Andrea Segrè è stato nominato dai lettori di avoicomunicare Personaggio dell'anno 2011 per la categoria Ambiente e Sostenibilità. Docente di politica agraria presso la facoltà di Agraria e Statistica dell'Università di Bologna, l'attività di Segrè nel riutilizzo di beni alimentari e alla divulgazione delle buone politiche per contrastare gli sprechi gli sono valsi il titolo.

Sostenibilità alimentare, lotta agli sprechi, buone politiche agricole: se oggi milioni di persone in Italia fanno attenzione a cosa mettono in tavola e cercano di evitare gli eccessi il merito è anche di Andrea Segrè.
Docente di Politica agraria, economista e soprattutto responsabile della divulgazione di un'idea nuova e responsabile dei consumi alimentari, sia tramite i numerosi libri pubblicati, sia attraverso il progetto Last Minute Market, che trasforma i beni in via di scadenza in un'importante risorsa per associazioni, organizzazioni e Onlus. L'idea nasce da una ricerca condotta dallo stesso a livello produttivo e sociale, che ha portato alla scoperta di un dato che non può non far riflettere.
Sapevate che circa il 95% dei prodotti alimentari ritirati dai negozi sono ancora perfettamente consumabili, per un valore di mercato pari circa 4 miliardi di euro l'anno? Last Minute Market si concentra proprio su queste 1,5 tonnellate di prodotti, salvandoli dallo spreco e redistribuendoli a chi può darli a chi ne ha bisogno con urgenza. Il sistema messo in opera diventa virtuoso da più di un punto di vista: il cibo può venire utilizzato per nutrire chi non ne ha, il consumo responsabile viene incoraggiato e promosso, e vengono aperte posizioni e occasioni di lavoro e confronto per impiegati volontari e non all'interno di ogni area del progetto.
A partire dal 2010 Andrea Segrè si è fatto promotore della campagna Un Anno contro lo Spreco, progetto triennale dedicato ai temi del cibo, dell'acqua e dell'energia, che culminerà nel 2013 in occasione dell'Anno Europeo per la lotta allo spreco.
Il 2011 lo ha visto entrare nelle case di tantissimi italiani con il libro "Basta il giusto (quanto e quando)", vero e proprio manifesto per una società della sufficienza, che stabilisce con parole semplici e accessibili a chiunque i punti cardine di una nuova visione del mondo e del consumo, fondato sui limiti naturali e umani, sulla possibilità di un "ecologia economica" e sull'esistenza di un futuro homo civicus, consapevole, responsabile e desideroso di fare il salto da "un falso ben-essere a un autentico ben-vivere".
Per la sua opera e per la divulgazione Andrea Segrè riceve così dalla community di avoicomunicare il titolo di Personaggio dell'anno 2011, con l'augurio di poter continuare il lavoro per una società sempre più attenta, consapevole e responsabile.
Vuoi saperne di più? Scopri il Personaggio dell'anno 2011 per la categoria Culture e Integrazione o leggi tutte le nomination!
Legambiente, dal 2 al 4 dicembre 2011, terrà a Bari il suo IX Congresso nazionale.
Un appuntamento che ogni quattro anni definisce gli obiettivi e le priorità dell’associazione e che è preceduto da convegni, seminari, mostre e conferenze dedicati all'ambiente, degustazioni e dibattiti.
L'evento si svolgerà negli spazi del Centro universitario sportivo di Bari e godrà della partecipazione dei maggiori rappresentanti delle istituzioni, della comunità scientifica, culturale e sociale del Paese.
Al centro del dibattito saranno i profondi cambiamenti che la società sta vivendo. Gli esponenti del mondo politico e culturale italiano e internazionale approfondiranno le questioni ambientali, le innovazioni e i grandi progetti in grado di cambiare la percezione dei consumi, della sostenibilità, della decrescita e del rispetto per il pianeta.
Quali sono i cambiamenti che vorreste per una migliore vivibilità della vostra città?
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Foto: Flickr
L'Italia si veste di verde in previsione dell'Expo 2015.
A Milano apre nelle date 1, 2 e 3 dicembre la manifestazione REcycle, sostenibilità a 360° attraverso varie iniziative che si attiveranno in molte parti della città e nello Spazio A ex-Ansaldo di via Tortona 54. REcycle è promosso da Modart, un’associazione culturale che si dedica all'arte e ai giovani, e che progetta eventi e iniziative legate all’arte e allo sport.
Tema dell'evento è il riciclo proposto in differenti modalità: street food & drink, performance artistiche, sfilate, musica e radio.
Dal 2011 fino all’Expo del 2015 ogni anno un'edizione di REcycle cercherà di richiamare l’attenzione sulle tematiche ambientali scendendo per le strade e incoronando un vincitore per il concorso indetto sulla moda riciclabile presso le scuole di moda italiane.
Nei REcycle Point sarà dato modo di approfondire l’importanza della raccolta differenziata di carta, vetro e plastica con materiale esplicativo sul riciclo, gadget a tema, leaflet sulla manifestazione e contenitori per la raccolta differenziata.
Le info su Facebook.
Dal 1° dicembre al 29 aprile 2012, apre parallelamente al Maxxi di Roma la mostra Re-Cycle, strategie per l’architettura, la città e il pianeta.
La mostra è curata da Pippo Ciorra, ed è composta di oltre 80 opere tra disegni, modelli, progetti di architettura, urbanistica e paesaggio, in dialogo continuo con opere di artisti, designer, video maker, con ampi sconfinamenti verso produzioni musicali e televisive.
La mostra si espande all’esterno del museo con due installazioni: il progetto Maloca dei designer brasiliani Fernando e Humberto Campana e il Padiglione Officina Roma in materiale riciclato del collettivo tedesco raumlaborberlin, entrambi realizzati in diretta nei giorni precedenti l’inaugurazione.
Cosa rispecchia questa tendenza al riuso e riciclo nella realtà della vita pratica di tutti i giorni? Qual è il messaggio che due eventi così legati all'arte e alla moda vogliono trasmettere?
Nella società odierna, spesso per arrivare alla sostanza bisogna passare per la forma. Se oggi l'eco-fashion, l'arte e gli eventi musicali a impatto zero possono suscitare nei giovani qualche interesse, la speranza è che in un futuro non troppo lontano questi stessi giovani abbiano compreso l'importanza e il senso dell'ecologia. Non si tratta solo di una tendenza, di una moda, ma di una necessità che va al di là del piacere di viziarsi senza avere criterio sulle conseguenze che i nostri vizi hanno sul pianeta.
Trovate che la moda green sia solo una facciata o che possa seriamente servire a migliorare il futuro? A voi la parola.
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Foto: Flickr
Lo sviluppo sostenibile visto attraverso una prospettiva che miri alla collaborazione tra il settore pubblico e il privato è al centro dell'edizione italiana dell'European Global Compact Local Networks Meeting che ha luogo a Roma, fino al 28 ottobre, ospitato dal Ministero degli Esteri.
L'incontro ruota intorno a tre grandi temi principali che sono la sicurezza alimentare e l'agricoltura sostenibile, green job e inclusione sociale, città sostenibili. La discussione, introdotta da esperti per ciascun argomento mira ad obiettivi molteplici che riguardano, ad esempio, l'identificazione di ambiti europei in cui la collaborazione tra aziende private e settore pubblico possa produrre concreti risultati sul versante della sostenibilità, fino alle proposte di approcci innovativi per implementare la cooperazione tra pubblico e privato nella prospettiva di Rio+20, la conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile prevista per il prossimo anno, a due decenni di distanza dalla conferenza sull'ambiente e lo sviluppo che, sempre nella megalopoli brasiliana, lanciò diversi programmi operativi, tra cui l'Agenda 21.
L'anno prossimo a Rio de Janeiro la conferenza dell'ONU si riunirà per definire la nuova agenda sostenibile della politica internazionale centrando la discussione sulla green economy e sulla possibilità di considerarla sempre di più un'arma centrale nella lotta alla povertà e alla realizzazione di una convivenza sostenibile sul pianeta. E in questa direzione pubbliche amministrazioni e aziende private possono offrire un contributo molto importante non solo nelle azioni non solo nelle loro separate e rispettive attività, ma anche e soprattutto, questo il messaggio convinto dell'European Global Compact Local Networks Meeting, per la sinergie che tra loro sapranno costruire.
In un ambiente sociale ed economico sempre più dinamico, sottolinea l'organizzazione del meeting, dalle aziende ci si aspetta sempre di più che giochino un ruolo importante quali attori politici all'interno della cornice della governance globale. All'interno di questo contesto le strategie internazionali non possono fare a meno di considerare la collaborazione pubblico-privato uno strumento estremamente potente ed efficace sulla via della sostenibilità.
Senza sostenibilità, scordatevi di ospitare i Giochi Olimpici. L'impatto ambientale è infatti uno dei criteri più importanti nel valutare i progetti delle città che si candidano ad ospitare le Olimpiadi. Tra queste Roma, che è stata la prima a farsi avanti per il 2020 e oggi in ballo con Baku (Azerbaigian), Doha (Quatar), Istanbul (Turchia), Madrid e Tokyo.
La capitale italiana sa che nel progetto si deve puntare molto sul verde se si vogliono avere concrete possibilità di veder uscire dalla busta il nome della propria città il 7 settembre del 2013, quando verrà emanato il verdetto finale. I tempi sembrano ancora lunghi ma il percorso è molto faticoso e l'idea di costruire un villaggio olimpico capace di ospitare oltre 10mila atleti, giornalisti e partecipanti vari ha bisogno di tempo per essere messa nero su bianco.
La complessità dei lavori richiede tempi lunghi di ideazione e realizzazione, soprattutto perché il livello di sostenibilità ambientale dei progetti che hanno vinto le ultime edizioni è stato determinante nell'assegnazione. E allora comitati al lavoro, tutti intorno a un tavolo, come nel recente convegno organizzato dal Green Building Council Italia, per individuare aree e buttar giù proposte concrete.
La crisi dovrebbe averci dato la sveglia per un Green New Deal e stimolare l'economia verso la ricerca di soluzioni tecnologiche e verdi. Ma non è esattamente quello che sta acadendo. L'opinione di Tim Jackson.
«Siamo un paese dove la salvaguardia dei cittadini viene molto dopo gli interessi particolari. Apprezzerei un governo che non nascondesse il rischio nucleare e dicesse che non esistono alternative. Ma le cose non stanno così». Il sogno utopico di una quarta generazione di centrali e il famoso 20-20-20 uscito dalle prospettive del governo. Intanto l'Europa ci invita a investire seriamente sulle rinnovabili. Gianni Mattioli - fisico, ambientalista e ex ministro - critica le scelte di politica energetica italiane governate da miopia nel migliore dei casi (in certi casi è vera ignoranza, dice).