Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Nicolò, Alberto e Dario di The Hub.
Come si chiama il tuo blog e di cosa ti occupi?
Il nostro blog (siamo in tre a scriverlo: Nicolò, Alberto e Dario) è The Hub Milano. The Hub e' un network internazionale di spazi e di persone che vuole aggregare, connettere e supportare il lavoro di tutti coloro che si occupano di innovazione e imprenditoria sociale e vogliono veramente cambiare il mondo trovando soluzioni per poter vivere un po' meglio ed in maniera più sostenibile. Al momento ci sono circa 18 Hub in giro per il mondo e noi stiamo dando inizio al capitolo italiano con l'apertura del primo Hub a Milano. La nostra definizione di innovatori sociali è volutamente ampia e trasversale dunque può includere chi si occupa di finanza etica, designer per i quali è fondamentale la sostenibilità dei loro prodotti, bio-architetti, professionisti del non-profit, artisti che vogliono migliorare il territorio tramite le proprie opere e molto altro ancora.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Il tema ambientale è a noi molto caro e pensiamo che sia veramente troppo tardi per essere pessimisti. Ora è arrivato il momento di attivarsi, generare nuove idee e dar vita a soluzioni innovative. E queste soluzioni esistono già: dal bikesharing alle case alimentate totalmente da energia alternativa, dagli orti urbani al riciclo di materiali di scarto. Noi crediamo che sia fondamentale identificare un problema sociale (in questo caso l’ambiente) e affrontarlo con un'attitudine imprenditoriale. Allo stesso tempo per risolvere i problemi di oggi è necessario far leva sui network e la possibilità di collaborare in rete per replicare i modelli di successo e portarli nello nostre città.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Il post è questo: http://hubmilan.wordpress.com/2009/07/17/ecco-la-casa-di-the-hub-milano/
E' una bella domanda perchè da pochissimo abbiamo trovato una casa per il nostro progetto. Abbiamo subito postato la notizia e continuano ad arrivarci mail e commenti non solo da tutti coloro che ci hanno seguiti in questi mesi, ma anche da chi sta leggendo sui vari social network che stiamo dando vita, nel cuore di Milano, ad un vero centro per l'economia sociale e sostenibile. Per il network The Hub lo spazio fisico in cui si lavora è estremamente importante. Abbiamo trascorso moltissimo tempo a cercare il posto migliore perchè non volevamo essere da meno degli Hub di Londra, Berlino, San Paolo e Mumbai. Alla fine abbiamo identificato un vero ambiente d’ispirazione.
3 blog che consiglieresti
- socialedge.org (non proprio un blog ma un insieme di blog: sicuramente un punto di riferimento per tutto il mondo dell'imprenditoria sociale)
- blog.acumenfund.org/ (il blog di Acumen Fund è assolutamente da seguire per conoscere tutti gli sviluppi di questo pioneristico fondo di investimento no-profit focalizzato sulle imprese sociali)
- http://www.paulgraham.com/articles.html (siamo a tutti gli effetti una start-up, quindi vietato perdere i saggi di Paul Graham)
- http://www.worldchanging.com/
Andando oltre i blog consigliamo anche http://www.ssireview.org/
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
La crisi ambientale può essere affrontata solamente se ognuno di noi cambia i propri comportamenti quotidiani. Ma anche la più piccola abitudine è difficile da modificare se non vi sono la cultura e l'attitudine ideali. Quindi è assolutamente necessario un processo di formazione e informazione per portare ognuno di noi ad azioni più responsabili.
Una volta aperti gli occhi sui problemi ambientali è necessario affrontarli con la passione di un attivista e il pragmatismo di un imprenditore, dando concretezza a nuove imprese il cui successo sia misurato non solo in termini finanziari ma anche in termini etici. Aziende insomma che facciano proprio il concetto di "triple bottom line": people, profit, planet.
Infine, tenere a mente la forza della collaborazione: assorbire le metodologie di chi ha già avuto successo e portarle da noi, senza re-inventare ogni volta la ruota. Noi di The Hub, essendo un sistema internazionale, facilitiamo proprio il processo di apprendimento da altre realtà nazionali per portare le soluzioni migliori nelle nostre città.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Alberto Marzetta di Blog Ambiente, VareseNews.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
Mi chiamo Alberto Marzetta e seguo il progetto di Varesenews che si chiama semplicemente “Ambiente”.
E’ un progetto nato dalla redazione di Varesenews, il quotidiano on-line della provincia di Varese, ed è costruito su un aggregatore di contenuti creati attraverso alcuni blog.
La particolarità di questa rete di blog è che sono aziendali. In sostanza la redazione ha offerto l’opportunità alle aziende varesine e dei territori limitrofi di aprire un proprio blog all’interno del giornale e di trattare tematiche ambientali oltre che presentare delle risposte concrete alle sfide lanciate dall’essere sostenibili.
Ovviamente le risposte sono i prodotti e i servizi offerti. Una buona opportunità di fare comunicazione, di aprirsi al dialogo e di creare cultura, cavalcando l’onda di Varesenews che ogni giorno è seguito da oltre 50mila lettori.
La redazione cura il mantenimento dell’aggregatore, gestisce il proprio blog che è costruito, in parte, con il mondo associativo e volontaristico, sempre legato all’ambiente e con i lettori. Non per niente il titolo di questo blog è “Green Area, il blog degli eco-lettori di VareseNews".
Da dove nasce questa tua passione?
E’ una questione duplice. Da una parte l’essere sensibili alle tematiche, dall’altra è questione di stare al passo con questi tempi. La sfida ambientale riguarda tutti in tutti i territori, anche nel nostro. Le aziende, come le persone singole, sono responsabili di ogni loro azione per la salvaguardia ambientale. Per cui oltre a parlare occorre agire. Ambiente è un’azione. E’ una raccolta di risposte.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Territorio, filiera corta, energia rinnovabile, diffusione della cultura.
Mai come ora è il momento di pensare globale, ma agire locale. Fortemente locale. Cito Guido Viale: “gli interventi necessari non si governano dall’alto né a livello centrale, ma richiedono programmi, gestione e controlli decentrati, diversificati e fortemente ancorati ai contesti locali[…]"; occorrono imprese flessibili, pubbliche, private e sociali e amministrazioni pubbliche sensibili e di iniziativa.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
L’approvvigionamento energetico tramite fonti rinnovabili, la mobilità e i rifiuti.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Ogni azienda, compresa la redazione, ha tratto le proprie soddisfazioni. E’ difficile fare una classifica, però si sono registrate oltre 1200 letture per un post di Elmec Solar (una delle aderenti) in cui con coraggio ha esposto i costi dei loro impianti fotovoltaici.
3 blog che consiglieresti
Ecowiki.it, un progetto che nasce dal basso, fatto in maniera professionale, ma nel tempo libero.
Yeslife.it, un progetto giovane, tante idee. Forse poche immagini, ma l’impegno c’è.
Ecoblog, storico e ben fatto.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Simona Falasca di Greenme.it.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
A noi piace definire GreenMe.it, di cui sono il Direttore Responsabile e co-fondatore, un magazine on line di lifestyle ecosostenibile. Sul sito cerchiamo di parlare e diffondere, con un linguaggio semplice e ironico, stili di vita maggiormente attenti all’ambiente, tentando di stuzzicare anche il lettore meno impegnato e “politico” con notizie utili, curiose e divertenti. Dando spazio anche a news e approfondimenti sui temi quotidiani e voce alle associazioni, il nostro obiettivo è quello di informare sulla cultura e le pratiche "green", pur senza essere integralisti oppure ossessionati dall'ambientalismo. Per questo greenMe.it piace, perché tutti possono trovare consigli e suggerimenti utili per “tingere di verde” la propria vita e provare ad essere “buoni con la Terra”.
Da dove nasce questa tua passione?
Io ho avuto la fortuna di crescere a stretto contatto con la natura, trascorrendo tutte le estati, non appena chiudevano le scuole, nella casa in montagna alle pendici del Gran Sasso, in Abruzzo. E’ lì che ho imparato a mietere il grano, a fare il formaggio, mungere le pecore e amare gli animali. Con gli anni poi, il contrasto con la vita di città ha sviluppato una sorta di nostalgia che si è trasformata piano piano in una particolare attenzione alle tematiche ambientali e una sensibilità crescente per la salvaguardia del Pianeta.
Se a questo si somma la mia passione per la scrittura, quasi da subito canalizzata sul web, si può ben capire come greenMe.it rappresenti per me il connubio perfetto.
Inoltre, il pensiero che al giorno d’oggi sono pochi i bambini che hanno la fortuna di vedere da vicino una lucciola ha fatto il resto.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e voglio cambiare me stesso”: questa frase del Dalai Lama che abbiamo scelto anche come citazione nel sito, sintetizza perfettamente l’idea che per un futuro migliore bisogna intervenire prima di tutto su sé stessi e sulle proprie abitudini. Partire dal piccolo per arrivare al grande: solo così possiamo sperare in un cambiamento di più ampio raggio. Diventare green nelle piccole grandi azioni che compiamo ogni giorno: abitare, mangiare, divertirsi, vivere: basta poco per continuare a farle riducendo contemporaneamente il proprio impatto sull’ambiente, imparando ad utilizzare le risorse e la tecnologia in maniera creativa e intelligente. Sicuramente poi è necessario un intervento anche da parte delle istituzioni che devono impegnarsi a creare un quadro normativo ed economico che spiani il terreno e favorisca uno sviluppo sostenibile. Fondamentale secondo me, da questo punto di vista, è la ricerca che però necessita di finanziamenti e non di tagli.
Il clima sta cambiando, le risorse si stanno esaurendo, bisogna cercare soluzioni a lungo termine, investire sul rinnovabile e sulle energie pulite.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Senza dubbio l’articolo più letto è stato la guida all’eco-sesso che ha creato, come si può immaginare, un po’ di scompiglio nella rete e attirato l’attenzione delle grandi testate oltre che subissato la nostra Gloria Mastrantonio, l’autrice della guida, di domande e interviste. Qualcuno, che non ha capito lo spirito ironico con la quale è stata redatta, l’ha considerata un po’ un’esagerazione, ma secondo noi ha contribuito nel suo piccolo a far parlare di sostenibilità e richiamare l’attenzione su temi importanti come ad esempio materiali innovativi, riciclo e prodotti naturali.
L’articolo che invece mi ha dato più soddisfazioni è quello della GreenEtiquette, il bon ton dell’ambiente scritto in collaborazione con Simona Calissano, Mario Notaro ed Elena Noseda. Una sorta di eco-galateo che, un po’ come per internet la netiquette, sintetizza le regole di comportamento per essere educati con la Terra. E’ stato molto interessante svilupparlo perché oltre al piacere di lavorare insieme, ha rappresentato una vera e propria opera di sistematizzazione delle idee e dei contributi della reazione. Il risultato è stato questo decalogo che non si limita a elencare consigli o pratiche green, ma dettami e linee guida applicabili in ogni scelta quotidiana.
3 blog che consiglieresti
Il blog di Planet Green, e tra quelli italiani, Ecquo, il progetto di Quotidiano.net e Roma Biologica.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
I rifiuti che mai come oggi rappresentano una priorità. Trasformarli in risorse. Più che uno slogan questo dovrebbe essere un obiettivo concreto su cui puntare, investire e sensibilizzare, se non si vuole arrivare al punto di non ritorno.
L’inquinamento: polveri sottili e gas serra in eccesso stanno avvelenando l’aria che ogni giorno respiriamo. Non è un caso l’aumento esponenziale in questi ultimi anni di allergie e malattie legate all’apparato respiratorio .
L’ abusivismo edilizio e la massiccia urbanizzazione che sta velocemente restringendo coste, campagne e riserve naturali.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Dario di E-Ganz.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
www.eganz.it
Il motto è: ritagli di passione per l'innovazione.
Mi occupo di consulenza (formazione e aggiornamento) per gli studi tecnici, principalmente nei settori: edilizia, architettura, ingegneria e arredamento.
Da dove nasce questa tua passione?
Una cara amica mi ha descritto così, e ho pensato di non modificare assolutamente la definizione: "L'ideatore Dario Ganz è nato, cresciuto e vissuto nel settore edile. La sua passione per l’informatica applicata alla progettazione si concretizza nel 1990 con l’idea di realizzare un laboratorio tecnologico dal carattere innovativo. Non un semplice studio di consulenza ma una piattaforma per l’assistenza a 360° capace di sostenere il cliente dall’idea alla realizzazione progettuale".
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Sono certo che nel mondo, ferme, ci sono moltissime idee stupende.
Soprattutto in questo settore, l'ambiente, che ormai è vitale per il nostro futuro.
Idee bellissime ferme in acque torbide, che impediscono loro di progredire.
Mi piacerebbe trovare/creare un portale o una community o un social, dove ognuno possa posizionare e catalogare con cura una sua concreta idea, e lì registrarla e tutelarsi. Sarebbe un incentivante fertilizzatore di cervelli. Un “pre-brevetto”, dove le aziende, i centri ricerca, gli uffici brevetti, altri sviluppatori possano leggerle, valutarle e magari realizzarne alcune e riconoscerle.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
http://www.eganz.it/BLOG_LIBERO/POST/2006/09/060905_LIB_TULIKIVI_eganz/index.htm
Ho dovuto creare pagine in diverse lingue perché è costantemente letto in tutta Europa.
Racconta l'esperienza nell'ideazione, disegno, realizzazione e uso della nostra mitica stufa in pietra ollare. L'accendiamo ogni mattina per circa tre ore, da ottobre ad aprile. Circa 15/20 kg/giorno di legna bastano per 24 ore. Il suo piacevole calore radiante è irrinunciabile e solo al terzo piano di casa nostra, nei giorni più rigidi, si accende il riscaldamento classico.
Uno dei più "scritti col cuore" invece è quello del DoloMitico Mauro Corona
http://blog.libero.it/eGanz/2455513.html
3 blog che consiglieresti
casa: http://www.quotidianocasa.it/
ricette: http://fiordizucca.blogspot.com/
architettura: http://www.plataformaarquitectura.cl/
appuntamenti culturali a nordest e non solo: http://www.giuseppeborsoi.it/
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Usare ogni cosa con intelligenza. Dall'acqua chiusa mentre passo lo spazzolino all'acqua riciclata del tetto nello sciacquone, e andrebbe benissimo anche nella lavatrice. Le bocce, un pallone o un buon libro, Playstation e TV spente.
Differenziare scrupolosamente ogni rifiuto ovunque, sempre. E' lodevole l'operosità di ogni privato come pure degli operatori al lavoro al centro di raccolta di Belluno.
Risparmiare ambiente, ma anche denaro, permetterebbe di dedicarci alla riscoperta delle città, le comunità, i borghi, i paesi e le tradizioni. Non abbiamo idea di quanti bei posti ci siano a pochissima distanza! Riscoprire le vacanze in luoghi fino a ieri impensati potrebbe "fertilizzare" di coraggio nuovi imprenditori.
Un consiglio finale: www.maps.google.it: cercatevi e tracciate un cerchio di massimo 50/100 km. Io ad esempio ero a New York l'estate scorsa, ma non sono mai andato dalle mie parti al Museo del Monte Rite; sicuramente però sarò all’incredibile catena umana attorno alle Tre Cime di Lavaredo.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Alessandro, autore di My-green.
Come si chiama il tuo blog e di cosa ti occupi?
MY-GREEN: Etico, Eco, Bio, Sostenibile.
Mi occupo da vent'anni di comunicazione e innovazione tecnologica.
Da dove nasce questa tua passione?
Lavorare in contesti con una fortissima presenza di tecnologia mi ha gradualmente convinto che è necessario trovare un punto di equilibrio e che natura e tecnologia possono non solo convivere, ma integrarsi e potenziarsi a vicenda.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Oggi innovare significa soprattutto riuscire a utilizzare al meglio le risorse e sfruttare la tecnologia per ottimizzare prodotti e processi. Bisogna partire da quello che già c'è prima di pensare a realizzare il nuovo. C'è più innovazione nel riutilizzo, nella trasformazione, nella ristrutturazione e nell'adeguamento (mi riferisco ad esempio agli spazi per il lavoro, la cultura, l'intrattenimento...) che non nell'aggiungere a quello che già c'è.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Salvare il salvabile, ovvero la salvaguardia di quanto ancora non è stato compromesso coinvolgendo direttamente le persone, i cittadini in quella che potremmo chiamare "adozione di prossimità": se ognuno adottasse il pezzetto di verde più vicino a casa sua sarebbe già un ottimo punto di partenza.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Due degli articoli pubblicati di recente: il primo conteneva una sorta di decalogo di comportamenti "sostenibili" per le aziende, il secondo raccontava come e quanto noi di MY-GREEN cerchiamo di seguire quotidianamente quel decalogo, con un invito a venire a trovarci a studio per verificare con i propri occhi se dicevamo la verità.
3 blog che consiglieresti
Cerchiamo di leggerli tutti, ma siamo piuttosto critici con la maggior parte dei blog/testate italiane. C'è una tendenza - che non condividiamo - a vedere i problemi con un angolo troppo ristretto, che è spesso il risultato di una forte connotazione politica. Secondo noi pensare che ci sia un modo "di sinistra" e uno "di destra" di affrontare i problemi della sostenibilità è assurdo, non porta a nulla di produttivo e deve essere assolutamente superato.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Francesca, autrice di Ecowiki.it.
Come si chiama il tuo blog e di cosa ti occupi?
Il blog e l'associazione che lo gestisce si chiamano Ecowiki.it. Io sono Francesca D'Amato (“lumachina” quando bloggo) e mi occupo, oltre che del coordinamento della redazione, di seguire gli eventi che l'associazione organizza, come la gara internazionale di barche fotovoltaiche che si svolgerà a luglio sul Lago Maggiore.
Da dove nasce questa tua passione?
Per me dall'articolo 4 della Costituzione Italiana: "Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società."
Scrivere di ambiente è fonte di soddisfazione perché, a differenza di quando si scrive di altri argomenti come lo sport, la moda o la cronaca nera, a fine giornata abbiamo la sensazione di aver fatto qualcosa di concreto per invecchiare in un mondo migliore.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Dovremmo puntare sulla piacevolezza della sostenibilità e aiutare la gente a soddisfare i suoi bisogni profondi senza ricorrere a inutili e costosi succedanei. Il benessere a basso impatto è già disponibile: se vogliamo approvazione sociale, possiamo ottenerla gratis dai contatti umani invece che comprare un vestito nuovo ogni tre mesi spendendo soldi e consumando risorse. Il bisogno di piacere agli altri è più che legittimo, il modo di soddisfarlo comprando vestiti è una soluzione che non appaga in modo profondo e duraturo.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
In questo periodo i post più letti sono quelli sugli incentivi statali per l'acquisto di biciclette. Come si diceva al workshop sulla comunicazione ambientale a cui abbiamo partecipato, molte persone si avvicinano alle soluzioni ecologiche per il risparmio economico che le accompagna. Incentivi statali, alta efficienza energetica o economie private come i gruppi di acquisto sono le motivazioni economiche che convincono chi non è interessato all'etica ambientale.
Il post che mi ha soddisfatto di più è quello in cui ho dialogato con un "troll" che mi ha spiegato perché detestava gli ambientalisti. Dopo avergli dato ascolto è diventato un commentatore attivo e costruttivo. E' stata la prima volta che ho usato la comunicazione non violenta per parlare con un troll. Da quel momento in poi non ho più moderato i commenti dei troll impedendo loro di parlare; trattandoli da persone pensanti riesco a smorzare la loro animosità e credo in questo modo di contribuire alla diffusione di idee ecologiche in ambienti difficili.
La moderazione non violenta si può usare in un blog in cui si lavora per cambiare il mondo in meglio. In un blog commerciale non ci sono i tempi e le risorse per questo, si preferisce bannare l'utente molesto e dedicare il tempo a scrivere post o a mantenere confortevole la conversazione tra i lettori abituali.
3 blog che consiglieresti
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Il traffico è la prima causa di morte per la gente della nostra età: sia per gli incidenti sia per i gas di scarico che accorciano l'aspettativa di vita. Io punterei alla mobilità sostenibile. Ho vissuto in Olanda dove i manager con la cravatta parcheggiano la bici sotto l'ufficio anche d'inverno, questo è possibile perché la gente non associa il proprio status sociale al mezzo di trasporto che usa e perché le leggi e l'urbanistica hanno favorito le bici. Risultato? La popolazione gode di una salute migliore della nostra, ci mette meno tempo di noi a spostarsi e le città sono più pulite.
Per tutti gli altri problemi come l'urbanistica, l'energia, l'agricoltura e lo sfruttamento delle risorse suggerirei ai politici dei corsi di formazione obbligatori, portandoli a vedere di persona le buone pratiche già applicate con successo all'estero. Viviamo nella società dell'informazione e non la sfruttiamo per selezionare le informazioni che ci servirebbero a vivere meglio.
Grazie per il vostro impegno nella diffusione delle buone pratiche ambientali. Lo apprezziamo molto e tutta la redazione di ecowiki vi augura di avere successo nel vostro lavoro!
Alla prossima!
Francesca D'Amato (lumachina)
Ecowiki.it
A partire da oggi incontreremo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Cominciamo questa serie di appuntamenti con Maria, autrice di Blogeko.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
Scrivo per http://blogeko.libero.it un blog professionale di ecologia
Da dove nasce questa tua passione?
E' una cosa che provo dentro da sempre, fin da quando ero una bambina molto piccola: mi riferisco a quasi mezzo secolo fa, quando di ecologia non parlava ancora nessuno. Eppure già allora mi sentivo parte di relazioni non solo con gli altri uomini, ma anche con tutto ciò che di animato ed inanimato ci circonda. Ovviamente la bambina di allora non aveva queste parole per dirlo.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Sviluppo sostenibile: temo che sia una contraddizione in termini. "Sviluppo" sottintende l'idea di "sempre più", "sempre oltre". Ma la Terra è un sistema finito, può offrirci risorse limitate. Acqua potabile, terreno coltivabile, petrolio: non ne abbiamo a disposizione quanto ne servirebbe per un "sempre più".
E poi, si vive meglio se si vive leggeri. L'importante è scegliere le cose che davvero contano, e su quelle concentrarsi.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Il post più letto è quello dedicato alla storia di Christian, un leone nato in cattività negli Anni 60 che, faticosamente restituito alla natura e alla libertà, non dimentica gli uomini che lo hanno allevato e li riempie di feste in un modo incredibile quando tornano a cercarlo dopo tanti anni. Un video dolcissimo.
Però mi diverto soprattutto a scrivere di temi legati all'attualità, alla cronaca, ad esempio l'inceneritore di Acerra che non funziona, anche se è stato inaugurato fra squilli di trombe e rulli di tamburi.
E ancora il ponte sullo stretto di Messina, che se lo faranno (e spero di no) sarà inaugurato giusto negli anni in cui è statisticamente atteso un terremoto distruttivo nella zona.
Cose così, insomma.
3 blog che consiglieresti
Se devo scegliere fra i blog italiani, metto al primo posto Vogliaditerra. Il contadino che lo scrive è un autentico saggio.
Leggo volentieri anche il blog di Aspo Italia, l'associazione che studia le riserve di petrolio e gas naturale, e più in generale di tutte le materie prime.
E trovo stimolante Crisis, un blog dedicato al fatto che non si può continuare ad andare avanti come ora: lo impediscono motivi ecologici, economici e sociali.
Non sempre condivido quel che vi è scritto: però è un blog che fa pensare.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Guarda, non penso che esistano tre priorità per l'ambiente in Italia. Esiste un'unica priorità: imparare a camminare leggeri sulla Terra. Capire che non ha senso tutto questo nostro affannarsi per trasformare in beni materiali le risorse naturali. Vivremmo meglio noi, credo.