confronto

Personaggio dell'anno 2011: Nomination Cultura e Integrazione

Jean Paul Pougala 
Fondatore di Election Campaign Store, azienda attiva nella produzione e consulenza per organizzare efficacemente le campagne elettorali (nel 2011 ha partecipato a 8 delle 11 campagne elettorali tenutesi in Africa, ma sta lavorando anche nelle presidenziali del Perù, elezioni amministrative di Berlino, presidenziali di Francia 2012). Attualmente, dà lavoro a 20 persone.
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Perché. Jean Paul Pougala è stato insignito il 30 giugno 2011 del MoneyGram Award, prestigioso riconoscimento ai migliori imprenditori stranieri che hanno creato imprese in Italia (circa 400mila a inizio 2011), giunto quest’anno alla sua terza edizione. Pougala ha vinto ottenendo il miglior risultato complessivo sulle cinque categorie del concorso: crescita, occupazione, innovazione, giovane imprenditoria e responsabilità sociale. La giuria era presieduta da Vincenzo Boccia, presidente di Piccola Industria Confindustria.

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Emanuele Crialese
Regista di fama internazionale e vincitore del Leone d’Argento a Venezia con Nuovomondo, film che racconta la storia di emigranti italiani ad Ellis Island.
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Perché. Il suo quarto lungometraggio, Terraferma, la cui trama tratta dell'immigrazione clandestina dall'Africa in Italia, è stato presentato al Festival di Venezia 2011 in cui è stato accolto con una standing ovation. La storia di una piccola isola della Sicilia dove si intrecciano i destini dei suoi abitanti, toccati dagli arrivi dei clandestini, provenienti dal Nord Africa, e in particolare quelli di due donne, un'isolana e un'immigrata. Terraferma ha vinto il Premio speciale della giuria.

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Maso Notarianni
Giornalista e membro del direttivo di Emergency, direttore di Peace Reporter.
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Perché. Nell’aprile del 2011 lancia insieme a Gianna Mura la rivista cartacea "E-il mensile", il mensile di Emergency che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della pace. Un impegno che nasce da un desiderio ben preciso: "vorremmo che il nostro compito diventasse inutile e i nostri ospedali fossero vuoti e, invece, sono sempre più pieni".

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Aldo Morrone
Commissario dell'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, responsabile e ideatore dell' Istituto Italiano per la salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà presso il San Gallicano.
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Perché. Da sempre protagonisti in prima linea sul tema della prevenzione e della cura delle malattie legate alla povertà e alla migrazione, nel 2011 Aldo Morrone e la sua equipe medica hanno contribuito in modo determinante alla valutazione e alla somministrazione di cure in occasione dell'arrivo dei migranti in Sicilia, confermando un impegno e un'attenzione costante nella lotta alle malattie della migrazione. 

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Avoicomunicare vota il Protagonista dell'anno 2011!

Tra qualche giorno si chiude il 2011, un anno intenso di eventi, personaggi e avvenimenti. Avoicomunicare vuole decidere insieme a voi lettori qual è stato il personaggio dell'anno, quello che si è più distinto nei due ambiti di cui ci occupiamo: ambiente e integrazione. Ecco le nomination!

Ogni anno ha i suoi protagonisti: uomini e donne che riescono a distinguersi per le proprie idee e attività, persone in grado di dare al mondo un piccolo grande contributo con iniziative e innovazioni.

Per il 2011 la redazione di avoicomunicare ha selezionato otto nomi un po' diversi dal solito: i nostri candidati vivono tutti in Italia, una scelta dettata dalla volontà di scoprire e mostrare le realtà più virtuose a livello locale, quella che più fanno la differenza nella vita di tutti i giorni per chi vive nel paese.

Imprenditoria sociale, sostenibilità, cinema, arte, sanità ospedaliera e giornalismo sono alcuni dei rami di appartenenza dei nostri protagonisti in un viaggio a 360° nel mondo di chi cerca ogni giorno di migliorare il proprio mondo.

Curiosi? Non aspettate oltre e scoprite le nomination per le categorie Ambiente e Sostenibilità e Cultura e Integrazione!

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Le ossessioni del burqa. Parla Giancarlo Bosetti

Dall'hijab al burqa. Cos'è il velo, anzi cosa significano i molti veli per le donne che li indossano in Marocco o in Arabia Saudita, in Turchia oppure a Roma o Parigi. Si tratta di differenze che non vanno cancellate. E' sbagliato punire l'uso del velo integrale perché diverso da una tradizione, come può capitare in Europa. Nel Vecchio Continente, inoltre, c'è una grossa differenza sul modo di intendere la cittadinanza, tra chi la vede come premio alla fine di un percorso d'integrazione da parte dell'immigrato e chi la vede come strumento per l'integrazione.



La recente legislazione sull'immigrazione

Immigrazione

Ad oggi gli immigrati presenti nel territorio italiano ammontano a ca. 4/5 milioni di unità. Sono per lo più persone che hanno un passato d’irregolarità: ex clandestini, prima regolari, poi diventati irregolari e poi di nuovo regolari, grazie all’emanazione di varie sanatorie.
Le sanatorie (quelle del 1987, 1990, 1996, 1998, 2002 e l’attuale in vigore) sono state e sono tuttora dei veri e propri strumenti di regolazione.

In questi ultimi anni più che mai si avverte l’esigenza di disporre leggi di regolazione sul lavoro e il tema dell’integrazione è sempre più rilevante. Ciò che sembra non difficile da comprendere per molte persone è che per raggiungere degli obiettivi su questo fronte, è necessario un forte intervento sociale.

Nell’ultimo decennio sono state introdotte alcune novità legislative nel diritto dell’immigrazione nel nostro Paese, quali:
la regolazione delle rimesse degli immigrati, introdotta con la legge n. 40 del 1998 – più conosciuta come la legge Turco-Napolitano: il soggetto titolare del trasferimento di denaro deve esibire passaporto unitamente al permesso di soggiorno, mentre l’intermediario (addetto al trasferimento di capitali all’estero) si deve impegnare a conservare la fotocopia dei suddetti documenti per dieci anni;
il reato di ingresso, che prevede un indurimento nel contrasto dell’irregolarità: fin dagli inizi degli anni ’90, gli immigrati venivano espulsi senza garanzia giuridica. Con la “legge Martelli” la procedura si generalizza, prevedendo un periodo di 15 giorni a disposizione per la scelta del giudice, entro il quale era necessario depositare gli eventuali ricorsi per sospendere o annullare il reato - periodo poi ridotto a 5 giorni nel 1998 con la legge Turco-Napolitano, che ha introdotto inoltre il meccanismo di detenzione di 30 giorni (diventati in seguito 60 giorni con la legge n.189 del 30 luglio 2002, meglio conosciuta come “legge Bossi-Fini”);
il reato di inottemperanza dell’ordine di espulsione o reato di soggiorno irregolare (introdotto con l'art. 14, co. 5 - quinquies, del Dlgs. 286/1998, poi trasformato nella “legge Bossi-Fini”): consisteva nel soggiorno irregolare nel nostro Paese e nella conseguente pena detentiva (da 6 mesi a 5 anni), poi abolito con la sentenza della Corte di Cassazione n.223 del 15 luglio 2004, perché l’ “indebito trattenimento” è ritenuto anti-costituzionale;
l'aggravante della clandestinità ex art 61 11-bis cp (introdotta con D.L 92/2008 – cosiddetto “decreto sicurezza”), ad esclusione dei cittadini europei - per non incorrere a sanzione comunitarie: per qualsiasi reato commesso da uno straniero irregolare, la pena viene aggravata fino a un terzo rispetto a quella prevista per tutti i cittadini italiani e immigrati regolari;
il divieto di matrimoni misti e fra stranieri (viene così modificato l’art.116 del Codice civile): con la legge 15 luglio 2009 n. 94 (ricordata come “pacchetto sicurezza”) si cerca di impedire il matrimonio misto, nell’accezione di “matrimonio di comodo”; con questa norma per potersi sposare, lo straniero deve esibire il documento di regolarità del soggiorno.

Tuttavia secondo l’art. 2 del Testo Unico sull’immigrazione (nella sezione “diritti e doveri dello straniero”) il cittadino non italiano – anche irregolare - presente nel nostro Paese è titolare dei diritti umani fondamentali (come ad esempio il diritto alla salute, il diritto all’istruzione, il diritto all’infanzia etc.).

Quel che è certo è che occorre orientarsi verso una pacifica convivenza, seguendo ad esempio l’idea lanciata dal sindaco di Novara Massimo Giordano, che nella sua città ha deciso la distribuzione di bonus per evitare scuole ghettizzate etnicamente: una strategia che sembra abbia funzionato perfettamente alla creazione di classi multiculturali.

Pensi occorrano nuove o diverse leggi per regolamentare un fenomeno così complesso come quello dell’immigrazione?
Oltre alle norme e al diritto, credi che il nostro Paese abbia bisogno anche di una maggiore “educazione” alla cultura dell’integrazione?

Foto di Cinocino



Video intervista a Rita El Khayat

Rita El Khayat, una delle più importanti intellettuali del Marocco, si batte da sempre per i diritti e le libertà delle donne contro l’estremismo.
La candidata al Nobel per la pace 2008 ci racconta come è venuta a conoscenza di Science for Peace e i motivi che l’hanno spinta a farne parte.
Nell’intervista la psicologa maghrebina ci spiega le sue opinioni sulla relazione tra scienza e pace e sui modi per superare le differenze culturali esistenti tra l’Occidente e il resto del mondo.
Condividete con noi le vostre opinioni sul suo pensiero: credete come lei che “solo l’intelligenza e la sensibilità salveranno il mondo”?



L'identità nasce dal confronto?

Monique VeauteE' possibile determinare un'identità a partire da una cultura o dal confronto di più culture?

Come si può stare al passo con il mondo di oggi, così cosmopolita, multiculturale e poliglotta e nel quale la comunicazione è così profondamente cambiata grazie a social network, televisione satellitare, e mail?

E' certamente la cultura il soggetto grazie al quale poter costruire risposte a queste domande, ma soprattutto lo strumento prezioso per affrontare ogni giorno nuovi interrogativi.

E' in questa attitudine alla scoperta, la predisposizione a capire e dialogare, che si può realizzare l'integrazione: l'incontro si produce e lo scontro si risolve generando innovazione del pensiero.

L'apertura culturale ha permesso nel tempo di cogliere i profondi cambiamenti di cui è stata testimone e spesso anticipatrice: una risorsa preziosa per capire l'evoluzione della società e per aumentare la sensibilità delle persone verso gli aspetti meno evidenti del mondo e della sua complessità. E' inoltre, oggi come ieri, un fattore di stimolo alla creatività e un utile strumento per far interagire e avvicinare il diverso.

Saremo capaci in futuro di essere sempre più nomadi, spostando frontiere e barriere, giocando con la realtà ma mantenendo sempre salda la capacità di porci delle domande?

Monique Veaute