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La parola ai blogger - la redazione di Ecocentrico

La parola ai blogger - la redazione di Ecocentrico

Continuiamo ad incontrare periodicamente dei blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande sul futuro e sulle priorità ambientali. Questa settimana abbiamo intervistato i ragazzi di Ecocentrico

Come si chiama il vostro blog e di cosa si occupa?
Ecocentrico, questo è il nome del nostro progetto, più che un blog è un portale dedicato alla cultura ambientale, sostenibile, consapevole, pulita. Un vero e proprio spazio di aggregazione in cui, proprio come in un villaggio, le persone virtuose possono incontrare le aziende ecoevolute: così le aziende possono raccontare cosa fanno e i consumatori possono trovare cose interessanti e discuterne online.

Quali sono le tematiche più seguite dai vostri lettori?
Ecocentrico è composto da articoli, video, eventi, annunci di lavoro, messaggi della redazione e delle aziende registrate perciò gli argomenti spaziano a 360° su tutto quello che fa cultura ecologica. Abbiamo registrato un forte interesse sulla bioedilizia, le case passive e la mobilità sostenibile, segno che tanti italiani vogliono vivere in modo diverso da quello che ci è stato proposto finora.

Da dove nasce questa vostra passione?
Un po' per gioco, un po' perchè crediamo sia importante confrontarsi, parlare, informare sull'ondata verde che sta scuotendo la nostra società in questi ultimi anni. Abbiamo paura che rimangano grandi parole dettate dall'alto senza ripercussioni sulla vita dei singoli, mentre crediamo che sia importante che ciascun cittadino si attivi per vivere meglio con il suo territorio e le sue risorse. 

Ci parlate di EcoRadio?
EcoRadio, la voce del pianeta, è una radio in streaming che abbiamo avuto modo di conoscere e di rendere ascoltabile anche dal nostro portale. Ci sembra un modo facile e diretto per rendere fruibili tantissimi contenuti inerenti la sostenibilità anche a chi preferisce ascoltare, piuttosto che leggere. Siamo contenti di appoggiare il progetto di EcoRadio: fare rete tra realtà diverse è fondamentale per costruire davvero una cultura ecologica.

Come giudicate la cultura alla sostenibilità degli italiani?
C'è ancora molto da fare. Basta confrontarsi con altri Paesi europei - penso innanzitutto ai Paesi scandinavi - per rendersi conto di quanta strada c'è ancora da fare in Italia. Siamo stati troppo abituati a comportarci secondo la filosofia dell'"usa e getta" e ora non riusciamo ad uscirne, compriamo usiamo buttiamo senza scrupoli, costruiamo senza pensare a piani urbanistici, scegliamo soluzioni senza considerare il benessere della collettività. Forse questa nuova "sensibilità verde" può servire a farci vivere da cittadini attivi e sostenibili il nostro territorio: come dice Gaber, "Libertà è partecipazione". 

Quali sono per voi le prime priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Innanzitutto migliorare il sistema dei trasporti incrementando il servizio ferroviario, spesso inadeguato rispetto alla domanda, e migliorando l'accessibilità ai cittadini. Se i trasporti pubblici funzionano bene, i cittadini hanno tutto l’interesse a lasciare la macchina a casa: meno stress, meno costi di benzina e caselli, meno ansia da parcheggio, minor rischio di multe. E poi - seppur in controtendenza rispetto a quello che crede il nostro ultimo Nobel per la Pace Obama - sviluppare fonti di energia alternativa, investire davvero nella natura per costruire una società capace di vivere armoniosamente con essa.

Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le idee migliori per il futuro?
Il nostro suggerimento è sempre lo stesso: guardare con occhio critico al passato. Molti comportamenti dei nostri nonni ricalcano uno stile di vita sostenibile, un modello di vita più condiviso e più naturale. Integrate con l'attuale livello di tecnologia, saranno le cose vecchie ad essere "nuove" scoperte: la bicicletta, il co-housing, un'alimentazione biologica e a km zero, il compostaggio e così via. Certo, è necessario l'impegno di tutti, ma la posta in gioco è alta: avremmo aria più respirabile, vite meno frenetiche e più consapevoli, consumi ridotti e potremo finalmente gettare le basi per un rapporto più giusto tra uomo e ambiente.  

L’inaugurazione del The Hub Milano

The Hub Milano

Giovedì sera è stato inaugurato lo spazio The Hub milanese di via Paolo Sarpi 8.
Per raccontarvelo abbiamo scelto di usare le parole di una nostra inviata: Michela Cimnaghi, cimny sui social network, autrice di un blog, Aleardi10, che prende il nome proprio da una via a pochi metri dal luogo in cui è stato aperto il locale.

L’inaugurazione di The Hub, lo scorso giovedì, è stata veramente un successo, a riprova che quando i progetti sono interessanti il pubblico interessato c’è. Un’idea composita e ambiziosa: un’impresa che generi profitto ma con obiettivi etici, spingendo nuove idee sociali con un piano economico che garantisca sostenibilità ai progetti.
Personalmente ho vissuto l’evento non solo come una bella festa ma anche e soprattutto come un bel momento di condivisione dei valori che The Hub vuole portare in Italia.
Le tre parole chiave per me sono state: sostenibilità, innovazione, interazione.

Sostenibilità: un mondo radicalmente migliore e sostenibile è il cuore della vision e il vero obiettivo della rete di social business nata a Londra poco più di 4 anni fa. A Milano sono sostenibile anche:

  • il progetto architettonico della location fatto da Controprogetto che ha realizzato tutti gli arredi interni utilizzando materiali di recupero e scarti di lavorazione rigenerati e ricomposti
  • il progetto work in progress di Ufficio Sostenibile che ha aggregato tutte le realtà che sono già membri di The Hub.

Innovazione: un modello d’imprenditoria che attraverso idee innovative risolva le sfide sociali e ambientali, dimostrando che il profitto e l’etica possono coesistere.
L’innovazione sociale come base del social business e di tutte le realtà che fanno parte della rete di The Hub, spaziando dalla rigenerazione dei beni ICT di Fastinking e Rigeneriamoci a Greenbean la prima agenzia italiana di comunicazione per la sostenibilità come valore di marca; dai corrieri in bicicletta UBM al primo network di prestiti tra persone Prestiamoci (di cui abbiamo parlato anche nel post ....); da Refeel che sviluppa, realizza e gestisce impianti per la produzione di energia rinnovabile a Witness Journal (op0't), il progetto di fotogiornalismo online focalizzato su grandi temi e giovani fotografi e molti altri. 103 membri associati ad oggi per moltissime idee in grado di migliorare la vita.

Interazione: le chiavi del successo dei progetti incubati dentro a The Hub sono lo scambio e l’interconnessione tra conoscenze, talenti, il team di facilitatori di Host, i capitali finanziari. Un luogo fisico del quale diventare membri non solo per avere una postazioni di lavoro in “un habitat d’ispirazione” ma anche e soprattutto per avere la possibilità di lavorare, collaborare e condividere conoscenze ed esperienze.

Un altro importante elemento, secondo me d’impatto immediato sulla società milanese, è la scelta di una location nel cuore di Chianatown; non ho chiesto il motivo della scelta a Federica, Nicolò e Alberto - i fondatori di The Hub - ma mi piace pensare che simbolicamente ci sia la volontà di posizionarsi su un crocevia culturale complesso ma anche d’ispirazione e concretamente si lanci un messaggio di riqualifica sociale dell’intera area.

"Fa' la cosa giusta!": good news, bad news

Fa' la cosa giusta! 2010

Ospitiamo su avoicomunicare questo interessantissimo post di Alessio Baù, blogger italiano che gentilmente ha deciso di raccontarci il suo punto di vista su “Fa’ la cosa giusta!”

Ci sono delle buone notizie. La prima: entro cinque anni il livello di convenienza fra i costi delle energie rinnovabili e quelli delle energie fossili andrà in pari. La seconda: l’attenzione generale sulla questione del cambiamento climatico è cresciuta esponenzialmente rispetto a pochissimi anni fa, tanto che il problema è sentito dal 60% degli Europei come il più grave al mondo, secondo soltanto a quello della fame. Corollario vuole che il primo elemento di competitività richiesto, nei mercati internazionali, sia oggi l’efficienza energetica, e questo naturalmente fa bene all’ambiente e innesca un meccanismo virtuoso a diversi livelli della società.

Ci sono delle cattive notizie: il dibattito sul climate change in Italia è pressoché “primitivo” - questo l’aggettivo usato da Carlo Corazza, rappresentante a Milano della Commissione Europea, autore di “EcoEuropa” presente a uno degli incontri “Energy Day” della fiera - figlio di analisi giornalistiche grossolane che all’estero nessun quotidiano si permetterebbe di pubblicare; e, soprattutto, nel pianeta si continua a consumare più risorse di quelle utili a garantire un futuro sostenibile, tanto che la corsa al nuovo colonialismo, quello che preda acqua e terre da coltivare è già iniziato, come ha spiegato, in piazza “Kuminda”, Franca Roiatti, autrice de “Il nuovo colonialismo”.

Gli appuntamenti dell’ultima edizione di “Fa’ la cosa giusta” si possono forse riassumere così: un misto di good news e bad news. Una dicotomia, questa, che ben descrive la fiera stessa, in bilico fra attenzione al green, al bio, al riuso e, dall’altra, logiche estremamente commerciali. Si dirà: è una fiera, in fiera si vende, soprattutto. Vero. Forse, quello che “Fa’ la cosa giusta” sa dare e dire a una città come Milano è che i buoni esempi non mancano: basterebbe ricordarsene di più nel quotidiano, nelle proprie scelte personali e politiche. Messe tutte assieme, fagocitate dal colosso di fieramilanocity, tendono a svilirsi sotto un paio di etichette che non possono bastare per un’analisi organica di questi problemi.

La fiera è stata, infine, l’occasione anche per puntare le luci sulla questione delle cascine da recuperare nella città di Milano, specie in vista del progetto Expo 2015. Maddalena Bregani e Salvatore Porcaro hanno presentato in sala “Green Revolution” il loro studio, ora in mano al Comune, per un progetto di salvataggio delle cascine locali, intese sia come luoghi che come pratiche culturali. Sarebbe un successo se, entro qualche anno, i buoni esempi di “Fa’ la cosa giusta” trovassero spazi come quelli, in città, ad accoglierli in forma permanente: un ponte fra tradizione e innovazione sostenibile.

La parola ai blogger - Nicolò, Alberto e Dario di The Hub

Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Nicolò, Alberto e Dario di The Hub.

Come si chiama il tuo blog e di cosa ti occupi?

Il nostro blog (siamo in tre a scriverlo: Nicolò, Alberto e Dario) è The Hub Milano. The Hub e' un network internazionale di spazi e di persone che vuole aggregare, connettere e supportare il lavoro di tutti coloro che si occupano di innovazione e imprenditoria sociale e vogliono veramente cambiare il mondo trovando soluzioni per poter vivere un po' meglio ed in maniera più sostenibile. Al momento ci sono circa 18 Hub in giro per il mondo e noi stiamo dando inizio al capitolo italiano con l'apertura del primo Hub a Milano. La nostra definizione di innovatori sociali è volutamente ampia e trasversale dunque può includere chi si occupa di finanza etica, designer per i quali è fondamentale la sostenibilità dei loro prodotti, bio-architetti, professionisti del non-profit, artisti che vogliono migliorare il territorio tramite le proprie opere e molto altro ancora.

Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?

Il tema ambientale è a noi molto caro e pensiamo che sia veramente troppo tardi per essere pessimisti. Ora è arrivato il momento di attivarsi, generare nuove idee e dar vita a soluzioni innovative. E queste soluzioni esistono già: dal bikesharing alle case alimentate totalmente da energia alternativa, dagli orti urbani al riciclo di materiali di scarto. Noi crediamo che sia fondamentale identificare un problema sociale (in questo caso l’ambiente) e affrontarlo con un'attitudine imprenditoriale. Allo stesso tempo per risolvere i problemi di oggi è necessario far leva sui network e la possibilità di collaborare in rete per replicare i modelli di successo e portarli nello nostre città.

Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Il post è questo: http://hubmilan.wordpress.com/2009/07/17/ecco-la-casa-di-the-hub-milano/
E' una bella domanda perchè da pochissimo abbiamo trovato una casa per il nostro progetto. Abbiamo subito postato la notizia e continuano ad arrivarci mail e commenti non solo da tutti coloro che ci hanno seguiti in questi mesi, ma anche da chi sta leggendo sui vari social network che stiamo dando vita, nel cuore di Milano,  ad un vero centro per l'economia sociale e sostenibile. Per il network The Hub lo spazio fisico in cui si lavora è estremamente importante. Abbiamo trascorso moltissimo tempo a cercare il posto migliore perchè non volevamo essere da meno degli Hub di Londra, Berlino, San Paolo e Mumbai. Alla fine abbiamo identificato un vero ambiente d’ispirazione.

3 blog che consiglieresti

- socialedge.org (non proprio un blog ma un insieme di blog: sicuramente un punto di riferimento per tutto il mondo dell'imprenditoria sociale)
- blog.acumenfund.org/ (il blog di Acumen Fund è assolutamente da seguire per conoscere tutti gli sviluppi di questo pioneristico fondo di investimento no-profit focalizzato sulle imprese sociali)
- http://www.paulgraham.com/articles.html (siamo a tutti gli effetti una start-up, quindi vietato perdere i saggi di Paul Graham)
- http://www.worldchanging.com/
Andando oltre i blog consigliamo anche http://www.ssireview.org/

Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?

La crisi ambientale può essere affrontata solamente se ognuno di noi cambia i propri comportamenti quotidiani. Ma anche la più piccola abitudine è difficile da modificare se non vi sono la cultura e l'attitudine ideali. Quindi è assolutamente necessario un processo di formazione e informazione per portare ognuno di noi ad azioni più responsabili.

Una volta aperti gli occhi sui problemi ambientali è necessario affrontarli con la passione di un attivista e il pragmatismo di un imprenditore, dando concretezza a nuove imprese il cui successo sia misurato non solo in termini finanziari ma anche in termini etici. Aziende insomma che facciano proprio il concetto di "triple bottom line": people, profit, planet.

Infine, tenere a mente la forza della collaborazione: assorbire le metodologie di chi ha già avuto successo e portarle da noi, senza re-inventare ogni volta la ruota. Noi di The Hub, essendo un sistema internazionale, facilitiamo proprio il processo di apprendimento da altre realtà nazionali per portare le soluzioni migliori nelle nostre città.

Lun, 10/08/2009 - 09:54 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

La parola ai blogger - Alberto Marzetta di Blog Ambiente, VareseNews

Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Alberto Marzetta di Blog Ambiente, VareseNews.

Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?

Mi chiamo Alberto Marzetta e seguo il progetto di Varesenews che si chiama semplicemente “Ambiente”.
E’ un progetto nato dalla redazione di Varesenews, il quotidiano on-line della provincia di Varese, ed è costruito su un aggregatore di contenuti creati attraverso alcuni blog. 
La particolarità di questa rete di blog è che sono aziendali. In sostanza la redazione ha offerto l’opportunità alle aziende varesine e dei territori limitrofi di aprire un proprio blog all’interno del giornale e di trattare tematiche ambientali oltre che presentare delle risposte concrete alle sfide lanciate dall’essere sostenibili.
Ovviamente le risposte sono i prodotti e i servizi offerti. Una buona opportunità di fare comunicazione, di aprirsi al dialogo e di creare cultura, cavalcando l’onda di Varesenews che ogni giorno è seguito da oltre 50mila lettori.

La redazione cura il mantenimento dell’aggregatore, gestisce il proprio blog che è costruito, in parte, con il mondo associativo e volontaristico, sempre legato all’ambiente e con i lettori. Non per niente il titolo di questo blog è “Green Area, il blog degli eco-lettori di VareseNews".

Da dove nasce questa tua passione?

E’ una questione duplice. Da una parte l’essere sensibili alle tematiche, dall’altra è questione di stare al passo con questi tempi. La sfida ambientale riguarda tutti in tutti i territori, anche nel nostro. Le aziende, come le persone singole, sono responsabili di ogni loro azione per la salvaguardia ambientale. Per cui oltre a parlare occorre agire. Ambiente è un’azione. E’ una raccolta di risposte.

Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?

Territorio, filiera corta, energia rinnovabile, diffusione della cultura.
Mai come ora è il momento di pensare globale, ma agire locale. Fortemente locale. Cito Guido Viale: “gli interventi necessari non si governano dall’alto né a livello centrale, ma richiedono programmi, gestione e controlli decentrati, diversificati e fortemente ancorati ai contesti locali[…]"; occorrono imprese flessibili, pubbliche, private e sociali e amministrazioni pubbliche sensibili e di iniziativa.

Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?

L’approvvigionamento energetico tramite fonti rinnovabili, la mobilità e i rifiuti.

Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Ogni azienda, compresa la redazione, ha tratto le proprie soddisfazioni. E’ difficile fare una classifica, però si sono registrate oltre 1200 letture per un post di Elmec Solar (una delle aderenti) in cui con coraggio ha esposto i costi dei loro impianti fotovoltaici.

3 blog che consiglieresti

Ecowiki.it, un progetto che nasce dal basso, fatto in maniera professionale, ma nel tempo libero.
Yeslife.it, un progetto giovane, tante idee. Forse poche immagini, ma l’impegno c’è.
Ecoblog, storico e ben fatto.

La parola ai blogger - Simona di GreenMe

Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Simona Falasca di Greenme.it.

Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?

A noi piace definire GreenMe.it, di cui sono il Direttore Responsabile e co-fondatore, un magazine on line di lifestyle ecosostenibile. Sul sito cerchiamo di parlare e diffondere, con un linguaggio semplice e ironico, stili di vita maggiormente attenti all’ambiente, tentando di stuzzicare anche il lettore meno impegnato e “politico” con notizie utili, curiose e divertenti. Dando spazio anche a news e approfondimenti sui temi quotidiani e voce alle associazioni, il nostro obiettivo è quello di informare sulla cultura e le pratiche "green", pur senza essere integralisti oppure ossessionati dall'ambientalismo. Per questo greenMe.it piace, perché tutti possono trovare consigli e suggerimenti utili per “tingere di verde” la propria vita e provare ad essere “buoni con la Terra”.

Da dove nasce questa tua passione?

Io ho avuto la fortuna di crescere a stretto contatto con la natura, trascorrendo tutte le estati, non appena chiudevano le scuole, nella casa in montagna alle pendici del Gran Sasso, in Abruzzo. E’ lì che ho imparato a mietere il grano, a fare il formaggio, mungere le pecore e amare gli animali. Con gli anni poi, il contrasto con la vita di città ha sviluppato una sorta di nostalgia che si è trasformata piano piano in una particolare attenzione alle tematiche ambientali e una sensibilità crescente per la salvaguardia del Pianeta.
Se a questo si somma la mia passione per la scrittura, quasi da subito canalizzata sul web, si può ben capire come greenMe.it rappresenti per me il connubio perfetto.
Inoltre, il pensiero che al giorno d’oggi sono pochi i bambini che hanno la fortuna di vedere da vicino una lucciola ha fatto il resto.

Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?

“Ero intelligente e volevo cambiare il mondo. Oggi sono saggio e voglio cambiare me stesso”: questa frase del Dalai Lama che abbiamo scelto anche come citazione nel sito, sintetizza perfettamente l’idea che per un futuro migliore bisogna intervenire prima di tutto su sé stessi e sulle proprie abitudini. Partire dal piccolo per arrivare al grande: solo così possiamo sperare in un cambiamento di più ampio raggio. Diventare green nelle piccole grandi azioni che compiamo ogni giorno: abitare, mangiare, divertirsi, vivere: basta poco per continuare a farle riducendo contemporaneamente il proprio impatto sull’ambiente, imparando ad utilizzare le risorse e la tecnologia in maniera creativa e intelligente. Sicuramente poi è necessario un intervento anche da parte delle istituzioni che devono impegnarsi a creare un quadro normativo ed economico che spiani il terreno e favorisca uno sviluppo sostenibile. Fondamentale secondo me, da questo punto di vista, è la ricerca che però necessita di finanziamenti e non di tagli.
Il clima sta cambiando, le risorse si stanno esaurendo, bisogna cercare soluzioni a lungo termine, investire sul rinnovabile e sulle energie pulite.

Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?

Senza dubbio l’articolo più letto è stato la guida all’eco-sesso che ha creato, come si può immaginare, un po’ di scompiglio nella rete e attirato l’attenzione delle grandi testate oltre che subissato la nostra Gloria Mastrantonio, l’autrice della guida, di domande e interviste. Qualcuno, che non ha capito lo spirito ironico con la quale è stata redatta, l’ha considerata un po’ un’esagerazione, ma secondo noi ha contribuito nel suo piccolo a far parlare di sostenibilità e richiamare l’attenzione su temi importanti come ad esempio materiali innovativi, riciclo e prodotti naturali.
L’articolo che invece mi ha dato più soddisfazioni è quello della GreenEtiquette, il bon ton dell’ambiente scritto in collaborazione con Simona Calissano, Mario Notaro ed Elena Noseda. Una sorta di eco-galateo che, un po’ come per internet la netiquette, sintetizza le regole di comportamento per essere educati con la Terra. E’ stato molto interessante svilupparlo perché oltre al piacere di lavorare insieme, ha rappresentato una vera e propria opera di sistematizzazione delle idee e dei contributi della reazione. Il risultato è stato questo decalogo che non si limita a elencare consigli o pratiche green, ma dettami e linee guida applicabili in ogni scelta quotidiana.

3 blog che consiglieresti

Il blog di Planet Green, e tra quelli italiani, Ecquo, il progetto di Quotidiano.net e Roma Biologica.

Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?

I rifiuti che mai come oggi rappresentano una priorità. Trasformarli in risorse. Più che uno slogan questo dovrebbe essere un obiettivo concreto su cui puntare, investire e sensibilizzare, se non si vuole arrivare al punto di non ritorno.
L’inquinamento: polveri sottili e gas serra in eccesso stanno avvelenando l’aria che ogni giorno respiriamo. Non è un caso l’aumento esponenziale in questi ultimi anni di allergie e malattie legate all’apparato respiratorio .
L’ abusivismo edilizio e la massiccia urbanizzazione che sta velocemente restringendo coste, campagne e riserve naturali.

Lun, 20/07/2009 - 09:50 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

La parola ai blogger - Dario di E-Ganz

Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Dario di E-Ganz.

Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
www.eganz.it
Il motto è: ritagli di passione per l'innovazione.
Mi occupo di consulenza (formazione e aggiornamento) per gli studi tecnici, principalmente nei settori: edilizia, architettura, ingegneria e arredamento.

Da dove nasce questa tua passione?

Una cara amica mi ha descritto così, e ho pensato di non modificare assolutamente la definizione: "L'ideatore Dario Ganz è nato, cresciuto e vissuto nel settore edile. La sua passione per l’informatica applicata alla progettazione si concretizza nel 1990 con l’idea di realizzare un laboratorio tecnologico dal carattere innovativo. Non un semplice studio di consulenza ma una piattaforma per l’assistenza a 360° capace di sostenere il cliente dall’idea alla realizzazione progettuale".

Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?

Sono certo che nel mondo, ferme, ci sono moltissime idee stupende.
Soprattutto in questo settore, l'ambiente, che ormai è vitale per il nostro futuro.
Idee bellissime ferme in acque torbide, che impediscono loro di progredire.
Mi piacerebbe trovare/creare un portale o una community o un social, dove ognuno possa posizionare e catalogare con cura una sua concreta idea, e lì registrarla e tutelarsi. Sarebbe un incentivante fertilizzatore di cervelli. Un “pre-brevetto”, dove le aziende, i centri ricerca, gli uffici brevetti, altri sviluppatori possano leggerle, valutarle e magari realizzarne alcune e riconoscerle.

Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni? 

http://www.eganz.it/BLOG_LIBERO/POST/2006/09/060905_LIB_TULIKIVI_eganz/index.htm
Ho dovuto creare pagine in diverse lingue perché è costantemente letto in tutta Europa.
Racconta l'esperienza nell'ideazione, disegno, realizzazione e uso della nostra mitica stufa in pietra ollare. L'accendiamo ogni mattina per circa tre ore, da ottobre ad aprile. Circa 15/20 kg/giorno di legna bastano per 24 ore. Il suo piacevole calore radiante è irrinunciabile e solo al terzo piano di casa nostra, nei giorni più rigidi, si accende il riscaldamento classico.

Uno dei più "scritti col cuore" invece è quello del DoloMitico Mauro Corona
http://blog.libero.it/eGanz/2455513.html

3 blog che consiglieresti
casa: http://www.quotidianocasa.it/
ricette:  http://fiordizucca.blogspot.com/
architettura: http://www.plataformaarquitectura.cl/
appuntamenti culturali a nordest e non solo: http://www.giuseppeborsoi.it/

Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?

Usare ogni cosa con intelligenza. Dall'acqua chiusa mentre passo lo spazzolino all'acqua riciclata del tetto nello sciacquone, e andrebbe benissimo anche nella lavatrice. Le bocce, un pallone o un buon libro, Playstation e TV spente.

Differenziare scrupolosamente ogni rifiuto ovunque, sempre. E' lodevole l'operosità di ogni privato come pure degli operatori al lavoro al centro di raccolta di Belluno.

Risparmiare ambiente, ma anche denaro, permetterebbe di dedicarci alla riscoperta delle città, le comunità, i borghi, i paesi e le tradizioni. Non abbiamo idea di quanti bei posti ci siano a pochissima distanza! Riscoprire le vacanze in luoghi fino a ieri impensati potrebbe "fertilizzare" di coraggio nuovi imprenditori.

Un consiglio finale: www.maps.google.it: cercatevi e tracciate un cerchio di massimo 50/100 km. Io ad esempio ero a New York l'estate scorsa, ma non sono mai andato dalle mie parti al Museo del Monte Rite; sicuramente però sarò all’incredibile catena umana attorno alle Tre Cime di Lavaredo.