
Lo sport, oltre che essere un momento in cui gli atleti possono sfidarsi, è spesso associato a valori più nobili come la pace e la promozione della pacifica convivenza tra i popoli.
Purtroppo in questi giorni abbiamo assistito ai tragici eventi che hanno coinvolto la nazionale di calcio del Togo, che avrebbe dovuto partecipare alla Coppa delle Nazioni Africane, comunemente nota come Coppa d’Africa, che si svolge quest’anno in Angola. Venerdì scorso il pullman degli atleti appena arrivato in Angola è stato attaccato da terroristi; i giocatori hanno vissuto momenti di terrore e due membri del team sono rimasti uccisi durante gli attacchi.
Invece di sospendere temporaneamente le partite e aspettare maggiori notizie sul fatto le partite della Coppa sono regolarmente continuate: il governo del Togo ha deciso di ritirare la nazionale dalla competizione, la quale però se non si presenterà in campo verrà squalificata. Una vera e propria beffa.
Sebbene alle partite dei giorni successivi siano stati osservati alcuni minuti di silenzio pare che ci sia una sorta di disinteresse dell’organizzazione per ciò che è accaduto: la Coppa d’Africa non si può fermare nemmeno di fronte a un evento che coinvolge i suoi partecipanti?
Non è stato nemmeno lanciato un messaggio a favore della pace, un valore fondamentale che troppo spesso viene messo in secondo piano rispetto ad altri interessi, economici soprattutto.
Le notizie sono confuse ma pare che gli attentatori fossero dell’Angola che, ironia della sorte, è una delle squadre nello stesso girone del Togo.
L’anno del mondiale 2010, che si terrà in Sudafrica, non inizia certo sotto i migliori auspici.
Secondo voi, era giusto fermare la competizione, o “the show must go on”, per non scontentare le migliaia di persone pronte ad accorrere negli stadi angolani?

Bonsai TV con e per Emergency firma la nuova campagna Natale 2009 “Emergency: la mia idea di pace”, dedicata a promuovere una cultura di solidarietà, di pace e di rispetto dei diritti umani.
Nel mondo infatti sono in corso 25 guerre (fonte: Peacereporter, 2009) e le vittime sono per il 90% civili, soprattutto donne e bambini.
Da oltre 15 anni Emergency garantisce assistenza sanitaria gratuita e di elevata qualità alle vittime della guerra e della povertà.
Quest’anno Bonsai Tv, canale da sempre attento ai temi della pace nel mondo e della solidarietà, dedica il suo Natale a Emergency con l’ideazione, la produzione e la messa in onda della campagna sulle proprie piattaforme (canale 10 di Alice Home TV e www.yalp.it, a partire dal 12 dicembre). Trenta secondi focalizzati su un messaggio semplice e diretto: “Emergency è la mia idea di pace. Un'idea che ha curato oltre 3 milioni e mezzo di persone. A Natale, regala anche tu questa idea”.
Paul Baccaglini, Alessio Bertallot, Lella Costa, Serena Dandini, Elio e Rocco Tanica, Fabio Fazio, Frankie Hi Energy, Jovanotti, Ligabue, Fiorella Mannoia, Carlo Pastore, Alessandro Sampaoli, Marco Santin, Paola Turci e Dario Vergassola sono i testimonial che hanno aderito al progetto facendo propria l’idea di pace dello spot.
Un’iniziativa importante che, dopo la campagna con Greenpeace dello scorso anno, vede ancora una volta Bonsai TV firmare un gesto concreto di solidarietà che aiuta a riflettere, anche solo per pochi secondi, sui tanti e atroci conflitti sparsi per il mondo, dimenticati dai media internazionali e dei quali spesso Emergency è l’unico testimone.
La campagna “Emergency: la mia idea di pace” sarà trasmessa anche sul mega schermo di Piazza Duomo a Milano grazie alla collaborazione di URBAN SCREEN LAB.
Ti piace lo spot?
Conosci altre iniziative di questo tipo diffuse in Rete e che vorresti segnalarci?

I lavori della Conferenza Mondiale di Science for Peace sono ormai finiti sabato sera. E' tempo di bilanci, tempo di capire e analizzare il peso e l'entità degli interventi che si sono susseguiti ininterrottamente per due giorni dal palco dell'Università Luigi Bocconi e per un pomeriggio dal palco del Piccolo Teatro Studio.
Siamo di fronte a un work in progress, nella Conferenza c'è stata una forte presa di posizione da parte della comunità scientifica internazionale, una grande adesione su un argomento, quello della pace, diventato improvvisamente molto popolare.
Basta leggere le dichiarazioni di apertura dei lavori: ''Le risorse che ci rimangono non sono per nulla distribuite equamente sulla terra - ha esordito Kathleen Kennedy Townsend, vice presidente di Science for Peace -, penso quindi che ci sia un reale pericolo. Se perdiamo questa opportunità avremo una lotta per l'acqua, così come per il petrolio e per il cibo. C'e' un miliardo di persone nel mondo che soffre la fame, continuando così, se non risolveremo questi problemi, si arriverà alla guerra''.
Secondo Umberto Veronesi il movimento parte a tutti gli effetti dalla scienza, unificatrice di popoli grazie al suo linguaggio universale in grado di accomunare tutti sotto un unico scopo comune, la pace.
Questo ruolo unificatore si può ravvisare anche dall'alto numero di relatori presenti, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno espresso le loro opinioni di fronte ad una platea ricca di giovani delle scuole e delle università lombarde.
Un modo per coinvolgere i giovani nella ricerca della pace è renderli consapevoli delle guerre che esistono accanto a noi; è stato molto importante far capire loro che la pace è qualcosa che va costruito, mantenuto nei rapporti internazionali tra stati, come ha dichiarato il vice presidente del Senato, Emma Bonino: "Si tratta di uno stato delle cose che non avviene in natura, ha dei costi e va preservato. Senza la pace è impossibile pensare ogni altro diritto".
Alla due giorni sono intervenuti Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2009 e Shirin Ebadi, prima donna musulmana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2003. Molto sentita anche la testimonianza di Awich Pollar, oggi esperto Onu per i diritti umani rapito da piccolo dai ribelli ugandesi e costretto a combattere, fino alla fuga, al ritorno alla vita civile culminata con la laurea in legge.
Proprio la presenza di tanti premi Nobel ha fatto sì che la politica sia stata chiamata dai relatori di Science or Peace a rendere conto ufficialmente delle proprie responsabilità. Gli interventi hanno avuto differenti tagli: si è passato da approcci più legati alla religione con Moni Ovadia e con Tara Gandhi, con un linguaggio che teoricamente dovrebbe unificare i popoli nella ricerca della pace; agli interventi collegati agli aspetti economici, con gli interventi di Maurizio Dallocchio e Francesco Vignarca.
Due sono le imprescindibili richieste del movimento. In primo luogo la diffusione di una cultura senza guerre, attraverso l'inserimento di corsi a scuola e l'istituzione di un'Associazione permanente di Paesi per la pace, con una voce di spesa per gli armamenti inferiore all'1% del proprio Pil. Inoltre, Science for Peace chiede ai governi europei una progressiva riduzione delle spese militari, il completo disarmo nucleare e la destinazione delle risorse recuperate a urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo.
Importante l'appello fatto alle Banche Centrali perché applichino un codice etico nel mondo bancario, che le impegni moralmente a rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi e a ridurli progressivamente. L'evidente riferimento è alla Convenzione di Ottawa del 2004, durante la quale 152 Paesi hanno messo al bando le mine antiuomo coinvolgendo anche le banche. Il movimento di Veronesi chiede che l'accordo diventi globale.
Sono state molto toccanti le parole di Shirin Ebadi, che ha prima definito la pace come un "diritto universale degli uomini, e che come tale va rispettato" poi ha approfondito definendola anche come "un insieme delle condizioni con le quali una persona può vivere libera e in modo dignitoso. Non c'è differenza se una persona muore per una pallottola o se muore per mancanza di accesso all'acqua potabile. La pace è un insieme delle condizioni che permettono alla persona di vivere liberamente conservando la propria dignità".
Ma la Conferenza non è stata solo un susseguirsi di interventi: sono state ben definite le aree di intervento concrete del movimento da ora in poi e creati i presupposti per far andare avanti questo movimento, per raggiungere concretamente la diffusione della cultura della pace (e certamente la risonanza che ha avuto questa prima conferenza mondiale aiuterà in questo senso) e per avere una progressiva riduzione delle spese militari e disarmo nucleare.
Sono stati creati quattro gruppi di lavoro con composizione e obiettivi specifici, che presentaranno i risultati del loro operato nel corso della seconda edizione della Conferenza Mondiale di Science For Peace. Eccoli di seguito:
Avete seguito la Conferenza? Cosa vi ha colpito maggiormente? Credete che la strada intrapresa dal movimento sia giusta?

In questi due giorni si è svolta la Conferenza Mondiale di Science for Peace. Un momento importante per cercare di concretizzare l’impegno dell’iniziativa di fronte agli occhi del mondo.
Noi di avoicomunicare eravamo sul posto ed abbiamo seguito la conferenza, accompagnando lo streaming dall’Aula Magna della Bocconi con il nostro live blogging e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno preso parte, sul posto e da casa a questo grande evento.
Parallelamente, abbiamo seguito con voi anche l’evento Science for Peace LIVE, che si è svolto ieri dal Teatro Studio del Piccolo di Milano e che, sotto la conduzione di Alessandro Cecchi Paone, ha visto alternarsi sul palco artisti, premi Nobel, scienziati,... L’incontro si è concluso con un ospite di eccezione: anche “Internet” è salito sul palcoscenico, accompagnato dai suoi ambasciatori Riccardo Luna di Wired Italia, Chris Andersen di Wired USA e David Rowan di Wired UK, che hanno presentato la campagna Internet 4 Peace.
La Conferenza è stata anche l’occasione per raccogliere interviste esclusive, che abbiamo pubblicato sul blog nel corso della conferenza. Le abbiamo raccolte tutte in questo post che vuole essere un ringraziamento per coloro che combattono per la pace ed hanno contribuito alla realizzazione di questi due giorni importanti.
Peter Atkins, Professore di Chimica, Lincoln College, Oxford
Kathleen Kennedy Townsend, Vice Presidente Science for Peace
Claude Cohen-Tannoudji, Premio Nobel per la Fisica nel 1997
Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008
Alberto Martinelli, segretario generale della Conferenza
Giancarlo Aragona, Vice Presidente di Science for Peace
Paul Rogers, Professore di Studi sulla pace alla University of Bradford
Fabio Mini,Generale dell'Esercito Italiano
Lama Paljin Tulku,Direttore Spirituale del Centro Mandala di Milano
Francesco Petrelli,Rappresentante Coalizione italiana contro la povertà - GCAP Italia
Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia
Raffaella Ravinetto, Presidente di Mèdècins sans Frontières, Italia
Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"
Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003
Guido Barilla, Presidente del Barilla Center for Food and Nutrition
Francesco Vignarca, Rappresentante di Rete Italiana per il Disarmo
Emma Bonino, Vice Presidente del Senato
Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"
Luigi Ramponi, Generale dell'esercito Italiano
Rebecca Peters, Direttrice di IANSA U.K.
Brian Wood, Coordinatore di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi
Umberto Veronesi, Presidente di Science for Peace
Il pubblico in sala:
Abbiamo raccolto la testimonianza conclusiva di Umberto Veronesi, presidente di Science for Peace, al termine della Conferenza Mondiale di Science for Peace.
Abbiamo raccolto le testimonianze del pubblico durante la Conferenza Mondiale di Science for Peace.
In esclusiva per avoicomunicare l'intervista a Brian Wood, Coordinatore di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi, U.K., raccolta durante la Conferenza Mondiale di Science for Peace.