musica

Gora Diop, dal Senegal a Novara a tempo di hip hop

In quale mondo viviamo? Se lo chiede spesso, spessissimo Gora Diop, 32 anni, novarese d'adozione ma con almeno due diversi mondi nell'animo. "Uno è sicuramente l'Italia, che ha accolto me e la mia famiglia, dove sono cresciuto e ho avuto le mie opportunità. L'altro è sicuramente il Senegal, che mi porto nel cuore, e dove non dimentico di avere le radici". In quale mondo vivi, però, è anche la domanda che Gora, lunghi capelli rasta, pelle scura e accento di Novara, chiede a se stesso e alla gente.

"In quale mondo vivi" è infatti il titolo di uno dei suoi due album: il ragazzo fa musica praticamente da sempre, e i suoi singoli, come Vu cumprà, sono evocativi, con sonorità africane e testi in italiano rappato e pieno di riferimenti alla vita di immigrati e ragazzi di seconda generazione.




"Mio padre è di Dakar, è venuto qui a lavorare, e io, mia madre e i miei fratelli lo abbiamo raggiunto. All'inizio stavamo in Calabria, dalle parti di Locri. E lì io ho iniziato le scuole, ricordo quel periodo con piacere e calore, perché tutta la mia famiglia ha avuto un'accoglienza incredibile". Ma i lavori in una regione come la Calabria sono stagionali e poco redditizi, e il padre di Gora decide di emigrare al Nord, dove ci sono già altri parenti. "Un nostro zio stava a Novara, e così lì mio padre ha iniziato a lavorare in fabbrica, in una fonderia. E io non potevo che adeguarmi alla situazione, solo che nella mia, di fabbrica, si fanno, anzi si facevano, ascensori".
Si facevano nel senso che la fabbrica, dopo un po', ha rallentato la produzione, e automaticamente è scattata la cassa integrazione per i dipendenti. Gora compreso. Che lavora ancora (la cassa integrazione è parziale) ma che nel frattempo ne fa mille altre. La musica lo impegna tanto, i due dischi che ha pubblicato se li è autoprodotti, e le sue canzoni, reggae cantilenanti o rap incandescenti, raccontano vita e problemi quotidiani di chi vive tra due culture, ma non solo. C'è Tuta blu, che canta la vita in fabbrica, e perfino una canzone, Contro tutti, dedicata a Mario Balotelli, "uno che ce l'ha fatta e che poteva essere tutti noi, portare avanti le nostre istanze, farci da bandiera, e che invece spesso spreca la fortuna e il talento che ha".

Della sua bravura si sono accorti in molti (nel 2009 Radio Popolare Network l'ha nominato artista dell'anno), ma non basta. "La mia canzone, Vu cumprà, piaceva a tutte le radio a cui la facevo ascoltare, ma alla fine, se non hai sponsor grossi, se non c'è nessuno nelle radio che contano che ti porti avanti, che abbia il coraggio di passare qualcosa in cui crede piuttosto che le solite canzoni con mille spinte, resti uno che è famoso localmente, ma senza la speranza di quel salto che vorrebbe". Gora, però, le speranze non le perde per niente. E mentre organizza concerti rap nella sua città, gestisce anche un'associazione culturale, centro di raccolta per ragazzi brasiliani, nigeriani, ma anche italiani, che hanno voglia di confrontarsi, di fare musica, di discutere la propria integrazione. "Dopotutto sono fortunato anche io, che nella musica ho trovato il mio canale d'espressione, il modo in cui far sentire la mia voce. E, questo lo so bene, non è un'opportunità che hanno tutti".

Marìka Surace

Foto di Goraman Gora



Video intervista alla cantante Noa

La cantante Noa interviene su avoicomunicare per parlare di musica, scienza e del loro rapporto con la pace.

Noa sostiene che musica e scienza, e tutte le altre arti, siano in continua evoluzione, grazie all'apertura mentale che le contraddistingue. E proprio quest'apertura mentale può portare al raggiungimento di un grande obiettivo: un mondo all'insegna della pace.

Cosa ne pensate delle parole di Noa? Credete che sia possibile costruire un mondo veramente pacifico, dove l'importante siano i punti in comune delle diverse culture e non le loro differenze?



Videointervista a Massimo Parisi


Massimo Parisi ci parla del rapporto tra musica e tecnologia.
Dj e radiocronista, ci racconta come alla fine degli anni '90 si sia verificata una vera rivoluzione nel campo della musica e della radio.

Dal vinile si passò al cd, ma è solo con l'introduzione della compressione mpeg e del formato mp3, nato dal contributo dell’ingegnere italiano Leonardo Chiariglione, che si è arrivati a ottenere degli elementi ormai imprescindibili per la musica: la purezza del suono, la semplificazione della portabilità e la grande disponibilità alla portata di tutti.



Gio, 19/02/2009 - 15:25 | Scritto da: avoicomunicare | | Link permanente | Tags: