Riciclo al 100%, un mondo sostenibile a rifiuti zero.
Lucart Italia ha presentato a Milano la nuova gamma di prodotti in carta derivata al 100% dai contenitori TetraPak.
L’azienda, già orientata a principi di sviluppo etico e sostenibile, ha così aggiunto un plus alla sua "carta che non taglia gli alberi" utilizzando i materiali che compongono il celebre contenitore.
L'innovazione sta nella collaborazione con Tetrapak Italia e alcune cartiere che forniscono i Tetrapak provenienti dalla raccolta differenziata di Italia e Francia al Gruppo Lucart, che li ricicla interamente dando vita a una linea etica completamente green.
Come?
I contenitori Tetrapak, correttamente smaltiti, finiscono per il 74% nella carta e per il restante 26% nella plastica e alluminio. La prima viene riciclata nella produzione di carta igienica, tovaglioli, asciugamani, panno carta e fazzoletti, mentre i secondi servono alla creazione di prodotti finiti (accessori da ufficio come righelli e penne).
Si tratta di un'evoluzione del tema dell'ecologia: una richiesta ai cittadini di maggiore attenzione nella raccolta differenziata, al fine di rendere quanto più efficace il riciclo e il riuso di materiali che andrebbero altrimenti a finire negli inceneritori o nelle discariche, inquinando così non solo l'aria che respiriamo, ma anche le falde acquifere e il terreno.
In Italia non tutti i comuni dedicano la raccolta differenziata al Tetrapak, così innovativo, ma anche così difficile da separare e smaltire. Per scoprire se il proprio comune raccoglie questi contenitori è sufficiente consultare il sito www.tiriciclo.it dove viene indicato se e come la raccolta differenziata è attiva.
È un passo avanti per l'Italia e un ottimo spunto per tutti i paesi d'Europa, in quanto l'emergenza rifiuti è da tempo motivo di preoccupazione per i cittadini e per i governi, sempre più consapevoli che raccolta differenziata è imprescindibile per vivere nel rispetto del pianeta.
Vi sembra chiedere troppo?
POST CORRELATI:
Detersivi alla spina per ridurre gli imballaggi e i rifiuti in plastica>>
La Settimana europea per la riduzione dei rifiuti>>
Questo week-end, a Roma, si terrà un appuntamento molto interessante per la blogosfera italiana. Si tratta della #GGDRoma4 aperitivo tecnologico dedicato alle green technologies più innovative e ai piccoli modi di essere ecosostenibili nel quotidiano.
Avoicomunicare parteciperà alla serata del 5 Marzo, per ingannare l'attesa abbiamo chiesto allo staff delle Girl Geek Dinners Roma di raccontarci come è nata l'idea.

Ci chiedono come ci sia venuta l'idea di organizzare una ggd dedicata all'ecosostenibilità. In realtà, non c'è nessuna "lampadina". Eravamo sedute al tavolo del nostro solito localino per la prima riunione ggd dell'anno e passavamo in rassegna il lungo elenco dei punti in agenda da discutere. Ovviamente prima di tutto veniva la scelta del tema per la ggd successiva. Non sappiamo bene come, perchè, ma l'ecosostenibilità ci frullava in testa da tanto.
Sarà che fra le tante location romane che avevamo visitato per i nostri eventi e che ci aveva già affascinato e convinto c'era anche L'Antù, che più che un locale è sopratutto uno spazio, un laboratorio, un "work in progress" tutto incentrato proprio sul "facciamo eco".
Sarà che noi ggd siamo tutte un po' "green". Ci piace la tecnologia che migliora la nostra vita, ma risparmia quella del pianeta. Ci fa sentire bene pensare che quello che usiamo e buttiamo via verrà poi riciclato, riusato, trasformato, convertito in qualcosa di altrettanto utile per noi o qualcun'altro.
Ma ecco, diciamocelo, non è che fossimo (e non lo siamo neanche ora) tutte delle grandi esperte. Così organizzare una girl geek sull'ecosostenibilità era uno stimolo anche per noi, per saperne (molto) di più, per conoscere chi si sta attivamente occupando del nostro pianeta, per dare visibilità alle "green technologies", per imparare quelle due o tre cose che tutti possono fare nel quotidiano per contribuire.
Il tema era quindi bello che deciso e bisognava solo darsi da fare con trovare sponsor, speaker, locale e tutto il resto. Onestamente, nonostante le ultime settimane siano state decisamente impegnative lato organizzativo, moltissime cose sono "venute da sè".
Abbiamo ricevuto tantissime richieste di partecipazione: ragazze che ne sapevano di più e volevano "parlarne" a tutte noi, giornali e media interessati a diffondere la nostra idea e alla fine anche uno sponsor realmente "eco", che, nonostante fosse lontano dal mondo della rete e dei social network, ha deciso in un paio di giorni di contribuire economicamente all'evento.
Insomma, certamente ognuno di noi potrebbe veramente impegnarsi di più per rendere le nostre attività di tutti i giorni più sostenibili, ma l'attenzione ricevuta da questa quarta Girl Geek Dinners Roma ci dimostra che in giro, in rete prima di tutto, c'è tanta, ma tanta voglia di fare di più e sopratutto sapere come farlo.
GGD Roma Staff