 16 gennaio 2012 sarà attiva l'Area C a Milano>>

Dopo averci raccontato la situazione dell’inquinamento nelle città italiane in tre brillanti videointerviste, Mario Tozzi riassume i nodi del discorso attraverso alcuni precisi quanto impietosi dati: la cecità delle istituzioni, ma anche nostra, nei confronti dell’attuale drammatica situazione, dovrebbe imporre a tutti noi una seria e approfondita riflessione.
Se tutti coloro che possono abbandonassero la vettura personale, i mezzi pubblici sarebbero più rapidi e efficienti e forse il problema sarebbe risolto. Ma l’italiano non abbandona mai l’auto (piuttosto la fidanzata), ragione per cui non restano che scelte alternative di mobilità, come il car sharing, l’auto condivisa, che si paga solo per il tempo e per i km effettivamente percorsi, e che rende inutile la seconda auto di molte famiglie. Il car pooling, per cui una parte della carreggiata viene dedicata solo a chi ha più di due persone a bordo, così i colleghi vicini di casa si mettono d’accordo per viaggiare insieme dimezzando traffico, consumi e inquinamenti individuali. Oppure il road pricing, cioè il pagamento di una tariffa per chi vuole entrare nel centro storico con la propria auto, già in uso a Milano come a Singapore. O l’auto ibrida, che possiede due motori, di cui uno elettrico, che si assistono vicendevolmente e che consentono di consumare, e inquinare, molto meno (così il numero delle auto non diminuisce, ma almeno si respira meglio). Ma la soluzione migliore è un’altra.
Un’idea rivoluzionaria e geniale, la bicicletta. Senza troppa fatica si possono percorrere decine di km in un giorno, ci si mantiene in forma e non si pena per cercare un parcheggio. La bicicletta è l’unica forma di spostamento che bene si attaglia a un sistema di trasporti più rigido su ferro, proprio perché molto flessibile. La bici alleggerisce la congestione del traffico e, di conseguenza, riduce immediatamente l’inquinamento atmosferico - anche per quello che riguarda l’anidride carbonica - e pure l’obesità. Nei tragitti brevi la competizione fra auto e bici non si pone neppure, vista la tradizionale inefficienza dei motori a scoppio nei primi momenti della combustione.
Il confronto fra automobili e biciclette è impietoso a riguardo dell’efficienza: per 13 kg (in media) di peso una bici trasporta una persona, mentre un’auto deve prima spostare fino a 2 tonnellate di lamiere e plastiche, rimanendo inefficiente nella misura che abbiamo già visto. Un’automobile ha bisogno dello spazio di sei biciclette per muoversi e di quello di venti per parcheggiare. Non a caso Olanda, Danimarca e Germania ne incoraggiano l’uso con una politica seria di piste ciclabili e trasporto bici + auto integrati: in Olanda le biciclette hanno sempre la precedenza sulle autovetture e sono favorite dalla segnaletica e dai semafori. Così in quel Paese il 30% degli spostamenti avviene a pedali e, ad Amsterdam, il 35% usa la bicicletta o va a piedi, mentre solo il 40% si muove in auto. Più spazio alle biciclette significa più tempo per una vita meno alienata dalle automobili e libera dagli idrocarburi. Ammesso che la cosa interessi qualcuno.
Mario Tozzi
Mario Tozzi continua a parlarci dell'inquinamento urbano. Se il traffico cittadino ne è la principale causa, quali metodi per ridurlo?
La macchina non è un mezzo di trasporto efficiente: la bicicletta lo è molto di più, se si pensa che, oggi, a Roma, la velocità media nel traffico cittadino è "la stessa di 100 anni fa, quando c'erano le carrozze a vapore".
Ma anche senza rinunciare all'auto, alla quale siamo tanti abituati, ci sono servizi che consentono di ottimizzarne l'utilizzo. Mario Tozzi ce ne segnala alcuni (car-sharing, car-pooling,…): li avete mai provati? Ne conoscete altri?