protezione civile

Emergenza freddo: soccorsi ai clochard in tutte le città

NeveIn tutta Europa un'ondata di freddo (che in Italia non si vedeva dal 1985) ha messo in ginocchio paesi e città.

Le persone più in pericolo sono quelle che anche durante l'anno in genere hanno bisogno di assistenza, ovvero gli anziani e i clochard.
Molti senzatetto si accampano nei pressi delle stazioni o nei parchi, mentre i più fortunati riescono a ottenere un letto in un dormitorio e una doccia calda.
Aiutati dai volontari che distribuiscono bevande calde e coperte, nei mesi più freddi rischiano maggiormente la salute se non la vita.
In questo periodo di emergenza freddo, nelle maggiori città d'Italia si sta facendo il più possibile per improvvisare ripari oltre a quelli forniti dai centri di accoglienza, sfruttando le banchine e i mezzanini di metró e stazioni o le palestre e, si spera, le chiese. I gruppi di volontariato, la Protezione Civile, la Croce Rossa e molti altri enti umanitari si fanno in quattro per soccorrere i senzatetto in difficoltà, anche grazie alle numerose e utili segnalazioni telefoniche dei cittadini.
Questo tuttavia non è sufficiente a evitare le vittime del freddo, e infatti alcuni sono già morti per assideramento.

Durante la scorsa settimana abbiamo invitato i nostri amici di Facebook a rispondere a un sondaggio, chiedendo loro di mettersi nei panni di un senza tetto: qual è la cosa di cui si ha più bisogno in una situazione di emergenza freddo?
Di 56 partecipanti, 26 di loro avrebbero scelto un riparo sicuro, più che coperte e vestiti, un numero di telefono di assistenza o una doccia calda.
Secondo altri, metropolitane e stazioni non sono posti cui una persona possa anelare, in quanto la dignità consiste in altro: anche se senza una casa, un lavoro, una vita facile e felice, è necessario tutelarne la salvaguardia e l'onore. Un dormitorio, uno spazio dove sia rispettata la privacy, che sia pulito e tenuto bene, insomma, dove potersi riposare degnamente.
E soprattutto serve "uno Stato decente, perché le metropolitane non sono fatte per pulire la nostra coscienza". Ovviamente no, ma l'idea delle metropolitane questa volta non è il solito "meglio che niente": è un piccolo gesto in più, un tentativo di aiutare chi è in difficoltà, anche considerando la diffidenza che molti di loro possono avere, in particolare i clochard senza permesso di soggiorno.
Ma il freddo mette tutti sullo stesso piano, e le amministrazioni cittadine e i cittadini stessi hanno il dovere civile e morale contribuire a fronteggiare questa situazione.
I disagi si sono fatti sentire anche per chi non ha problemi di casa, bensì di spostamenti: numerosi i voli cancellati, le linee ferroviarie intoppate, le strade lastricate di ghiaccio a causa della caduta repentina delle temperature, dopo le nevicate.

Su Twitter, intanto, la hashtag #pianoantifreddo è servita finora a Milano a diffondere i numeri verdi per segnalare i clochard senza un riparo, e a comunicare le disponibilità di posti letto o spazi aperti per accogliere i bisognosi. Si spera che nei prossimi giorni la situazione sarà più sostenibile, e che questo serva da lezione per non essere impreparati il prossimo inverno.

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Foto: Flickr



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