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30 gennaio 1948: l'eredità del Mahatma Gandhi

gandhi64 anni fa moriva il Mahatma Gandhi, ucciso a sangue freddo da un colpo di pistola a Nuova Delhi, in India. Oggi ricorre l'anniversario della morte di uno degli uomini che hanno cambiato per sempre il volto del mondo. Quali sono le lezioni che possiamo ancora imparare da lui?

Sono le azioni che contano. I nostri pensieri, per quanto buoni possano essere, sono perle false fintanto che non vengono trasformati in azioni"

Con questa frase si apre una delle citazioni più conosciute, amate e utilizzate di Mohandas Karamchad Gandhi, il Mahatma, la Grande Anima, l'uomo che ha saputo insegnare al mondo la forza dirompente della non-violenza, del dialogo, della difesa strenua dei diritti civili

Il Mahatma moriva il 30 gennaio 1948, colpito dai proiettili di chi sperava che bastasse uccidere un uomo per fermarne le idee e l'incredibile eredità. Oggi, dopo tanto tempo le lezioni, i discorsi e la filosofia di partecipazione attiva alla vita comune, così come di resistenza non violenta e di comunicazione e dialogo sono ancora un pilastro del mondo contemporaneo, a dimostrazione dell'immortalità delle lotte di un uomo che grazie al suo ascendente e alle sue idee riuscirà a sfidare l'impero inglese e a insegnare al mondo il valore della Swaraj, l'indipendenza economica, spirituale e politica.

Esiste una lotta per la libertà e l'indipendenza che non sia un cammino spirituale? Esiste un cammino spirituale che non sia una ricerca pratica della miglior soluzione possibile per tutti coloro che fanno parte di un sistema cittadino, statale o semplicemente umano? Esiste uno Stato che possa dirsi separato dai diritti e dal bene comune ed esistente in sè? Nella filosofia gandhiana non c'è distinzione tra le tante dimensioni che fanno parte della vita umana sulla terra, e le azioni di tutti dovrebbero essere concentrate verso un bene superiore, quello di ognuno, verso un cammino di scambio e dialogo per il bene dell'umanità.

Le generazioni future stenteranno a credere che un uomo del genere abbia camminato sulla terra" A. Einstein

Quello che più colpisce, nella storia della vita di Gandhi, è la capacità di un singolo essere umano di diventare, grazie alle sue parole e al suo esempio, vettore di cambiamento in meglio per tutti coloro che hanno deciso di seguirlo e di sposare le sue idee, a conferma che per migliorare il mondo basta l'esempio di un singolo e che in ogni momento, in ogni paese, esistono migliaia di uomini che aspettano solo l'occasione per lavorare di concerto per il bene di tutti. Una lezione che risulta oggi di grandissima attualità, se è vero che il 2011 appena trascorso e il 2012 che inizia ora sono stati due anni in cui i popoli sono tornati protagonisti della vita politica e sociale dei propri paesi e nazioni, all'insegna di una ricerca che sta tornando a mostrare gli uomini come mezzo e obiettivo da raggiungere.

A 64 anni dalla sua morte il messaggio del Mahatma è ancora tutto da vivere e da scoprire, grazie anche ai nuovi mezzi che le generazioni contemporanee hanno nelle proprie mani: strumenti che permettono di far viaggare un messaggio in tutto il mondo in contemporanea, che permettono di condividere idee e soluzioni in maniera globale, aumentando esponenzialmente gli ascoltatori e gli interlocutori di un dialogo infinito fondato sulla conoscenza e sul rispetto reciproco.

E' questa una sfida che noi di avoicomunicare vogliamo, nel nostro piccolo, raccogliere ancora una volta: quella di creare uno spazio in cui si incrocino proposte, idee, spunti di riflessione, voci e punti di vista per stimolare un dialogo ricco e proficuo che contempli tanti punti di vista e tante culture differenti, con l'aspirazione di poter essere almeno un po' responsabili di quelli che saranno i piccoli e grandi cambiamenti positivi dei prossimi anni, insieme. Per questo, quando abbiamo iniziato questo lungo percorso insieme avevamo scelto proprio lui, la Grande Anima, come simbolo e fonte di ispirazione. Un'ispirazione che, lo diciamo con umiltà, ancora oggi sentiamo nostra, nella ricerca continua di modi per rendere migliore il futuro e il presente.

"Siate voi stessi il cambiamento che volete vedere nel mondo"

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Obeso e denutrito, la follia di un mondo senza sostenibilità

"Un mondo in cui 20 milioni di persone ogni anno muoiono di fame nelle aree più povere, mentre nelle zone più ricche una persona su dieci è obesa è un mondo folle, stupido, insensato. È un mondo sbagliato che non guarda al futuro. Queste cose chi fa politica le deve sapere". Sebastiano Maffettone, Preside della facoltà di Scienze Politiche della LUISS racconta la sostenibilità e le sue radici filosofiche: "L'idea che la natura sia complemento indispensabile della vita umana è antichissima, appartiene a molta della filosofia del passato - dice Maffettone - la rivoluzione scientifica ha messo in crisi questo pensiero. Soprattutto nel mondo occidentale. Ma in altre culture questo è meno vero". Pensate a Gandhi, per esempio.

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2 ottobre: la Giornata Mondiale della pace e della non-violenza

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La pace non è una necessità ma un diritto di ogni essere umano. Ogni singola persona deve avere il diritto di vivere la propria vita, di fare le proprie scelte, di decidere il proprio destino.

Per noi italiani la pace è una condizione normale, un privilegio che diamo per scontato, ma non è così per tutti.

Perché, ancora oggi, nonostante le innumerevoli scoperte scientifiche, ci sono ancora persone che non hanno accesso ai beni di primaria importanza come il cibo e l’acqua? Come mai dopo anni di evoluzione gli Stati continuano ad armarsi per le guerre? Come mai alcune situazioni gravissime vengono tralasciate e dimenticate? Non esiste una risposta a questi interrogativi ma è responsabilità di tutti trovare una soluzione.

Per risvegliare nelle coscienze di tutti questi interrogativi fondamentali, ogni anno il 2 ottobre (giorno dell’anniversario della nascita di Gandhi) si celebra la Giornata Mondiale per la pace e la non-violenza.
Molte le iniziative in tutto il mondo; ma quest’anno una in particolare lancia un messaggio universale: da oggi sino al 2 gennaio 2010, infatti, una lunga marcia di persone attraverserà 6 continenti e 100 nazioni per un percorso di 160 mila chilometri, partendo da Wellington in Nuova Zelanda per arrivare a Punta de Vacas in Argentina: è la Marcia Mondiale della Pace e della Nonviolenza.

In Italia il percorso sarà di 3 mila chilometri e per l’occasione in centinaia di città si realizzeranno festival, forum, conferenze e altri eventi per chiedere il disarmo nucleare mondiale, la riduzione progressiva e proporzionale degli armamenti convenzionali, l'impegno dei governi alla pace e il ritiro immediato delle truppe di invasione dai territori occupati.

E' con queste premesse che la Marcia Mondiale, promossa dall'associazione internazionale umanista Mondo Senza Guerre, ha riscosso notevole successo dal lancio, il 15 novembre 2008, ad oggi.

In campo internazionale sono tantissime le adesioni di personaggi famosi: dal Dalai Lama a Penelope Cruz a Jimmy Carter; anche in Italia hanno aderito personalità di spicco come Claudio Baglioni, Umberto Veronesi, Claudia Gerini, Claudio Bisio, Laura Pausini e tanti altri.

Tra le organizzazioni invece parteciperanno Emergency, Amnesty International, Croce Rossa, Greenpeace, Medici senza Frontiere e molte altre.

Oggi prenderà quindi avvio quella che gli organizzatori si aspettano diventi la più grande marcia di cui l'umanità abbia avuto notizia (come recita il video) e non a caso l'inizio della marcia coincide proprio con la nascita del Mahatma Gandhi e la “Giornata internazionale della pace e della non-violenza”.

Pensi che un messaggio come quello promosso da Gandhi e oggi ripreso dalla Marcia Mondiale sia ancora attuale?

Prenderai parte alla Marcia Mondiale? In che modo?

Foto di Jeff Bauche._.·´¯)



My life is my message

Questo è il cuore dell’insegnamento di Gandhi. Ognuno di noi con le sue azioni, piccole o grandi che siano, è un esempio da seguire. E tu cosa fai?



Lun, 06/10/2008 - 11:23 | Scritto da: avoicomunicare | | Link permanente | Tags:

La parola ai giovani

Sessant’anni fa, Gandhi già sottolineava l’importanza della comunicazione per diffondere tra i giovani di tutto il mondo il messaggio d’amore dei suoi maestri.

Oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza, di sapere tutto ciò che si può sapere solo aprendo un motore di ricerca. Ma un mondo unico è ancora lontano e tra le nuove generazioni c’è disinteresse.

Senza giovani, però, non c’è futuro.
Qual è l’antidoto al disimpegno?



Ven, 19/09/2008 - 12:15 | Scritto da: avoicomunicare | | Link permanente | Tags:

Oriente e Occidente, luci e ombre

Gandhi parlava di una superiorità del messaggio d’amore orientale sull’approccio occidentale che ha portato alla “polvere da sparo, alla bomba atomica”.

Ma l’Occidente ha “inventato” anche i diritti umani e la democrazia, per non parlare della solidarietà praticata ogni giorno da volontari e missionari senza frontiere.

Viceversa in Oriente si è ancora in presenza di dittature che puntano allo sviluppo economico, senza migliorare le condizioni di diritto e le libertà dei loro popoli.
Tutte e due  le culture hanno generato i loro eroi e tutte e due hanno le loro contraddizioni.



Un mondo unico

Per Gandhi il messaggio della verità viene da Oriente. E’ un messaggio d’amore “che non deve essere appreso attraverso la lente occidentale”.

Gandhi sprona i popoli oppressi a “conquistare l’occidente” per diffondervi il messaggio di amore dei suoi maestri. La verità e la non-violenza diventano così le armi di una conquista pacifica e metaforica per creare un “mondo unico”.

Un “mondo unico”: è questa la risposta agli inquietanti interrogativi sollevati dalle recenti notizie internazionali? O la risposta si trova invece nel dialogo tra “mondi diversi”?

E’ possibile, infine, dialogare senza una chiara visione della propria, irrinunciabile, identità?

Sono questi alcuni degli interrogativi sollevati dal discorso il Gandhi, che abbiamo deciso di pubblicare.
Oggi più che mai il mondo ha bisogno di comunicare.