Colin Beavan

Una vita a impatto zero nel cuore di Manhattan


Sembra che l'idea gli sia venuta quando, proprio nel mezzo di un gennaio che teoricamente avrebbe dovuto essere gelido, o almeno dare segni invernali, la colonnina del mercurio indicava ventidue gradi centigradi. È allora che Colin Beavan, giornalista e scrittore, ha lanciato il suo progetto: vivere a impatto zero nel cuore della Grande Mela, con moglie, figlia e cane. Un'esperienza che è valsa la pena di raccontare in un libro (edito anche in Italia con il titolo “Un anno a impatto zero”), un documentario (presentato quest'anno al festiva torinese di Cinemambinìente) e, non poteva certo mancare, un blog per per raccogliere umori sensazioni e opinioni sul suo progetto e per farlo durare oltre il suo esperimento iniziale.

La scintilla è scoccata nella testa di Colin nel momento in cui si è chiesto se di fronte a una giornata estiva in pieno gennaio non ci stesse qualcosa che lui, individualmente, potesse fare per capire se esiste una soluzione al problema dei cambiamenti climatici, se non ci fosse altro da fare che aspettare che qualcun altro – la politica, gli scienziati, gli ambientalisti – ci dicano quale sarà la via d'uscita, o se invece non si potesse inventare qualcosa per provocare qualche altra scintilla nella testa dei suoi amici. L'idea è arrivata: così è iniziata la trasformazione in No Impact Man. E sono iniziati dodici mesi in cui, gradualmente, ha preso a diminuire la produzione di rifiuti e detersivi, a non prendere gli ascensori, abolire cibo confezionato e aria condizionata, ad andare di più a piedi, o anche in bicicletta, e a utilizzare pannolini di cotone per la figlia. Le abitudini quotidiane, infatti, andavano cambiate, anzi, meglio dire che dovevano essere completamente rivoluzionate. Per riuscirci non ha potuto fare altro che portare dentro la rivoluzione tutta la famiglia, cane compreso.
Ecco, allora, il bicarbonato al posto del dentifricio, la spesa solo al mercato rionale di Union Square per acquisti prodotti entro le 250 miglia, Colin in bici mentre la moglie raggiunge l'ufficio in monopattino, per tornare a casa nove piani a piedi. Gli scarti del cibo finiscono dentro una cassetta di legno dove dei vermi li trasformano in compost che portano poi in appositi bidoni di un'associazione che lo utilizza come fertilizzante. A volte, bisogna ammetterlo, alcuni aspetti dell'iniziativa suonano un po' eccentrici (come l'abolizione della carta igienica), mentre alcune rinunce, a detta dello stesso protagonista del progetto, sono state assai più faticose di altre (una su tutte: la completa rinuncia della lavatrice e il bucato fatto a mano nella vasca da bagno). Finito l'anno “no impact”, alcune di queste rinunce sono cadute (quella della lavatrice per prima), ma il senso dell'iniziativa è stato nel capire che ci sono cose che potrebbero essere utilizzate meno e in maniera più attenta di quanto non facciamo nella nostra vita quotidiana.

Il progetto di Colin Beavan è iniziato nel 2006 ma non è finito, anzi col tempo si è arricchito di nuove iniziative che cercano, soprattutto di coinvolgere altre persone interessate e sperimentare la sua esperienza.
Volete provare per una settimana a trasformarvi in una “persona a impatto zero”? Colin vi spiega come si fa e vi invita a mettere insieme la vostra settimana a impatto zero insieme a quella di tutti gli altri che vorranno aderire all'iniziativa che sarà seguita su Yes! Magazine, a partire dal 2 gennaio 2011

Immagine di Ed Yourdon



Una settimana ad impatto zero

2878043005_1fba4722dc_m.jpg Leggere un buon libro invece della solita televisione. Consumare prodotti di stagione invece di scegliere quelli d’importazione. Spostarsi in bici o a piedi invece di scegliere l'auto. Sono scelte che riducono l'impatto ambientale e ci possono aiutare a vivere più felici, ad avere più tempo e a essere in salute. Questo è il consiglio di Colin Beavan, scrittore e blogger newyorchese che per un anno ha vissuto senza troppi agi e con qualche rinuncia, facendo un favore all'ambiente e rendendo la sua vita più sana e più vera. E così, insieme alla sua famiglia, dopo 365 giorni di vita a impatto zero Colin Beavan ha fatto partire il progetto “No Impact”, che con l'aiuto dei social network vuole invitare tutte le persone a provare per una settimana a vivere rispettando l'ambiente. Basterà iscriversi al sito, scaricare il manuale e cominciare l'esperienza, la quale potrà essere condivisa con tutti grazie a Facebook e Twitter, oppure lasciando commenti sul blog. Una sola settimana ovviamente non basta ma potrà farci assaporare comportamenti virtuosi che nel corso del tempo potrebbero diventare irreversibili. Ad esempio, Colin ha cominciato eliminando l'immondizia e muovendosi in bici, ha eliminato comportamenti pigri come usare l'ascensore o radersi con il rasoio elettrico: piccole abitudini che possono essere adottate prima di aspettare che sia il sistema a cambiare perché, come dichiara Colin, “noi individui siamo il sistema”. Intanto possiamo dare uno sguardo al video di presentazione del progetto, mentre l'esperienza di Colin è già diventata un documentario e un libro. Non ci resta che cominciare la nostra settimana a impatto zero! Foto di screanzatopo (Bici & mici)