Quante volte il cinema ha parlato di immigrazione? Tante, tantissime. Noi abbiamo scelto nove film da consigliarvi e raccontarvi brevemente, e come al solito il decimo lo lasciamo a voi, suggeriteci il vostro film preferito!
Terraferma (Regia di Emanuele Crialese, 2011) - Una storia che racconta dell'incontro tra gli abitanti di un'isola italiana e un gruppo di clandestini. Emanuele Crialese ha conquistato il Festival di Venezia con un racconto forte sulla distanza tra le leggi dell'uomo e le leggi del mare.
London River (Regia di Rachid Bouchareb, 2009) - In una Londra sconvolta dagli attentati terroristici del 7 luglio 2005 due genitori, uno proveniente dall'Africa e l'altra dalle campagne inglesi, cercano i rispettivi figli, in un cammino che li porterà a confrontarsi e a doversi capire e conoscere, uniti dal dramma comune.
A Day without a Mexican (Regia di Sergio Arau, 2004) - Cosa succederebbe in California se da un giorno all'altro sparissero tutti gli immigrati messicani? Lo racconta Sergio Arau in questo surreale film realizzato come un documentario, che racconta le reazioni di vari personaggi di fronte all'avvenimento. La pellicola ha ispirato il film Cose dell'Altro Mondo di Francesco patierno.
Miracolo a Le Havre (Regia di Aki Kaurismaki, 2011) - Marcel fa il lustrascarpe a Le Havre, città portuale della Francia. La malattia dell'amata Arletty e lil desiderio di proteggere e aiutare un bambino immigrato clandestinamente nella città spingeranno l'anziano a cercare aiuto nell'unico modo possibile: tra i disperati e gli esclusi dalla società che abitano il proprio quartiere. Una favola surreale e gentile sul valore dell'uomo e degli uomini.
Terra di Mezzo (Regia di Matteo Garrone, 1996) - Tre episodi, tre storie che trattano l'immigrazione da un paese diverso. Del primo episodio, Silouhette, sono protagoniste alcune prostitute nigeriane che abitano alla periferia di Roma. Il secondo episodio, dal titolo Euglen & Gertian, racconta la storia due ragazzi albanesi. Il terzo, dal titolo Self Service racconta la doppia vita di un uomo egiziano che lavora abusivamente presso un distributore di benzina.
District 9 (Regia di Neill Blomkamp, 2009) - Un'astronave aliena giunge in avaria in Sudafrica, piena di alieni ridotti in condizioni orribili per il lungo viaggio. Inizialmente gli esseri vengono accolti dalla popolazione, ma in breve tempo la popolazione autoctona inizia a vedere male i visitatori, che vengono costretti a vivere in condizioni di apartheid nel distretto 9 del titolo. Tra correttezza politica e paura del diverso, la fantascienza diventa ancora una volta metafora della realtà.
Il tempo dei Gitani (Regia di Emir Kusturica, 1988) - Il film racconta la storia di un drammatico viaggio che porta un giovane gitano, Perhan, dalla Jugoslavia a una Milano violenta nelle mani della piccola criminalità. Uno sguardo forte, spietato e originale al difficile tema della clandestinità e del traffico di esseri umani.
La paura mangia l'Anima (Regia di Rainer Werner Fassbinder, 1974) - Emmi è un'anziana donna delle pulizie che si innamora di Alì, giovane immigrato marocchino di vent'anni più giovane, suscitando lo scandalo del vicinato e dei parenti. Contro il volere dei figli, Emmi decide si sposare Alì e i due partono per il viaggio di nozze. Al rientro, però, qualcosa è cambiato. Tutti si mostrano scostanti ed evitano la coppia tranne le vicine, attratte dall’uomo di colore. Dopo Il Fabbricante di Gattini Fassbinder torna sul tema della borghesia e dell'atteggiamento nei confronti del diverso.
Zora la Vampira (Regia dei Manetti Bros, 2000) - Finiamo l'excursus con un film entrato negli annali del trash. Il Conte Dracula, colpito da un episodio di Carramba che Sorpresa decide di abbandonare la natìa Transilvania per venire in Italia. Qui tuttavia il re dei vampiri verrà trattato come un qualunque immigrato, costretto a vivere in un centro sociale e a lottare per un permesso di soggiorno.
Quali sono i film imperdibili sul tema dell'immigrazione? Quali i vostri preferiti? Consigliateceli!
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Quello dell'immigrazione è uno dei temi principali del nuovo disco del Teatro degli Orrori, dal titolo di Mondo Nuovo; quali altri artisti hanno affrontato la questione in musica? Scopriamolo!
Quanto si parla di immigrazione in musica? E soprattutto quanto se ne parla nella musica italiana? Il tema, a metà tra l'attualità e un romantico immaginario, è da sempre molto sentito da tantissimi artisti. Ultimi in ordine cronologico sono Il Teatro degli Orrori, che con il loro "Mondo Nuovo" uscito a fine gennaio hanno creato un intero concept album sul tema dell'immigrazione in Italia, ma gli esempi illustri non mancano.
Se è vero che l'arte prende spunto dalla vita, è naturale che le prime note italiane sul tema del viaggio siano state quelle legate all'emigrazione. Troppo spesso tanti cittadini italiani dimenticano infatti che la nostra storia è quella di un popolo che sa bene cosa significa lasciarsi alle spalle gli affetti e il paese natìo alla ricerca di fortuna o semplice sopravvivenza. Tra i testi più famosi troviamo sicuramente quello di "Mamma mia dammi 100 lire", che riesce a raccontare tutta la voglia di partire di un giovane, l'apprensione di una madre e i pericoli di un viaggio per mare lungo e tutt'altro che sicuro ( "pena giunti in alto mare / il bastimento si ribaltò" ), non dissimile da quello che tanti affrontano oggi. Vero e proprio inno del migrante italiano diventerà però nel 1919 Santa Lucia luntana. Nel corso degli anni successivi in Italia cambia l'immagine e la destinazione dei migranti, che vanno dal meridione al settentrione prima, e poi all'avventura nel periodo del colonialismo.
L'entusiasmo però dura poco, così come l'avventura coloniale, e da "Faccetta Nera" si torna presto ai temi della difficoltà è della durezza della vita lontano da casa, un tema che verrà ripreso dalla musica italiana anche negli anni '70. Due su tutti? La celeberrima "Che Sarà", dei Ricchi e Poveri; e "Montagne verdi", interpretata da Marcella Bella. Alla fine del decennio però i tempi iniziano a cambiare e se in tanti continuano a partire dall'Italia, a questi iniziano a mescolarsi anche immigrati e stranieri provenienti da altri paesi. E' il caso del "collega spagnolo" cantato da Francesco de Gregori in "Pablo", scritta in collaborazione con Lucio Dalla, che racconta il lavoro in Svizzera, meta di italiani e migranti. E' il 1974, pochi anni dopo l'Italia diventerà un paese ricco e per un decennio sarà troppo preso dal proprio benessere per guardarsi troppo intorno. L'immigrazione torna nella canzone popolare intorno alla fine degli anni '80, con gli sbarchi prima dall'Africa e poi, nel 1991, dall'Albania.
Nel 1987 è ancora de Gregori ad accorgersi del fenomeno, che canta il "Nero", che arriva dalla "periferia del mondo" ed è "incatenato a un treno da un foglio di via". L'anno degli sbarchi albanesi, nel '91 è la volta di Pino Daniele con "O' Scarrafone", che mescola i vecchi temi della canzone delle migrazioni interne ("Accidenti a questa nebbia te set adre a laurà questa Lega è una vergogna") a quelli della nuova migrazione, quella rappresentata dagli "scarrafoni" del titolo ("E se hai la pelle nera amico guardati la schiena io son stato marocchino me l'han detto da bambino viva viva 'o Senegal"). Pochi anni dopo anche i migranti albanesi entreranno a far parte del patrimonio collettivo musicale italiano, con "Barcarola Albanese" che Samuele Bersani inserisce nell'album "Freak": l'Italia è ufficialmente passata da essere un luogo da cui fuggire all'essere un punto di approdo per tanti in cerca di una vita migliore.
Nei primi anni '90 la figura del migrante diventa diffusissima nella musica italiana, diventando figura di riferimento della scena musicale di stampo sociale, come nel caso (per citarne solo alcuni) dei Modena City Ramblers con "Ahmed l'ambulante" (1994), di Bisca e i 99 Posse con "Tammurriata del Lavoro Nero" (1994) e della Banda Bassotti con "La Rotta degli Schiavi". Caso a parte è invece "In Viaggio", firmata dai C.S.I. di Giovanni Lindo Ferretti, per cui la migrazione diventa paradigma del viaggio, in un carosello dell'umanità che mette in moto i viandanti e i perdenti, più adatti ai mutamenti; è il 1998 e nell'arco di un altro decennio l'immigrazione in musica diventa quella della storia personale di ognuno, come appunto nel caso del "Mondo Nuovo" di cui parlavamo in apertura, in cui ogni brano racconta in modo più o meno velato una storia di viaggio e di vita, intarsiata con tante altre simili e diverse.
Quali canzoni abbiamo tralasciato o dimenticato? Quali sono le vostre preferite?
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Per salutare il 2011 abbiamo scelto nove parole che secondo noi ricorreranno spesso nel 2012 in tema di Integrazione e Culture. Anche questa volta abbiamo voluto lasciare uno spazio per i lettori. Qual è la vostra decima parola per l'anno nuovo?
Integrazione
Una parola che nel 2012 sentiremo spesso e nelle occasioni più disparate: integrazione è forse il termine più complesso di questa piccola lista. Con integrazione si è inteso un po' di tutto, perchè nel dubbio parlarne fa sempre bene, ma di cosa si tratta esattamente? La risposta è facile e difficile insieme: possiamo intendere l'integrazione come l'assorbimento armonioso in un tessuto sociale di un determinato elemento che è diverso dagli altri, nel caso specifico la persona di origini straniere, con tradizioni, esperienze, riferimenti culturali “altri” rispetto agli italiani. Per metterla in questi termini però dovremmo dare per scontato che esista un cittadino italiano standard, e qui le cose si fanno più difficili, perchè oggi (quasi) ognuno di noi ha riferimenti culturali, geografici ed esperienziali differenti. Allora forse è possibile dare un esempio più comprensibile di integrazione, che è quando si esce di casa e si incontra un vicino che non è nato o cresciuto in Italia e si scambiano quattro chiacchiere e un invito per un caffè, o quando nostro figlio ha come compagno di giochi un “nuovo italiano”, o ancora quando passiamo ore a parlare con qualcuno che viene da fuori raccontando e ascoltando usanze, tradizioni e programmi televisivi che ci sono piaciuti da bambini, scoprendo che a volte sono gli stessi. La sfida, insomma è questa: dire “integrazione” e pensare “quotidianeità”, che dite, ce la possiamo fare?
Cultura
Eventi, mostre, concerti, incontri, letteratura, film: l'integrazione passa attraverso i mille linguaggi dell'arte per una continua scoperta. Su tutto il territorio nazionale nelle città grandi e piccole si moltiplicano gli eventi che propongono uno sguardo nuovo e inedito sui talenti dal mondo. Dopo un 2011 in cui i temi dell'immigrazione si sono imposti a Venezia e sul grande schermo grazie ai lavori di Crialese, Olmi, Patierno e Lombardi, per gli amanti dell'arte e della creatività il 2012 sarà un anno di mostre ed eventi imperdibili, per confrontarsi con realtà nuove e tutte da scoprire, per innamorarsi di una nuova cultura o opera d'arte ogni giorno.
Territorio
Quando si parla di integrazione e politiche per l'immigrazione sono le realtà locali a fare la parte del leone. Piccole città, paesi e quartieri italiani in cui è possibile conoscere chi si ha accanto in modo vero e privo di pregiudizi. Proprio dal territorio quest'anno speriamo di venire a scoprire decine, centinaia, migliaia di storie e racconti per capire che è possibile la convivenza, il rispetto reciproco e la conoscenza. Lontano dalla frenesia delle grandi città e dalla retorica delle manovre politiche esiste un'integrazione silenziosa e vera, basata sul capirsi, sull'incontrarsi giorno dopo giorno e sul lavorare insieme, ognuno con le proprie differenze.
Quali storie conoscete? Quali vorreste raccontare?
Impresa
Con un imprenditoria straniera in Italia che vive una vertiginosa crescita sarà impossibile quest'anno non confrontarsi con temi, ricchezza e problematiche legati al mondo del lavoro e dell'impresa. In questo momento le aziende italiane fondate e mantenute da stranieri sono aumentate del 5,6%: un dato tanto più importante se considerato in relazione al periodo di crisi economica. Spesso a conduzione familiare, le realtà imprenditoriali dei nuovi italiani portano ricchezza e lavoro, ma aprono anche la via a problematiche nuove riguardo la concorrenza e la legalità. In un momento difficile sul fronte del lavoro e della crescita parlare di impresa straniera sarà importantissimo.
Voi cosa ne pensate: si tratta di una risorsa o di un ostacolo all'imprenditoria italiana?
Cucina
Il luogo, reale e metaforico, dove si mescolano storie, discussioni, tradizioni e dove integrazione e cultura bollono in pentola. Il cibo è l'esperienza sensoriale per eccellenza e si sa che gli italiani sono un popolo di buone forchette. Che si tratti di piatti cinesi o indiani, delle spezie multicolori della tradizione araba o dei manicaretti corposi e dal sapore deciso della cultura romena, la scoperta di un popolo passa sempre di più attraverso la gastronomia. Con cinque continenti da esplorare e chef da tutto il mondo pronti a darsi da fare ai fornelli, il 2012 sarà in Italia un anno gustosissimo all'insegna della stanza più intima della casa.
E proprio perchè sappiamo che tutti gli italiani sono in fondo dei qualificatissimi critici culinari vi chiediamo: qual è il vostro piatto preferito dal mondo?
Associazionismo
Magari non ne sentiremo parlare quanto vorremmo nel corso del 2012, e tuttavia le associazioni fondate da stranieri e italiani che si occupano di aiutare e favorire l'inserimento nel paese degli stranieri sono una realtà presente e importante. Ogni giorno volontari e lavoratori contribuiscono ad accogliere, orientare e avviare al lavoro centinaia di immigrati provenienti da tutto il mondo. Se è vero che nessun uomo è un'isola il lavoro di queste persone è fondamentale per l'umanità e le prospettive di chi è appena arrivato in Italia così come di chi ci vive da tempo e ha bisogno di consulenze, di aiuto per la burocrazia o solamente di trovare un punto di riferimento nel paese che parli la propria lingua.
Seconde Generazioni e Cittadinanza
Due parole che in realtà sono una sola, dal momento che non si può parlare di cittadinanza italiana senza considerare le seconde generazioni e viceversa. Le seconde generazioni in Italia parlano italiano, hanno frequentato qui scuole, associazioni, amicizie, eppure al raggiungimento della maggiore età si trovano stranieri nella propria terra, legati alla cittadinanza dei genitori. Ne ha parlato tanto il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano negli ultimi mesi dell'anno e la discussione è deflagrata come una bomba, coinvolgendo infinite parti politiche e sociali. Il 2012 sarà un anno all'insegna della faticosa scalata al diritto di cittadinanza di tutti quei ragazzi nati e cresciuti in Italia da genitori stranieri, e le prospettive sembrano quelle di una revisione della legge, per rendere più semplice il riconoscimento della cittadinanza italiana per chi vive qui. Lo stesso vale per tutti gli immigrati che hanno raggiunto il paese già adulti e che sono diventati membri della società italiana a tutti gli effetti, contribuendo allo sviluppo delle città e dei paesi in cui abitano e condividendo ritmi, modi, e vita con milioni di “vecchi italiani”
Politica
Il 2012 sarà l'anno degli stranieri in politica? Finora gli esempi sono stati pochi, ma non sono mancati. A Milano l'assessore alle Politiche Sociali Pierfrancesco Majorino ha convocato quindici ragazzi di seconda generazione, a Ciriè, vicino Torino, è stato il turno del consigliere romeno Adrian Ichim, votato dai concittadini italiani e romeni, a Novellara, in provincia di Reggio Emilia, è assessore Youssef Salmi, e queste sono solo alcune delle realtà politiche italiane che hanno spalancato le porte a interlocutori dal mondo. In una società sempre più votata alla multicultura il dialogo tra le parti non può più escludere tutti coloro che hanno la capacità di recepire nel modo più adeguato le istanze dei milioni di cittadini stranieri in Italia, e l'anno nuovo porterà ovunque la possibilità di una classe politica sempre più legata alla vita e alle politiche di integrazione.
Razzismi
Più che una parola per l'anno nuovo, questa è l'unica parola che vorremmo smettere di sentire. L'ultima parte del 2011 si è distinta per gli attacchi feroci e immotivati nei confronti di stranieri a Torino e Firenze ed è il momento giusto per dire basta. Vogliamo un 2012 di dialogo, di scambio, di risoluzione dei conflitti basata sulla capacità di ascoltare e ascoltarsi, e soprattutto di comportarsi utilizzando logica e intelletto, le uniche qualità che distinguono l'uomo dagli animali. L'odio razziale è un comportamento idiota giustificato solo da una profonda ignoranza e povertà di argomenti. Meritiamo un'Italia intelligente, aperta al confronto e capace di andare oltre le formule trite della diffidenza verso gli altri. Vogliamo un paese lontano dalla cantilena del “ci rubano il lavoro” e dell'equazione senza cervello che mette un immigrato sullo stesso piano di un criminale. Il valore di un essere umano si misura sulla capacità di relazionarsi a chi ha accanto, e noi siamo degli ottimi esseri umani. Dimostriamolo.
Come per le nostre dieci parole in tema di Ambiente e Sostenibilità anche qui abbiamo voluto lasciare un piccolo spazio vuoto, quello per una decima parola che vorremmo ci suggeriste voi. Quale sarà il decimo "tema caldo" per quanto riguarda i temi dell'Integrazione e della Multicultura nel 2012?
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Jean Paul Pougala
Fondatore di Election Campaign Store, azienda attiva nella produzione e consulenza per organizzare efficacemente le campagne elettorali (nel 2011 ha partecipato a 8 delle 11 campagne elettorali tenutesi in Africa, ma sta lavorando anche nelle presidenziali del Perù, elezioni amministrative di Berlino, presidenziali di Francia 2012). Attualmente, dà lavoro a 20 persone.

Perché. Jean Paul Pougala è stato insignito il 30 giugno 2011 del MoneyGram Award, prestigioso riconoscimento ai migliori imprenditori stranieri che hanno creato imprese in Italia (circa 400mila a inizio 2011), giunto quest’anno alla sua terza edizione. Pougala ha vinto ottenendo il miglior risultato complessivo sulle cinque categorie del concorso: crescita, occupazione, innovazione, giovane imprenditoria e responsabilità sociale. La giuria era presieduta da Vincenzo Boccia, presidente di Piccola Industria Confindustria.
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Emanuele Crialese
Regista di fama internazionale e vincitore del Leone d’Argento a Venezia con Nuovomondo, film che racconta la storia di emigranti italiani ad Ellis Island.

Perché. Il suo quarto lungometraggio, Terraferma, la cui trama tratta dell'immigrazione clandestina dall'Africa in Italia, è stato presentato al Festival di Venezia 2011 in cui è stato accolto con una standing ovation. La storia di una piccola isola della Sicilia dove si intrecciano i destini dei suoi abitanti, toccati dagli arrivi dei clandestini, provenienti dal Nord Africa, e in particolare quelli di due donne, un'isolana e un'immigrata. Terraferma ha vinto il Premio speciale della giuria.
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Maso Notarianni
Giornalista e membro del direttivo di Emergency, direttore di Peace Reporter.

Perché. Nell’aprile del 2011 lancia insieme a Gianna Mura la rivista cartacea "E-il mensile", il mensile di Emergency che ha l’obiettivo di diffondere la cultura della pace. Un impegno che nasce da un desiderio ben preciso: "vorremmo che il nostro compito diventasse inutile e i nostri ospedali fossero vuoti e, invece, sono sempre più pieni".
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Aldo Morrone
Commissario dell'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, responsabile e ideatore dell' Istituto Italiano per la salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà presso il San Gallicano.

Perché. Da sempre protagonisti in prima linea sul tema della prevenzione e della cura delle malattie legate alla povertà e alla migrazione, nel 2011 Aldo Morrone e la sua equipe medica hanno contribuito in modo determinante alla valutazione e alla somministrazione di cure in occasione dell'arrivo dei migranti in Sicilia, confermando un impegno e un'attenzione costante nella lotta alle malattie della migrazione.
La tragedia è avvenuta sabato 27 novembre nel mare a nord di Brindisi, quando è stata ritrovata un'imbarcazione rivoltata che trasportava oltre 70 persone provenienti da Bangladesh, Afghanistan, Iran e Iraq. Circa quaranta i feriti, tre i morti accertati, alcuni dispersi: questo il bilancio dell'ennesimo sacrificio al sogno di una vita migliore. POST CORRELATI:
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A Genova un viaggio “virtuale” consigliato a tutti
Il Museo Memoria e Migrazioni (MEM), inaugurato lo scorso 17 novembre all’interno del Galata di Genova, non è solo un’esposizione. E' piuttosto una straordinaria esperienza di riflessione sui “viaggi della speranza”, quelli del passato e quelli del presente. Pronti a salpare?
Un tempo non troppo lontano gli italiani erano un popolo di trasmigratori, costretti a emigrare per sfuggire alle disastrose condizioni economiche e alla povertà del nostro paese. Questo lo sappiamo, ma nessuno di noi li ha vissuti in prima persona. Al MEM, il lungo viaggio è stato meticolosamente ricostruito per mettere i visitatori, dotati di passaporto virtuale, nei panni dei migranti: si parte dai carrugi della Genova dell'Ottocento e ci si imbarca sul piroscafo Città di Torino. Sulla nave si trovano tutti i locali originali: gli alloggi per uomini e donne, l'infermeria di bordo, la cella per contenere i passeggeri pericolosi, e infine il refettorio. Tre sono gli approdi, corrispondenti ai principali luoghi di sbarco dei migranti italiani: l'Argentina tra 1860 e il 1880, il Brasile tra il 1880 e il 1892, gli Stati Uniti con Ellis Island dal 1892 in poi.
La prima tappa è il quartiere de la Boca, appena fuori Buenos Aires, dove si insediarono soprattutto liguri nella prima meta' dell'Ottocento, con le sue case dai colori vivaci e le note della milonga diffuse da un grammofono a 78 giri. Si passa poi al Brasile, dove si stabilirono circa 2 milioni di italiani tra il 1880 e il 1892. "Qui arrivavano cittadini padani chiamati dai fazenderi - racconta Pierangelo Campodonico, direttore del museo - per lavorare nelle piantagioni, mentre friulani, veneti, trentini e lombardi si avventurarono nelle foreste dove fu loro concesso un appezzamento di bosco''. L'ultima destinazione e' la famosissima Ellis Island, negli Stati Uniti, dove ogni migrante veniva visitato, numerato e valutato da un'equipe medica dal punto di vista intellettivo e psicologico prima che gli fosse concesso l'ingresso nel paese.
Terminata l'esperienza, i visitatori sono attesi da un brusco risveglio: da un passato dimenticato si torna al presente, in un salto che porta a confrontarsi con i migranti attuali, quelli che a migliaia sbarcano sulle coste italiane in condizioni e per motivi uguali o peggiori di quelli degli antenati italiani. Racconti di lunghi, durissimi, percorsi a piedi sotto il sole del deserto, di affetti divisi e infine del lungo, pericoloso tragitto attraverso un mare che non perdona, stipati in barche dalle condizioni precarie e sostenute solo dalla speranza di una vita migliore. E proprio su una "carretta del mare", un barcone utilizzato da un gruppo di immigrati per raggiungere l'Italia, si conclude il viaggio. Qui giacciono un giubbotto di salvataggio, un Corano, tazze e coperte, oggetti che accomunano migranti e fuggiaschi da ogni parte del mondo, una realtà che dopo anni di sbarchi - i primi risalgono agli anni '70 - sembriamo aver sfortunatamente dimenticato. Recuperare la memoria ci servirà?
Foto: Flickr
Un'incredibile mappa delle migrazioni umane contemporanee che spiega con chiarezza perché la Terra è divenuta una piattaforma globale per gli uomini.
Da dove arrivano i migranti che raggiungono l'Italia ogni giorno? Ok, facile, ma per esempio, provate a ipotizzare chi si sposta non da ma verso Afghanistan o il Mali. Le rotte degli immigrati sono a volte note, raccontate e analizzate diffusamente, ma in molti altri casi sono sconosciute e imponderabili.
Se la maggiorparte degli emigranti cinesi vola attraverso il Pacifico per sbarcare negli Usa, il podio degli immigrati nella Repubblica Popolare proviene dalla Corea, dalle Filippine e dal Brasile (!).
Lo sguardo d'insieme fornito dalla Migrations Map fornisce un colpo d'occhio istantaneo su quel fenomeno epocale del XXI secolo che sono gli spostamenti forzati o per scelta di uomini e donne attraverso i continenti. Urge aggiornamento di questo fantastico strumento che purtroppo si ferma al 2007.