giardinaggio

L'azienda vuole essere green, arriva l'eco-manager




Come correggere gli sprechi e i comportamenti poco sostenibili delle grandi aziende. Lorenzo, 39 anni, lavoro per le Ferrovie dello Stato e in questa intervista racconta qual è nel dettaglio il suo lavoro, l'eco-manager.
Produrre energia da rinnovabili, risparmio energetico, promuovere tra i dipendenti il risparmio e la riduzione di emissioni di co2, per esempio facendo car sharing o prendendo il treno o mezzi pubblici. In un'azienda che ha 70mila dipendenti, tanti quanti una città come Grosseto, c'è molto lavoro da fare per certificare una svolta green. E magari, anche, per far risparmiare qualche soldo.



Green gardening, che lavoro l'orto sul balcone!




Alla scoperta dell'eco-giardinaggio con un inglese emigrato in Italia che gira in triciclo per Bologna. "Green gardening" significa giardinaggio a basso impatto ambientale. No mezzi a motore né concimi chimici, spiega Jonathan, ma solo zappa, vanga e forbici. Ma anche gli insetti possono essere strumenti del mestiere.
La "permacultura" ovvero un modello sostenibile di agricoltura nato in Australia che non pensa al profitto e non ha fretta di vedere le piante crescere di corsa.

Curriculum verde, una carrellata di nuove professioni eco, sostenibili, green raccontate durante la Summer School 2010 dell'Università Cattolica e realizzate in collaborazione con Bonsai TV.



Giardini e giornata mondiale dell'ambiente

Guerrilla Gardens per la Giornata Mondiale dell'AmbienteUn modo facile per vivere meglio la città e per star meglio insieme, per mettere in pratica un principio molto semplice: non occorrono né molti soldi né azioni esaltanti, ma basta un piccolo impegno e la convinzione che la città ci appartenga, che sia di tutti, per migliorare il luogo dove viviamo e sottrarlo al degrado.
Si chiamano guerrilla gardens, o community gardens, o anche jardin partagé, per chi preferisce il francese, ma la sostanza non cambia: è il verde che le persone vivono e creano in maniera attiva, intervenendo in zone abbandonate e degradate della città. Orti, giardini, aiuole che nascono vicino a rotaie abbandonate o tra l'asfalto che domina le periferie e che sono il frutto dell'iniziativa di gruppi di cittadini che trasformano queste aree con la loro partecipazione attiva, le progettano, le realizzano e le gestiscono. A Torino, l'edizione 2010 di Cinemambiente (1-6 giugno 2010) ha scelto questo tema per celebrare la giornata mondiale dell'ambiente il 5 giugno 2010.

“Riappropriarsi della città, questa è l'espressione chiave per capire il guerrilla gardening”, ci spiega Michela Pasquali, espertissima dell'argomento (il suo blog si chiama Critical Garden, mentre “Oltre i Giardini” è il titolo della collana che cura per l'editore Bollati Boringhieri). “Guerrilla garden – spiega Michela Pasquali – è un modo per creare un senso di comunità attraverso la progettazione di spazi pubblici e così la città diventa un bene proprio di occuparsi, un bene che è di tutti”.

New York, San Francisco, ma anche Parigi e Berlino, solo per citare le capitali più note, i guerrilla gardens si stanno diffondendo un po' ovunque; anche in Italia, dove nascono esempi a Milano, Bergamo e Parma. Però qui da noi scontiamo una sorta di gap culturale nel modo di vivere la città; a Parigi, ad esempio, ci sono casi in cui è l'amministrazione cittadina che prende l'iniziativa e affida aree degradate alla cura di associazioni di cittadini o semplici gruppi di amici che ne fanno richiesta, mentre invece da noi l'atteggiamento è assai diverso: “In genere queste iniziative vengono vissute come una complicazione, una scocciatura piuttosto che una risorsa per migliorare la vivibilità del territorio”, racconta la Pasquali.

E allora, anche per dare rilievo a un modo creativo di arricchire di verde le città, da Cinemambiente di Torino, il Festival Internazionale del cinema su temi ambientali, la Giornata Mondiale dell'Ambiente si celebra con una serie di iniziative, curate da Michela Pasquali, dedicate al verde metropolitano e al Guerrilla gardening. Su questo tema arte e cura dell'ambiente si incontrano e trasformano il capoluogo piemontese: alcuni parkeggi si trasformeranno in parchi e oasi verdi grazie al progetto Park(ing) che arriva a Torino da San Francisco, città in cui fu ideato, esperti di guerrilla gardening si incontreranno per raccontare le proprie esperienza; un tram decorato da Elisabetta Buffa si trasforma in un cuore verde che attraversa la città, un Orto-Mobile creato da Marco e Paolo Gramaglia espone ortaggi antichi, il gruppo Damma Damma insieme a Paola Falcone, con Semi in viaggio invita ogni passeggero a scegliere una bustina di semi così da diffondere nuove piante in città, mentre carrelli della spesa diventano orti dopo l'intervento di Marco Gramaglia.

Proprio vicino al Cinema Massimo, dove scorrono le immagini dei film in concorso, si erge “Con-versione n.2” colonna verde di Elisabetta Buffa. Interamente costituita da vegetali (circa 400 piantine per la sua realizzazione) la colonna ha per base un'aiuola e culmina in un capitello. “È l'idea della natura come fonte degli archetipi dell'architettura – dice l'artista – l'idea architettonica della colonna è partita originariamente dall'albero, dalla natura, ed è lì che torna la colonna verde”. La forma cilindrica dell'opera è interrotta in tre punti da parallelepipedi al cui interno c'è una scatola ottica che consente di vedere dall'altra parte una porzione di città attraverso un vetro su cui sono incise e dipinte forme verdi che si sovrappongono alla porzione inquadrata di città. “Così – spiega Elisabetta Buffa – attraverso la colonna si vede è la città come potrebbe essere se fosse arredata e vissuta in altra maniera”.

Nella foto: "Con-versione n.1" di Elisabetta Buffa realizzata nel quartiere torinese di San Salvario; la foto è stata realizzata dall'autrice stessa



Il Guerrilla Gardening, raccontato da Andrea Zabiello

Avoicomunicare incontra Andrea Zabiello, fondatore del movimento Guerrilla Gardening, per conoscere da vicino il fenomeno del "giardinaggio d'assalto".

Andrea parla della sua passione per le piante e la botanica e di come ha trovato nel Guerrilla Gardening una via originale per rendere il mondo che lo circonda un po' più simile alla sua idea: più verde, più fiorito, con più piante.

Con il suo gruppo, che ormai ha cellule in tutta Italia, al calar della notte prende d'assalto aiuole e spazi verdi dimenticati dalle amministrazioni e li riporta in vita, piantando piante e fiori e continuando a curare lo spazio anche dopo averlo migliorato.