casa ecologica

Jacopo Fo: "Ecco la casa del futuro"

È un mix di alta tecnologia e materiali biologici, costruirla costa un po' di più, circa il 30%, rispetto a una casa che non sia ideata con criteri ecologici, ma una volta realizzata le spese dei consumi scendono fino all'80% in meno rispetto a quello che siamo abituati a spendere in bollette e utenze varie; e in più migliora la qualità del tempo passato in casa grazie a materiali che non sono tossici e vi proteggono dai rumori esterni. Merito di un modo di pensare l'edilizia che massimizza l'isolamento termico e acustico, sfrutta fonti rinnovabili e materiali che non danneggiano la salute di chi abita queste case e razionalizza ogni utilizzo grazie anche a tecnologie avanzate, come la domotica, che consente la gestione a distanza degli impianti.
Sembra la casa del futuro? E invece esiste, una di queste l'ha costruita Jacopo Fo ad Alcatraz, nel cuore dell'Appennino umbro; hanno iniziato trent'anni fa e oggi hanno pareggiato il conto con l'ambiente: l'energia se la producono da soli, utilizzano metodi ad alto rendimento delle risorse e finora hanno rimboscato un'area di oltre 370mila mq. Qui stanno progettando un villaggio ecologico; ve la immaginate una città fatta di queste case?



Settembre, arrivano le prime eco-città

 L'immagine è tratta dall'album Flickr di Tõnu Mauring
Non è mai solo una questione ambientale. Oggi è anche, e prima di tutto, una questione economica, finanziaria, politica, urbanistica, energetica, sociale, tecnologica. La questione ambientale spesso tiene insieme progetti di grande innovazione (e di grandi investimenti) che sono promossi in nome di uno stile di vita diverso, più rispettoso dell'ambiente e del pianeta; ma questo è il risultato dell'integrazione di tanti, molti fattori diversi.

È il caso delle ecotown della Gran Bretagna. L'idea è quella di progettare piccole cittadine pensate e realizzate in modo da non consumare energie da fonti fossili: case passive (che si alimentano con rinnovabili e minimizzano la dispersione energetica), mobilità intelligente, trasporti pubblici a basso impatto ambientale, auto elettriche con punti di ricarica alimentati ad energia solare, bike sharing, sistemi di recupero e riciclo delle acque piovane. Insomma, dal mix tra  consapevolezza e tecnologia d'avanguardia dovrebbero nascere queste case il cui progetto non dimentica la dimensione sociale dell'urbanistica: almeno il 30% delle abitazioni deve avere un prezzo adeguato a sostenibile per persone con reddito medio-basso.

Nato nel 2007 per mano del Dipartimento delle comunità e del governo locale, il progetto delle ecotown è tutto centrato sull'idea che centri abitati fondati sul risparmio energetico e sulle energie rinnovabili sono un investimento nel futuro delle comunità locali, una visione di lungo periodo che coniuga esigenze energetiche con prospetti economico-finanziari, politiche sociali e  qualità della vita, considerando anche il fatto che tra le caratteristiche richieste ai progetti figurava la necessità che almeno il 40% dell'area fosse dedicata a spazi verdi.

Ovviamente non sono mancate le proteste e le posizioni contrarie di chi ha tacciato il progetto di essere un semplice modo per aggirare i piani regolatori delle aree interessate, mentre gli abitanti delle località destinate alle ecotown protestavano per l'eventuale isolamento di questi quartieri che non sarebbero stati raggiunti, ad esempio, dai tradizionali (e più inquinanti) mezzi pubblici. Le cose sono andate avanti, in ogni municipalità dove erano stati previsti questi progetti gli abitanti hanno discusso, si sono confrontati e alla fine il tutto è passato ad una fase più operativa.

Lo scorso anno quattro progetti sono stati approvati (per un totale di quasi 3mila unità abitative), mentre altri 11 sono in attesa di entrare a far parte della seconda ondata di realizzazione.
Per i primi quattro progetti il governo britannico, allora guidato dal laburista Gordon Brown, aveva stanziato nel febbraio 2009 60 milioni di sterline, cui si era aggiunta la promessa di altri 10 milioni fatta il mese successivo.
Ma a luglio arriva sulle nuove città ecologiche una specie di doccia fredda. Gli amministratori delle quattro città deputate ad ospitare i progetti pilota hanno infatti trovato nella cassetta della posta una lettera del nuovo Ministro per la Casa Grant Shapps, il quale si dice molto dispiaciuto, ma esiste la possibilità che i finanziamenti promessi dal governo precedente debbano essere ridotti del 50%. Forse gli effetti della crisi che porta i governi a sforbiciare fondi, forse una ripercussione politica dovuta al cambio di colore del governo britannico: il progetto delle ecotown potrebbe rischiare un rallentamento, ma il processo è avviato e non è detto per il periodo stabilito (2016) dalla Gran Bretagna non venga la lezione di un'urbanistica che sappia investire nel lungo periodo sulle risorse della società tutta. Chiamarla solamente ecologica forse è un po' poco.

L'immagine è tratta dall'album Flickr di Tõnu Mauring



Il giro d'Italia educativo del Treno Verde di Legambiente

Trenoverde Legambiente

Il Treno Verde, alla sua ventesima edizione, è l’iniziativa di Legambiente che si pone l’obiettivo di monitorare l’inquinamento atmosferico e acustico delle città italiane e sensibilizzare l'opinione pubblica e le amministrazioni locali sui temi della qualità della vita.
Nel percorso 2010, assegnato come di consueto da Ferrovie dello Stato, il treno - partito da Roma il 16 febbraio – toccherà le città di Messina, Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza, Milano Porta Garibaldi e Genova Porta Principe, ove terminerà il percorso il 2 aprile. In ciascuna città il convoglio sosterà cinque giorni.
Si tratta di un treno composto di quattro carrozze dedicate ai seguenti temi:

  • Mobilità sostenibile e inquinamento urbano;
  • Pensare globalmente: mostra interattiva sui problemi derivanti dal cambio climatico e sulle fonti rinnovabili;
  • Agire localmente: casa ecologica con suggerimenti per acquisti sostenibili;
  • Sala conferenze e ufficio stampa

Durante le soste il pubblico, costituito da scolaresche (che potranno accedere nelle mattinate) e da singoli cittadini (che potranno accedere nei pomeriggi), potrà visitare le carrozze che fungono da veri e propri laboratori di educazione ambientale, allestite con mostre, plastici, sale video e sale conferenze. Nel contempo le centraline dell'Istituto Sperimentale delle Ferrovie dello Stato raccoglieranno i dati sulla qualità dell'aria e sull'inquinamento acustico delle città visitate.

Nella terza carrozza “Agire localmente”, dedicata alla casa ecologica del futuro, è possibile conoscere la soluzione Green@Home attualmente in sperimentazione presso Telecom Italia: un sistema di apparecchi domestici interconnessi tra loro e con la rete Internet che contribuirà a ridurre i consumi delle abitazioni e a ottimizzare l’uso di energia rinnovabile.

Avoicomunicare seguirà il percorso del Treno Verde per analizzare la qualità della vita delle città italiane e scoprire le soluzioni per rendere più sostenibili i nostri comportamenti quotidiani.
Nel frattempo, puoi scoprire quanto consumi anche grazie al Carbon Meter, uno strumento facile e intuitivo per misurare quanta CO2 produciamo abitualmente.