comunicazione

Parlo green e cambio il mondo

Go Green è un marchio che tiene insieme sensibilità per l'ambiente con i modi di fare comunicazione; Diego Masi, presidente di Assocomunicazione, ha da qui dato il titolo a un suo libro (Go Green – Il nuovo trend della comunicazione), ha battezzato una società specializzata in comunicazione (Go Green Digital) e ha contribuito alla nascita di un nuovo canale del portale di Virgilio, dedicato alla sostenibilità ambientale.
AvoiComunicare ha chiesto a Masi qualche riflessione su come la comunicazione incontra i temi della sostenibilità ambientale, soprattutto nel web, dove la rivoluzione verde trova terreno fertile arricchendo di creatività ed efficacia le iniziative mosse dalla passione di chi vede nell'ambiente una risorsa da proteggere e nell'Internet uno strumento formidabile. E allora, partendo dal basso, il discorso si allarga fino alle imprese (che devono prestare attenzione non solo ai profitti e alla pubblicità, ma anche all'ambiente e alla dimensione sociale del lavoro) e alla politica. Anche se, a volte, con qualche ritardo.



Mar, 21/09/2010 - 08:28 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

Il mito del last minute

La crisi si fa sentire, ma i consumatori cercano di conviverci e alle vacanze non vogliono rinunciare; magari si cerca di spendere meno, ma partire bisogna partire perché il viaggio è entrato a far parte di quel modello di vita a cui non vogliamo rinunciare. E allora è il trionfo del low cost o delle scelte last minute per raggiungere quei posti che solo qualche tempo fa, quando per lo più si viaggiava in treno, sembravano irraggiungibili e che oggi, grazie ai voli a basso costo, ci appaiono così accessibili.

Con Vanni Codeluppi, sociologo dei consumi ed esperto di comunicazione pubblicitaria, scopriamo come e perché il viaggio può essere considerato una merce, proprio come qualsiasi altro bene di consumo e che posto ha guadagnato nelle abotudini di chi vuole uno stile di vita ispirato alla sostenibili.



La pedagogia interculturale

La pedagogia interculturale

La natura dell’uomo ha subìto dei cambiamenti nella sua evoluzione tramite processi di ibridazione.
I mezzi di trasporto, i media di diffusione, quelli di comunicazione e infine l’evoluzione informatica e tecnologica che ha caratterizzato la nostra società in questi ultimi anni hanno contribuito a creare nuove possibilità di contatto e di spostamento, che non si erano di fatto mai verificate in passato.
Inoltre l’umanità ha attraversato rapidi e numerosi cambiamenti sociali radicali, anche a seguito di processi come la globalizzazione e i flussi migratori.
L’educazione di tipo interculturale è diventata una priorità da adottare nelle società civili per la pacifica convivenza delle varie culture che coesistono negli stessi territori.

Quando si affronta la tematica della pedagogia e della comunicazione interculturale, occorre considerare il notevole cambiamento che ha investito il profilo del soggetto educativo.
Nella società interculturale in cui siamo immersi è necessario educare soggetti con istanze e caratteri diversi e quindi anche con problematiche differenti: bambini, adulti e anziani di diverse culture e valori.

I principi ispiratori e fondanti della pedagogia interculturale sono tre:

  • uguaglianza,
  • libertà,
  • diritto alle pari opportunità di inserimento sia scolastico (diritto allo studio), che sociale.

E’ fondamentale fornire una competenza di base in possesso di tutti: gli individui educati (dalla scuola o da altri enti educativi) devono avere gli stessi strumenti per avere stesse possibilità di espressione.

Conosci qualche esempio di progetto pedagogico interculturale, organizzato da enti con finalità educative?

Come pensi si possa fornire una dimensione educativa che promuova la convivenza delle varie culture in una stessa area geografica?

Foto di Cinocino



Voices of Africa

Voices of Africa

Tra i mille problemi che affliggono l'Africa, uno di considerevole importanza è il digital divide, che frena notevolmente le possibilità e le potenzialità di sviluppo del Continente Nero.

Ma se è vero che solo da pochi mesi sono possibili nuovi collegamenti in fibra ottica da e per l'Africa, è altrettanto vero che gli africani stessi hanno ideato modi di comunicare efficaci sfruttando le tecnologie già disponibili, ovvero i cellulari.

Olivier Nyirubugara, un giornalista originario del Rwanda, è intervenuto al Festival Internazionale a Ferrara e ha spiegato come la tecnologia dei telefoni cellulari di terza generazione, diffusi in tutto il continente, possa essere sfruttata per consentire alle persone di informarsi e comunicare proprio sulla realtà che li circonda.

E' nato così il progetto Voices of Africa: il sito raccoglie le segnalazioni, i video e le fotografie catturati dai cittadini africani che, in questo modo, diventano reporter e giornalisti. Attraverso il GPRS i contenuti possono essere immessi immediatamente sulla Rete e condivisi con gli utenti del sito.

Il progetto cerca di sopperire alla mancanza d'informazione sull'Africa e di aumentare il numero di persone che, una volta istruite sul funzionamento delle tecnologie, possano sfruttarle per diffondere conoscenza.

Il senso d'appartenenza a una realtà può nascere su Internet?

Cosa pensate di questi progetti? Conoscete realtà italiane simili?

Foto di whiteafrican



La terza rivoluzione industriale

54371294_ad79ee1455_m.jpgLa prima rivoluzione industriale, nel XVII secolo, ha cambiato per sempre il rapporto tra l'uomo e il lavoro, introducendo l'automazione meccanica nelle fabbriche.

La spinta meccanica e innovativa alla base della seconda rivoluzione industriale, nella seconda metà del XIX secolo, ha portato a scoperte tecnologiche e scientifiche delle quali ancora oggi beneficiamo.

Dalla seconda metà del XX secolo stiamo vivendo quotidianamente la terza rivoluzione industriale, quella più tecnologica e meno industriale: la rivoluzione dei trasporti, delle telecomunicazioni, dell'informazione.

La digitalizzazzione della nostra vita e l'aumento di informazioni e stimoli stanno configurando un futuro inaspettato, che racchiude anche un ritorno a dei valori dimenticati e un'attenzione maggiore allo sfruttamento del mondo in cui viviamo.

Quali valori dimenticati recuperare? E quanto le tecnologie e le innovazioni ci aiutano a ritrovare e riscoprire piccoli mondi antichi?

Foto di transCam



Un mondo unico

Per Gandhi il messaggio della verità viene da Oriente. E’ un messaggio d’amore “che non deve essere appreso attraverso la lente occidentale”.

Gandhi sprona i popoli oppressi a “conquistare l’occidente” per diffondervi il messaggio di amore dei suoi maestri. La verità e la non-violenza diventano così le armi di una conquista pacifica e metaforica per creare un “mondo unico”.

Un “mondo unico”: è questa la risposta agli inquietanti interrogativi sollevati dalle recenti notizie internazionali? O la risposta si trova invece nel dialogo tra “mondi diversi”?

E’ possibile, infine, dialogare senza una chiara visione della propria, irrinunciabile, identità?

Sono questi alcuni degli interrogativi sollevati dal discorso il Gandhi, che abbiamo deciso di pubblicare.
Oggi più che mai il mondo ha bisogno di comunicare.