Anche don Luigi Ciotti partecipa all'ultima puntata di "Vieni via con me", il programma condotto da Fabio Fazio e Roberto Saviano evento televisivo dell'autunno 2010. Insieme a Dario Fo e Piero Grasso, a Bice Biagi e Benedetta Tobagi, il simbolo della lotta alla criminalità organizzata e del recupero dei beni confiscati alla mafia. Per l'occasione riproponiamo un'intervista con Avoicomunicare del fondatore di "Libera", realizzata qualche settimana fa. Il tema è quello attualissimo dei rifiuti e degli interessi che le mafie hanno sul business dello smaltimento.
A due mesi esatti dalla morte di Angelo Vassallo, sindaco di Pollica, ucciso dalla camorra per il suo impegno sul territorio e a favore dell'ambiente. Don Ciotti parla dell'esempio che Vassallo dovrebbe costituire per tutta la politica che ha a cuore il bene del paese. «Era un sindaco che si batteva per uno stile di vita sostenibile, lento e lontano dalla logica del consumo» dice il fondatore di Libera. «È necessario che anche la politica recuperi e tenga vivo quest'insegnamento».
Intervista di Marìka Surace
Quella che in tv e sui giornali viene chiamata emergenza rifiuti è in realtà una situazione che in Campania si protrae da più trent'anni. Don Luigi Ciotti, fondatore e presidente di Libera e da sempre in prima linea nella difesa dei diritti dei più deboli e contro le mafie di ogni genere, conosce fin troppo bene la situazione che si è creata a Terzigno. Dove camorra, pessima amministrazione e disinteresse dello stato hanno portato all'esasperazione la cittadinanza, che è scesa per strada per dire di no. Uno dei preti più scomodi e impegnati d'Italia ci racconta cosa ne pensa.
Intervista di Marìka Surace
Dal 29 agosto al 3 settembre la città di Otranto ospiterà la prima edizione di OLE - Otranto Legality Experience, il Forum internazionale organizzato da Flare e dedicato al ruolo delle società civili nella lotta alla criminalità organizzata. Il Forum, ideato in memoria di Renata Fonte, uccisa dalla mafia il 31 marzo del 1984, vuole diventare un punto di riferimento per tutta l’Europa.
Realizzato in collaborazione e con il sostegno delle Università della regione Puglia, OLE vuole essere un luogo di informazione e formazione sui temi della criminalità organizzata, l’economia illegale e la globalizzazione, rivolto soprattutto ai giovani, affinché siano sempre più impegnati nel contrasto alla criminalità organizzata. OLE è aperto a un numero di 200 partecipanti ai quali è offerta la possibilità di seguire una serie di dibattiti, workshop e visite guidate ai beni confiscati.
Le strategie dell’Unione Europea per combattere il crimine organizzato, il traffico di donne e bambini e la negoziazione tra la mafia e lo Stato Italiano, sono solo alcune delle tematiche che verranno affrontate nel corso del Forum. Interverranno Laura Garavini e Giuseppe Lumia della Commissione parlamentare antimafia, Mario Morcone, direttore dell’Agenzia per i beni confiscati, Hans Nilsson del Consiglio dell’Unione europea, Jean Ziegler, della Commissione Usa per i diritti umani e molti altri ospiti italiani e internazionali tra cui giornalisti, scrittori, accademici, ministri e magistrati.
Grazie a queste personalità il Forum si prefigge l’obiettivo spiegare come le organizzazioni criminali hanno sfruttato i cambiamenti politici per rafforzare e rendere globalizzate le loro attività, analizzare le aree del mondo finanziario entro cui esse si muovono e identificare il ruolo e le responsabilità degli Stati nazionali e delle istituzioni politiche, tentando di definire delle possibili contromisure da adottare.
Per maggiori informazioni sul programma e gli interventi previsti dal Forum, si può consultare il sito www.ole2010.org.
Foto di robpatrick
Gli abusi, gli sfruttamenti e le punizioni sui minori sono un tipo terribile di violenza, ma purtroppo non l’unico. Altre pressioni possono strappare un bambino alla sua età.
In Italia, per esempio, la malavita organizzata recluta ragazzi sempre più giovani per i propri traffici illegali, strappandoli alla scuola e al normale percorso formativo. Per molti giovani entrare nelle organizzazioni criminali è diventata una scelta o un’ambizione, a rischio della vita.
Perché, secondo voi, un minore sceglie la criminalità? Si può veramente parlare di “scelta” in un caso del genere?
Se li aveste davanti, cosa direste a questi ragazzi?