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COP15 è stata un flop?

COP15 è stata un flop?

Si è da poco conclusa la Conferenza mondiale sui cambiamenti climatici, che abbiamo ampiamente seguito attraverso il racconto della blogger Antonella Napoletano. Undici giorni di lavoro hanno portato ad una serie di accordi e promesse, da alcuni giudicati insufficienti, da altri ritenuti almeno un passo avanti in attesa di Città del Messico 2010 (dove si terrà un’altra grande conferenza).

Tu come valuti COP15? E’ stato davvero un flop o in questo momento storico non si poteva fare di più?

Rispondi ad alcune semplici domande sulla Conferenza ed esprimi il tuo giudizio sulle decisioni prese nei giorni scorsi, destinate ad influenzare il futuro del pianeta - e quindi della nostra vita - negli anni a venire.

Vertice sul clima: la resa dei conti

Vertice sul clima la resa dei conti

È arrivato il giorno conclusivo di Cop15, la conferenza mondiale sul clima ONU organizzata a Copenhagen, e sono ancora moltissimi i dubbi circa la possibilità di arrivare ad un accordo finale che possa portare davvero dei risultati concreti.

Ieri infatti è stata una giornata molto complicata dal punto di vista delle trattative, i negoziati erano giunti a un punto molto critico a causa delle rigidità di USA e Cina, i due maggiori produttori mondiali di gas serra. Gli USA avevano proposto la riduzione del 17% delle emissioni inquinanti entro il 2020, rispetto ai livelli del 2005, il che vuol dire un taglio del 3% rispetto al livello emesso nel 1990, l'anno di riferimento del protocollo di Kyoto.

Non stupisce quindi la reazione del cancelliere tedesco, Angela Merkel "Onestamente, devo dire che l'offerta americana di ridurre le emissioni del 3% rispetto ai livelli del 1990 non è certamente ambiziosa".

Una boccata d'ossigeno e di speranza è giunta dal Segretario di Stato Hillary Clinton che ha comunicato alle Nazioni Unite la volontà da parte degli USA di contribuire, insieme ad altri partner internazionali, al fondo di 100 miliardi di dollari a favore dei Paesi più poveri per contrastare il riscaldamento climatico.

La notte è stata frenetica, moltissime le consultazioni e le trattative che hanno generato una bozza d'accordo che oggi sarà sottoposta all'esame dei grandi del mondo: due i punti salienti:

  • l'aumento della temperatura globale del pianeta dovrà essere tenuto entro i 2 gradi centigradi sui livelli pre-industriali;
  • i Paesi poveri saranno finanziati con un fondo di 100 miliardi di dollari entro il 2020 per adottare tecnologie pulite e poter affrontare le conseguenze dei cambiamenti climatici.

In questo contesto il presidente USA Barack Obama è in arrivo nella capitale danese, e i leader mondiali (e anche il popolo della rete) sperano che il neo premio Nobel possa fare qualcosa di più rispetto a quanto finora promesso per convincere Cina e India a impegnarsi sui tagli.

Foto di UN Climate Talks

Due giorni di impegno e progetti

Due giorni di impegno e progetti

I lavori della Conferenza Mondiale di Science for Peace sono ormai finiti sabato sera. E' tempo di bilanci, tempo di capire e analizzare il peso e l'entità degli interventi che si sono susseguiti ininterrottamente per due giorni dal palco dell'Università Luigi Bocconi e per un pomeriggio dal palco del Piccolo Teatro Studio.

Siamo di fronte a un work in progress, nella Conferenza c'è stata una forte presa di posizione da parte della comunità scientifica internazionale, una grande adesione su un argomento, quello della pace, diventato improvvisamente molto popolare.

Basta leggere le dichiarazioni di apertura dei lavori: ''Le risorse che ci rimangono non sono per nulla distribuite equamente sulla terra - ha esordito Kathleen Kennedy Townsend, vice presidente di Science for Peace -, penso quindi che ci sia un reale pericolo. Se perdiamo questa opportunità avremo una lotta per l'acqua, così come per il petrolio e per il cibo. C'e' un miliardo di persone nel mondo che soffre la fame, continuando così, se non risolveremo questi problemi, si arriverà alla guerra''.

Secondo Umberto Veronesi il movimento parte a tutti gli effetti dalla scienza, unificatrice di popoli grazie al suo linguaggio universale in grado di accomunare tutti sotto un unico scopo comune, la pace.

Questo ruolo unificatore si può ravvisare anche dall'alto numero di relatori presenti, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno espresso le loro opinioni di fronte ad una platea ricca di giovani delle scuole e delle università lombarde.

Un modo per coinvolgere i giovani nella ricerca della pace è renderli consapevoli delle guerre che esistono accanto a noi; è stato molto importante far capire loro che la pace è qualcosa che va costruito, mantenuto nei rapporti internazionali tra stati, come ha dichiarato il vice presidente del Senato, Emma Bonino: "Si tratta di uno stato delle cose che non avviene in natura, ha dei costi e va preservato. Senza la pace è impossibile pensare ogni altro diritto".

Alla due giorni sono intervenuti Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2009 e Shirin Ebadi, prima donna musulmana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2003. Molto sentita anche la testimonianza di Awich Pollar, oggi esperto Onu per i diritti umani rapito da piccolo dai ribelli ugandesi e costretto a combattere, fino alla fuga, al ritorno alla vita civile culminata con la laurea in legge.

Proprio la presenza di tanti premi Nobel ha fatto sì che la politica sia stata chiamata dai relatori di Science or Peace a rendere conto ufficialmente delle proprie responsabilità. Gli interventi hanno avuto differenti tagli: si è passato da approcci più legati alla religione con Moni Ovadia e con Tara Gandhi, con un linguaggio che teoricamente dovrebbe unificare i popoli nella ricerca della pace; agli interventi collegati agli aspetti economici, con gli interventi di Maurizio Dallocchio e Francesco Vignarca.

Due sono le imprescindibili richieste del movimento. In primo luogo la diffusione di una cultura senza guerre, attraverso l'inserimento di corsi a scuola e l'istituzione di un'Associazione permanente di Paesi per la pace, con una voce di spesa per gli armamenti inferiore all'1% del proprio Pil. Inoltre, Science for Peace chiede ai governi europei una progressiva riduzione delle spese militari, il completo disarmo nucleare e la destinazione delle risorse recuperate a urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo.

Importante l'appello fatto alle Banche Centrali perché applichino un codice etico nel mondo bancario, che le impegni moralmente a rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi e a ridurli progressivamente. L'evidente riferimento è alla Convenzione di Ottawa del 2004, durante la quale 152 Paesi hanno messo al bando le mine antiuomo coinvolgendo anche le banche. Il movimento di Veronesi chiede che l'accordo diventi globale.

Sono state molto toccanti le parole di Shirin Ebadi, che ha prima definito la pace come un "diritto universale degli uomini, e che come tale va rispettato" poi ha approfondito definendola anche come "un insieme delle condizioni con le quali una persona può vivere libera e in modo dignitoso. Non c'è differenza se una persona muore per una pallottola o se muore per mancanza di accesso all'acqua potabile. La pace è un insieme delle condizioni che permettono alla persona di vivere liberamente conservando la propria dignità".

Ma la Conferenza non è stata solo un susseguirsi di interventi: sono state ben definite le aree di intervento concrete del movimento da ora in poi e creati i presupposti per far andare avanti questo movimento, per raggiungere concretamente la diffusione della cultura della pace (e certamente la risonanza che ha avuto questa prima conferenza mondiale aiuterà in questo senso) e per avere una progressiva riduzione delle spese militari e disarmo nucleare.

Sono stati creati quattro gruppi di lavoro con composizione e obiettivi specifici, che presentaranno i risultati del loro operato nel corso della seconda edizione della Conferenza Mondiale di Science For Peace. Eccoli di seguito:

  • Scuola Università & Ricerca: per introdurre nei programmi d'insegnamento delle scuole l'educazione alla pace
  • La scienza al servizio della pace nelle regioni della Terra: per creare progetti concreti in ambito sanitario, civili e educativi
  • La costituzione di un esercito unico dell'UE: per formulare una proposta di creazione di una forza unica di pace paneuropea, e una complessiva riduzione delle spese militari di ogni Paese dell'UE
  • Banche e Società Civile: per la creazione, la diffusione e l'applicazione di un codice di responsabilità nel settore bancario, che vigili nei confronti dei finanziamenti all'industria delle armi

Avete seguito la Conferenza? Cosa vi ha colpito maggiormente? Credete che la strada intrapresa dal movimento sia giusta?

Le testimonianze dalla Conferenza Mondiale di Science for Peace

Le testimonianze esclusive dalla Conferenza Mondiale di Science for Peace

In questi due giorni si è svolta la Conferenza Mondiale di Science for Peace. Un momento importante per cercare di concretizzare l’impegno dell’iniziativa di fronte agli occhi del mondo.
Noi di avoicomunicare eravamo sul posto ed abbiamo seguito la conferenza, accompagnando lo streaming dall’Aula Magna della Bocconi con il nostro live blogging e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno preso parte, sul posto e da casa a questo grande evento.

Parallelamente, abbiamo seguito con voi anche l’evento Science for Peace LIVE, che si è svolto ieri dal Teatro Studio del Piccolo di Milano e che, sotto la conduzione di Alessandro Cecchi Paone, ha visto alternarsi sul palco artisti, premi Nobel, scienziati,... L’incontro si è concluso con un ospite di eccezione: anche “Internet” è salito sul palcoscenico, accompagnato dai suoi ambasciatori Riccardo Luna di Wired Italia, Chris Andersen di Wired USA e David Rowan di Wired UK, che hanno presentato la campagna Internet 4 Peace.

La Conferenza è stata anche l’occasione per raccogliere interviste esclusive, che abbiamo pubblicato sul blog nel corso della conferenza. Le abbiamo raccolte tutte in questo post che vuole essere un ringraziamento per coloro che combattono per la pace ed hanno contribuito alla realizzazione di questi due giorni importanti.

Peter Atkins, Professore di Chimica, Lincoln College, Oxford

Kathleen Kennedy Townsend, Vice Presidente Science for Peace

Claude Cohen-Tannoudji, Premio Nobel per la Fisica nel 1997

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008

Alberto Martinelli, segretario generale della Conferenza

Giancarlo Aragona, Vice Presidente di Science for Peace

Paul Rogers, Professore di Studi sulla pace alla University of Bradford

Fabio Mini,Generale dell'Esercito Italiano

Lama Paljin Tulku,Direttore Spirituale del Centro Mandala di Milano

Riccardo Luna

Alessandro Cecchi Paone

Francesco Petrelli,Rappresentante Coalizione italiana contro la povertà - GCAP Italia

Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia

Raffaella Ravinetto, Presidente di Mèdècins sans Frontières, Italia

Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"

Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003

Guido Barilla, Presidente del Barilla Center for Food and Nutrition

Francesco Vignarca, Rappresentante di Rete Italiana per il Disarmo

Emma Bonino, Vice Presidente del Senato

Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"

Luigi Ramponi, Generale dell'esercito Italiano

Rebecca Peters, Direttrice di IANSA U.K.

Brian Wood, Coordinatore di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi

Umberto Veronesi, Presidente di Science for Peace

Il pubblico in sala:

Umberto Veronesi al termine della Conferenza Mondiale

Abbiamo raccolto la testimonianza conclusiva di Umberto Veronesi, presidente di Science for Peace, al termine della Conferenza Mondiale di Science for Peace.

I commenti del pubblico alla Conferenza Mondiale di Science for Peace

Abbiamo raccolto le testimonianze del pubblico durante la Conferenza Mondiale di Science for Peace.

Intervista a Brian Wood alla Conferenza Mondiale di Science for Peace

In esclusiva per avoicomunicare l'intervista a Brian Wood, Coordinatore di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi, U.K., raccolta durante la Conferenza Mondiale di Science for Peace.