
Le Girl Geek Dinners sono cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Vengono organizzate in tutto il mondo e sono eventi unici e assolutamente divertenti.
Avoicomunicare ha partecipato alla quarta GGD organizzata dal gruppo Girl Geek Roma, serata dedicata alla sostenibilità ambientale e alle tecnologie green.
Questo il nostro racconto dell'evento.
Per testimoniare quanto l'appuntamento del 5 marzo sia stato dedicato alla sostenibilità basti pensare che, appena arrivati alle 19, il team delle GGD ci ha accolto fornendoci un badge rigorosamente eco-friendly, ricavato da un cartone riciclato.
Il clima della serata è stato molto rilassato e divertente, con più di 100 invitati impegnati a chiacchierare di tecnologie green ed eco-sostenibilità divertendosi insieme gustandosi un aperitivo a Km 0 targato Antù, locale che ha ospitato l'evento.
L'aperitivo servito nel locale infatti era a base di formaggi bio e cocktail alcoolici e analcolici secondo natura, un mix al 100% sostenibile dove tutti i prodotti sono ricavati esclusivamente dalle aziende tradizionali e dall'enogastronomia del territorio.
L'evento, in puro stile geek, è stato vissuto dagli invitati sia nel locale che nel mondo di twitter e dei social network: come testimoniato dal ricco liveblogging fatto in rete accompagnato dall'hashtag #ggdroma4.
Gli interventi della serata, che hanno tutti seguito la formula Ignite, 20 slide temporizzate da presentare in 5 minuti, sono stati affidati a:
La serata è continuata con la musica di Dj Smeerch in una grande festa ecosostenibile: ringraziamo tutto il team delle GGD, il locale e tutti gli invitati che hanno accolto avoicomunicare con entusiasmo.
Sul nostro profilo Flickr potete trovare le altre foto dell'evento nel set GGDRoma4
Abbiamo già parlato dei pericoli che corrono i minori se lasciati soli nella navigazione sul web. Iniziative come il Safer Internet Day sono utili per sensibilizzare famiglie e istituzioni nell’accompagnare i ragazzi durante la navigazione su internet.
La prof.ssa Maria Rita Parsi ci spiega quale ruolo devono quindi avere scuola, famiglia e istituzioni in questo processo: gli adulti devono essere i primi a conoscere il web, capire gli strumenti che poi utilizzeranno i loro figli; al tempo stesso la legge deve prevedere i giusti controlli e la scuola deve prevedere ore di lezione specifiche sulla materia.
Oggi si celebra il Safer Internet Day, una giornata dedicata all’informazione sui pericoli che corrono in Rete, soprattutto per gli internauti più giovani. La tutela dei minori che si avvicinano al mondo di Internet è un argomento molto sentito, e diverse organizzazioni e istituzioni collaborano al programma Safer Internet della Comunità Europea.
Save the Children è tra le organizzazioni schierate in prima fila (collabora anche con Telecom Italia al progetto NavigareSicuri) e quindi abbiamo intervistato il presidente Valerio Neri per fare il punto con lui sul rapporto tra gli adolescenti e l’universo della Rete. Inoltre gli abbiamo chiesto cosa dovrebbero fare scuola, istituzioni e famiglia per proteggere i ragazzi dalle persone malintenzionate che purtroppo approfittano di Internet per i loro crimini.
Credi anche tu che Internet sia pieno di potenzialità ma anche di pericoli? Cosa occorre fare per tutelare i più giovani?

Martedì 9 febbraio si celebra il Safer Internet Day, un appuntamento istituito dalla Commissione Europea nell’ambito di Safer Internet, un programma che ha l’obiettivo di promuovere un utilizzo sicuro e responsabile di Internet e delle nuove tecnologie da parte degli utenti più giovani.
Giunta alla settima edizione, quest’anno la giornata avrà come tema principale la campagna Posta con la testa!; per convincere ragazzi e adulti a pensarci due volte prima di diffondere a tutti dati e immagini personali o postare foto ammiccanti.
La campagna vede riunite a collaborare istituzioni, social network, organizzazioni e aziende di servizi e tlc; di fatto tutti i principali attori che, a diverso livello e con diverse funzioni, si occupano di Internet, nuovi media e di minori. Anche Telecom Italia partecipa, essendo inoltre già attiva attraverso il progetto Navigare Sicuri.
“Ti conoscono più persone di quanto credi. Guardano le tue foto, parlano di te, vorrebbero incontrarti. Scopri perché…”. Con questo messaggio-teaser, che circola già da diversi giorni in rete, gli organizzatori attirano l’attenzione dei giovani sul sito Sicuri in rete (curato da Save the Children), dove sono riportati consigli per un utilizzo consapevole delle proprie informazioni e foto personali. Un messaggio rafforzato anche dall’intervista al duo pop degli Zero Assoluto, testimonial d’eccezione.
La Campagna Posta con la Testa! si avvale anche dello spot prodotto dalla Commissione Europea per il Safer Internet Day.
Lo spot sarà trasmesso per tutta la giornata da LA7 all’interno del palinsesto quotidiano.

Il successo di Internet è sicuramente indubbio.
L’impatto di questo strumento sulla Storia degli ultimi 15 anni è talmente forte che non si riesce più a pensare come sarebbe il mondo senza Internet.
È il più potente mezzo di comunicazione della nostra società: raggiunge tutti, e soprattutto, dà voce a tutti. Indistintamente. È un mezzo democratico e libero. È il luogo dove le persone collaborano tra loro, si aiutano, dialogano, condividono.
Per queste motivazioni si parla da diverso tempo di candidare Internet al Nobel per la pace. Anche se non si tratta di una persona fisica, internet rappresenta tutti noi, tutta la comunità che s’incontra in rete.
È giusto candidare Internet al premio Nobel? Non pensate che significherebbe simbolicamente candidare tutti noi?

"La conoscenza è potere". Così diceva Francis Bacon, e altrettanto si può affermare quotidianamente: la diffusione della rete Internet ha permesso alle persone di raggiungere nuovi livelli di sapere, di informarsi in modo personalizzato e approfondito nonché di accedere a una comunicazione globale che influisce sulla propria vita e sul proprio lavoro.
Cosa accade ai popoli che invece non hanno la possibilità di connettersi e partecipare alla comunicazione? E' il caso del Terzo Mondo: a causa del digital divide queste popolazioni sono praticamente tagliate fuori dal World Wide Web e non può avvenire ne' uno scambio culturale ne' l'apprendimento e la conoscenza. La rete è quindi manchevole di una parte importante del Pianeta, e non può dirsi perfettamente "globale".
I Paesi in via di sviluppo hanno bisogno di essere aiutati per entrare in questa nuova “comunità”.
Proprio per questo sono state create alcune organizzazioni mondiali il cui scopo è incoraggiare l'utilizzo della rete, dei computer e della tecnologia, impegnandosi a fornirle materialmente.
Una di queste è la UNITeS (United Nations Information Technology Service) che cerca di ridurre il divario digitale nelle nazioni del Terzo Mondo provvedendo gli strumenti e le lezioni necessarie affinché si possa creare una base autosufficiente, un network basilare di conoscenza.
Nel 2005 le Nazioni Unite hanno creato anche la DSF Foundation, i cui scopi principali sono ridurre il divario digitale, utilizzare i nuovi strumenti tecnologici per lo sviluppo e costruire una società dell'informazione basata sulla solidarietà e sull'inclusione.
Conoscenza e informazione possono diventare la base dell'integrazione tra i popoli.
Cosa pensate in merito all'importanza dello sviluppo tecnologico del Terzo Mondo? Conoscete qualche caso o qualche storia in merito? Quali suggerimenti potreste proporre?
Nella videochat Jeremy Rifkin ha puntato molto sul ruolo
dell'Italia nel cambiamento globale che dovrà forzatamente avvenire al più presto, per evitare l'estinzione non solo delle specie protette.
"In Italia avete sole, vento, energia geotermica: avete tantissime fonti di rinnovabili ma non le sfruttate".
Lo sfruttamento delle energie rinnovabili e la partecipazione collettiva alla condivisione dell'energia porteranno, secondo Rifkin, alla terza rivoluzione industriale.
Una rivoluzione che Rifkin vede partire dall'Italia, dove già in passato ebbero origine grandi rivoluzioni, come quella rinascimentale.
Il nostro futuro è in mano alle nuove generazioni, per le quali i concetti di condivisione e apertura sono già acquisiti grazie a Internet e che
dovranno essere in grado di applicare anche allo sfruttamento delle energie rinnovabili.
Siamo pronti a partecipare, nel nostro piccolo, a una società di energie condivise?