Come in molte città italiane, a Milano è stata avviata nel 2011 l'iniziativa dell'AMSA chiamata Centro Ambientale Mobile (CAM), sperimentato in via Paolo Sarpi già nel 2009.
Si tratta di una stazione ecologica itinerante dedicata alla raccolta dei rifiuti solidi urbani, dei RUP (Rifiuti Urbani Pericolosi) e dei RAEE (rifiuti elettrici ed elettronici), attraverso una nuova modalità di conferimento dei rifiuti che si affianca ai tradizionali servizi di AMSA e che promuove la raccolta differenziata e l'uso delle sei riciclerie sparse nell'area milanese.
Un metodo di sensibilizzazione dei cittadini perché riconoscano il valore della raccolta differenziata grazie a un'informazione dettagliata, alla trasparenza sui tipi di impiego dei materiali di riciclo raccolti e a un'efficienza nei servizi di ritiro e smaltimento.
Il CAM ha fornito nei vari quartieri di Milano, settimana dopo settimana, le informazioni e l'assistenza necessarie per conoscere gli strumenti forniti dall'Amsa per smaltire correttamente i rifiuti speciali, e per svolgere una consapevole raccolta differenziata.
Fino a 10 tipi di materiali differenti sono stati raccolti al CAM, come batterie di cellulari, pile, barattoli spray, cartucce toner, carta e cartone, imballaggi in plastica, acciaio, allumino, vetro, lampadine incandescenti e a basso consumo.
Dal 30 gennaio 2012 il servizio, che era terminato a giugno 2011, ritornerà attivo grazie agli ottimi risultati ottenuti dall'AMSA: moltissimi cittadini hanno usufruito regolarmente del nuovo servizio di AMSA, che nei mesi scorsi è stata affiancata dal CONAI - Consorzio Nazionale Imballaggi - e dagli altri consorzi di recupero nelle attività di comunicazione e sensibilizzazione della cittadinanza alle tematiche della raccolta differenziata e del riciclo.
Il Centro Ambientale Mobile di AMSA per la raccolta differenziata continuerà quindi a far tappa nelle varie zone periferiche di Milano programmate da calendario, presso i mercati rionali, le aree verdi, le scuole, i centri commerciali, le chiese e i principali punti di aggregazione.
La prima tappa sarà in via Fratelli di Dio nel quartiere di Baggio: i cittadini potranno conferire al CAM le differenti tipologie di rifiuti elencate, ovvero tutto ciò che merita una particolare attenzione per essere smaltito correrramente.
In linea con la politica ambientale dell'AMSA, il CAM è stato pensato per essere a impatto zero: l'energia elettrica è fornita da pannelli fotovoltaici posizionati sul tetto del container.
Anche nella vostra città sono presenti iniziative di questo tipo? POST CORRELATI:
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Foto: Vita a impatto 1
Lisa Casali, che esordì circa un anno fa con La cucina a impatto (quasi) zero, presenta oggi una nuova pubblicazione, un libro che parla di un modo innovativo, ecologico e provocatorio di cucinare. Avete mai pensato a tutta l'energia che si disperde usando la lavastoviglie? Sapevate che questa energia può essere utllizzata per cucinare?
Cucinare in lavastoviglie (Edizioni Gribaudo) è una nutrita gamma di ricette gustose che permettono di risparmiare acqua ed energia cuocendo a bassa temperatura, preservando ed esaltando le proprietà nutritive e organolettiche dei cibi.
Questa tecnica è frutto di un processo di ricerca sulla cottura a basso impatto ambientale, e ciò che ha spinto la Casali a scrivere un libro sono stati i risultati ottenuti, nella maggior parte dei casi migliori rispetto alle cotture tradizionali in particolare per quanto riguarda gusto, profumi e consistenze.
Le virtù della cottura a bassa temperatura, infatti, sono conosciute e ampiamente utilizzate nell'alta cucina, e le temperature di lavaggio della lavastoviglie rientrano proprio nel range ideale di cottura (55°C - 75°C) e permettono di realizzare cotture lunghe e delicate con estrema facilità e riducendo il proprio impatto ambientale.
Le ricette proposte sono studiate per essere pronte esattamente nel tempo del ciclo di lavaggio. Mentre la lavastoviglie è in funzione si può, sfruttando la durata del programma (da 30 min a 3 ore circa), preparare pietanze senza dover badare alle pentole sul fuoco.
Ma come è possibile cuocere del cibo in un luogo dove è presente anche del detersivo? Si utilizzano vasetti di vetro ben chiusi o sacchetti per sottovuoto adatti alla cottura.
È un metodo sicuro? Lisa Casali non ha lesinato sulle analisi di laboratorio per dimostrare la completa sicurezza della cucina in lavastoviglie, perciò basta superare la diffidenza, abbandonare i pregiudizi e provare.
Lisa Casali è un'eco-foodblogger con due grandi passioni: l'ambiente e la cucina. Laureata in Scienze Ambientali e con un Master in Management Ambientale, Lisa Casali lavora come specialista in rischi inquinamento e nel tempo libero come chef non professionista. Le sue ricette per ridurre l'impatto ambientale in cucina, anche usando gli scarti come ingredienti, stanno diventando un cult.
Presenterà il suo libro giovedì 1 dicembre alle 19 a Milano in Corso Garibaldi 99, all'Eco Bookshop Valcucine.
Ora, senza passare in toto dalla padella alla lavastoviglie, cerchiamo di riflettere sulla possibilità di ridurre il nostro impatto sull'ambiente anche in cucina: quante volte, cucinando, sprechiamo acqua ed energia? Sapevate che la pasta può cuocere anche nell'acqua a fuoco spento? O che la sua acqua di cottura si può riciclare per lavare le stoviglie a mano? O ancora che un coperchio sulla pentola permette di risparmiare un terzo dell'energia necessaria?
Troviamo insieme idee e soluzioni per ridurre il nostro impatto in cucina. Quali sono le vostre?
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Sembra che l'idea gli sia venuta quando, proprio nel mezzo di un gennaio che teoricamente avrebbe dovuto essere gelido, o almeno dare segni invernali, la colonnina del mercurio indicava ventidue gradi centigradi. È allora che Colin Beavan, giornalista e scrittore, ha lanciato il suo progetto: vivere a impatto zero nel cuore della Grande Mela, con moglie, figlia e cane. Un'esperienza che è valsa la pena di raccontare in un libro (edito anche in Italia con il titolo “Un anno a impatto zero”), un documentario (presentato quest'anno al festiva torinese di Cinemambinìente) e, non poteva certo mancare, un blog per per raccogliere umori sensazioni e opinioni sul suo progetto e per farlo durare oltre il suo esperimento iniziale.
La scintilla è scoccata nella testa di Colin nel momento in cui si è chiesto se di fronte a una giornata estiva in pieno gennaio non ci stesse qualcosa che lui, individualmente, potesse fare per capire se esiste una soluzione al problema dei cambiamenti climatici, se non ci fosse altro da fare che aspettare che qualcun altro – la politica, gli scienziati, gli ambientalisti – ci dicano quale sarà la via d'uscita, o se invece non si potesse inventare qualcosa per provocare qualche altra scintilla nella testa dei suoi amici. L'idea è arrivata: così è iniziata la trasformazione in No Impact Man. E sono iniziati dodici mesi in cui, gradualmente, ha preso a diminuire la produzione di rifiuti e detersivi, a non prendere gli ascensori, abolire cibo confezionato e aria condizionata, ad andare di più a piedi, o anche in bicicletta, e a utilizzare pannolini di cotone per la figlia. Le abitudini quotidiane, infatti, andavano cambiate, anzi, meglio dire che dovevano essere completamente rivoluzionate. Per riuscirci non ha potuto fare altro che portare dentro la rivoluzione tutta la famiglia, cane compreso.
Ecco, allora, il bicarbonato al posto del dentifricio, la spesa solo al mercato rionale di Union Square per acquisti prodotti entro le 250 miglia, Colin in bici mentre la moglie raggiunge l'ufficio in monopattino, per tornare a casa nove piani a piedi. Gli scarti del cibo finiscono dentro una cassetta di legno dove dei vermi li trasformano in compost che portano poi in appositi bidoni di un'associazione che lo utilizza come fertilizzante. A volte, bisogna ammetterlo, alcuni aspetti dell'iniziativa suonano un po' eccentrici (come l'abolizione della carta igienica), mentre alcune rinunce, a detta dello stesso protagonista del progetto, sono state assai più faticose di altre (una su tutte: la completa rinuncia della lavatrice e il bucato fatto a mano nella vasca da bagno). Finito l'anno “no impact”, alcune di queste rinunce sono cadute (quella della lavatrice per prima), ma il senso dell'iniziativa è stato nel capire che ci sono cose che potrebbero essere utilizzate meno e in maniera più attenta di quanto non facciamo nella nostra vita quotidiana.
Il progetto di Colin Beavan è iniziato nel 2006 ma non è finito, anzi col tempo si è arricchito di nuove iniziative che cercano, soprattutto di coinvolgere altre persone interessate e sperimentare la sua esperienza.
Volete provare per una settimana a trasformarvi in una “persona a impatto zero”? Colin vi spiega come si fa e vi invita a mettere insieme la vostra settimana a impatto zero insieme a quella di tutti gli altri che vorranno aderire all'iniziativa che sarà seguita su Yes! Magazine, a partire dal 2 gennaio 2011
Immagine di Ed Yourdon

È giunta alla sesta edizione M’illumino di meno, kermesse ormai ufficialmente considerata come una giornata mondiale del risparmio energetico. Nata grazie alla trasmissione radiofonica Caterpillar (in onda su Radio2) e visti i successi degli scorsi anni, nel 2010 si è deciso di rinnovarla e arricchirla.
La festa è prevista per il 12 febbraio, ma nel frattempo va avanti l’iniziativa “la torcia su Roma” che farà viaggiare per l’Italia una torcia ad energia pulita alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, arrivando fino a Roma per dare inizio appunto alla festa del 12 febbraio.
M’illumino di meno invita a ridurre al minimo il consumo energetico, spegnendo metaforicamente le lampadine, ma in sostanza il maggior numero di dispositivi elettrici. Partita, quasi per gioco, dai microfoni della fortunata trasmissione di Radio2, ha trovato subito il consenso dei cittadini e ora vanta il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Ministero dell’Ambiente.
Quest’anno però l’edizione M’illumino di meno 2010 si trasforma in una festa dell’energia pulita. Tutti sono invitati a produrre istallazioni luminose alimentate a energia rinnovabile o creare delle dimostrazioni creative di consumo efficiente. Sarà dunque un trionfo della creatività e del risparmio e il 12 febbraio ai Mercati Traianei in Roma, dovrà eccezionalmente andrà in onda Caterpillar, saranno esposte luci belle, originali e pulite; al termine ci sarà anche un concerto, ovviamente ad impatto zero.
In attesa di illuminarci di meno, ma soprattutto di creare un consumo efficiente, possiamo ascoltare il nuovo inno della sesta edizione di M’illumino di meno.
Conoscete l’iniziativa? In che modo pensate di partecipare?
Leggere un buon libro invece della solita televisione. Consumare prodotti di stagione invece di scegliere quelli d’importazione. Spostarsi in bici o a piedi invece di scegliere l'auto. Sono scelte che riducono l'impatto ambientale e ci possono aiutare a vivere più felici, ad avere più tempo e a essere in salute. Questo è il consiglio di Colin Beavan, scrittore e blogger newyorchese che per un anno ha vissuto senza troppi agi e con qualche rinuncia, facendo un favore all'ambiente e rendendo la sua vita più sana e più vera. E così, insieme alla sua famiglia, dopo 365 giorni di vita a impatto zero Colin Beavan ha fatto partire il progetto “No Impact”, che con l'aiuto dei social network vuole invitare tutte le persone a provare per una settimana a vivere rispettando l'ambiente. Basterà iscriversi al sito, scaricare il manuale e cominciare l'esperienza, la quale potrà essere condivisa con tutti grazie a Facebook e Twitter, oppure lasciando commenti sul blog. Una sola settimana ovviamente non basta ma potrà farci assaporare comportamenti virtuosi che nel corso del tempo potrebbero diventare irreversibili. Ad esempio, Colin ha cominciato eliminando l'immondizia e muovendosi in bici, ha eliminato comportamenti pigri come usare l'ascensore o radersi con il rasoio elettrico: piccole abitudini che possono essere adottate prima di aspettare che sia il sistema a cambiare perché, come dichiara Colin, “noi individui siamo il sistema”. Intanto possiamo dare uno sguardo al video di presentazione del progetto, mentre l'esperienza di Colin è già diventata un documentario e un libro. Non ci resta che cominciare la nostra settimana a impatto zero! Foto di screanzatopo (Bici & mici)