Abbiamo intervistato Marco Moro di Edizioni Ambiente, per conoscere la sua storia e i suoi pensieri riguardo la sostenibilità ambientale e la strada che Milano vuole intraprendere verso una riduzione del traffico e del pm10. Ecco le sue parole.
avoicomunicare - Come è capitato Marco Moro in Edizioni Ambiente?
Marco Moro - Tutto iniziò con il servizio civile in Legambiente. Un lavoro sulle tematiche ambientali, ovviamente. Scovavamo le discariche abusive, le fotografavamo e le segnalavamo ai giornali locali. Poi per alcuni anni c'è stato uno stacco, studiavo architettura in anni in cui la bioedilizia non era ancora un tema granché discusso, se non in Scandinavia dove già si parlava di architettura sostenibile negli anni '80.
Edizioni Ambiente è nata nel '94 prima come spin-off e poi come trasformazione completa della Arcadia Edizioni, che fra i tanti temi trattava anche l'ambiente.
Io sono approdato alla casa editrice prima per occuparmi di architettura, poi di ambiente.
AVC - E come hai trovato la fiducia per dare una prospettiva all'ambiente?
MM - In quegli anni si svolgeva a Rio de Janeiro il Summit della Terra, la prima conferenza mondiale dei capi di stato sull'ambiente, che aveva messo sotto una nuova luce la tematica ambientale.
Incoraggiati da questa opportunità, ci siamo trovati di fronte alla scelta di formalizzare il tema: sembrava che lo sviluppo ambientale sarebbe entrato in modo molto forte nella politica, e così dopo aver iniziato con una collana di guide naturalistiche in collaborazione col WWF Italia e con gli abitanti del territorio, ci siamo dedicati al tema specifico del mondo degli operatori. Fin dall'inizio ci siamo rivolti da un lato al pubblico ma soprattutto al settore delle imprese dal punto di vista normativo e delle tecnologie.
Servizi d'informazione quindi sulle normative, sui rifiuti, sull'energia per enti locali, comuni, imprese.
AVC - Cosa pensi dell'e-book come strumento di fruizione delle letture e di basso impatto ecologico poiché fa risparmiare carta, inchiostro e trasporti?
MM - Con Free Book Ambiente abbiamo fatto un tentativo di evoluzione. Abbiamo deciso di fornire un servizio di download gratuito di e-book pur sapendo che già in Italia si vendono pochi libri in generale, figuriamoci come l'e-book possa erodere le quote del cartaceo.
L'e-book in sostanza non rappresenta ancora una fetta di mercato significativa. Ciononostante il fatto di aver fornito pubblicazioni gratuite e di aver fatto da aggregatore di contenuti tecnici e specialistici recuperandoli tra le fonti di difficile reperibilità, abbiamo registrato un boom di download. I testi, fruibili gratuitamente, sono da consultazione e sempre in aggiornamento, questo è il valore aggiunto del documento dematerializzato.
Poi c'è la stampa on demand.
AVC - E per quanto riguarda la narrativa e gli altri generi?
MM - Abbiamo fra le 15 e le 35 novità all'anno, la libraria è un piccolo pezzo della nostra attività ma è molto importante per l'identità di Edizioni Ambiente.
Oltre alle linee di saggistica e manualistica abbiamo voluto erogare informazioni sugli strumenti di lavoro per la Green Economy, su tecnologie e modalità di lavoro su determinate aree.
Poi con la collana VERDENERO abbiamo cambiato completamente linea: con Legambiente, già collaboratrice nella redazione di rapporti sull'ecomafia, abbiamo pubblicato noir ispirati proprio all'ecomafia, con il valore aggiunto del contributo dell'associazione ambientalista, che su ogni libro appone un marchio e annota gli episodi reali a cui esso è ispirato. Abusivismo edilizio, traffico illegale dei rifiuti, sono i temi legati a un'attività illegale e diffusa e purtroppo molto attuale.
AVC - Quali sono le tue speranze per Milano?
MM - Penso positivo. Data la grave situazione ambientale, con l'Area C stiamo attuando misure ancora molto timide. io uso i mezzi pubblici, sempre. i viaggi di lavoro li faccio in treno e userei volentieri la bicicletta se non fosse troppo pericoloso.
Milano dovrebbe impegnarsi seriamente a invertire il peso sulla strada fra bici e pedone e auto private. È un lavoro lungo che implica aspetti profondamente culturali, e Milano in questo senso è piuttosto selvaggia.
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Foto: Flickr
Il 15 dicembre 2011 a Milano negli uffici della Camera di Commercio si è tenuta la presentazione del nuovo portale dedicato alle imprese.
Più di 870 imprese a Milano realizzano iniziative di responsabilità ambientale investendo ogni anno 120 milioni di euro.
L'attenzione allo smaltimento dei rifiuti, l'uso responsabile dell'energia, l'attenzione al consumo di acqua, la riduzione delle emissioni sono solo alcune delle attività che gli imprenditori, mossi da motivazioni etiche ma anche di business e visibilità aziendale, mettono in pratica a Milano e in Lombardia.
L'attenzione all'ambiente si declina con la certificazione ISO 14001, che non è obbligatoria ma che attesta l'adeguatezza dei sistemi di gestione e controllo dell'impatto ambientale e che stimola gli imprenditori a raggiungere l'eccellenza anche in questo campo.
Il portale www.impresaeambiente.it ha l'obiettivo di sfruttare e valorizzare il patrimonio di informazioni aggregandole in un unico luogo comunitario.
I contenuti, estratti da numerose fonti d'interesse per le imprese, sono catalogati in cinque macro categorie: energia e fonti rinnovabili, territorio, impatto ambientale, innovazione, sicurezza sul lavoro, oltre a numerosi e continui aggiornamenti sulla legislazione, sezioni dedicate a contributi e opportunità come bandi, premi, agevolazioni e incentivi, eventi, studi e pubblicazioni.
Fra i partner di Impresa e Ambiente si trovano i nomi di Ambiente e Lavoro, Ambiente & Sicurezza, Coldiretti, EcoFocus, Legambiente, Università Bicocca, Unioncamere Lombardia, Unione Confcommercio.
Attraverso questo portale realizzato da DigiCamere, la Camera di Commercio di Milano vuole promuovere lo sviluppo sostenibile e fornire assistenza alle imprese attraverso l'attività quotidiana di selezione e aggregazione delle notizie erogate da altre fonti.
Sottolineare l'effetto positivo delle scelte ecologiche per le imprese è uno dei maggiori intenti del sito Impresa e Ambiente, in quanto da una parte le normative ecologiche sono sempre più stringenti, ma dall'altra esistono contributi e incentivi per le imprese che si comportano in maniera virtuosa e di cui spesso le stesse non sono a conoscenza.
Attraverso seminari e corsi di formazione le imprese possono contribuire a diffondere una cultura del rispetto per l'ambiente che non sia solo politica o di facciata, anche se la mancanza di obblighi fa sì che le buone pratiche per ridurre il proprio impatto dipendano ancora e soltanto dalla sensibilità degli imprenditori o dalla mera necessità di migliorare l'immagine aziendale.
Il messaggio che non è ancora stato compreso nella sua totalità è che gli investimenti sul green comportano non solo vantaggi in termini di visibilità ma anche di risparmio e, ovviamente, salute del pianeta e di chi lo abita.
Tuttavia i numeri sembrano in salita: a Milano l'87% degli imprenditori è attento allo smaltimento dei rifiuti, il 65,9% usa responsabilmente l'energia mentre il 23,2% ha ridotto i consumi d'acqua. Si spera che le buone pratiche aumentino considerevolmente, anche in previsione dell'Expo 2015, un ottimo pretesto per dare una svolta green alle imprese e alla città stessa e per pianificare un futuro che, grazie all'innovazione e alle nuove tecnologie ma soprattutto alle risorse umane, possa essere migliore per tutti.

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C'erano una volta alcuni (pochi) imprenditori che in anni non sospetti si misero a investire in un'idea a cui credevano fortemente, nonostante il mercato, tutt'intorno, andasse in un'altra direzione. Al cuore della loro idea era la convinzione che si dovesse insistere su produzioni di qualità, fortemente connotate da un'idea di sostenibilità ambientale, che risuonava come una vaga nebulosa tra la società di quei tempi ma che oggi è un marchio di successo, sinonimo di fatturati cospicui e produzioni che fanno il giro del mondo. Oggi tutto questo si chiama Soft Economy.
“La soft economy è l'economia della qualità, dove i valori della creatività, dell'innovazione, dell'interpretazione delle nuove domande del mercato danno luogo a beni e prodotti che, per essere belli e funzionali, presuppongono un'attenzione all'ambiente”, con queste parole il concetto è descritto e riassunto da Fabio Renzi, segretario generale della Fondazione Symbola, presieduta da Ermete Realacci e nata per promuovere un modello di sviluppo in cui si fondono tradizione, vocazioni originarie, territorio, ma anche innovazione tecnologica, ricerca, design.
Non stiamo parlando solamente di attività direttamente connesse con settori ambientali, come possono essere le rinnovabili o i nuovi materiali per la bio-edilizia o le bioplastiche, ma di “settori manufatturieri tradizionali che incorporano una sfida ambientale, con processi produttivi che prestano attenzione all'ambiente ma anche a valorizzare il capitale umano, quindi i diritti dei lavoratori, la formazione e la crescita professionale della forza lavoro”, spiega Renzi.
Il seminario annuale di Symbola si è svolto quest'anno a Monterubbiano, un paesino sulle colline della provincia di Fermo, nel sud delle Marche. La scelta non è casuale, perché le Marche sono una realtà ricca di piccole e medie imprese che incarnano i valori della soft economy e ne rappresentano il volto del successo, soprattutto per il volume di esportazioni che, partendo da questa regione, porta marchi italiani sui mercati esteri.
Proprio a Monterubbiano, ad esempio, è nata la Faam di Federico Vitali. “Quando quarant'anni fa Vitali diede vita alla Faam iniziando la produzione di veicoli elettrici e batterie ad alta efficienza – racconta Fabio Renzi – non si parlava né di sostenibilità né di green economy; Vitali ha avuto una intuizione del futuro; molti allora gli avranno dato del pazzo, ma le cose gli hanno dato ragione. Non mi riferisco solo al successo d'impresa, ma anche al fatto che ora i mercati stanno andando in quella direzione che allora solo in pochi hanno immaginato in maniera così convinta da essere descritti oggi come esempi positivi e da imitare”.
Imprenditori che in tempi non sospetti hanno puntato su produzioni innovative, hanno seguito una convinzione e una intuizione che oggi dà loro ragione. “Lo stesso si può dire – continua Renzi – degli agricoltori che hanno puntato sulle colture biologiche quando queste sembravano solamente una scelta ideologica senza futuro e coloro che scelsero di puntare sul vino di qualità quando non sembrava conveniente”.
“Oggi tutto questo è una prospettiva concreta di mercato e anche una opportunità economica sotto gli occhi di tutti – conclude Renzi – è chiaro che molti imprenditori guardano alla green economy tenendo gli occhi ben fissi sul profitto. Ma va bene, l'importante è che si capisca che non stiamo parlando di un settore industriale, né di un settore produttivo, ma di una missione dell'economia completamente diversa rispetto a quella che fino ad oggi è stata predominante”.
Immaginer tratta dall'album Flickr di ellenm1
In occasione del 15esimo anniversario, Fondazione Sodalitas organizza il “Sodalitas day”, una giornata dedicata all’impegno delle imprese per un futuro sostenibile.
Il giorno scelto è il 26 aprile: al mattino (9.30 - 13.00) presso l’Auditorium Assolombarda (via Pantano, 2 Milano) protagonisti di spicco del mondo dell'impresa (Diana Bracco, Giorgina Gallo, Pietro Guindani, Alessandro Laterza, Gerlando Lauricella, Corrado Passera, Marco Tronchetti Provera), del sistema confindustriale (Emma Marcegaglia, Alberto Meomartini, Alessandro Laterza), autorevoli rappresentanti delle Istituzioni (Letizia Moratti, Mara Carfagna, Maurizio Sacconi, Stefano Zamagni) e stakeholders sensibili alla CSR (Sindacati, Organizzazioni noprofit, Università, Associazioni consumatori) commenteranno i risultati inediti della ricerca "Le prospettive della Responsabilità Sociale in Italia" realizzata con GfK Eurisko.
Non è un mistero ormai che il futuro delle aziende debba essere “green”, vista non solo la necessità basilare di tutela dell’ambiente circostante, ma anche per i positivi risultati ottenuti dalle imprese che già hanno scelto di investire nel settore.
Nel pomeriggio (14.30 - 17.30) sono inoltre previste quattro sessioni di approfondimento sulle sfide che le imprese dovranno affrontare nei prossimi anni per lo sviluppo sostenibile: Ambiente, Comunità e territorio, Lavoro, Mercato e rapporti con gli stakeholders.
L’ingresso all’evento è gratuito, previa iscrizione online.