critical fashion

REcycle, da Milano al Maxxi di Roma

Eco-fashionL'Italia si veste di verde in previsione dell'Expo 2015.

A Milano apre nelle date 1, 2 e 3 dicembre la manifestazione REcycle, sostenibilità a 360° attraverso varie iniziative che si attiveranno in molte parti della città e nello Spazio A ex-Ansaldo di via Tortona 54. REcycle è promosso da Modart, un’associazione culturale che si dedica all'arte e ai giovani, e che progetta eventi e iniziative legate all’arte e allo sport.
Tema dell'evento è il riciclo proposto in differenti modalità: street food & drink, performance artistiche, sfilate, musica e radio.

Dal 2011 fino all’Expo del 2015 ogni anno un'edizione di REcycle cercherà di richiamare l’attenzione sulle tematiche ambientali scendendo per le strade e incoronando un vincitore per il concorso indetto sulla moda riciclabile presso le scuole di moda italiane.

Nei REcycle Point sarà dato modo di approfondire l’importanza della raccolta differenziata di carta, vetro e plastica con materiale esplicativo sul riciclo, gadget a tema, leaflet sulla manifestazione e contenitori per la raccolta differenziata.
Le info su Facebook.

Dal 1° dicembre al 29 aprile 2012, apre parallelamente al Maxxi di Roma la mostra Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta.
La mostra è curata da Pippo Ciorra, ed è composta di oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti, designer, video maker, con ampi sconfinamenti verso produzioni musicali e televisive.

La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il Padiglione Officina Roma in materiale riciclato del collettivo tedesco raumlaborberlin, entrambi realizzati in diretta nei giorni precedenti l’inaugurazione.

Cosa rispecchia questa tendenza al riuso e riciclo nella realtà della vita pratica di tutti i giorni? Qual è il messaggio che due eventi così legati all'arte e alla moda vogliono trasmettere?

Nella società odierna, spesso per arrivare alla sostanza bisogna passare per la forma. Se oggi l'eco-fashion, l'arte e gli eventi musicali a impatto zero possono suscitare nei giovani qualche interesse, la speranza è che in un futuro non troppo lontano questi stessi giovani abbiano compreso l'importanza e il senso dell'ecologia. Non si tratta solo di una tendenza, di una moda, ma di una necessità che va al di là del piacere di viziarsi senza avere criterio sulle conseguenze che i nostri vizi hanno sul pianeta.

Trovate che la moda green sia solo una facciata o che possa seriamente servire a migliorare il futuro? A voi la parola.

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Foto: Flickr



Milano, c'è anche la moda sostenibile

Moda e ambiente non sono mai stati così vicini come nella “Settimana della moda critica”, l’evento promosso da Isola della moda, Terra di mezzo Eventi e AG22 che si svolgerà a Milano fino al 2 ottobre. “So critical so fashion” , questo il nome provocatorio affidato all’evento, è il primo appuntamento di moda critica in Italia. Critica perché ha come obiettivo quello di abbattere i luoghi comuni che vedono nella moda solo lusso e modelle dai corpi perfetti e al contrario, sostenere un’arte della moda Made in Italy nelle creazioni di giovani designer e stilisti.

Il sistema moda ha bisogno di nuovi valori e nuove pratiche” si legge nel manifesto della manifestazione, perché “deve corrispondere ai bisogni sociali ed ambientali contemporanei e quindi non può non liberarsi dalle imposizioni novecentesche del marketing e del consumismo”. Piccole imprese di moda responsabile e stilisti giovani che lavorano su un'idea di sostenibilità anche per gli abiti. L’evento accoglie in uno show room le collezioni di 15 stilisti indipendenti selezionati su criteri di progettualità e ecosostenibilità. L’obiettivo è quello di dare valore alle piccole imprese di qualità che non solo dettano tendenza, ma allo stesso tempo sono attente al rispetto dell’ambiente, ovvero riescono a realizzare abiti di qualità ricercata e raffinata ottenendo dei risultati non solo esteticamente attraenti, ma socialmente responsabili.

Un’altra novità della manifestazione è che si presenta come un luogo aperto a chiunque, dai professionisti ai semplici amanti del fashion, e il pubblico avrà la possibilità di essere protagonista e non solo spettatore degli eventi legati alla moda.

Una delle serate previste dal programma vedrà come protagoniste in passerella non delle modelle professioniste, ma donne “comuni”, casalinghe e impiegate che vestiranno le nuove collezioni delle stagioni autunno-inverno 2010. Chiunque inoltre avrà la possibilità di provare i capi realizzati dagli stilisti ed essere protagonista di un reportage fotografico, come in un vero e proprio shooting di moda. Per chi non fosse interessato alla sfilate, il progetto prevede anche la possibilità di partecipare gratuitamente, previa iscrizione, a una serie di corsi e incontri su vari temi legati alla moda: microeconomia del settore moda, tessitura, taglio e cucito e print live. Per informazioni più dettagliate sui luoghi dell’evento e per iscriversi ai workshop gratuiti visitare il sito.



I blogger a "Fa la costa giusta! 2010"

I blogger a Fa la costa giusta! 2010

Tra i circa 65.000 visitatori della fiera del consumo critico non è mancato affatto il contributo del popolo della rete. Come avevamo anticipato ieri sono stati davvero tanti i blogger e i frequentatori della blogosfera a partecipare alla tre giorni milanese.
Abbiamo chiesto su Friendfeed ad alcuni dei partecipanti che abbiamo incontrato a Fa' la cosa giusta! la loro opinione sulle cose più belle e interessanti della fiera, e questi sono alcuni dei pareri che abbiamo raccolto.

Molto gettonati da blogger come ci_polla (su Donna Moderna) e La Rejna (curatrice di Space on Sail), l'area del laboratorio sull'orto in città, gli strumenti per il compostaggio dell'umido e tutti gli oggetti realizzati con materiali di scarto riciclati, come ad esempio tutta l'area con i sedili colorati realizzati con gli avanzi di fabbrica.

Fa' la cosa giusta! 2010

Anche a noi è piaciuto particolarmente l'utilizzo trasversale, in diversi stand, del cartone per la creazione di piccoli mobili e oggetti di design.
A tal proposito sempre La Rejna ci ha parlato dell'importanza del progetto "RICREA": dedicato al recupero di materiali di scarto plastici per creare rivestimenti di elementi d'arredo.
Ma è l'area del Critical Fashion, novità di questa settima edizione della fiera, ad aver fatto la miglior impressione, sopratutto tra il folto pubblico femminile, e lo testimonia anche l'entusiasmo di Auro e di Stefania/stered, (che ne ha anche parlato anche sul suo Recreathing che ci hanno fatto conoscere tra le altre cose le borse di garbagelab e le gonne di bergnach.

Fa' la cosa giusta! 2010

Oltre all'attenzione dedicata a tutte le iniziative legate alla sostenibilità ambientale, che come ci spiegava Iron Mauro è stata ben sottolineata in tutta l'area dedicata alla casa sostenibile, nella fiera non è mancata l'attenzione per il sociale, testimoniata dall'apprezzamento del pubblico per tutte le iniziative legate al mondo del Made in Jail e alle altre attività di recupero nelle carceri che hanno trovato molto spazio tra le file degli stand della Fieramilanocity.

Fa' la cosa giusta! 2010

Infine anche Alberto D'Ottavi ne ha parlato su Blomming, spazio dedicato alla nuova creatività e ai nuovi creativi che ha inoltre seguito in diretta la tre giorni milanesi sul suo canale twitter.