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“Non ci faremo inghiottire dall'Oceano”. Parla Nasheed l'eroe dell'ambiente

“Non ci faremo inghiottire dall'Oceano”. Parla Nasheed l'eroe dell'ambiente

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È una specie di eroe dell'ambiente, un testimonial della battaglia per la Terra. Mohamed Nasheed, presidente delle Maldive, si è costruito questa fama per il modo in cui parla ai negoziati internazionali, per la tenacia con cui difende l'arcipelago che governa dalle minacce dei cambiamenti climatici. E poi perché non ha paura di fare gesti eclatanti e provocatori se servono a spostare l'attenzione del mondo sui problemi delle Maldive. Come quella volta nell'ottobre 2009, quando decise di svolgere il Consiglio dei Ministri sott'acqua (guarda la galleria di immagini), con tanto di bombole e tute da sub. “Vivremo tutti così tra qualche anno, se non ci muoviamo ora per trovare una soluzione al problema dei cambiamenti climatici”, spiega Nasheed sottolineando quanto grave sia la situazione.

Quarantatré anni, una vita densa di battaglie per la democrazia che gli hanno fatto conoscere il carcere e l'esilio prima di fondare il Maldivian Democratic Party e arrivare a capo del governo; Nasheed è in Italia per attirare l'attenzione di politici e investitori sul suo paese, in cui tra qualche anno, promette, l'energia dovrà essere prodotta solo da fonti rinnovabili. E soprattutto il clima e i cambiamenti climatici a causa dei quali “Il nostro Paese potrebbe non sopravvivere alla fine del prossimo secolo” ha spiegato chiaramente intervenendo al convegno Clima, Energia, Ambiente: come rilanciare il Negoziato Globale” organizzato dal Centro per un Futuro Sostenibile a Roma il 23 giugno.

A causa dell'innalzamento dei mari, infatti, circa sedici isole dell'arcipelago maldiviano dovranno essere sfollate, si vive un metro e mezzo sotto il livello del mare e l'acqua dell'oceano si è infiltrata nelle falde acquifere rendendole salate e inutilizzabili. “La nostra terra ha 5.000 anni – ha detto chiaramente Nasheed – la nostra civiltà oltre 2.000; abbiamo la nostra lingua, la nostra musica, abbiamo farfalle che non esistono in nessun altro posto al mondo: non possiamo sfollare tutto questo. Abbiamo solo un'alternativa: o vivremo o moriremo con la nostra terra”.
Le parole di Anni (è così che gli abitanti delle Maldive chiamano il loro presidente) sono molto accorate e allo stesso tempo lontane dall'intenzione di esprimere lamentele all'Occidente ricco; l'obiettivo, piuttosto, è di incitare tutti a trovare una soluzione, e a trovarla ora, prima che generazioni intere siano condannate dagli effetti dei cambiamenti climatici. Non è una questione tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, qui si tratta di incamminarsi insieme sulla strada della sostenibilità e dello sviluppo low carbon. I mezzi ci sono, abbiamo a disposizione le tecnologie che ci servono: utilizziamole, incita Nasheed: “Solo gli audaci avranno l'opportunità di vincere. Quando abbiamo superato l'età della pietra, non lo abbiamo fatto perché non c'erano più pietre, ma piuttosto perché trovammo una nuova tecnologia, migliore della precedente. Ora dobbiamo fare lo stesso: avviare una nuova rivoluzione tecnologica”.
Sostituite le pietre di cui parla Nasheed con il petrolio e il gioco è fatto, avrete dipinto davanti a voi il quadro dello sviluppo sostenibile per mano del tenace presidente di un piccolo arcipelago che rischia di essere inghiottito dall'Oceano Indiano. Anche di fronte ai rischi e agli effetti drammatici che già si manifestano nelle Maldive come conseguenza dei cambiamenti climatici, la rinuncia e il pessimismo sono parole che non appartengono alla tenacia di uno come Nasheed: “Ho passato molti anni della mia vita in carcere, molti in esilio, ce l'abbiamo sempre fatta e ce la faremo anche ora”.

Le immagini sono tratte dalle pagine del sito del Governo delle Maldive e sono realizzate da Mohamed Ali



Maldive: un governo sott'acqua

Maldive: un governo sott'acqua

Le persone sono bombardate quotidianamente da un grande numero d'informazioni, notizie, eventi e pubblicità il cui scopo è farsi notare e ricordare. Per distinguersi occorre creare nuove modalità di comunicazione, soprattutto se il messaggio che si vuole trasmettere è importante per il mondo intero.

E' il caso delle Maldive: le bellissime isole sono una delle mete predilette dai turisti alla ricerca di mare, sole e natura e stanno affrontando a loro modo l'emergenza del surriscaldamento globale e dell'innalzamento degli oceani.

Il 17 ottobre i ministri maldiviani si sono infilati la muta da sub, le pinne e le maschere, hanno caricato sulle proprie spalle le bombole d'ossigeno e si sono seduti a un tavolo posto sul fondale marino, tra pesci e coralli, a sei metri di profondità; hanno discusso di ambiente e clima a gesti e grazie all'uso di tavolette bianche e pennarelli hanno firmato un appello.

L'evento è sicuramente originale e il coinvolgimento in prima persona dei membri del governo ne testimonia l'impegno serio e concreto: infatti se il mare dovesse alzarsi ancora di cinquanta centimetri la maggior parte delle isole diventerebbe inospitale; gli scienziati temono che all'attuale ritmo nel 2100 le isole saranno totalmente ricoperte.

Si tratta di un grave problema non solo ambientale, ma anche umanitario: in caso di una sciagura simile, le popolazioni dovrebbero essere evacuate dalle zone causando un esodo di massa e la perdita della patria.

E' necessario quindi che tutti i Paesi riflettano sulle proprie responsabilità e promuovano soluzioni ecologiche per contrastare questi terribili problemi.

La storia dei ministri sott'acqua sta compiendo il giro del mondo: conoscete altri eventi simili? E voi cosa inventereste, se qualcuno vi desse carta bianca?

Foto di Rob Inh00d