
Il Giappone è stato colpito in pieno dalla furia della natura e uno degli allarmi più preoccupanti riguarda uno dei reattori nucleari colpiti dal terremoto. Nonostante la Iaea, l'agenzia dell'Onu per l'energia atomica, ha cercato di tranquillizzare l'opinione pubblica mondiale garantendo che i quattro impianti interessati dal sisma e dallo tsunami erano stati spenti e messi in sicurezza, con il passare delle ore il governo giapponese è stato costretto a dichiarare lo stato d'emergenza nel reattore di Fukushima dove sembra che il sistema di riscaldamento non abbia funzionato a pieno.
Le immagini che testimoniano quello che ancora sta accadendo sono tremende. Alle 14:46 ora locale (le 6 e 46 ora italiana) la scossa ha colpito circa 400 kilometri di costa provocando crolli e incendi in numerose parti del paese, non risparmiando la capitale Tokyo.
Lo tsunami provocato dalla scossa ha creato allarme non solo in Giappone, ma anche inb molte aree vicine e non, come le Filippine, l'Idonesia, Taiwan, Hawaii, la coste del Pacifico di Russia, e dell'intero continente Americano, fino ad esetrndersi anche all'Australia e alla Nuova Zelanda. In pratica l'intero bacino dell'Oceano Pacifico è stato interessato dallo tsunami.
Ecco alcuni video
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Qui si può avere una idea dell'onda anomale di oltre dieci metri che si è abbattuta sulle coste di Fikushima. |
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| Gli uffici della Cnn a Tokyo tremano |
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| La direzione dello tsunami che interessa praticamente l'intero bacino dell'Oceano pacifico |
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| Immagini aeree della situazione |
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| Un fiume di automobili e furgoncini trascinati via dall'acqua |
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| Ogni strada trasformata in un corso d'acqua |
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E ancora immagini scattate nei luoghi del terremoto, mentre l'Ansa offre la diretta della tv nazionale giapponese
Immagine da http://twitpic.com/48fl1v

“Immaginavi tu forse che il mondo fosse fatto per causa vostra?” chiede la Natura all’Islandese. “Quando io vi offendo in qualunque modo [...] io non me n'avveggo, [...]; e non ho fatto, come credete voi, quelle tali cose, o non fo quelle tali azioni, per dilettarvi o giovarvi. E [...] se anche mi avvenisse di estinguere tutta la vostra specie, io non me ne avvedrei”.
Questo passo della più celebre delle Operette morali di Giacomo Leopardi ben si addice all’incredibile e catastrofico inizio di 2010. Dopo il terremoto che messo in ginocchio Haiti, negli ultimi giorni la furia della natura ha sconvolto l’Europa Occidentale (la “tempesta perfetta” Xynthia) e il Cile, dove scosse di terremoto violentissime (fino a 8,8 gradi della scala Richter) hanno causato centinaia di morti.
Sarebbe ingenuo e fatalista, nonché privo di ogni fondamento scientifico, dire che quanto avvenuto nelle scorse settimane è la risposta della Terra ai maltrattamenti dell’uomo; ma se per terremoti, tsunami e uragani non ci si può che appellare alla clemenza di Madre Natura, per molte altre catastrofi dobbiamo criticare solo noi stessi.
Pensiamo alle vittime dei crolli di edifici costruiti senza seguire i dovuti criteri anti-sismici; o alle decine di paesi e villaggi sommersi da frane e smottamenti, causati dal disboscamento e dalla conseguente mancanza di “argini naturali”. Per non parlare di veri e propri atti criminali come il rovesciamento di tonnellate di idrocarburi nelle acque dei fiumi, causa dell’inquinamento di falde acquifere, acquedotti ed interi ecosistemi protetti.
Il delicato rapporto tra uomo e Terra appare quindi sempre più in bilico, ma noi stiamo facendo il possibile per “meritarci” il nostro spazio?