In vista della Giornata Mondiale dell’ambiente misura l'impatto della tua vita quotidiana sull’ambiente attraverso il Carbon Meter e, in base al tuo risultato, prendi un impegno nei confronti dell'ambiente.
E' semplice, clicca sull’immagine del primo impegno che trovi qua sopra e scopri come dichiarare il tuo impegno per l'ambiente creando il tuo badge.
Ogni impegno preso, fino al 15 giugno 2010, si tradurrà in mq di foresta poiché verrà caricato su Youimpact, la piattaforma di sharing nata per creare una community che diffonda la cultura della sostenibilità e dell'ecologia, e dove ogni contenuto caricato prevede la creazione di un nuovo metro quadrato di foresta in una delle aree gestite da Impatto Zero®.
Impegnati per l'ambiente con avoicomunicare.it.
Incontriamo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Continuiamo questa serie di appuntamenti con Lorenzo D'Amelio.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
www.lorenzodamelio.org, mi occupo di informazione alternativa a quella televisiva in particolare nei campi della politica e della sostenibilità. Possibilmente facendo ai lettori proposte pratiche per il cambiamento.
Da dove nasce questa tua passione?
Mi è sempre piaciuto scrivere, dalla primavera del 2007 collaboro con il giornale "La Nuova Provincia di Biella" dove però non riesco a scrivere tutto quello che vorrei, perciò rimedio diffondendo le informazioni dal mio blog.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Riguardo all'ambiente non dare ascolto ad associazioni come Greenpeace è da folli. Sullo sviluppo sostenibile sono avverso a quest'idea, concentrata ancora sul pensiero consumistico. Credo sia necessario un cambiamento di paradigma culturale come affermano Latouche e Pallante (vedi il libro "La decrescita felice").
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Il più letto "La vergogna dell'Italia": http://www.lorenzodamelio.org/2009/06/21/la-vergogna-dellitalia/
Ricevere soddisfazioni da un articolo sarebbe come dire di cercare dell'auto-compiaciamento, che preferirei evitare. Tuttavia mi piace divertirmi e scherzare, come ho fatto ad esempio in questo recente post: http://www.lorenzodamelio.org/2009/06/10/ce-un-italiano-un-libico-e-un-marziano/
Tre blog che consiglieresti
www.stefanomontanari.net
www.decrescitafelice.it
www.acquabenecomune.org
Quali sono per te le prime tre priorità per l'ambiente, da affrontare nell'immediato in Italia?
a) Riduzione dei consumi elettrici, dell'inquinamento stradale e decrescita dei rifiuti.
b) Evitare centrali nucleare, più incentivi per i pannelli solari e le fonti veramente alternative (no agli inceneritori).
c) Puntare sull'autoproduzione di energia e sulla mobilità sostenibile.
Attoniti, sgomenti, increduli. Ecco come ci ritroviamo di fronte a fatti di cronaca che hanno per protagonisti i giovani.
Non si può far finta di niente. Bisogna interrogarsi. Perché?
Perché i giovani di oggi, quando ancora non è subentrata l’età dell’adolescenza, hanno già fatto tutte le esperienze possibili e immaginabili, spesso negative.
Cerchiamo qualcuno a cui attribuire la colpa: i genitori che non hanno tempo per i figli, i ragazzi che hanno tutto e vogliono ancora di più, la scuola che sta affondando, gli insegnanti in difficoltà di fronte a famiglie sempre più protettive.
O, più in generale, la società, dimenticandoci che “la società” siamo noi.
È l’insieme di tutti: genitori, figli, scuole, insegnanti.
Come arrivano i nostri ragazzi a compiere certi atti? Come possono pensare che, per citare un fatto di cronaca recente, dare fuoco a un clochard sia un divertimento?
Abbiamo perso del tutto i valori morali? O non abbiamo più voglia di trasmetterli alle nuove generazioni perché questo richiede un impegno serio?
Abbiamo insegnato loro che hanno dei diritti, ma abbiamo fatto lo stesso con i doveri?
Certo, è molto più facile giustificare sempre le azioni dei nostri figli, difenderli quando fanno gli arroganti coi più deboli o ridere la prima volta che dicono una parolaccia o che fanno un gestaccio. È facile chiudere gli occhi.
Quali modelli diamo loro? Emergere a tutti i costi, non importa per cosa o come?
Oppure insegniamo loro che per essere uomini non basta apparire, ma è necessario crescere moralmente, anche se costa sacrificio e impegno?
Cosa possiamo fare per evitare che questi comportamenti diventino all’ordine del giorno? Come fermare questo infittirsi di cronaca nera firmata dai più giovani?
Fortunatamente non tutti i giovani sono così: molti ragazzi fanno parte di associazioni di volontariato, mettono il loro tempo a servizio dei più poveri, dei più deboli.
Lavorano sodo per costruire un mondo migliore per tutti, per evitare ingiustizie.
Ma un albero che cade fa più rumore di una foresta che cresce. Il problema è che un albero che cade depriva tutta la foresta della sua presenza.
Cosa fare per evitarlo?
Manuela Rigamonti
"Il sovraffollamento tecnologico ci distrae e ci inserisce fin dalla tenera età in un sistema governato dai mezzi di distrazione di massa." Questo, tra i tanti commenti, è stato quello di Giulio al post "La parola ai giovani".
Il cinema è un mezzo potentissimo, ma deve guardarsi dentro per non ridursi a mero bene di consumo. Il cinema può distrarre, ma anche aiutare a conoscere se stessi e il mondo. Può rendere vive la pagine di un libro, raccontare con immagini verità che altrimenti non potremmo raggiungere, descriverci luoghi lontani che non per questo dobbiamo ignorare.
Credete che il cinema debba essere impegnato e a contatto con la realtà?
Credete che il cinema di oggi lo sia?
"Così come un certo cinema del passato partecipò alla ricostruzione di un paese che usciva malmesso dalla guerra", scrive il regista Alessandro D’Alatri, "il cinema di oggi deve partecipare alla ricostruzione delle coscienze".
Film come Gomorra di Matteo Garrone, o Una scomoda verità di Al Gore sono esempi di come il cinema possa influire sulla realtà, creando una consapevolezza di massa che non è più possibile ignorare.
Quali sono, secondo voi, i film che hanno contribuito più di tutti a “ricostruire le coscienze”? E perché?
In che occasioni, passate o presenti, il cinema ha saputo abbattere muri e attraversare confini?
Sessant’anni fa, Gandhi già sottolineava l’importanza della comunicazione per diffondere tra i giovani di tutto il mondo il messaggio d’amore dei suoi maestri.
Oggi abbiamo la possibilità di contattare tutto il mondo con un click, di comunicare in tempo reale a grandissima distanza, di sapere tutto ciò che si può sapere solo aprendo un motore di ricerca. Ma un mondo unico è ancora lontano e tra le nuove generazioni c’è disinteresse.
Senza giovani, però, non c’è futuro.
Qual è l’antidoto al disimpegno?