
Con la tappa di Genova degli scorsi giorni (30-31 marzo, 1 aprile), si è chiuso anche il ventesimo viaggio del Treno Verde di Legambiente, il convoglio speciale che ormai da 20 anni attraversa in primavera l’Italia per analizzare la situazione dell’inquinamento nei capoluoghi della penisola e al contempo sensibilizzare i cittadini sulle tematiche ambientali.
Abbiamo seguito la storica campagna di Ferrovie dello Stato e Legambiente attraverso costanti aggiornamenti sulla nostra fanpage di Facebook ed ora, a viaggio concluso, è bene fermarci a tirare le somme di questi 50 giorni di avventura.
Da Messina a Genova (passando per Crotone, Potenza, Latina, Ancona, Ravenna, Vicenza e Milano), la carovana su rotaia ha analizzato i livelli di pm10 e l’inquinamento acustico di 9 città (qui tutti i dettagli dei risultati), riscontrando purtroppo sempre livelli allarmanti in almeno uno dei due parametri. Alcune città, come Ancona, nei tre giorni di rilevazioni hanno evidenziato serissimi problemi di polluzione che devono assolutamente essere affrontati dalle autorità locali.
Ecco perché, insieme alle analisi, Treno Verde ha organizzato in ogni città incontri, seminari, mostre, ed esposizioni di prodotti e tecnologie che alcune aziende italiane hanno realizzato nell’ottica del risparmio energetico. Sensibilizzare i cittadini è una delle chiavi per cambiare la nostra cultura del consumo, avvicinando pratiche sempre più attente al riuso, al risparmio e al riciclo.
Il Treno Verde è passato dalle vostre parti? Che livelli d’inquinamento ha raggiunto la vostra città?

Anche quest’anno, Legambiente ha pubblicato il rapporto annuale sul livello di inquinamento delle città italiane. I dati non sono consolanti: su 88 città monitorate, circa 57 superano il limite consentito.
Napoli, Torino e Ancona “guidano” la classifica e, ad un primo sguardo, è evidente come comportamenti irresponsabili dominino soprattutto nelle città del Centro-Nord, che occupano 19 delle prime 20 posizioni.
Il rapporto è molto interessante e continua fornendo anche dati sulle cause dell’inquinamento. Tra tutti i settori l’industria è quello che ha chiaramente l’impatto maggiore sulle emissioni atmosferiche anche se, soprattutto nelle aree metropolitane, il principale responsabile resta sempre il traffico urbano, generato dalle automobili.
Eppure, nonostante le conclusioni allarmanti che ci riporta il report, in alcune città ci si sta muovendo per migliorare la situazione con cambiamenti più o meno radicali.
A Milano, viste le polemiche sull'inefficacia dell'Ecopass, il 31 gennaio è stata l'occasione per rinnovare l'impegno della città per migliorare la qualità della nostra aria e ridurre lo smog, attraverso una giornata intera senza auto: i milanesi hanno preso le biciclette e sono andati in giro per le strade insolitamente silenziose. 697 le multe comminate agli oltre 4000 automobilisti che hanno sfidato il divieto.
Ma in Italia ci sono anche esempi di cambiamenti più radicali: è il caso di Genova, che ha optato per la riduzione delle emissioni come criterio guida per la riqualificazione del Lido: fonti rinnovabili per il riscaldamento, terreno vegetale, strategie energetiche che ridurranno la dispersione del calore. Tutti passi che vanno nella direzione del raggiungimento della certificazione LEED (Leadership in Energy and Environmental Design).
Conoscete altre città che si stanno muovendo nella direzione di Genova?