Sabato 4 febbraio è inziato il consueto carnevale di Venezia, che durerà fino al 21 e sarà animato da Ecolamp con spettacoli, giochi e intrattenimenti didattici come il Teatro della Luce e del Riciclo, per sensibilizzare grandi e piccini sull'importanza della raccolta differenziata e del risparmio di energia.
Ecolamp è un consorzio nato per volontà delle principali aziende nazionali e internazionali del settore illuminotecnica e per promuovere il recupero e il trattamento di apparecchiature di illuminazione.
Attraverso la partecipazione al carnevale di Venezia, per il terzo anno consecutivo Ecolamp promuove i comportamenti corretti nel trattamento delle moderne lampade fluorescenti che stanno sostituendo le vecchie lampadine a incandescenza.
Le lampade a basso consumo di energia una volta esaurite, infatti, devono essere raccolte e trattate diversamente rispetto ai normali rifiuti urbani: possono essere portate direttamente presso i centri di raccolta comunale, dove sono disponibili i contenitori Ecolamp, oppure consegnate presso i punti vendita della distribuzione al momento dell’acquisto di quelle nuove. In questo modo si partecipa all’avvio di un circolo virtuoso che consente di riutilizzare le materie componenti, quali vetro, alluminio e plastiche, evitando la dispersione nell’ambiente di sostanze tossiche come il mercurio.
Al carnevale di Imola invece spuntano gli eco-carri, che si chiamano Fantaveicoli, mezzi ecologici originali e spiritosi, ottenuti assemblando fra loro pezzi di biciclette, carriole e materiali di recupero.
Alimentati a energia solare o a trazione umana, saranno la peculiarità di questo carnevale e, si spera, di tutti i carnevali futuri in tutta Italia.
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Starbucks, la catena americana distributrice di caffè e relax, oltre alla filosofia etica che già la contraddistingue, ha fatto una vera e propria svolta green.
In 7mila punti vendita Starbucks di USA e Canada le lampadine alogene e a incandescenza sono state sostituite con i Led. Presto i punti vendita di Europa e Asia saranno travolti anch'essi da questa "illuminazione di massa".
Ogni lampadina Led permette di risparmiare circa 30 dollari ogni anno in costi energetici e riduce le emissioni di anidride carbonica.
È stato calcolato che per ogni mille metri quadrati di punti vendita della catena illuminati con i Led, Starbucks risparmierà circa 600 dollari, e ridurrà le emissioni di circa 10 barili di petrolio.
Il modello ecologico ed equo e solidale di Starbucks ha spopolato nel mondo, portando esempi di best practice legati non solo alla soddisfazione dei clienti, ma anche al messaggio etico divulgato grazie alla collaborazione marchiata Fair Trade con aziende e produttori dei paesi del Sud del Mondo, e a un uso equilibrato delle risorse: i negozi Starbucks sono pensati e progettati con materiali provenienti dalle risorse locali (legname, materiali di riciclo e di riuso) per ridurre le emissioni e gli sprechi d'acqua ed energia.
Le strategie di risparmio delle emissioni comprendono l'uso moderato dell'aria condizionata, metodi di risparmio dell'acqua (frangigetto ai rubinetti), efficienza energetica, prodotti in legno proveniente dalle foreste certificate FSC, pitture e vernici con bassa quantità di sostanze volatili.
Anche i clienti sono incentivati a contribuire alle iniziative ambientali di Starbucks, eseguendo una raccolta differenziata accurata, riciclando i fondi di caffè per nutrire le proprie piante, consumando prodotti equi e solidali e senza pesticidi.
La responsabilità sociale e etica di Starbucks è un esempio virtuoso di come ogni catena commerciale dovrebbe pensare, prima che al profitto, alle emissioni di CO2, al rispetto dei lavoratori e dei clienti, alla scelta della provenienza dei prodotti e della loro qualità (no pesticidi).
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In via Candiani c'è una casa storica per almeno due ragioni. Tre, considerando anche il fatto che ci vive mia zia.
La prima ragione è che un tempo lì sorgeva l'Armenia Films, una delle due storiche case cinematografiche milanesi di inizio secolo (a questo vanno ricondotte le colonne e i capitelli che la cingono e la scritta "Armenia Film" sull'ingresso).
La seconda ragione è che tra i capitelli è stata eretta, nel 2011, un'avanzatissima casa ecologica, a cui i giornali hanno dedicato svariati articoli e alcune riviste di architettura interi numeri.
[…]
C'era una volta un gruppo di abitanti di Bovisa che voleva una casa nuova, bella ed ecologica. Questi bovisani comprarono un terreno dal passato glorioso e si affidarono a un bravo architetto, forse il mago di questa storia.
Il mago cominciò con la luce: prese la zona giorno, la dispose a sud e la riempì di finestre, così che l'illuminazione fosse massima. Con un cenno della mano, dalle finestre fece emergere balconi così grandi da poterci cenare.
[...]
Il mago ha fatto un buon lavoro.
TUTTO quello che mi serva VERAMENTE sapere l'ho imparato in BOVISA - Stefano Pellegrini
Nel 1991 veniva acquistata da due cooperative della Bovisa un'area industriale dismessa di circa 15000mq di superficie.
Obiettivo dei soci delle cooperative La casa ecologica e Bovisa 90 era la realizzazione di un edificio che seguisse i criteri della bioarchitettura pur rispettando la tradizione.
Ne è nato complesso di due edifici adiacenti con particolari caratteristiche legate al risparmio di energia e all'uso delle rinnovabili, agli ambienti salubri, agli spazi dedicati a collettività, condivisione e svago.
Un modello edilizio collocato secondo le migliori esposizioni al sole per sfruttarne l'apporto termico e migliorare le prestazioni energetiche, fabbricato con materiali naturali e atossici (colle, vernici, intonaci), con isolamento termico, parco pubblico di 10000mq (inaugurato nel 2005) e spazio per le riunioni condominiali e la socialità.
Dopo 10 anni di difficoltà burocratiche, nel 2001, l'area Bovisa 90 è nata insomma come commistione di idee tradizionaliste e moderne insieme, un organismo che rispetta la salute, che permette agli abitanti di viverci a costo contenuto e a basso impatto ambientale e che offre al contempo alte prestazioni energetiche.
Costi contenuti, impianto termico e risparmio energetico, orientamento e apporto solare, spazi verdi, materiali e finiture ecocompatibili, isolamento termoacustico, protezione dai campi elettromagnetici, sono i punti chiave intorno cui l'edilizia deve ruotare oggi, senza dimenticare il rispetto per il territorio e le sue tradizioni.
Quali sono i casi positivi di bioedilizia della vostra città?
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1. Computer in stand-by
Spegnere o mettere in stand-by il computer ogni volta che si va in pausa caffè o a pranzo permette un risparmio notevole di energia: in media la potenza erogata per un pc acceso è di 200W, e il suo utilizzo giornaliero è di 8 ore, con un consumo di circa 1,6 kWh. Ridurne l'utilizzo porta evidenti vantaggi economici ed energetici.
2. Luci spente quando si esce dalla stanza
A cosa serve illuminare una stanza vuota? È buona abitudine spegnere le luci ogni volta che si esce dal proprio ufficio, anche se solo per una riunione o per bere un caffè. Le lampadine a basso consumo agevolano l'abbattimento dei consumi: a parte la forte differenza di prezzo rispetto a quelle incandescenti, il risparmio delle lampadine a risparmio energetico è di circa un quarto del consumo di watt (18 contro 75) e il loro ciclo di vita è otto volte superiore. Nonostante la loro enorme qualità legata al risparmio, il mercurio contenuto nella maggior parte dei modelli di lampadina le rende molto inquinanti se non smaltite correttamente.
3. Via l'usa e getta
Asciugamani a rotolo di stoffa riutilizzabile, tissue ecologici, tazze e bicchieri riutilizzabili anche per gli ospiti, zucchero sfuso e non in bustine, cucchiaini da lavare.
"È sbalorditivo che la nostra società sia giunta a un punto in cui lo sforzo necessario a estrarre petrolio dal suolo, inviarlo a una raffineria, trasformarlo in plastica dandogli forma adeguata, trasportarlo in un negozio, comprarlo e portarlo a casa è considerato meno gravoso di quello che serve a lavare il cucchiaio dopo averlo usato." giuliozu.tumblr.com
Questo vale anche per i bicchierini di plastica, le palettine per girare il caffè, le posate e i piatti di plastica. Se ogni lavoratore beve circa 3 caffè al giorno, ogni anno userà più di 700 bicchierini e palettine, per non parlare del numero di bicchieri d'acqua che durano solo il tempo di un paio di sorsate.

4. Caffè bio, equo e solidale
Scegliere il caffè equo e solidale non è solo un gesto umano nei confronti dei coltivatori e produttori di una delle nostre bevande preferite, ma anche per la nostra salute: caffè, orzo, tè e cacao biologici non contengono pesticidi e vengono coltivati secondo le regole della biodinamica.
Se proprio non potete evitare la macchinetta a capsule, e se non potete gettarle nella differenziata, trovate un modo originale di riciclarle (le colleghe che hanno figli potranno regalarle a scuola per lavoretti manuali).

5. Risparmiare acqua
L'acqua è una risorsa preziosissima e spesso vittima di sprechi. Quando l'acqua del rubinetto dell'ufficio è buona, vale la pena evitare le bottigliette di plastica (The story of bottled water) o il boccione.
Chiudere bene rubinetti e scarichi ne fa risparmiare centinaia di litri ogni anno.

6. Riscaldamento e aria condizionata bassi
Si risparmia in denaro, in emissioni di CO2 e in salute: un ambiente troppo caldo in inverno o troppo freddo in estate nuoce alle vie respiratorie e sottopone il corpo a sbalzi di temperatura fra i locali interni e l'esterno e non permette all'organismo di adattarsi alle stagioni. Un ricambio costante d'aria è necessario per riattivare il cervello e rinfrescare l'ambiente.

7. Raccolta differenziata (carta, plastica, alluminio, pile, cartucce, rifiuti speciali)
Separare quanto più possibile nei vari bidoni di plastica, carta, alluminio e vetro. Svolgere una corretta raccolta differenziata contribuisce al riuso e riciclo di molti materiali che possono tornare a essere utili in diverse forme.

8. Piante che assorbono le radiazioni e gli inquinanti degli ambienti chiusi
Le più efficaci sono la dracena, il filodendro, lo spatifillo e la gerbera, che assorbono più dell’80% di inquinanti indoor. Poi ci sono anche aloe, ciclamino, begonia e Stella di Natale. Provare per credere: cresceranno floride e miglioreranno lo stato dell'ambiente lavorativo.

9. Cancelleria ecologica
Post-it di carta riciclata e certificata FSC, colla stick eco, scotch in acetato di cellulosa con adesivo a base d'acqua e rocchetto in carta riciclata; una stampante condivisa consuma meno di più stampanti, i toner rigenerabili e dai colori atossici sono altrettanto efficaci e non inquinano l'ambiente, l'ecofont permette di risparmiare inchiostro, penne e timbri in plastica riciclata.
Carta da stampante proveniente da forestesostenibili o riciclata: se non è strettamente necessario, evitare di stampare mail e sfruttare entrambi i lati dei fogli. Per chi vuole riciclare la carta usata solo da un lato, ci sono molti modi di creare agendine e blocchi di appunti.
Per produrre una tonnellata di carta riciclata bastano:
• Nessun albero
• 1.800 litri d’acqua
• 2.700 KWh di energia elettrica
Per produrre carta vergine occorrono:
• 15 alberi
• 440 mila litri d’acqua
• 7.600 KWh di energia elettrica

10. L'eccezione di uscire a pranzo
Portare il cibo preparato a casa in un contenitore ermetico di plastica o vetro si fa risparmiare imballaggi e salute, oltre che denaro. Mangiare al bar o in trattoria ogni giorno significa consumare tovaglioli e posate di plastica, impedisce di essere a completa conoscenza di ciò che si mangia e di sapere se i cibi scelti sono effettivamente sani.

Quando sette anni fa il tam-tam creato dalla trasmissione di Radio2 Caterpillar fece sì che l’Italia si “spegnesse” per ricordare che il risparmio energetico è possibile, non ci si aspettava che l’appello riscuotesse un tale successo. E oggi che le adesioni all’iniziativa sono talmente tante e che Mi Illumino di Meno è ormai entrato nelle agende di privati e istituzioni, quelli della radio hanno pensato di colorare l’idea di bianco, rosso e verde, i colori della bandiera italiana.
Perché se quello che si vuole è un’Italia meno sprecona, quale occasione migliore di questa per ricordare che l’Italia unita fa la forza? Uniti per l’energia pulita, dicono gli organizzatori, che trasmetteranno una puntata speciale della loro trasmissione in diretta dal Castello di Rivoli a Torino, dalle 17 alle 19.30. Mentre, nel frattempo, comuni, associazioni, cittadini e scuole accenderanno il tricolore. Contestualmente agli spegnimenti simbolici, infatti, sono tantissime le luci pulite che si accenderanno: fontane, turbine, lanterne, led o biciclette, che alimenteranno tricolori luminosi su tutto il territorio nazionale. Bianco, rosso e verde, senza nemmeno uno spreco.
Al Castello di Rivoli ci sarà una riproduzione dell’Italia sotto forma di puzzle realizzata in plastica riciclata. L’opera proviene dal progetto “Italiae. 150 eventi in piazza per ri-disegnare l’Italia”. Mentre, proprio durante la trasmissione radiofonica condotta da Massimo Cirri e Filippo Solibello, 150 piazze italiane si terranno virtualmente unite, si terranno per mano, festeggiando insieme le culture, le tradizioni e le identità territoriali diverse.
I sindaci dei comuni che parteciperanno all’iniziativa reciteranno una specie di giuramento, un impegno, con cui garantiranno, in nome della fascia tricolore che indossano, di amministrare i loro comuni nel segno della sostenibilità ambientale per ridurre i consumi e promuovere con ogni mezzo le energie alternative. In particolare 20 sindaci, uno per regione, contribuiranno in diretta radiofonica alla “riunificazione” simbolica del puzzle della grande Italia posta all’ingresso del Palazzo di Rivoli.
E se tutto avrà il ritmo e i colori di una grande festa, non bisogna dimenticare che l’obiettivo è importante: imparare a risparmiare, a produrre meglio e a pretendere energia alternativa a vari livelli, visto che allo stato attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore del terreno o con le biomasse. Quindi sensibilizzazione nel nome di una cosa che sta a tutti a cuore, il nostro paese. Che è più bello se è pulito, e che riesce a ottenere più risultati se rimane unito su finalità comuni piuttosto che dividersi su questioni che creano scontri e che non conducono a nulla. Che risparmia energia e mette da parte risorse per un futuro che tutti immaginiamo/desideriamo più virtuoso.
Foto di Yanez (i) Ivan
Immaginate di avere ospiti a cena, li invitate a prendere posto a tavola e poi servite le vostre portate, appena sfornate dalla lavastoviglie. Questa è la cucina di Lisa Casali, blogger, autrice di Eco-cucina (www.ecocucina.org) e di un libro dal titolo “Cucina a impatto (quasi) zero”.
Tutto inizia con la spesa, scegliendo i prodotti giusti, possibilmente biologici, e poi, davanti ai fornelli, azzerare gli scarti, perché da quello che siamo abituati a buttare, come ad esempio le foglie esterne dei carciofi, possono nascere pietanze squisite.
Guarda la gallery. © John Durant Photography /Karlsberger Design Architect
E’ già insolito immaginare un ospedale talmente curato dal punto di vista architettonico da poter competere con i più recenti musei delle varie archistar. Figuriamoci poi sapere che è stato costruito usando solo materiali sostenibili e facendo sì che risparmi energia sufficiente per alimentare 1800 case. Eppure non si tratta di congetture o auguri per il futuro ma di una realtà targata Austin, Texas: il Dell Children’s Medical Centre. La straordinaria attenzione all’ambiente ha fatto sì che fosse il primo ospedale al mondo a ottenere la prestigiosa certificazione LEED platinum (Leadership in Energy & Environmental Design). Dietro a questo risultato c’è il lavoro dello studio Karlsberger e il contributo della Michael and Susan Dell Foundation, dal nome dell’omonimo magnate dei PC.
Questo ospedale pediatrico è frutto della riqualificazione dell’aeroporto Robert Mueller Municipal ed è costituito al 92% da materiali riciclati sul posto. Lo smantellamento dell’ex pista di atterraggio ad esempio ha fornito 47mila tonnellate di materiali e tutto ciò che è stato acquistato proviene dall’area circostante ad Austin, è insomma a km zero. L’edificio, abbellito da finestre coloratissime e una cascata su un muro di granito, è caratterizzato da un’alta torre che si staglia rispetto al resto del complesso.
I costi di costruzione non sono contenuti. La cifra si aggira intorno ai 137 milioni di dollari ma, se il risparmio energetico annunciato è reale, non ci vorrà molto per ammortizzare quanto investito rispetto all’edilizia tradizionale. La lista degli espedienti adottati per rispettare il pianeta è piuttosto lunga e va dalla turbina a gas naturali da 4.3 Megawatt alle tubature a flusso ridotto che diminuiscono il consumo di acqua.
Ma la cosa che è forse più importante sottolineare è l’intelligenza con la quale sono stati disposti e realizzati giardini e cortili. Questi da un lato consentono di far filtrare, attraverso le numerose vetrate, luce naturale sull’80% della superficie. Dall’altro contribuiscono a creare un clima favorevole alla ripresa dei bambini ricoverati e smorzano l’effetto “isola di calore”, raffreddando l’aria e attenuando quindi il bisogno dei condizionatori. Lo spreco della luce artificiale poi è stato ridotto ai minimi termini grazie all’impiego di sensori di movimento che fanno sì che l’illuminazione si attivi solo quando davvero necessaria. A km zero infine sono anche le piante che, essendo tipiche della vegetazione locale, richiedono minore irrigazione e che vengono innaffiate solo con acqua riciclata. Un esempio virtuoso di ecodesign che combina il rispetto per l’ambiente con un risultato davvero notevole dal punto di vista architettonico. La speranza, inutile dirlo, è di vederlo presto replicato anche sul nostro territorio.