Mario Tozzi continua le sue riflessioni sull’inquinamento urbano ed il traffico. Decisioni politiche che non hanno incentivato l’utilizzo dei mezzi pubblici, certo, hanno contribuito ad una diffusione così estesa delle automobili. Ma la situazione italiana è figlia anche di una cultura individuale abituata ad utilizzare la macchina privata per ogni minimo spostamento: “noi siamo quelli che usano l’auto anche per scendere a comprare le sigarette”.
Mario Tozzi ha rinunciato alla macchina, per spostarsi con mezzi più eco-compatibili (moto, car-sharing,...). E voi? Raccontateci la vostra esperienza!
A Copenhagen e Nuova Delhi abbiamo purtroppo constatato che l’impegno dei governanti a ridurre le emissioni, diminuire l’inquinamento e migliorare il rapporto con l’ambiente è ancora insufficiente.
Per fortuna ci sono istituzioni, aziende e cittadini che credono davvero nella possibilità di uno sviluppo sostenibile: è il caso del progetto CRESCO – Crescita Compatibile, promosso dalla Fondazione Sodalitas.
Il progetto si propone di diffondere la cultura della sostenibilità attraverso un’alleanza tra imprese avanzate e territori virtuosi (definiti appunto Isole CRESCO), in cui le imprese trasferiscono le loro buone pratiche di sostenibilità a cittadini, giovani e comunità locali.
Obiettivo generale del progetto, è il passaggio da una sostenibilità predicata ad una sostenibilità praticata, sia dal singolo cittadino che dalla comunità.
Tre gli aspetti fondamentali sui quali la sinergia tra imprese, amministrazioni, cittadini e aziende dovrà focalizzarsi: Risparmio ed energia, Recupero, riciclo e smaltimento, Mobilità Sostenibile.
CRESCO è frutto della sinergia con il Politecnico di Milano, con il contributo di Regione Lombardia e in collaborazione con ANCI, Legambiente, Cittadinanzattiva, The natural step.
Proprio oggi, in una conferenza stampa a Milano, è stato presentato al pubblico il progetto e i primi tre Comuni italiani che si candidano a diventare “Isole CRESCO”: Abbiategrasso (MI), Carugate (MI) e Morbegno (SO).
Dopo di loro, Sodalitas e gli organizzatori sono convinti di poter estendere il progetto a molte altre realtà - anche del centro e del sud - che vorranno adoperarsi per migliorare la propria crescita in direzione della sostenibilità.
Conoscete altri progetti simili, anche di minore portata? Vorreste che il vostro Comune diventasse un’Isola CRESCO?

Copenhagen anche a Natale resta ecosostenibile: il consueto albero di Natale, infatti, sarà addobbato in chiave green in occasione del COP15, il vertice ONU sul clima.
La particolarità dell’albero è data dalla possibilità di pedalare su delle bici che alimenteranno l’illuminazione dell’albero di Natale. L’utilizzo di questa nuova forma di illuminazione natalizia farà risparmiare esattamente nove tonnellate di CO2.
Sicuramente non sarà difficile trovare volenterosi ciclisti nella città danese che vanta il primato mondiale per piste ciclabili (più di 350 km).
L’albero si trova nella City Hall Square, nel centro della città, in modo che turisti e passanti possano pedalare volontariamente e contribuire all’illuminazione dell’albero.
E così, dopo l’albero di Copenhagen, anche Milano ha deciso di seguire la strada della sostenibilità ambientale e costruire un albero illuminato con luci a led, alimentato da 9 biciclette ( 5 per adulti e 4 per bambini) che renderanno la struttura autosufficiente dal punto di vista energetico. L’albero “green” made in Italy sarà alto 6 metri e arricchito da 100 metri di filo a led multicolore. Un Natale eco sostenibile che farà del centro di Milano e di Piazza Cairoli un punto di incontro per l’educazione e la sensibilizzazione verso stili di vita sostenibili.
Infatti ci saranno anche altre iniziative correlate, come Puzzle4Peace, che intende promuovere progetti di solidarietà e sostegno alla cooperazione attraverso un gioco semplice ed antico, il puzzle appunto: ogni tessera del puzzle è un vero e proprio oggetto di design eco sostenibile realizzato con materiali compatibili con l’ambiente.
Altra esperienza simile è stata organizzata per il Natale di Bologna in Piazza Maggiore, dove verrà allestita un’area verde di 800 metri quadrati, con tanto di casa di Babbo Natale, un bosco con prato, piante vive a forma di slitta e di renne. A dominare la scena sarà un pino alto 14 metri illuminato in maniera sostenibile attraverso delle eco-bike. Dodici bici di cui 4 a misura di bambino forniranno l’energia alle luci rosse e ai led bianchi.
E nella vostra città ci sono esempi di Natale Ecosostenibile?
Come sarà invece il vostro Natale in casa?

Il soggiorno a Copenaghen sta finendo e proprio con la città di Copenaghen, intesa come pubblica amministrazione, concludiamo le nostre interviste.
Copenaghen è la città più verde d’Europa: il primato è stato stabilito dallo European Green City Index, lo studio Siemens sulla sostenibilità ambientale presentato nei primi giorni di COP15. I dati che vengono valutati per la stesura della classifica tengono conto di varie categorie: livello emissioni CO2, energia, edifici, trasporti, acqua, rifiuti e uso del terreno, qualità dell'aria e governance ambientale.
I funzionari responsabili di politiche ambientali e del programma sulle biciclette tengono fede alla fama e ci raccontano i progetti su cui stanno lavorando e ai processi virtuosi che stanno cercando di innescare. Particolare importanza viene data alla partecipazione dei cittadini: il loro feedback è considerato fondamentale, specialmente quando si progettano soluzioni specifiche per strade e quartieri, cosa che Copenaghen sta facendo in molti modi.
Nel frattempo, al Bella Center, sembra che le trattative non stiano facendo i progressi sperati. Ci saranno ancora manifestazioni, speriamo non scontri, ci saranno ancora palchi e persone che applaudono ma nessuno tra i danesi con cui ho parlato in questi giorni è ottimista circa il raggiungimento di un risultato concreto e adeguato all’emergenza. E, soprattutto, resta la convinzione abbastanza generalizzata che debba essere la politica a fare passi coraggiosi, a dare una visione del mondo come dovrebbe essere.
A noi resta la fortuna di aver visto un pezzo di città di cui i media non parlano o parlano poco: cosa pensano le persone, gli attivisti, chi lavora nelle istituzioni per costruire una città migliore.
Klaus Bondam, assessore all’Ambiente e alla Mobilità della città, ha recentemente detto: “Qui a Copenaghen cerchiamo soluzioni che possano salvare il mondo. Vogliamo essere di ispirazione ad altre città”. Gli obiettivi ambiziosi e l’impegno nel raggiungerli da parte sembrano dimostrarlo
Abbiamo appena finito le intervista di oggi quando iniziano i primi fiocchi di neve. È tempo di ripartire, vedremo da casa i risultati finali di COP15, magari con un orizzonte un pò più ampio di cinque giorni fa.
E grazie a tutti!

“Un progetto di amicizia per l’ambiente e per il popolo Maya” recita lo slogan del progetto “Vento e sole”. Di che cosa si tratta? Il progetto si propone di portare l’energia elettrica a Chimel, un villaggio Maya del Guatemala, con tecnologie che utilizzino fonti rinnovabili.
Il progetto ha tra i promotori la Fondazione Capitano Ultimo e il patrocinio di Rigoberta Menchù Tum, premio Nobel per la Pace nel 1992, nativa di Lay Chimel.
L’iniziativa è partita nel novembre 2001 e molti sono stati coloro che vi hanno contribuito attivamente: registi, giornalisti e non ultima la Nazionale Italiana Cantanti, che ha destinato il ricavato delle “Partite del cuore”.
Che cosa è stato fatto e che cosa c’è ancora da fare? Sono stati già realizzati impianti d’illuminazione alimentati con energia fotovoltaica, eolica e idrica, uniti a sistemi di accumulo a batterie. Queste forme di energia permettono di sfruttare le caratteristiche e le provvigioni naturali del luogo, salvaguardando le risorse locali senza il bisogno ricorrere a fonti a emissioni inquinanti. Attualmente con i fondi raccolti si sta costruendo una struttura per ospitare forme di turismo ecologico a basso impatto ambientale, che permettano la conoscenza della cultura Maya e delle tipicità della natura di Lay Chimel tramite visite guidate e approfondimenti. Un modo per portare avanti una cultura di rispetto delle tradizioni e delle peculiarità di un popolo attraverso la conoscenza.
Completato questo step, il progetto prevede anche la costruzione di una scuola elementare e di una scuola media, anch’esse alimentate e illuminate con energia fotovoltaica, per garantire un’istruzione adeguata e spazi ricreativi ai ragazzi.
Per saperne di più sul progetto Vento e Sole.
Foto di Edgar Zuniga jr.

270 mila metri quadrati: questa è la dimensione dei tetti di copertura dei padiglioni espositivi di Fieramilano, a Rho-Pero. Entro l'estate del 2010 su questa superficie verrà installato l'impianto fotovoltaico su tetto più grande del mondo.
Il progetto è guidato da Sviluppo Sistema Fiera S.p.A., una società controllata dalla Fondazione Fiera Milano. E' in fase di aggiudicazione e si stima che i lavori inizieranno a settembre. Per dimensione e quantità di energia prodotta supererà nettamente l'impianto General Motors di Saragozza, attualmente il più vasto esistente (con una produzione d'energia di circa 12 MW).
I pannelli fotovoltaici milanesi avranno una potenza di circa 18 MW (corrispondenti a circa 18/20 milioni di KWh/anno): tale energia può soddisfare il fabbisogno di una cittadina di 20.000 abitanti per un anno; oltretutto la potenza prodotta non verrà sfruttata dal centro fieristico, già dotato di un impianto elettrico, ma sarà rivenduta al gestore dei servizi elettrici. La struttura infatti sarà appaltata in affitto per vent’anni prima di divenire esclusiva proprietà di Fieramilano.
Questa energia sarà quindi creata in maniera pienamente sostenibile, sfruttando la potenza del sole: il risparmio di emissioni di CO2 (anidride carbonica) calcolato è di 0,35 Kg ogni KWH prodotto, ovvero cinque tonnellate di anidride carbonica annuale.
La zona, dove una volta sorgevano le raffinerie Agip, verrà quindi riconvertita a centrale d'energia pulita: un segnale sicuramente positivo per l'ambiente.
Quali altre aree urbane italiane potrebbero essere sfruttate per l'energia fotovoltaica? Vorreste vedere questi impianti anche nelle vostre città?

Da un sondaggio presentato al Forum Qual Energia di Roma, si evince che per gli Italiani le due fonti principali da cui ricavare energia dovrebbero essere l’eolico e il solare. Il nucleare riveste solo il 14% delle scelte ed è comunque ritenuto pericoloso e costoso.
La consapevolezza e l’informazione in materia è sicuramente ampia, e positivo è anche il parere dei nostri connazionali sulle fonti rinnovabili.
Non solo: il 37,7% degli intervistati sarebbe anche disposto a investire o pagare di più pur di avere a disposizione fonti di energia pulite e sostenibili.
Chi sarebbe disposto a impegnarsi in prima linea, pagando quote superiori, pur di utilizzare energia rinnovabile, pulita e sostenibile?
O magari lo fate già: raccontateci che energia utilizzate nei commenti.
Foto di Strocchi