Si svolge al Maxxi di Roma il sesto appuntamento di Capitale Digitale, l’evento ideato da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e il mensile Wired per approfondire quanto c’è di nuovo nel mondo della cultura digitale che nella sua rutilante evoluzione sforna idee e soluzioni a ritmo frenetico. Provare a immaginare oggi quello che accadrà nel futuro prossimo. Ecco la sfida.
Nei magnifici spazi disegnati dall’architetta iraniana Zaha Hadid, l’ospite principe della manifestazione è Jamais Cascio (qui una sua videointervista), responsabile del Long Term forecasting dell'Institute for the Future di Palo Alto, il celebre istituto di ricerca californiano che ogni anno produce una mappa dello scenario dei successivi dieci anni sulla base delle suggestioni che provengono da scenaristi, futurologi, scienziati e umanisti di tutto il mondo.
«Futuro è sostenibilità» è il titolo, esplicito e significativo, dell’intervento di Cascio. In quale modo la sostenibilità ci riguarda in quanto singoli ma anche nella nostra dimensione globale? Quali sono i risvolti economici ed ecologici che comporta l’opzione della sostenibilità? L’intervento del guru californiano si svolge attorno a queste domande fondamentali per il nostro futuro e per il futuro del nostro pianeta.
Dopo la lecture di Cascio, intervengono in una tavola rotonda moderata da Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, anche Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom Italia, Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma, Francesco Sacco, docente presso l'Università dell'Insubria, Chicco Testa, manager di Rothschild, e Giuliana Zoppis, architetto e giornalista.
Capitale digitale ha anche la sua finestra su Facebook, su Twitter e la diretta video sul web.
"Inutile gridare al lupo per lo stato di salute della biodiversità in Italia" spiega l’etologo e accademico dei lincei Enrico Alleva. Però il pericolo di un cambiamento c'è e tutti devono vigilare. Il caso dell’invasione dei Cip e Ciop americani e dei pappagalli nei parchi di Roma.
Il futuro della comunicazione (e non solo) viaggia su Internet, il più capillare e democratico strumento che sia mai esistito. Ma il web, insieme ad enormi potenzialità, nasconde anche insidie e pericoli, soprattutto per gli utenti meno esperti e più indifesi: i bambini.
Abbiamo quindi intervistato chi si occupa “per definizione” dello sviluppo e del monitoraggio dei sistemi di comunicazione: il Segretario Generale dell’International Telecommunication Union, dr. Hamadoun Tourè.
Il Segretario dell’agenzia ONU ci ha descritto quali saranno i prossimi passi nell’evoluzione di Internet (broadband e broadband mobile, per permettere a tutti di essere collegati alla massima velocità), e ha assicurato che, grazie alla collaborazione tra istituzioni, governi e aziende private, verranno sempre più rafforzati gli strumenti di tutela dei minori.
Solo grazie alla sinergia tra tutti questi attori si potrà garantire a tutti la possibilità di navigare, e di farlo nel modo più sicuro e libero possibile.
In occasione del 15esimo anniversario, Fondazione Sodalitas organizza il “Sodalitas day”, una giornata dedicata all’impegno delle imprese per un futuro sostenibile.
Il giorno scelto è il 26 aprile: al mattino (9.30 - 13.00) presso l’Auditorium Assolombarda (via Pantano, 2 Milano) protagonisti di spicco del mondo dell'impresa (Diana Bracco, Giorgina Gallo, Pietro Guindani, Alessandro Laterza, Gerlando Lauricella, Corrado Passera, Marco Tronchetti Provera), del sistema confindustriale (Emma Marcegaglia, Alberto Meomartini, Alessandro Laterza), autorevoli rappresentanti delle Istituzioni (Letizia Moratti, Mara Carfagna, Maurizio Sacconi, Stefano Zamagni) e stakeholders sensibili alla CSR (Sindacati, Organizzazioni noprofit, Università, Associazioni consumatori) commenteranno i risultati inediti della ricerca "Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia" realizzata con GfK Eurisko.
Non è un mistero ormai che il futuro delle aziende debba essere “green”, vista non solo la necessità basilare di tutela dell’ambiente circostante, ma anche per i positivi risultati ottenuti dalle imprese che già hanno scelto di investire nel settore.
Nel pomeriggio (14.30 - 17.30) sono inoltre previste quattro sessioni di approfondimento sulle sfide che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni per lo sviluppo sostenibile: Ambiente, Comunità e territorio, Lavoro, Mercato e rapporti con gli stakeholders.
L’ingresso all’evento è gratuito, previa iscrizione online.

Continuiamo ad incontrare periodicamente dei blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande sul futuro e sulle priorità ambientali. Questa settimana abbiamo intervistato i ragazzi di Ecocentrico
Come si chiama il vostro blog e di cosa si occupa?
Ecocentrico, questo è il nome del nostro progetto, più che un blog è un portale dedicato alla cultura ambientale, sostenibile, consapevole, pulita. Un vero e proprio spazio di aggregazione in cui, proprio come in un villaggio, le persone virtuose possono incontrare le aziende ecoevolute: così le aziende possono raccontare cosa fanno e i consumatori possono trovare cose interessanti e discuterne online.
Quali sono le tematiche più seguite dai vostri lettori?
Ecocentrico è composto da articoli, video, eventi, annunci di lavoro, messaggi della redazione e delle aziende registrate perciò gli argomenti spaziano a 360° su tutto quello che fa cultura ecologica. Abbiamo registrato un forte interesse sulla bioedilizia, le case passive e la mobilità sostenibile, segno che tanti italiani vogliono vivere in modo diverso da quello che ci è stato proposto finora.
Da dove nasce questa vostra passione?
Un po' per gioco, un po' perchè crediamo sia importante confrontarsi, parlare, informare sull'ondata verde che sta scuotendo la nostra società in questi ultimi anni. Abbiamo paura che rimangano grandi parole dettate dall'alto senza ripercussioni sulla vita dei singoli, mentre crediamo che sia importante che ciascun cittadino si attivi per vivere meglio con il suo territorio e le sue risorse.
Ci parlate di EcoRadio?
EcoRadio, la voce del pianeta, è una radio in streaming che abbiamo avuto modo di conoscere e di rendere ascoltabile anche dal nostro portale. Ci sembra un modo facile e diretto per rendere fruibili tantissimi contenuti inerenti la sostenibilità anche a chi preferisce ascoltare, piuttosto che leggere. Siamo contenti di appoggiare il progetto di EcoRadio: fare rete tra realtà diverse è fondamentale per costruire davvero una cultura ecologica.
Come giudicate la cultura alla sostenibilità degli italiani?
C'è ancora molto da fare. Basta confrontarsi con altri Paesi europei - penso innanzitutto ai Paesi scandinavi - per rendersi conto di quanta strada c'è ancora da fare in Italia. Siamo stati troppo abituati a comportarci secondo la filosofia dell'"usa e getta" e ora non riusciamo ad uscirne, compriamo usiamo buttiamo senza scrupoli, costruiamo senza pensare a piani urbanistici, scegliamo soluzioni senza considerare il benessere della collettività. Forse questa nuova "sensibilità verde" può servire a farci vivere da cittadini attivi e sostenibili il nostro territorio: come dice Gaber, "Libertà è partecipazione".
Quali sono per voi le prime priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Innanzitutto migliorare il sistema dei trasporti incrementando il servizio ferroviario, spesso inadeguato rispetto alla domanda, e migliorando l'accessibilità ai cittadini. Se i trasporti pubblici funzionano bene, i cittadini hanno tutto l’interesse a lasciare la macchina a casa: meno stress, meno costi di benzina e caselli, meno ansia da parcheggio, minor rischio di multe. E poi - seppur in controtendenza rispetto a quello che crede il nostro ultimo Nobel per la Pace Obama - sviluppare fonti di energia alternativa, investire davvero nella natura per costruire una società capace di vivere armoniosamente con essa.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le idee migliori per il futuro?
Il nostro suggerimento è sempre lo stesso: guardare con occhio critico al passato. Molti comportamenti dei nostri nonni ricalcano uno stile di vita sostenibile, un modello di vita più condiviso e più naturale. Integrate con l'attuale livello di tecnologia, saranno le cose vecchie ad essere "nuove" scoperte: la bicicletta, il co-housing, un'alimentazione biologica e a km zero, il compostaggio e così via. Certo, è necessario l'impegno di tutti, ma la posta in gioco è alta: avremmo aria più respirabile, vite meno frenetiche e più consapevoli, consumi ridotti e potremo finalmente gettare le basi per un rapporto più giusto tra uomo e ambiente.
Abbiamo intervistato Riccardo Luna a Settimo Torinese per farci raccontare i dettagli della cover story del numero di marzo di Wired, dedicata alla riqualificazione di una fabbrica: gli ex stabilimenti Pirelli di Settimo Torinese.
Il direttore di Wired ci ha spiegato l'importanza del progetto, della nascita di un nuovo polo industriale basato sull'eccellenza e sulla ricerca scientifica.
Con l'occasione abbiamo anche chiesto l'opinione di Luna da giornalista, e da esperto di media digitali, sul futuro dell'informazione in Italia.
Quanto accaduto nei giorni scorsi, con la contaminazione delle acque dei fiumi Lambro e Po, rappresenta un episodio gravissimo: Mario Tozzi ci spiega quali sono i danni causati dall’atto criminale e ci avverte sui pericoli che nelle prime stime sono stati incautamente sottovalutati.

Il disastro partito dallo scarico criminale di gasolio e olio combustibile nel fiume Lambro si conclude nel Mare Adriatico dopo aver interessato il Po e il suo delta con un bilancio che non può essere né definitivo né consolante. E ci vorranno alcune settimane per valutare appieno la pesantezza del colpo subito dall’ecosistema più importante e delicato d’Italia: i milioni di uccelli di passo che si posano fra la fitta vegetazione della laguna, gli anfibi, i piccoli rettili e i pesci avranno significative difficoltà nel reperimento del cibo a causa di quella patina oleosa che gli idrocarburi più leggeri lasciano sull’acqua. Mentre c’è il rischio che i molluschi come le vongole finiscano impastati nella parte più pesante della morchia nera, così come le sabbie del delta, che costituiscono il filtro naturale per la pulizia delle acque, e che si troverà irrimediabilmente intasato per anni. Basta una quantità irrisoria di idrocarburi per rendere inutilizzabili cozze e vongole. La patina sottile e superficiale non ha contaminato l’acquedotto di Ferrara, ma non è ancora possibile stabilire se verrà assorbita e in che misura dalle colture delle aree golenali. Ma possibile che nessuno abbia controllato? E chi ha prevenuto? Esiste un sistema di allerta e pronto intervento? E’ equipaggiato a dovere per affrontare una simile urgenza? Attendiamo una risposta a queste legittime domande.
Il Delta del Po in questo momento è poi estremamente vulnerabile anche a causa del livello alto delle acque del fiume che permette una connessione diretta con molti rami laterali e con le aree di maggiore interesse naturalistico. Vi sono migliaia di uccelli alla vigilia della cova e della stagione di riproduzione. In caso di avvelenamento non sarebbe solo uno degli ecosistemi più ricchi del nostro Paese a pagare il prezzo, ma anche le attività che sostengono economicamente questo territorio, come la pesca e il turismo. Andrebbero perciò garantite aree incontaminate da utilizzare come rifugio per gli uccelli attualmente presenti nelle aree direttamente interessate dall’onda nera.
In definitiva non è vero che nemmeno una goccia arriverà in mare, anche se il disastro catastrofico è stato evitato: si registra molto meno di una parte per milione di idrocarburi (limite di legge), ma quei valori sono comunque molto più elevati di quelli che si constatano normalmente. L’emergenza cioè è finita, ma non la più difficile fase della bonifica, che dovrà interessare proprio l’accumulo e la persistenza di idrocarburi nei sedimenti del fondo per periodi lunghi. Per non parlare del depuratore dell'Asl San Rocco, che ha salvato il fiume ma che è rimasto fuori uso, intasato dagli idrocarburi, e non ha potuto così filtrare i liquami di 800.000 lombardi che ora finiscono tranquillamente in alveo, aggravando l’inquinamemto chimico con quello biologico.