
Se pensiamo che i problemi causati dai cambiamenti climatici e ambientali siano lontani dalla nostra quotidianità e non ci riguardino, dobbiamo considerare che invece tutto questo si riflette sulla nostra alimentazione e sulla nostra tavola.
Nell'ultimo secolo si sono estinte ben trecentomila varietà vegetali, mentre numerose specie ittiche sono a grave rischio, così come del resto altre razze animali.
L’alimentazione di conseguenza muta, così come la sua genuinità e ricchezza.
Proteggere la natura non significa solo evitare d'inquinare e essere parsimoniosi con le risorse: occorre salvaguardare la biodiversità di questi preziosi prodotti che sempre più spesso, essendo rari e coltivati in zone ristrette del pianeta, non riescono a sopravvivere (anche per le pressioni economiche) e scompaiono.
Per questo negli ultimi anni sono nate cooperative che promuovono il rispetto per queste piccole realtà, offrendo supporto per il loro sviluppo.
Una di queste è la Fondazione Slow Food per la Biodiversità ONLUS, che mira ad aiutare le comunità lontane dalle grandi industrie, a favorirne la crescita e a salvaguardare i prodotti tipici istituendo dei presidi e forme di tutela che ne testimoniano l'alta qualità.
L'Italia è sicuramente ricca da questo punto di vista: la biodiversità del cibo si riscontra in ogni città e paese. Conoscete realtà simili, piccole ma importanti, che sono aiutate o che dovrebbero esserlo?
Sandra Salerno, food blogger (autrice di Un Tocco di Zenzero) e cuoca, appassionata sostenitrice di Slow Food, ci parla delle sue esperienze.
Siamo ciò che mangiamo.
È da tempo che sentiamo ripetere questa frase, ma mai come in questi ultimi anni siamo stati responsabilizzati su ciò che debba diventare il nostro cibo quotidiano.
Ho iniziato il mio cammino di foodblogger quattro anni fa, seguendo un istinto e un preciso obiettivo: trasformare la mia vita, passando attraverso il cibo.
La cucina è sempre stata una passione di famiglia. Come per tutte le famiglie del mondo rappresenta un modo di aggregare e condividere i sentimenti.
Dopo la famiglia naturale, creiamo legami con "famiglie esterne", entriamo a far parte di gruppi, associazioni, social network.
Qualche anno fa Carlo Petrini creò uno dei più grandi social network del mondo, ma ancora non si chiamava così. Nel 1986 dalla piccola Bra (Cn) partiva un movimento, quasi un tam tam che si è allargato a macchia d’olio nel mondo del cibo e del buon mangiare. Dopo 23 anni è oggi una delle associazioni più importanti e rappresentative del pianeta: Slow Food.
Per me è stato un atto naturale entrare a far parte del movimento e iniziare a seguire la "vita tipo del socio della chiocciolina": degustazioni, incontri, scambi con le altre condotte.
Seguire, ma soprattutto scoprire e sostenere (acquistando prodotti dei Presidi) nuove realtà, mi ha permesso prima di apprendere parole come "biodiversità", "eco agricoltura", "produzione sostenibile", "stagionalità", e quindi di diffonderle attraverso il web, il mezzo che mi è più congeniale.
Questo è il secondo anno che collaboro con la condotta di Slow Food Torino, che conta il maggior numero di soci di tutta Italia (ha superato da tempo quota 1000).
Promuoviamo eventi e degustazioni, accompagniamo i soci alla scoperta delle cucine del mondo e dei prodotti del territorio, durante le serate in cucina.
La risposta non si è fatta attendere: ad ogni serata/evento si verifica il tutto esaurito, un risultato che porta con se la certezza tangibile che i temi scelti vengano apprezzati da un numero crescente di persone.
Mi sento fortunata di poter fare il lavoro che amo e che mi da soddisfazione, permettendomi di confrontarmi con realtà diverse e di mettermi in discussione giorno dopo giorno.
Nel mio piccolo credo fermamente di perseguire un obiettivo affascinante: cercare di rendere il mondo un luogo migliore, provando a convincere le persone che mi sono accanto a fare lo stesso.
Sandra Salerno
Foodblogger & Cuoca
www.untoccodizenzero.it
Carlo Petrini, fondatore di Slow Food e Terra Madre, si racconta e condivide le sue idee sullo sviluppo sostenibile, sui valori di base della nostra cultura alimentare e sull'innovazione.
Racconta in modo diretto le sue esperienze con Terra Madre, l’incontro con i popoli e la sua fervente passione per la biodiversità e i diritti dei popoli alla sovranità alimentare.
Scoprite in tutte le pillole video le risposte di Carlo Petrini relative ai temi di identità alimentare, mantenimento della diversità culturale come ricchezza dell'umanità e alla sua concezione di innovazione.
