
Come si chiama il vostro blog e di cosa vi occupate?
S.O.S Sostenibilità non è un blog in senso classico, è uno spazio per approfondire il tema della sostenibilità come ricerca della qualità della vita e dell’ambiente. Una qualità che va preservata con senso di responsabilità, vale a dire con la capacità di “saper rispondere” delle conseguenze delle nostre azioni, piccole o grandi che siano. Il sito quindi nasce come una piazza virtuale che si propone di offrire uno spazio alle idee, ai suggerimenti e alle esperienze di tutti per creare un dialogo costruttivo.
Da dove nasce questa vostra passione?
L’iniziativa S.O.S. Sostenibilità è promossa da Koinètica, Partner per lo sviluppo e la comunicazione della Responsabilità Sociale e da IGPDecaux, leader nel mondo della comunicazione esterna. L’esigenza che ha spinto alla creazione della campagna e del sito si può riassumere in una parola: responsabilità. Vogliamo portare un piccolo contributo per informare e sensibilizzare gli utenti delle iniziative positive che le aziende, le Pubbliche Amministrazioni e le organizzazioni non profit mettono in atto o dei progetti ancora in cantiere. Non abbiamo la pretesa di chiarire tutti i dubbi sulla sostenibilità, ma vogliamo essere un piccolo punto di riferimento per coloro che di sostenibilità si occupano o che di sostenibilità vogliono saperne di più.
Ambiente, integrazione e sostenibilità: quali sono le vostre idee per il futuro?
Abbiamo la certezza che la sostenibilità sarà sempre più al centro delle scelte delle imprese nel prossimo futuro. Crediamo che la comunicazione possa giocare un ruolo strategico per la sensibilizzazione, la diffusione di buone pratiche, la crescita di progetti sostenibili. Anche gli eventi che organizziamo, come Dal Dire Al Fare, il Salone della Responsabilità Sociale, servono per portare al centro del dibattito questi temi. In futuro continueremo a spenderci con convinzione su questo fronte.
Qual è il post più letto del vostro blog e quello che vi ha dato più soddisfazioni?
La soddisfazione maggiore è certamente la risposta dei cittadini che, oltre a inviare i loro suggerimenti per un comportamento più “sostenibile”, commentano e fanno domande sulle iniziative che presentiamo, aprendo veri e propri dibattiti su tematiche da cui dipende la qualità della nostra vita presente e futura. “La voce dei giovani” è una sezione del sito che raccoglie gli abstract di studenti che hanno fatto di questi temi il centro della loro tesi di laurea; è una sezione di cui andiamo fieri perché testimonia l’interesse e l’impegno della nuova generazione nel diffondere una cultura responsabile e sostenibile.
Tre blog che consigliereste
Meglio: Possibile, una testata online promuovere una nuova cultura di responsabilità sociale e ambientale.
BestUp, un network innovativo sull’abitare ecosostenibile.
Riducimballi, un portale che approfondisce il tema della spesa sostenibile.

Il design al tempo della crisi non rinuncia a creare ma diventa sostenibile,valorizzando materiali di riciclo, in modo che ogni pezzo diventi unico e nasca dall’assemblaggio di vecchie componenti ormai destinati a diventare rifiuti. Questo nuovo modo di operare nasce dalla voglia di creare nuovi prodotti salvando vecchi oggetti destinati allo smaltimento.
E’ così che questa nuova pratica si propone come forma di prevenzione dei rifiuti, mitigando l’impatto del design classico e sviluppando un “design intelligente” che sia rispettoso dell’ambiente e quanto mai attuale.
Un esempio pratico è EcoLectric Design che con l’impiego dei sottoprodotti di un’azienda che progetta e installa impianti elettrici e di pubblica illuminazione sviluppa oggetti i design moderno. Nello specifico i materiali impiegati vanno dagli isolatori in vetro e ceramica, ai cavi elettrici, alle plafoniere in pvc, per arrivare alle apparecchiature elettriche ed elettroniche in genere.
In modo particolare i rifiuti vengono selezionati in base ai sottoprodotti, poi si passa alla ricerca dei soggetti autorizzati al trasporto e allo smaltimento e/o recupero per terminare con una valutazione degli scarti di produzione. Successivamente si avrà la realizzazione dell’eco design attraverso l’assemblaggio e il riuso dei vecchi componenti.
Il nuovo sviluppo del design diviene così in grado di innescare meccanismi di crescita culturale e d’immagine dell’azienda impegnata nella valorizzazione dei processi e dei prodotti, riducendo l’impatto ambientale e diffondendo la cultura dell’uso dei rifiuti come risorsa.
Gli scarti di produzione di un’attività industriale diventato oggetti preziosi, vengono valorizzati e entrano a far parte del campo dell’arte e del design. Non a caso diversi artisti vengono coinvolti per interpretare i sottoprodotti da esporre poi in mostre di arte del riciclo.

Risparmiare in maniera ecologica è sempre più facile grazie ai detersivi alla spina, che riducono gli imballaggi e i rifiuti in plastica.
Lo sviluppo della distribuzione dei detersivi alla spina, infatti, permette al consumatore di acquistare il prodotto riempiendo direttamente dal dosatore la bottiglia di plastica, che potrà così essere riutilizzata più volte. I detersivi alla spina stanno diventando una realtà a portata di mano e per agevolare l'acquisto è stata creata Washmaps: una mappa dove si possono trovare informazioni sui distributori di detersivi, e con la collaborazione degli utenti sarà possibile aggiornarla continuamente.
Una mappa collaborativa che grazie all'utilizzo del pulsante segnala un distributore rende un servizio a chi vuole acquistare meno plastica e risparmiare.
La sezione video presente nel sito illustra la pratica di questa felice realtà e dimostra come i piccoli gesti quotidiani possano apportare benefici ambientali concreti.
Cosa ne pensate dei detersivi alla spina? Lì usate già o pensate di farlo?
Pensate che i comportamenti sostenibili come questo possano effettivamente influenzare le masse?