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Più libri più liberi: la piccola editoria va in scena a Roma

più libri a romaDal 7 all'11 dicembre la piccola e media editoria si incontra a Più Libri Più Liberi, nella cornice maestosa del Palazzo dei Congressi di Roma. Siamo andati a vedere cosa leggono oggi in Italia milioni di lettori in Italia. E abbiamo scoperto che la voce delle seconde generazioni è sempre più apprezzata.

Cresce l’interesse per l’altro

Non è un segreto che il 2011 sia stato un anno in cui si è parlato di cittadinanza, integrazione e seconde generazioni come mai prima d'ora: una questione riguardo alla quale non è più possibile non avere un'opinione. I lettori italiani vogliono sapere di più sui propri nuovi concittadini, su chi è nato o vive da anni in Italia e si trova culturalmente diviso tra questa e il paese dei propri genitori. L'interesse per l'altro c'è e si vede, e questo viene confermato anche da chi non si occupa propriamente di scrittura, come la casa editrice francese Assimil, specializzata in lingue straniere. Al di là dei corsi "canonici", come quelli dedicati a inglese e francese, cresce la richiesta di apprendere almeno le basi di romeno e arabo da parte dei singoli, mentre le aziende, interessate a investire all’estero, richiedono corsi di lingue quali il russo, il turco, il coreano e, soprattutto, il brasiliano.

America Latina, che passione!
Non mancano tante realtà che pur non parlando esplicitamente di integrazione o di autori stranieri in Italia orbitano attorno al mondo della comunicazione in altre lingue e alla letteratura proveniente da altri luoghi: è il caso dei numerosi progetti presentati in fiera dedicati all'America Latina, come il ciclo di incontri promosso dall' IILA, l'Istituto Italo Latino Americano, dal titolo "America Latina tierra de libros", giunto alla quarta edizione. Nei quattro giorni dedicati all'iniziativa si parla di lingua, di trasmigrazione, di memorie e di scrittura, per ribadire anche la profonda fascinazione dell'Italia nei confronti di tutta l'America Latina, confermata anche dalla nuova proposta editoriale di Minimum Fax: "Sur", una collana dedicata gli autori del luogo (come suggerito dal nome "sud") e presentata in occasione della fiera.

Stranieri che scrivono in italiano
Uno dei fenomeni forse più interessanti è però quello della scrittura translingue: autori che, pur avendo un bagaglio culturale e linguistico "altro", decidono per vari motivi di scrivere nella lingua del paese dove vivono. In Italia il caso più famoso e conosciuto è quello di Amara Lakhous, algerino di nascita, ma romano di adozione, che ha guadagnato i favori del pubblico prima con "Scontro di civiltà per un ascensore a Piazza Vittorio" e, in seguito, con "Divorzio all'islamica in Viale Marconi

Per saperne di più abbiamo visitato lo stand delle Edizioni E/O, una delle case editrici più attive nella pubblicazione di scrittori translingue: nella loro scuderia Amara Lakhous, ma anche Cristina Ali Farah e tanti altri.

- Come è nato l’interesse per la scrittura translingue?

La casa editrice nasce da subito con un forte occhio verso quello che succede fuori dall'Italia - racconta Francesco Fago Esposito -. Tanto che il nome della casa editrice, est/ovest, deriva proprio dalla volontà di portare qui prodotti culturalmente e geograficamente lontani. L'apertura verso l'Italia c'è stata con le opere di Massimo Carlotto, e con il tempo siamo arrivati a pubblicare opere di scrittori come Lakhous, Ali Farah, Laila Wadia…autori e autrici che vivono in Italia, scrivono in italiano, ma che provengono da altre parti del mondo.

- Come gli autori motivano la scelta di scrivere in una lingua che non è quella delle loro origini?

"I casi sono vari: spesso la lingua per così dire acquisita è la lingua del quotidiano, in altri casi è proprio la lingua d'origine che non si presta a un certo tipo di scrittura. Mi viene in mente Anna Moi, scrittrice vietnamita che vive in Francia e scrive in francese. La Mio ha dichiarato che il vietnamita è una lingua troppo maoista per permettere una piena espressione, non le dava insomma gli strumenti che riteneva necessari per esprimersi pienamente. Una lingua non è mai solo un sistema di grammatica e parole, ma esprime anche un bagaglio culturale e simbolico, un'eredità che a volte lo scrittore sente di rifiutare o non sente propria.

- È cambiato l'interesse del pubblico nei confronti di scrittori italiani di seconda generazione?

Le seconde generazioni sono in una situazione difficile: combattono per la propria identità, sono combattute tra il paese dei propri genitori e quello dove loro hanno sempre vissuto, e spesso in letteratura vivono questa tensione. Il discorso naturalmente cambia per le terze, quarte generazioni: parliamo di persone nate e vissute in Italia, di italiani a tutti gli effetti che vivono pienamente la realtà del paese. Negli ultimi anni il pubblico ha dimostrato più interesse verso questi temi, e noi di E/O ci aspettiamo che cresca ancora di più. Si tratta di realtà e punti di vista freschi e diversi, che non possono essere ignorati. E’ per questo che sono sicuro che vedremo sempre più autori e lettori sempre più attenti."

Mai letto qualcosa di questi autori?

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Change Up! A Milano il salone dei consumi sostenibili

Change UpA Milano, nel weekend del 18, 19 e 20 novembre al SuperStudioPiù è stato allestito il salone Change Up! dedicato ai nuovi consumi e alla sostenibilità.
In quanti modi si può adattare la propria vita alle esigenze del pianeta senza perdere i piaceri della tavola, della cura di sé e della propria casa, dei viaggi e dello shopping?
A Change Up! le risposte sono molteplici: a partire da una necessaria decrescita  che comporta scelte di vita più oculate come il riuso e il riciclo, o l'impiego di prodotti cosmetici o alimentari o per la casa in armonia con il nostro organismo, è possibile vivere una vita nel rispetto dell'ambiente senza però sacrificare o intaccare i normali bisogni e anche, volendo, la voglia di viziarsi.

Nel salone dei nuovi consumi erano presenti stand dedicati a viaggi, arredamento, cosmesi, eco-fashion e bigiotteria, pulizia della casa, ma anche associazioni solidali, editoria ed edilizia.

Il futuro si riempie alla spina: per la pulizia della casa e del corpo i prodotti di Ricaricando sono realizzati con formulazioni avanzate, frutto di ricerche e studi scientifici condotti per ottenere prodotti altamente biodegradabili. Le tre gamme di prodotti Bio, Eco e Idro offrono una vastissima scelta per l'igiene della casa, del bucato e del corpo in tutta sicurezza anche per i bambini.

I vasi naturali di Vipot nascono dalla Lolla di riso, il guscio esterno del chicco di riso ricavato come scarto dalla sua raffinazione e amalgamato con un impasto naturale. Vipot non solo è naturale ed ecologico, ma si può anche interrare direttamente eliminando il problema dello smaltimento e agevolando le condizioni di crescita della pianta.

Le ragazze di Cami Gualta, creative e amanti del riciclo, riciclano camere d'aria per creare splendidi gioielli e accessori come borsette, orecchini e collane, in una linea tutta dark, elegantissima e creativa.

Gli ingredienti dei cosmetici Dr. Hauschka provengono da coltivazioni biologiche controllate sostenute da progetti equi e solidali, nel rispetto dei lavoratori in Bulgaria, Afghanistan, India e molti altri paesi, come alternativa alle coltivazioni dell'oppio. I prodotti per la pelle ne favoriscono l'auto-rigenerazione lasciandola libera di respirare e detossinarsi. Altri prodotti sono dedicati all'igiene personale, al periodo della gravidanza e all'infanzia, agli uomini e al make-up.

Non mancano i banchetti dedicati a frutta e verdura biologiche consegnate direttamente a casa, come PortaNatura che dalle colline del Gavi consegna direttamente a casa prodotti biologici, equi e solidali, di qualità, con un packaging a basso impatto ambientale, dal produttore al consumatore secondo i principii di economia equa.

Per chi ama viaggiare, le vacanze ecosostenibili di EcoTurismOnline offrono consigli su itinerari e indirizzi alla scoperta dei luoghi più belli d'Italia con particolare attenzione all'ambiente. Con un click si possono scoprire guide per strutture ricettive, ristoranti a km0, negozi e aziende bio, attività all'aria aperta; punti di vista di esperti del naturale, imprenditori con idee innovative, news sull'energia alternativa, l'alimentazione, la bellezza bio e molto altro.



"Fa' la cosa giusta!" vista dalle aziende: Prestiamoci

Fa' la cosa giusta! 2010

"Fa la cosa giusta!" 2010 è stata un occasione per le persone e per le aziende di mostrare agli altri i propri comportamenti sostenibili. Ne abbiamo parlato con una delle persone impegnate in questa manifestazione di tre giorni, Micaela Calabresi di Prestiamoci, parte del progetto Ufficiosostenibile.

Cos’è Prestiamoci?

Da un anno circa mi occupo di social media marketing e digital pr per Prestiamoci, un’azienda di Ivrea che ha sviluppato una piattaforma online di prestiti tra persone. Prestiamoci si muove negli ambiti della finanza sostenibile e dell’innovazione tecnologica e, da gennaio di quest’anno, ha trasferito la sede milanese all’interno di The Hub, un incubatore di idee e progetti che nascono dall’incontro di diverse aziende che condividono gli spazi di questo moderno openspace nato nel mezzo di Chinatown.

Prestiamoci è operativa dal 1 ottobre 2009 e, pur essendo un progetto interamente attivo sul web, ha scelto di affiancare a quella che sembra ormai essere una “tradizionale comunicazione online”, anche una forte presenza sul territorio, in modo da farsi conoscere attraverso le persone che ne fanno parte.

Com’è nata l’idea di partecipare a "Fa’ la cosa giusta! 2010" ?

L’idea di partecipare a Fa’ la cosa giusta! è nata proprio all’interno di The Hub parlando con gli altri “inquilini” dell’ufficio, principalmente per tre motivi:

  1. come occasione per incontrare di persona chi già era a conoscenza del progetto;
  2. per far conoscere Prestiamoci a un sempre maggior numero di persone;
  3. in occasione del lancio di Ufficiosostenibile: un progetto che riunisce diverse aziende che collaborano per offrire alle start-up un “ufficio chiavi in mano” realizzato secondo i valori dell’ecosostenibilità.

Come giudichi l’iniziativa?

Durante questi 3 giorni di fiera abbiamo avuto l’opportunità di ricreare un ambiente informale e innovativo all’interno di un ampio stand che ci ha permesso di presentare Prestiamoci sia come singola azienda, sia come realtà coinvolta nel progetto Ufficiosostenibile.

L’affluenza è stata notevole già a partire dalla mattina di venerdì, durante la quale centinaia di ragazzi provenienti dalle scuole di Milano e dintorni hanno affollato i padiglioni, guidati da insegnanti curiosi e capaci di coinvolgere e interessare i ragazzi ai temi più ostici (persino alla finanza!).

Sabato e domenica, alla faccia della primavera che finalmente ha fatto capolino in città, quasi non si riusciva a camminare tra gli stand.

Credo che una delle chiavi del successo di Fa’ la cosa giusta!, sia la varietà di realtà e argomenti trattati. Nel nome della sostenibilità e del vivere in modo consapevole e attento agli altri, si possono affiancare e, addirittura far interagire, mondi – in apparenza – lontani anni luce uno dall’altro: informatica, artigianato, editoria, cibo, finanza, e via dicendo.

Qual è secondo te l'area della fiera che ha riscosso più successo da parte del pubblico?

Credo ci sia una distinzione da fare: per quanto riguarda il pubblico sotto il metro e venti direi che gli asini al centro del Padiglione 1 e i laboratori creativi per bambini siano stati un enorme successo (posso contare su fonti attendibili), mentre per i “grandi” i settori più in voga sembrano essere stati moda etica, editoria ed enogastronomia, senza ovviamente dimenticare la soleggiata terrazza allestita da Esterni con le “Sdraio per tutti”, uno straordinario luogo d’incontro caratterizzato dall’obbligo di saluto



I blogger a "Fa la costa giusta! 2010"

I blogger a Fa la costa giusta! 2010

Tra i circa 65.000 visitatori della fiera del consumo critico non è mancato affatto il contributo del popolo della rete. Come avevamo anticipato ieri sono stati davvero tanti i blogger e i frequentatori della blogosfera a partecipare alla tre giorni milanese.
Abbiamo chiesto su Friendfeed ad alcuni dei partecipanti che abbiamo incontrato a Fa' la cosa giusta! la loro opinione sulle cose più belle e interessanti della fiera, e questi sono alcuni dei pareri che abbiamo raccolto.

Molto gettonati da blogger come ci_polla (su Donna Moderna) e La Rejna (curatrice di Space on Sail), l'area del laboratorio sull'orto in città, gli strumenti per il compostaggio dell'umido e tutti gli oggetti realizzati con materiali di scarto riciclati, come ad esempio tutta l'area con i sedili colorati realizzati con gli avanzi di fabbrica.

Fa' la cosa giusta! 2010

Anche a noi è piaciuto particolarmente l'utilizzo trasversale, in diversi stand, del cartone per la creazione di piccoli mobili e oggetti di design.
A tal proposito sempre La Rejna ci ha parlato dell'importanza del progetto "RICREA": dedicato al recupero di materiali di scarto plastici per creare rivestimenti di elementi d'arredo.
Ma è l'area del Critical Fashion, novità di questa settima edizione della fiera, ad aver fatto la miglior impressione, sopratutto tra il folto pubblico femminile, e lo testimonia anche l'entusiasmo di Auro e di Stefania/stered, (che ne ha anche parlato anche sul suo Recreathing che ci hanno fatto conoscere tra le altre cose le borse di garbagelab e le gonne di bergnach.

Fa' la cosa giusta! 2010

Oltre all'attenzione dedicata a tutte le iniziative legate alla sostenibilità ambientale, che come ci spiegava Iron Mauro è stata ben sottolineata in tutta l'area dedicata alla casa sostenibile, nella fiera non è mancata l'attenzione per il sociale, testimoniata dall'apprezzamento del pubblico per tutte le iniziative legate al mondo del Made in Jail e alle altre attività di recupero nelle carceri che hanno trovato molto spazio tra le file degli stand della Fieramilanocity.

Fa' la cosa giusta! 2010

Infine anche Alberto D'Ottavi ne ha parlato su Blomming, spazio dedicato alla nuova creatività e ai nuovi creativi che ha inoltre seguito in diretta la tre giorni milanesi sul suo canale twitter.



Fa' la cosa giusta! 2010

Fa' la cosa giusta 2010

Avoicomunicare in questi anni si è sempre concentrata sul mondo che si riconosce nella definizione di “Economia Solidale”: un sistema di relazioni economiche e sociali che pone l’uomo e l’ambiente al centro, cercando di coniugare sviluppo con equità, occupazione con solidarietà e risparmio con qualità.
Sempre più realtà produttive, infatti, intraprendono un percorso di sostenibilità ambientale e responsabilità sociale e, al contempo, cresce il numero di cittadini consapevoli dell’importanza e della forza che risiede nella loro capacità di partecipazione diretta e nelle loro scelte di acquisto.
Per questi motivi, Terre di Mezzo ha dato vita a “Fa’ la cosa giusta!”, un evento che si propone di diffondere sul territorio nazionale le “buone pratiche” di consumo e produzione, dando vita a eventi in grado di comunicare i valori di riferimento dell’Economia Solidale e valorizzare le specificità e eccellenze del territorio, in rete e in sinergia con il tessuto istituzionale, associativo e imprenditoriale locale.
L'edizione 2010 inizia oggi e proseguirà nel weekend presso la fieramilanocity - pad. 1 e 2 - Porta Scarampo 14 Viale Scarampo, Milano.
Avoicomunicare seguirà la maratona ecosostenibile per voi, cercando di raccontarvi il clima che si respira in questo grande evento green milanese con foto, post e descrizione degli incontri e degli appuntamenti più interessanti.

Iniziamo a segnalarvi i seguenti.

Sabato 13:

  • Occhio allo spreco: consumare meno e vivere meglio (presentazione del libro)
  • I nuovi mestieri dell'economia verde (incontro con l'autrice del libro "Guida ai green jobs")
  • Green Life: costruire città sostenibili (incontro della serie energy day con gli autori del libro "guida alla vita nelle città di domani")
  • L'energia verde che ho in mente - come risparmiare denaro e tutelare l'ambiente (presentazione del libro di Altraeconomia)
  • Proposte di intervento per una gestione sostenibile dell'acqua
  • "Come ci muoveremo nei prossimi 50 anni?" - incontro con l'autore del libro "l'auto che sarà" e con Marco Menichetti di Legambiente.
  • "Spegni lo spreco accendi lo sviluppo" 
  • Current presenta "Greensaver"

Domenica 14:

  • L'energia felice dalla politica alla biosfera per sfatare il mito dell'energia nucleare.
  • Moda critica e micro economie: cosa significa sostenibilità - panel con sociologi e ricercatori
  • L'energia da fonti rinnovabili in Italia - incontro con le associazioni dei produttori e dei consumatori
  • Sovranità alimentare: un'alleanza possibile tra produttori e consumatori

Ci saranno ovviamente tantissimi altri appuntamenti, ben centocinquanta in tre giorni. Tante sale e tanti luoghi per incontrare i protagonisti dell'economia solidale, ma anche assistere a presentazioni letterarie e spettacoli teatrali. Cercheremo di seguire tutto per voi, intanto se volete partecipare su questo sito trovate il programma culturale completo.



Il futuro ecosostenibile a Tolone

Futuro ecosostenibile a Tolone

La regione della Provence-Alpes-Côte d'Azur è ricca di tecnologia, innovazione e progetti per il futuro. Si tratta della terza regione francese per spese - pubbliche e private - dedicate alla ricerca e allo sviluppo, con ben 29 Poli regionali di innovazione e di sviluppo economico solidale.

Tutte le forze di questa regione costituiscono un laboratorio d'idee con uno scopo comune: la creazione di un modello di sviluppo sostenibile, fondato su un'etica di responsabilità e sulla protezione delle persone e del loro contesto di vita.

Alcuni dei risultati più concreti vengono dal settore dei materiali e dell'eco-progettazione, presentati in occasione dell'ormai tradizionale Fiera della tecnologia MIEC di Tolone, di cui nell'ottobre di quest'anno si è tenuta la nona edizione.

Negli ultimi anni il Miec è diventato un evento immancabile per imprese, associazioni, ricercatori e artigiani dell'area euro-mediterranea che vogliono promuovere l'innovazione e nuovi materiali efficaci ed ecosostenibili.

Durante i tre giorni di fiera, a Tolone si sono svolti svariati incontri, conferenze e tavole rotonde sulle tematiche dello sviluppo sostenibile; e gli espositori hanno presentato numerosi prodotti ecologici, come ad esempio Tri'Ode (il primo triciclo elettrico coperto) o il cordless ECO, realizzato con bioplastiche di origine vegetale riciclabili e riassorbibili.

E' questa la strada giusta per il futuro?
Sarà possibile arrivare a un mondo che sia allo stesso tempo più tecnologico ma anche più attento all'ambiente?

Foto di informatique



Milano per l'energia sostenibile

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270 mila metri quadrati: questa è la dimensione dei tetti di copertura dei padiglioni espositivi di Fieramilano, a Rho-Pero. Entro l'estate del 2010 su questa superficie verrà installato l'impianto fotovoltaico su tetto più grande del mondo.

Il progetto è guidato da Sviluppo Sistema Fiera S.p.A., una società controllata dalla Fondazione Fiera Milano. E' in fase di aggiudicazione e si stima che i lavori inizieranno a settembre. Per dimensione e quantità di energia prodotta supererà nettamente l'impianto General Motors di Saragozza, attualmente il più vasto esistente (con una produzione d'energia di circa 12 MW).

I pannelli fotovoltaici milanesi avranno una potenza di circa 18 MW (corrispondenti a circa 18/20 milioni di KWh/anno): tale energia può soddisfare il fabbisogno di una cittadina di 20.000 abitanti per un anno; oltretutto la potenza prodotta non verrà sfruttata dal centro fieristico, già dotato di un impianto elettrico, ma sarà rivenduta al gestore dei servizi elettrici. La struttura infatti sarà appaltata in affitto per vent’anni prima di divenire esclusiva proprietà di Fieramilano.

Questa energia sarà quindi creata in maniera pienamente sostenibile, sfruttando la potenza del sole: il risparmio di emissioni di CO2 (anidride carbonica) calcolato è di 0,35 Kg ogni KWH prodotto, ovvero cinque tonnellate di anidride carbonica annuale.
La zona, dove una volta sorgevano le raffinerie Agip, verrà quindi riconvertita a centrale d'energia pulita: un segnale sicuramente positivo per l'ambiente.

Quali altre aree urbane italiane potrebbero essere sfruttate per l'energia fotovoltaica? Vorreste vedere questi impianti anche nelle vostre città?

Foto di MiNo SaN tOmE'



Gio, 13/08/2009 - 15:54 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags: