GAS

Cinque libri eco per il perfetto ambientalista

La bibliografia che tratta di ambiente ed ecologia è pressoché infinita.
Ma ci sono alcune letture che un vero ecologista deve conoscere, senza tuttavia credere che le informazioni in esse contenute siano scolpite nella pietra: così come il nostro pianeta è in continua evoluzione, così lo sono i problemi e le soluzioni per  e la salvaguardia del pianeta e di chi lo abita.
Ve ne proponiamo cinque, ma questo non è che l'inizio di una lunga serie di libri dedicati alla spesa, ai trasporti e al viaggio, alla sostenibilità e molto altro.
 
Terraa - Bill McKibben Terraa - Bill McKibben (Edizioni Ambiente, 2010)
Come farcela su un pianeta più ostile

"Immaginate di vivere su un pianeta. Non la nostra rassicurante e ormai scontata Terra, ma un pianeta, uno vero, con i poli che si fondono e le foreste che inaridiscono, il mare che si alza e diventa corrosivo. Un pianeta spazzato dai venti, mitragliato dalle bufere, arso dal calore. Un posto inospitale."

Difficile? Terraa è il nome che dovremmo dare a questo pianeta nuovo secondo McKibben, così diverso da come l'abbiamo conosciuto, da quando la rivoluzione industriale ha innescato i meccanismi del consumismo e le sue terribili conseguenze. Gli eccessi di consumi e lo smaltimento dei rifiuti, l'inquinamento, le malattie, la denutrizione, i cambiamenti climatici, sono tutti fattori strettamente legati fra loro. Ma se indietro non si può tornare, come si può andare avanti? In punta di piedi.

Rivoluzione Bici - Silvia Zamboni Rivoluzione bici - Silvia Zamboni (Edizioni Ambiente, 2009)
La mappa del nuovo ciclismo urbano

La cultura della bicicletta spopola anche nelle città più trafficate: la bici non fa rumore, non inquina, favorisce la socialità, sviluppa senso civico, migliora l'ambiente urbano.
In città come Ferrara, Bolzano, Modena, Bologna, l'uso della bicicletta è molto diffuso e favorito dai comuni, mentre il bike sharing è sempre più usato a Milano, Torino, Brescia e Bari.

"Eppure la vita del ciclista rimane molto complicata. Situazione senza uscita? Nuove forme di organizzazione e nuove strategie dimostrano il contrario. Stanchi di aspettare piste e percorsi protetti che non arrivano mai, i ciclisti urbani stanno rinnovando la cultura dell'uso della città."
Nel libro di Silvia Zamboni si trovano consigli, aneddoti e soluzioni per combattere il traffico con un mezzo pacifico che corre su due ruote.

100 domande sul cibo - Stefano Carnazzi 100 domande sul cibo - Stefano Carnazzi (Edizioni Ambiente, 2009)
Manuale di sopravvivenza tra il supermercato e la tavola

Guardare la tv cambia il modo di mangiare? Cosa sono gli additivi? I conservanti sono inevitabili? Il caffè decaffeinato fa meno male?
Quando potremo assaggiare la fragola-pesce?
Le 100 domande sul cibo elencano luoghi comuni, timori, incertezze che delineano il nostro rapporto con l'alimentazione e il procacciamento del cibo, la realtà del nostro sistema alimentare e le buone pratiche per comprare meglio.

L'altra spesa - MIchele Bernelli e Giancarlo MariniL'altra spesa - Michele Benelli e Giancarlo Marini (Edizioni Ambiente, 2010)
Consumare come il mercato non vorrebbe

Mai sentito parlare dei Gruppi di Acquisto Solidale (GAS)? Si tratta di iniziative spinte da scelte politiche ed etiche: diventare consumatori consapevoli, supportare l'antimafia, sostenere i piccoli produttori, mangiare biologico e a km0, equo e solidale, ma anche conoscere il che finisce nel piatto, i suoi percorsi e la sua storia, risparmiare e vivere una vita più sana.
Un fenomeno italiano che sovverte le regole dell'economia del mercato consumistico.
 

Guida al consumo critico - Editrice missionaria italianaGuida al consumo critico - Centro nuovo modello di sviluppo (Editrice Missionaria Italiana, 2011)

"Contro ogni logica continuiamo a voler produrre di più e consumare di più. È follia spacciata per virtù."
Consuma equo, consuma corto e naturale, consuma senza crudeltà, consuma democratico. Una guida alle multinazionali e i loro prodotti, ai cosmetici e i test sugli animali, ai consumi alternativi e alla trasparenza per scegliere in modo consapevole i propri acquisti e ostacolare il consumismo sfrenato.



Libia, stop al petrolio? Subito più rinnovabili

Più passano i giorni e più dalla crisi libica nascono preoccupazioni e timori. Il disprezzo e la sconcertante violazione dei diritti umani, i possibili flussi migratori che potrebbero portare centinaia di migliaia di rifugiati politici libici sulla sponda sud dell'Europa sono motivi che tengono in allerta gli osservatori internazionali. E poi c'è la questione energetica che investe molto da vicino l'Italia e merita una riflessione: mai come ora, mentre gli aerei di Gheddafi bombardano i manifestanti e truppe di mercenari danno la caccia ai dissidenti; mai come ora, mentre Eni chiude temporaneamente (e per motivi cautelari) il gasdotto libico, si pone con forza il tema delle rinnovabili e della dipendenza del nostro sistema energetico. Alla luce della crisi libica stride molto la polemica recentemente sollevata sul costo degli incentivi alle energie rinnovabili che costerebbe molto cara ai contribuenti italiani.

Proviamo intanto a capire che valore ha la questione energetica per la Libia. Innanzitutto è da sottolineare che, tra i paesi africani, la Libia è il maggior produttore di petrolio: produce circa 44 miliardi di barili l'anno piazzandosi al nono posto tra i produttori mondiali. Di questa produzione l'Italia è il maggiore beneficiario, rappresentando al destinazione di circa il 32% dell'export.
Anche il gas è una parte importante dell'economia libica: al quarto posto nella graduatoria mondiale. “Nel 2008 – scrive l'economista Marzio Galeotti – la produzione di gas libico di 17,1 miliardi di metri cubi, di cui 11,2 esportati”. Di qiuuesti, continua Galeotti, “10,6 hanno preso la via dell’Italia e dell’Europa tramite il gasdotto Greenstream, operato in partnership con Eni, lungo 520 km, che connette Mellitah a Gela in Sicilia. Circa il 60 per cento del gas prodotto è esportato in Italia, mentre una piccola parte è liquefatto e spedito in Spagna”.
Gli idrocarburi rappresentano così una ingente fonte di guadagno per la dittatura di Gheddafi: il 95% dei ricavi delle esportazioni e l’80% delle entrate fiscali.

Si vede bene come il nostro sistema energetico sia così strettamente legato alla crisi libica. Quello che non si capisce è invece perché non acceleri sulle rinnovabili e sulle tecnologie che potrebbero garantire di ridurre, se non di eliminare la dipendenza energetica da paesi come la Libia. È abbastanza curioso notare che proprio mentre la crisi libica accentua il bisogno di rinnovabili (di energia pulita e nostra) si scatena la polemica che vedrebbe il fotovoltaico come “nemico dell'agricoltura e del paesaggio, preda degli speculatori, troppo costoso con ricadute drammatiche in bolletta”.
Pronte sono state le risposte di esperti, economisti, imprenditori e associazioni in difesa di un futuro che non può non alimentarsi con energia pulita. E mentre i prezzi del petrolio continuano a salire si sollevano le voci di chi, come Domenico Belli di Greenpeace, sottolinea che se gas e petrolio ci rendono dipendenti da paesi esteri, la situazione non cambierebbe con l'uranio e il nucleare: "Le fonti rinnovabili – dice Belli –  sono le uniche in grado di aumentare l'indipendenza e ridurre l'impatto di possibili crisi politiche nei Paesi produttori", sottolinea Domenico Belli, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia.

Immagine di Crethi Plethi



I GAS raccontati da Mauro Fumagalli

Avoicomunicare incontra Mauro Fumagalli, fondatore di uno dei primi Gruppi di Acquisto Solidale (GAS) di Milano, che spiega le modalità di questa forma di spesa alternativa e attenta alle esigenze di produttori e consumatori.

I GAS spingono verso l’incremento dell'agricoltura biologica e il consumo consapevole, stabilendo contatti diretti e rapporti di fiducia con i produttori. Un impegno da parte di tutti per un mercato con prodotti diversificati, di qualità e a prezzi equi.