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Social TV con AVC: il commento in diretta a Exit, La7

Torna Exit, la trasmissione di Ilaria D'Amico su La7, e Avoicomunicare lancia un esperimento di "social tv": commentare in diretta assieme a voi la puntata (nota: per leggere i commenti no, ma per intervenire è necessario essere iscritti a FriendFeed).

Si parla di energia, di guerra, e di quanto questa guerra possa fare male all'Italia.

Qui di seguito la discussione: si parte alle 21:20. Fai refesh della pagina per leggere in tempo reale i nuovi commenti.



Marea Nera: i soldi valgono più della sicurezza

La National Accademy of Engeenering sta indagando le cause del disastro della marea nera che qualche tempo fa riversarono galloni e galloni di petrolio nel Golfo del Messico. La relazione definitiva sarà pronta l'anno prossimo, intanto però sono stati resi pubblici i primi risultati contenuti in un documento sulle cause dell'eruzione di Deepwater Horizon e sui possibili modi per evitare questo genere di disastri.

“In maniera poco sorprendente – scrive Andrew Revkin nel suo blog del New York Times – ci  sono segnali forti circa il fatto che le preoccupazioni sui soldi abbiamo superato le preoccupazioni riguardo alla gestione dei rischi”.

Nella relazione  della National Accademy of Engeenering si legge che le numerose rotture che contribuirono alla fuoriscita di petrolio dal pozzo di Macondo nel Golfo del Messico “suggeriscono la mancanza di adeguate misure per la gestione dei rischi, delle incertezze e dei pericoli associati alle operazioni di scavo nei fondali marini”.

Ancora più esplicitamente il tema è ripreso da Joel Achenbach sul Washington Post. Il giornalista americano rileva che nella relazione si sottolinea che i rischi sono parte integrante di questo genere di operazioni e spesso in certe industrie non sono pienamente riconosciuti. “È roba pericolosa – sbotta Achenbach – l'unico modo per stare sicuri al 100 per cento è non fare quelle perforazioni”. Ma ovviamente dobbiamo confrontarci con realtà, conclude il giornalista americano: “Negli Stati Uniti utilizziamo un sacco di petrolio. Ne siamo drogati. Da qualche parte deve pur venire. Se vuoi petrolio che sia prodotto nel tuo paese devi andare dove sta il petrolio, come ad esempio nel Golfo del Messico”.

Immaghine tratta dall'album Flickr di SkyTruth http://www.flickr.com/photos/skytruth/4733159713/sizes/z/in/photostream/



Senza controllo

Quanto accaduto nei giorni scorsi, con la contaminazione delle acque dei fiumi Lambro e Po, rappresenta un episodio gravissimo: Mario Tozzi ci spiega quali sono i danni causati dall’atto criminale e ci avverte sui pericoli che nelle prime stime sono stati incautamente sottovalutati.

Senza Controllo

Il disastro partito dallo scarico criminale di gasolio e olio combustibile nel fiume Lambro si conclude nel Mare Adriatico dopo aver interessato il Po e il suo delta con un bilancio che non può essere né definitivo né consolante. E ci vorranno alcune settimane per valutare appieno la pesantezza del colpo subito dall’ecosistema più importante e delicato d’Italia: i milioni di uccelli di passo che si posano fra la fitta vegetazione della laguna, gli anfibi, i piccoli rettili e i pesci avranno significative difficoltà nel reperimento del cibo a causa di quella patina oleosa che gli idrocarburi più leggeri lasciano sull’acqua. Mentre c’è il rischio che i molluschi come le vongole finiscano impastati nella parte più pesante della morchia nera, così come le sabbie del delta, che costituiscono il filtro naturale per la pulizia delle acque, e che si troverà irrimediabilmente intasato per anni. Basta una quantità irrisoria di idrocarburi per rendere inutilizzabili cozze e vongole. La patina sottile e superficiale non ha contaminato l’acquedotto di Ferrara, ma non è ancora possibile stabilire se verrà assorbita e in che misura dalle colture delle aree golenali. Ma possibile che nessuno abbia controllato? E chi ha prevenuto? Esiste un sistema di allerta e pronto intervento? E’ equipaggiato a dovere per affrontare una simile urgenza? Attendiamo una risposta a queste legittime domande.
Il Delta del Po in questo momento è poi estremamente vulnerabile anche a causa del livello alto delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico. Vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione. In caso di avvelenamento non sarebbe solo uno degli ecosistemi più ricchi del nostro Paese a pagare il prezzo, ma anche le attività che sostengono economicamente questo territorio, come la pesca e il turismo. Andrebbero perciò garantite aree incontaminate da utilizzare come rifugio per gli uccelli attualmente presenti nelle aree direttamente interessate dall’onda nera.
In definitiva non è vero che nemmeno una goccia arriverà in mare, anche se il disastro catastrofico è stato evitato: si registra molto meno di una parte per milione di idrocarburi (limite di legge), ma quei valori sono comunque molto più elevati di quelli che si constatano normalmente. L’emergenza cioè è finita, ma non la più difficile fase della bonifica, che dovrà interessare proprio l’accumulo e la persistenza di idrocarburi nei sedimenti del fondo per periodi lunghi. Per non parlare del depuratore dell'Asl San Rocco, che ha salvato il fiume ma che è rimasto fuori uso, intasato dagli idrocarburi, e non ha potuto così filtrare i liquami di 800.000 lombardi che ora finiscono tranquillamente in alveo, aggravando l’inquinamemto chimico con quello biologico.

Mario Tozzi

Foto di pollobarca2



A fianco del popolo di Haiti

A fianco del popolo di Haiti

Il terribile terremoto che il 13 gennaio scorso ha sconvolto Haiti radendo al suolo la capitale Port-au-Prince e uccidendo decine di migliaia di persone, ha gettato nel caos la piccola nazione caraibica. I sopravvissuti, gli sfollati necessitano di aiuti immediati e numerose organizzazioni umanitarie – oltre ovviamente ai governi di tutto il mondo – si stanno adoperando per portare cibo, acqua e generi di prima necessità alla popolazione locale.
Avoicomunicare e Telecom Italia si sono prontamente attivate per sostenere lo sforzo di chi lavora in condizioni difficilissime al recupero e al soccorso dei superstiti.
Eccoci quindi schierati anche a fianco del World Food Programme delle Nazioni Unite: sul sito (raggiungibile al link https://it.wfp.org/donate/haiti-telecom) è possibile effettuare una donazione tramite carta di credito all’organizzazione internazionale che sin dalle prime ore dopo la terribile scossa si è attivata a pieno regime.
Anche in questo modo possiamo dare un aiuto concreto alle popolazioni terremotate.



L'incubo di Haiti

Incubo di Haiti

La potenza distruttiva della natura non ha limiti: il terremoto che tre giorni fa ha devastato Haiti e la sua capitale, Port-au-Prince, potrebbe aver ucciso più di centomila persone.
É ancora difficile avere dei dati o delle stime ufficiali, ma la situazione documentata dai media, da Flickr e da twitter è drammatica: per leggere un punto di vista diretto è possibile seguire i tweet aggiornati da Carel Pedre, dj molto popolare nell’isola caraibica.

Il disastro assume i connotati della tragedia se si considera il fatto che Haiti è il paese più povero delle Americhe: secondo il World Factbook della Cia, la Repubblica di Haiti ha 9.035.536 abitanti, dei quali solo il 3,4% ha speranza di superare i 64 anni di età.

L'isola, già colpita nell'estate 2004 dall'uragano Jeanne vive in questo momento uno stato di emergenza umanitaria: anche se i dati sulle vittime non sono precisi, sicuramente il fatto che siano rimaste almeno trecentomila persone senza tetto richiede una mobilitazione immediata da parte della comunità internazionale.

Attualmente è infatti in corso una missione internazionale di aiuto sotto l'egida dell'ONU, che vede la presenza di un contingente guidato dal Brasile e dagli Stati Uniti.

Anche la rete si sta mobilitando per aiutare le popolazioni colpite: moltissime le persone che stanno donando fondi online tramite una pagina iTunes da cui è possibile inviare donazioni alla Croce Rossa Americana.

Anche avoicomunicare e Telecom Italia si sono prontamente attivate: dal 15 al 31 gennaio 2010; sostieni anche tu con noi le organizzazioni di AGIRE (Agenzia Italiana Risposta alle Emergenze). Per farlo puoi:

  • donare 2 euro, inviando un SMS solidale al numero 48541, da tutti i telefoni fissi abilitati dei clienti Telecom Italia e da tutti i telefonini personali di Rete Mobile dei clienti Telecom Italia;
  • donare 2 euro chiamando da una linea fissa Telecom Italia il numero 48541;



Al termine dell'iniziativa Telecom Italia verserà ad AGIRE l'intero ammontare di tutti gli importi effettivamente donati. I fondi raccolti verranno destinati ai bisogni più urgenti: cibo, acqua potabile, medicinali, ripari temporanei.

Foto di United Nations Photo