Sabato 4 febbraio è inziato il consueto carnevale di Venezia, che durerà fino al 21 e sarà animato da Ecolamp con spettacoli, giochi e intrattenimenti didattici come il Teatro della Luce e del Riciclo, per sensibilizzare grandi e piccini sull'importanza della raccolta differenziata e del risparmio di energia.
Ecolamp è un consorzio nato per volontà delle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnica e per promuovere il recupero e il trattamento di apparecchiature di illuminazione.
Attraverso la partecipazione al carnevale di Venezia, per il terzo anno consecutivo Ecolamp promuove i comportamenti corretti nel trattamento delle moderne lampade fluorescenti che stanno sostituendo le vecchie lampadine a incandescenza.
Le lampade a basso consumo di energia una volta esaurite, infatti, devono essere raccolte e trattate diversamente rispetto ai normali rifiuti urbani: possono essere portate direttamente presso i centri di raccolta comunale, dove sono disponibili i contenitori Ecolamp, oppure consegnate presso i punti vendita della distribuzione al momento dell’acquisto di quelle nuove. In questo modo si partecipa all’avvio di un circolo virtuoso che consente di riutilizzare le materie componenti, quali vetro, alluminio e plastiche, evitando la dispersione nell’ambiente di sostanze tossiche come il mercurio.
Al carnevale di Imola invece spuntano gli eco-carri, che si chiamano Fantaveicoli, mezzi ecologici originali e spiritosi, ottenuti assemblando fra loro pezzi di biciclette, carriole e materiali di recupero.
Alimentati a energia solare o a trazione umana, saranno la peculiarità di questo carnevale e, si spera, di tutti i carnevali futuri in tutta Italia.
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Noi di avoicomunicare crediamo che il futuro sia green e non solo. Per questo nuove professionalità si affacciano sul mondo del lavoro, e sono sempre più orientate a prospettive di rispetto e tutela dell'ambiente.Animatore ambientale: l'animatore ambientale organizza il tempo libero, le attività escursionistiche, ricreative e ludiche di ragazzi e bambini durante i campi-vacanza naturalistici.
WWF organizza da più di trent'anni Vacanze Natura e Campi Avventura, soggiorni o viaggi naturalistici che coniugano svago, relax e rispetto per l’ambiente e coinvolgono ragazzi e bambini, famiglie e adulti, mentre Legambiente ha istituito l'associazione professionale Legambiente Scuola e Formazione dedicata a insegnanti, educatori e formatori ambientalisti.
Avvocato ambientale: l'avvocato ambientale svolge attività di consulenza, rappresentanza e assistenza nell'interpretazione delle norme del diritto, conspecializzazione nella conservazione e tutela dell'ambiente.
Gli eco-avvocati seguono due linee guida: l'interesse per i cittadini contro chi inquina, e per le imprese che vogliono e devono sottostare a determinate regole ambientali.
Eco-chef: l'eco-chef sa che le scelte alimentari sono il primo passo verso una vita sostenibile. Sceglie prodotti provenienti da filiere certificate, garantisce qualità e tipicità delle pietanze preparate, predispone le attività per impattare il meno possibile sull'ambiente, anche con scelte limitate ai prodotti locali e di stagione.
Eco-blogger: cura e gestisce per piacere personale o per professione blog dedicati all'ambiente. È specializzato in divulgazione di notizie e informazioni e spesso si unisce ad altri blogger per aggregare post su tutti i temi: sostenibilità, alimentazione, energie rinnovabili, viaggio, cosmesi e pulizia, urbanistica e bioedilizia, infanzia, etica. Gli argomenti sono molteplici e variegati, e chiunque sia appassionato di green può aprire un blog e raccontare, in modo formale o informale, in che modo si può vivere una vita a impatto ambientale, e perché no? Farne anche una professione.
Eco-parrucchiere: quella del parrucchiere è una delle attività più inquinanti, e anche una delle più produttive. A partire dalla scelta di apparecchi elettrici ed elettronici a basso consumo, un salone può impattare il meno possibile anche scegliendo prodotti biodegradabili, non inquinanti e cruelty-free, per poi passare a una sensibilizzazione diretta dei suoi clienti. Ecco l'esperienza di Grazia .
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Ecologia è sinonimo di pacifismo? Neanche per sogno, almeno a leggere quanto documenta un approfondito report del Pew Project on National security, Energy e Climate significativamente intitolato “Dalle caserme ai campi di battaglia: l'innovazione dell'energia pulita e le forze armate americane”.
Obiettivo monitorare in profondità la trasformazione verde di quella che fino a oggi è una delle istituzioni che consumano più energia al mondo: il Pentagono e il complesso della macchina bellica Usa.
Altro che figli dei fiori: pensiero verde, energie alternative, riduzione dei consumi del petrolio, si scrollano di dosso la patina un po' di diffidenza per entrare come un asset fondamentale anche nei ragionamenti del Dipartimento della difesa, innanzitutto perché molte cose sono cambiate da quando si poteva utilizzare un “mare di petrolio proveniente dal Texas” per battere l'Asse e i nazisti.
Per esempio, se mezzo secolo fa la stima del consumo giornaliero di petrolio per ogni militare Usa era di 5 galloni, nel 2009 è schizzata a 22 galloni pro capite. Un costo insostenibile. Oggi l'interdipendenza globale da produttori esterni e la volatilità dei prezzi hanno spinto la più costosa macchina da guerra contemporanea a rivolgersi altrove e a cercare nuovi fonti energetiche compatibili con i costi enormi.
«Proprio in quanto grandissimo consumatore di energia – spiega Phyllis Cuttino direttrice del Pew Project on National security, Energy e Climate – il Dipartimento della difesa può modellare il futuro energetico dell'America. I militari possono essere un esempio anche l'industria a investire nelle energie rinnovabili».
A partire dall'esperienza maturata nelle guerre in Afghanistan e in Iraq il Dipartimento della difesa sta ripensando le proprie strategie energetiche con l'obiettivo di ridurre la domanda di carburante dai fronti di guerra aperti per le operazioni di combattimento.
In questa direzione va la crescita degli investimenti sulle energie alternative che sono saliti del 300% nel triennio 2006/9, passando da 400 a 1200 milioni di dollari con un aumento che, si prevede, arriverà ai 10 miliardi annui nel 2030. L'obiettivo è arrivare al 25/25, produrre per 2025 il 25% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili.
Più che una preoccupazione per l'ambiente e per lo stato del pianeta, quella dei militari Usa è una questione di soldi. Clean energy is patriotic recita la chiamata all'azione del Pew spingere i cittadini a intervenire: «scrivete ai vostri rappresentanti in Congresso per supportare leggi sull'energia pulita che produrranno lavoro, aumenteranno la sicurezza nazionale, ridurranno la dipendenza da petrolio e da carbone provenienti dall'estero». Insomma, il fine giustifica i mezzi.
Chi sono e quale lavoro svolgono gli avvocati green. Dai Navigli a Milano all'inquinamento atmosferico, dalle centrali elettriche alla green economy, uno sterminato ambito di possibilità lavorative. I suggerimenti dell'ecoavvocato Vincenzo Solenne su come inventare una nuova professione attenta alla sostenibilità ambientale e dei diritti.
L'eco-coiffeur può risparmiare anche 2000 euro l'anno, in Italia sono appena 200 su 90mila saloni. Il racconto di Grazia parrucchiera verde a Milano.
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