Il 15 dicembre 2011 a Milano negli uffici della Camera di Commercio si è tenuta la presentazione del nuovo portale dedicato alle imprese.
Più di 870 imprese a Milano realizzano iniziative di responsabilità ambientale investendo ogni anno 120 milioni di euro.
L'attenzione allo smaltimento dei rifiuti, l'uso responsabile dell'energia, l'attenzione al consumo di acqua, la riduzione delle emissioni sono solo alcune delle attività che gli imprenditori, mossi da motivazioni etiche ma anche di business e visibilità aziendale, mettono in pratica a Milano e in Lombardia.
L'attenzione all'ambiente si declina con la certificazione ISO 14001, che non è obbligatoria ma che attesta l'adeguatezza dei sistemi di gestione e controllo dell'impatto ambientale e che stimola gli imprenditori a raggiungere l'eccellenza anche in questo campo.
Il portale www.impresaeambiente.it ha l'obiettivo di sfruttare e valorizzare il patrimonio di informazioni aggregandole in un unico luogo comunitario.
I contenuti, estratti da numerose fonti d'interesse per le imprese, sono catalogati in cinque macro categorie: energia e fonti rinnovabili, territorio, impatto ambientale, innovazione, sicurezza sul lavoro, oltre a numerosi e continui aggiornamenti sulla legislazione, sezioni dedicate a contributi e opportunità come bandi, premi, agevolazioni e incentivi, eventi, studi e pubblicazioni.
Fra i partner di Impresa e Ambiente si trovano i nomi di Ambiente e Lavoro, Ambiente & Sicurezza, Coldiretti, EcoFocus, Legambiente, Università Bicocca, Unioncamere Lombardia, Unione Confcommercio.
Attraverso questo portale realizzato da DigiCamere, la Camera di Commercio di Milano vuole promuovere lo sviluppo sostenibile e fornire assistenza alle imprese attraverso l'attività quotidiana di selezione e aggregazione delle notizie erogate da altre fonti.
Sottolineare l'effetto positivo delle scelte ecologiche per le imprese è uno dei maggiori intenti del sito Impresa e Ambiente, in quanto da una parte le normative ecologiche sono sempre più stringenti, ma dall'altra esistono contributi e incentivi per le imprese che si comportano in maniera virtuosa e di cui spesso le stesse non sono a conoscenza.
Attraverso seminari e corsi di formazione le imprese possono contribuire a diffondere una cultura del rispetto per l'ambiente che non sia solo politica o di facciata, anche se la mancanza di obblighi fa sì che le buone pratiche per ridurre il proprio impatto dipendano ancora e soltanto dalla sensibilità degli imprenditori o dalla mera necessità di migliorare l'immagine aziendale.
Il messaggio che non è ancora stato compreso nella sua totalità è che gli investimenti sul green comportano non solo vantaggi in termini di visibilità ma anche di risparmio e, ovviamente, salute del pianeta e di chi lo abita.
Tuttavia i numeri sembrano in salita: a Milano l'87% degli imprenditori è attento allo smaltimento dei rifiuti, il 65,9% usa responsabilmente l'energia mentre il 23,2% ha ridotto i consumi d'acqua. Si spera che le buone pratiche aumentino considerevolmente, anche in previsione dell'Expo 2015, un ottimo pretesto per dare una svolta green alle imprese e alla città stessa e per pianificare un futuro che, grazie all'innovazione e alle nuove tecnologie ma soprattutto alle risorse umane, possa essere migliore per tutti.

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A partire da oggi incontreremo ogni settimana blogger che si occupano di sostenibilità: risponderanno alle nostre domande su futuro e priorità ambientali. Cominciamo questa serie di appuntamenti con Maria, autrice di Blogeko.
Come si chiama il tuo blog/la tua community e di cosa ti occupi?
Scrivo per http://blogeko.libero.it un blog professionale di ecologia
Da dove nasce questa tua passione?
E' una cosa che provo dentro da sempre, fin da quando ero una bambina molto piccola: mi riferisco a quasi mezzo secolo fa, quando di ecologia non parlava ancora nessuno. Eppure già allora mi sentivo parte di relazioni non solo con gli altri uomini, ma anche con tutto ciò che di animato ed inanimato ci circonda. Ovviamente la bambina di allora non aveva queste parole per dirlo.
Ambiente e sviluppo sostenibile: quali sono le tue idee per il futuro?
Sviluppo sostenibile: temo che sia una contraddizione in termini. "Sviluppo" sottintende l'idea di "sempre più", "sempre oltre". Ma la Terra è un sistema finito, può offrirci risorse limitate. Acqua potabile, terreno coltivabile, petrolio: non ne abbiamo a disposizione quanto ne servirebbe per un "sempre più".
E poi, si vive meglio se si vive leggeri. L'importante è scegliere le cose che davvero contano, e su quelle concentrarsi.
Qual è stato il post più letto del tuo blog e quello che ti ha dato più soddisfazioni?
Il post più letto è quello dedicato alla storia di Christian, un leone nato in cattività negli Anni 60 che, faticosamente restituito alla natura e alla libertà, non dimentica gli uomini che lo hanno allevato e li riempie di feste in un modo incredibile quando tornano a cercarlo dopo tanti anni. Un video dolcissimo.
Però mi diverto soprattutto a scrivere di temi legati all'attualità, alla cronaca, ad esempio l'inceneritore di Acerra che non funziona, anche se è stato inaugurato fra squilli di trombe e rulli di tamburi.
E ancora il ponte sullo stretto di Messina, che se lo faranno (e spero di no) sarà inaugurato giusto negli anni in cui è statisticamente atteso un terremoto distruttivo nella zona.
Cose così, insomma.
3 blog che consiglieresti
Se devo scegliere fra i blog italiani, metto al primo posto Vogliaditerra. Il contadino che lo scrive è un autentico saggio.
Leggo volentieri anche il blog di Aspo Italia, l'associazione che studia le riserve di petrolio e gas naturale, e più in generale di tutte le materie prime.
E trovo stimolante Crisis, un blog dedicato al fatto che non si può continuare ad andare avanti come ora: lo impediscono motivi ecologici, economici e sociali.
Non sempre condivido quel che vi è scritto: però è un blog che fa pensare.
Quali sono per te le prime tre priorità per l’ambiente, da affrontare nell’immediato in Italia?
Guarda, non penso che esistano tre priorità per l'ambiente in Italia. Esiste un'unica priorità: imparare a camminare leggeri sulla Terra. Capire che non ha senso tutto questo nostro affannarsi per trasformare in beni materiali le risorse naturali. Vivremmo meglio noi, credo.