tecnologia

Expo 2015: Milano sarà una smart city




L'expo di Milano 2015 non sarà monumentale. Niente sprechi, edifici "riciclabili" e attenzione a una nuova idea di città. Parla Giuseppe Sala, amministratore delegato di Expo2015.



Nucleare, una scelta senza futuro

L'allarme per la sicurezza nella centrale nucleare di Fukushima non si placa, anzi cresce sempre di più. E mentre seguiamo col fiato sospeso i tentativi di raffreddare i reattori giapponesi, divampa la discussione sull'energia nucleare che sarà al centro del prossimo referendum in Italia. Per Gianni Silvestrini, direttore del Kyoto Club, il referendum ha il merito di aprire la discussione su una scelta che si è fatta senza nessun coinvolgimento dell'opinione pubblica e del Parlamento.

Non c'è solo la sicurezza nei ragionamenti di Silvestrini: “In Italia non si farà mai, è tutto uno spreco, meglio sarebbe dedicare tempo e risorse alla capacità di governare anche da noi l'onda verde che prende sempre più piede in tutto il mondo”. I motivi? Innanzitutto è molto costoso, non porterà diminuzioni in bolletta, come negli Usa dove le nuove centrali, anche con incentivi di denaro pubblico dell'amministrazione Bush, non hanno ancora visto la luce.



E The Social Network vince come miglior film drammatico.

 Fan della prima ora di The Social Network, non potevamo ignorare che il film ha fatto incetta di premi ai Golden Globe (l'unico importante non preso è quello per migliore attore protagonista, ma contro Colin Firth che fa il re balbuziente c'era poco da fare). Capolavoro che ha conquistato anche i cinefili più critici, è il film migliore del 2010. Ecco l'articolo che abbiamo scritto quando è uscito in Italia.

  “Se voialtri foste stati in grado di inventare Facebook, be', allora l’avreste inventato.” Mark Zuckerberg si spazientisce e  risponde così a uno di quelli che, dopo aver assistito all’inarrestabile ascesa del social network più cliccato al mondo, gli fanno causa per avere avuto l’idea prima di lui. Solo che, come spiega il Mark Zuckerberg di The Social Network, il film di David Fincher scritto da Aaron Sorkin (nelle sale italiane dal 12 novembre), non è che se uno fa una sedia particolarmente bella poi deve pagare i diritti a tutti quelli che hanno costruito sedie prima di lui.

C’è chi si chiede perché il 26enne Mark, che a soli 20 anni ha abbandonato Harvard ed è diventato il più giovane miliardario al mondo, non abbia fatto causa al film. Ma sono solo quelli che il film ancora non l’hanno visto o non l’hanno guardato con attenzione. La storia di Zuckerberg, così come vede la luce dai dialoghi mozzafiato di Sorkin e dalle riprese nervose, ritmate, di Fincher, è la creazione di un eroe epico. Che non sappiamo nemmeno, come giustamente fa notare Zadie Smith, quanto in realtà assomigli allo Zuckerberg reale, quello che a malapena muove le palpebre quando è in pubblico. E comunque chi se ne importa se agli albori di tutto questo l’eroe ha litigato con il suo migliore amico e ha rotto con la sua ragazza del college. Il ragazzo che se ne sta tra in mezzo alla neve con le ciabattine dell’Adidas senza sentire freddo, volendolo o meno si è inventato un nuovo modo di comunicare attraverso il più vecchio gioco del mondo, quello che al college (all’università) ti insegnano dal primo giorno: inclusione/esclusione, non c’è altro. Dentro o fuori.
 
E se ti tengono fuori dal circolo, tu che fai? Ne inventi uno di cui sei il presidente, il fondatore, il responsabile, l’ideatore, il sovrano. E lo fai nell’unico modo che conosci, ovvero il linguaggio informatico. Che poi questo abbia avuto conseguenze sulle vite di tutte noi, lo sappiamo, è storia. Signori e padroni del nostro Wall (la bacheca), ci illudiamo di poter includere/escludere  a piacimento. Tagghiamo la gente senza chiedere il permesso, sbirciamo tra commenti imbarazzanti, dichiarazioni d’intenti, patetici tentativi di attirare l’attenzione. E veniamo a sapere che Tizia ha mollato Caio prima che il povero Caio se ne sia quantomeno reso conto. In poche parole, calpestiamo senza troppi rimorsi quella che in altri sedi dichiariamo di considerare una delle nostre priorità: la privacy.

La Generazione F e la privacy negata

È la generazione Facebook dicono. Quella che ha un’altra idea della privacy rispetto a quella dei suoi predecessori. Tim Garton Ash, che sull’argomento ha scritto un bel pezzo su The Guardian, non è d’accordo. O, piuttosto, non accetta una versione così semplice della questione. Perché se è vero che l’erosione della privacy è iniziata ben prima dell’invenzione di Facebook e dei social network in generale, è vero anche che Zuckerberg e compari hanno fatto sì che anche gli analfabeti informatici possano accedere, con un click, a informazioni sensibili su chiunque non sia abbastanza diffidente da nascondersi. Fantastico, democratico, in pratica il futuro. E chi vuole mettersi a discutere con il futuro per difendere una roba che ha circa 130 anni e di cui, guarda caso, si è parlato per la prima volta sulla Harvard Law Review?

La tecnologia ha cambiato tutto, e l’11 settembre 2001 ha spazzato via quello che rimaneva, prendendosi nomi, cognomi, conversazioni e semplici desideri in nome della sicurezza nazionale. Quello che è successo con Facebook però va oltre. Siamo 500 milioni lì dentro. Un numero impressionante ovviamente destinato a crescere ancora. In mezzo ai like, ai test, agli scambi di poke (solo uno che è stato timido poteva aggiungere tra i tanti modi per entrare in contatto con gli altri il “poke”), ci sono elenchi in cui rientrano preferenze, idiosincrasie, buone e cattive abitudini incautamente pubblicate negli status. Che poi la nostra vera indole non assomigli affatto al quadro dipinto dal nostro profilo online, quello è un altro discorso. Quella roba lì l’abbiamo scritta noi, e qualcosa di noi la deve pur dire.
 
Tanto che succede quello che David Kirkpatrick descrive nel suo The Facebook Effect: un sondaggio condotto nel 2009 su un grosso numero di datori di lavoro e responsabili delle risorse umane di grandi aziende americane ha rivelato come il 35% (una su tre) delle domande di assunzione ricevute è stato cestinato a causa delle informazioni reperite sul profilo Facebook del candidato. Poi chiaramente ogni giorno ce n’è una. E allora veniamo a sapere, salvo smentite e controsmentite (prima qui e poi qui) che non solo negli Stati Uniti è al vaglio un disegno di legge che permette alla polizia federale di tuffarsi senza alcun mandato nelle piattaforme tecnologiche di Facebook per acquisire i dati riservati in loro possesso. Ma che la nostra polizia, quella che non ha i soldi per mettere la benzina alle volanti, è invece volata in gran segreto a Palo Alto (ovvia sede dell’azienda di Zuckerberg) per stringere un accordo di collaborazione che permetterebbe controlli sui social network senza rogatoria internazionale e bypassando il mandato del magistrato. Chissà.

La ricetta migliore è: pochi amici ma buoni

Dice: se ti accorgi che ti danneggia o, peggio, che tutta questa esposizione ha iniziato a darti fastidio, cancella il profilo. Fosse facile. Chi c’ha provato lo sa. Non è semplice, a meno di non mettersi a eliminare manualmente ogni foto, ogni iscrizione a una fan page dimenticata in fondo alla bacheca, ogni tag. L’Unione Europea sembra essersi accorta del problema, e proprio giorni fa, a 15 anni dalla direttiva sulla privacy che da noi è diventata il Testo Unico del 2003, ha ribadito che è necessario proteggere i dati di quelle 500 milioni di anime virtuali come se si trattasse di cittadini Ue. Stabilendo il “diritto all’oblio degli utenti, che devono poter scomparire da social network e motori di ricerca senza lasciare tracce, le quali consegnano ai surfisti del web un pieno potere sui propri dati personali.” Forse un po’ scontato, è vero. Ma necessario. Se scrolliamo le spalle asserendo di non avere niente da nascondere, non abbiamo idea dell’uso che si può fare delle informazioni sul nostro conto. Ce l’hanno invece gli inventori di Firesheep, un’applicazione che permette a tutti, ma proprio tutti, di captare i nostri dati quando si naviga in modalità wi-fi. Pensateci bene: vi piacerebbe?

Che si tratti di paure concrete o scenari fantascientifici alla Minority Report, resta il fatto che un po’ di cautela proprio male non fa. Le impostazioni privacy di Facebook potrebbero essere migliori, questo è vero, ma se le usiamo bene e se impariamo a dosare quest’ansia esibizionista che fa di noi i protagonisti di monologhi piuttosto che di vere interazioni, riusciremo a mantenere riservata almeno un’area della nostra vita virtuale. Per cominciare, intanto, possiamo aderire all’Unfriend Day: lanciato con un video da Jimmy Kimmel, comico e conduttore statunitense, il 17 novembre sarà il giorno in cui tutti dovremmo dedicare almeno un paio d’ore a cancellare dalla lista degli amici di Facebook quelli che amici veri non sono. Ovvero: vogliamo davvero che un centinaio di sconosciuti vedano le foto del nostro viaggio a Parigi?

Marìka Surace

Foto di Andrew Feinberg



Oggi il futuro sostenibile al Maxxi di Roma

Si svolge al Maxxi di Roma il sesto appuntamento di Capitale Digitale, l’evento ideato da Telecom Italia, Fondazione Romaeuropa, Comune di Roma e il mensile Wired per approfondire quanto c’è di nuovo nel mondo della cultura digitale che nella sua rutilante evoluzione sforna idee e soluzioni a ritmo frenetico. Provare a immaginare oggi quello che accadrà nel futuro prossimo. Ecco la sfida.

locandinaNei magnifici spazi disegnati dall’architetta iraniana Zaha Hadid, l’ospite principe della manifestazione è Jamais Cascio (qui una sua videointervista), responsabile del Long Term forecasting dell'Institute for the Future di Palo Alto, il celebre istituto di ricerca californiano che ogni anno produce una mappa dello scenario dei successivi dieci anni sulla base delle suggestioni che provengono da scenaristi, futurologi, scienziati e umanisti di tutto il mondo.
«Futuro è sostenibilità» è il titolo, esplicito e significativo, dell’intervento di Cascio. In quale modo la sostenibilità ci riguarda in quanto singoli ma anche nella nostra dimensione globale? Quali sono i risvolti economici ed ecologici che comporta l’opzione della sostenibilità? L’intervento del guru californiano si svolge attorno a queste domande fondamentali per il nostro futuro e per il futuro del nostro pianeta.

Dopo la lecture di Cascio, intervengono in una tavola rotonda moderata da Riccardo Luna, direttore di Wired Italia, anche Gabriele Galateri di Genola, presidente di Telecom Italia, Umberto Croppi, assessore alle politiche culturali e comunicazione del Comune di Roma, Francesco Sacco, docente presso l'Università dell'Insubria, Chicco Testa, manager di Rothschild, e Giuliana Zoppis, architetto e giornalista.

Capitale digitale ha anche la sua finestra su Facebook, su Twitter e la diretta video sul web.



Tech Garage Green & Clean 1.0

TechGarage logo.gif

"TechGarage Clean & Green 1.0" è la competizione tra i migliori progetti d'impresa dedicata ai temi dell'innovazione nelle tecnologie ambientali ed energetiche. Venerdì 26 marzo 2010 sarà ospitata al Politecnico di Milano a partire dalle 9 di mattina. L'evento e' organizzato dall'associazione TechGarage insieme a Dpixel, Università Luiss, Acceleratore d'impresa del Politecnico di Milano e Fondazione Politecnico di Milano.

TechGarage è un’associazione non profit volta a valorizzare il talento imprenditoriale e l’innovazione promuovendo la conversione di idee e tecnologie in start-up di successo.

Nel corso della mattinata saranno presentate le 12 idee innovative più promettenti nell'ambito delle Clean e Green Technologies e di queste verranno premiati i 3 migliori progetti. Sarà, inoltre, allestito uno spazio espositivo in cui 5 start-up selezionate potranno presentare la loro attività a potenziali partner e investitori. Nel corso della cerimonia di premiazione, sarà dato ampio spazio alla storia di successo dell'azienda Greenfluff, fondata nel 2005 e unico caso in Italia di impresa che ha realizzato un progetto altamente tecnologico per il trattamento, il recupero e lo smaltimento dei residui provenienti dalla frantumazione degli autoveicoli in un'ottica di sostenibilità ambientale.

Avoicomunicare seguirà per voi la mattinata in liveblogging su twitter, continuate a seguirci!



Woodrow Clark e le "Comunità sostenibili"

Woodrow Clark ha ricevuto il Nobel nel 2007 con Al Gore e i colleghi dell’Ipcc (Comitato intergovernativo dell’Onu per i cambiamenti climatici). Nel suo ultimo libro sulle “Comunità sostenibili” ha portato l’esempio di Settimo Torinese come modello positivo. L’abbiamo incontrato nella cittadina torinese per farci raccontare cosa sono le “Comunità sostenibili” e discutere delle politiche energetiche attuate dall’Italia e dalla comunità internazionale.

La sua ferma posizione contro il nucleare, ritenuto antieconomico, pericoloso e obsoleto, proprio in una città che invece ha fatto della tecnologia e della sostenibilità il suo punto di forza, ci devono spingere a riflettere: siamo sulla giusta strada? Crediamo davvero nella “green economy”?



Divertirsi, chiacchierare pensando al nostro pianeta: la GGD Roma4

Divertirsi, chiacchierare pensando al nostro pianeta: la GGD Roma4

Le Girl Geek Dinners sono cene o incontri destinate a donne appassionate di tecnologia, Internet e nuovi media. Sono delle opportunità speciali per incontrare e socializzare con donne interessanti durante una cena. Vengono organizzate in tutto il mondo e sono eventi unici e assolutamente divertenti.
Avoicomunicare ha partecipato alla quarta GGD organizzata dal gruppo Girl Geek Roma, serata dedicata alla sostenibilità ambientale e alle tecnologie green.

Questo il nostro racconto dell'evento.

Per testimoniare quanto l'appuntamento del 5 marzo sia stato dedicato alla sostenibilità basti pensare che, appena arrivati alle 19, il team delle GGD ci ha accolto fornendoci un badge rigorosamente eco-friendly, ricavato da un cartone riciclato.
Il clima della serata è stato molto rilassato e divertente, con più di 100 invitati impegnati a chiacchierare di tecnologie green ed eco-sostenibilità divertendosi insieme gustandosi un aperitivo a Km 0 targato Antù, locale che ha ospitato l'evento.
L'aperitivo servito nel locale infatti era a base di formaggi bio e cocktail alcoolici e analcolici secondo natura, un mix al 100% sostenibile dove tutti i prodotti sono ricavati esclusivamente dalle aziende tradizionali e dall'enogastronomia del territorio.

L'evento, in puro stile geek, è stato vissuto dagli invitati sia nel locale che nel mondo di twitter e dei social network: come testimoniato dal ricco liveblogging fatto in rete accompagnato dall'hashtag #ggdroma4.
Gli interventi della serata, che hanno tutti seguito la formula Ignite, 20 slide temporizzate da presentare in 5 minuti, sono stati affidati a:

  • Etika solar, sponsor dell'iniziativa, azienda impegnata nel fotovoltaico che ha illustrato le offerte commerciali dedicate al fotovoltaico testimoniando l'impegno e l'interesse e la crescita
  • Simona Falasca di Greenme.it, che ha spiegato alle giovani invitate che cosa significa essere green, illustrandoci le 10 regole per essere educati con il Pianeta, la GreenEtiquette: 10 consigli per un 'eco-galateo' da portare sempre con sé.
  • Marica Fachin Project manager Hellonet che ha presentato il progetto TiRiciclo di Tetra Pak. Una guida online per capire come riciclare nelle varie zone d'italia i cartoni per bevande tetrapak.
  • Monica Gardellini di SuiteCase Magazine web magazine dedicato al lifestyle
  • Viviana Valentini di Legambiente, che oltre a sottolineare l'importanza di saper pensare globale e agire localmente nei piccoli gesti (con le 5 azioni consigliate da legambiente per salvare il clima) ha descritto nel suo speech la campagna "stop the fever" contro i cambiamenti climatici.
  • Ilaria Zanetta di Lush, altro sponsor della serata, che ha fornito a tutte le invitate degli eco-gadget
  • Ha chiuso la parte dedicata agli interventi lo speech fuori programma di Tania Valentini, curatrice del blog culinario Abagnomaria che ci ha spiegato l'importanza dell concetto di cibo a Km 0

La serata è continuata con la musica di Dj Smeerch in una grande festa ecosostenibile: ringraziamo tutto il team delle GGD, il locale e tutti gli invitati che hanno accolto avoicomunicare con entusiasmo.

Sul nostro profilo Flickr potete trovare le altre foto dell'evento nel set GGDRoma4