Umberto Veronesi

Umberto Veronesi al Barilla CFN: essere vegetariani per salvare il pianeta

Vegetarismo una scelta sostenibileEssere vegetariani non è solamente una scelta salutista. E neanche solo una corretta abitudine alimentare che dà positivi effetti sul corpo e sulla mente. Abbandonare il consumo di carne è un gesto di salvezza nei confronti del Pianeta Terra. Uno dei pochi che ci restano prima che sia tardi.

In occasione della terza edizione del Barilla Center for Food & Nutrition, il Professor Umberto Veronesi torna a parlare dei grandi benefici che una dieta equilibrata a base di verdura, ortaggi e cereali può avere nel ridurre il rischio dell’insorgenza di forme cancerogene e malattie cardiovascolari, ma soprattutto si concentra sugli effetti devastanti che il consumo di carne produce ogni giorno sul pianeta in cui viviamo, a ogni latitudine.

Per ogni chilogrammo di carne bovina che mangiamo vengono consumati 20.000 litri di acqua – dichiara il Professor Veronesi – e le terre destinate all'allevamento del bestiame costituiscono il 30% delle terre emerse non ricoperte da ghiacci del pianeta. Oggi abbiamo sufficienti dati per confermare che ridurre il consumo di carne nel mondo occidentale può contribuire a ridurre la scarsità di cibo e di acqua nei Paesi più poveri. Perché in realtà i prodotti agricoli sarebbero sufficienti a sfamare tutti se non fossero in gran parte utilizzati per alimentare gli animali da allevamento, perché i terreni destinati al pascolo potrebbero essere coltivati e dare più alimenti.

Di fronte alla platea internazionale presente in Bocconi per il Barilla CNF, Umberto Veronesi ha citato uno studio del 2010 dell'Istituto nazionale di scienze dell'allevamento in Giappone secondo il quale ogni taglio di carne di manzo da un chilogrammo è responsabile dell'equivalente in termini di diossido di carbonio alle emissioni di una vettura media europea ogni 250 chilometri circa e brucia l'energia sufficiente a tenere accesa per 20 giorni una lampadina da 100 watt.

Dopo le scritte anti-fumo sui pacchetti di sigarette, sta forse arrivando il momento di scritte anti-carne su bistecche e costate? POST CORRELATI:
Intervista a Umberto Veronesi dalla Conferenza Mondiale di Science for Peace>>
Biodiversità alimentare>>



Perché sul nucleare Veronesi sbaglia

"Provate a entrare in una centrale nucleare e vedrete la quantità di precauzioni che è necessario prendere". Mario Tozzi sostiene che è difficile negare i pericoli e i rischi di un impianto come quelli che alcuni vorrebbero vedere in Italia. Il geologo del Cnr e divulgatore scientifico contraddice le rassicurazioni date da Umberto Veronesi, presidente del Comitato sulla sicurezza del nucleare, e soprattutto nega che liberarsi dal petrolio significhi indipendenza economica per l'Italia.
"Ci saremmo svincolati da un combustibile fossile - spiega Tozzi - ma ci saremo legati a un altro combustibile fossile, l'uranio. Non più dipendenti dal Medioriente, ma da paesi come Sud Africa e Australia. La situazione non cambierebbe".



Veronesi: il nucleare può salvare l'Italia

«Non è mai morto nessuno vicino a una centrale nucleare in Occidente. È più rischioso un viaggio in macchina o in aereo». Umberto Veronesi, recentemente nominato Presidente dell'Agenzia per la Sicurezza del Nucleare, non ha dubbi: l'energia nucleare, soprattutto quella di ultima generazione, è pulita, sicura e soprattutto costituisce una risorsa economica senza pari, che rende ogni paese indipendente dal punto di vista energetico. Certo, è consapevole che le scorie residue sono un problema complesso, ma al quale si può trovare tranquillamente una soluzione. A noi ha spiegato anche perché ogni paura è ingiustificata.



A Milano la scienza per la pace

A Milano Science for peace 2, conferenza mondiale nata dall'ambizioso progetto di Umberto Veronesi di creare un movimento per la pace guidato dal mondo scientifico e dai grandi nomi della cultura internazionale. Tara Gandhi, la cantante Noa, il premio Nobel per la pace Shirin Ebadi sono solo alcuni dei nomi presenti al convegno. Che tra i suoi obiettivi ha quello di ridurre le spese militari e destinare più fondi alla ricerca.

Intervista di Marìka Surace



Due giorni di impegno e progetti

Due giorni di impegno e progetti

I lavori della Conferenza Mondiale di Science for Peace sono ormai finiti sabato sera. E' tempo di bilanci, tempo di capire e analizzare il peso e l'entità degli interventi che si sono susseguiti ininterrottamente per due giorni dal palco dell'Università Luigi Bocconi e per un pomeriggio dal palco del Piccolo Teatro Studio.

Siamo di fronte a un work in progress, nella Conferenza c'è stata una forte presa di posizione da parte della comunità scientifica internazionale, una grande adesione su un argomento, quello della pace, diventato improvvisamente molto popolare.

Basta leggere le dichiarazioni di apertura dei lavori: ''Le risorse che ci rimangono non sono per nulla distribuite equamente sulla terra - ha esordito Kathleen Kennedy Townsend, vice presidente di Science for Peace -, penso quindi che ci sia un reale pericolo. Se perdiamo questa opportunità avremo una lotta per l'acqua, così come per il petrolio e per il cibo. C'e' un miliardo di persone nel mondo che soffre la fame, continuando così, se non risolveremo questi problemi, si arriverà alla guerra''.

Secondo Umberto Veronesi il movimento parte a tutti gli effetti dalla scienza, unificatrice di popoli grazie al suo linguaggio universale in grado di accomunare tutti sotto un unico scopo comune, la pace.

Questo ruolo unificatore si può ravvisare anche dall'alto numero di relatori presenti, provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno espresso le loro opinioni di fronte ad una platea ricca di giovani delle scuole e delle università lombarde.

Un modo per coinvolgere i giovani nella ricerca della pace è renderli consapevoli delle guerre che esistono accanto a noi; è stato molto importante far capire loro che la pace è qualcosa che va costruito, mantenuto nei rapporti internazionali tra stati, come ha dichiarato il vice presidente del Senato, Emma Bonino: "Si tratta di uno stato delle cose che non avviene in natura, ha dei costi e va preservato. Senza la pace è impossibile pensare ogni altro diritto".

Alla due giorni sono intervenuti Luc Montagnier, premio Nobel per la medicina nel 2009 e Shirin Ebadi, prima donna musulmana a ricevere il Nobel per la Pace nel 2003. Molto sentita anche la testimonianza di Awich Pollar, oggi esperto Onu per i diritti umani rapito da piccolo dai ribelli ugandesi e costretto a combattere, fino alla fuga, al ritorno alla vita civile culminata con la laurea in legge.

Proprio la presenza di tanti premi Nobel ha fatto sì che la politica sia stata chiamata dai relatori di Science or Peace a rendere conto ufficialmente delle proprie responsabilità. Gli interventi hanno avuto differenti tagli: si è passato da approcci più legati alla religione con Moni Ovadia e con Tara Gandhi, con un linguaggio che teoricamente dovrebbe unificare i popoli nella ricerca della pace; agli interventi collegati agli aspetti economici, con gli interventi di Maurizio Dallocchio e Francesco Vignarca.

Due sono le imprescindibili richieste del movimento. In primo luogo la diffusione di una cultura senza guerre, attraverso l'inserimento di corsi a scuola e l'istituzione di un'Associazione permanente di Paesi per la pace, con una voce di spesa per gli armamenti inferiore all'1% del proprio Pil. Inoltre, Science for Peace chiede ai governi europei una progressiva riduzione delle spese militari, il completo disarmo nucleare e la destinazione delle risorse recuperate a urgenze sociali e progetti di ricerca e sviluppo.

Importante l'appello fatto alle Banche Centrali perché applichino un codice etico nel mondo bancario, che le impegni moralmente a rendere trasparenti i finanziamenti alle aziende che producono armi e a ridurli progressivamente. L'evidente riferimento è alla Convenzione di Ottawa del 2004, durante la quale 152 Paesi hanno messo al bando le mine antiuomo coinvolgendo anche le banche. Il movimento di Veronesi chiede che l'accordo diventi globale.

Sono state molto toccanti le parole di Shirin Ebadi, che ha prima definito la pace come un "diritto universale degli uomini, e che come tale va rispettato" poi ha approfondito definendola anche come "un insieme delle condizioni con le quali una persona può vivere libera e in modo dignitoso. Non c'è differenza se una persona muore per una pallottola o se muore per mancanza di accesso all'acqua potabile. La pace è un insieme delle condizioni che permettono alla persona di vivere liberamente conservando la propria dignità".

Ma la Conferenza non è stata solo un susseguirsi di interventi: sono state ben definite le aree di intervento concrete del movimento da ora in poi e creati i presupposti per far andare avanti questo movimento, per raggiungere concretamente la diffusione della cultura della pace (e certamente la risonanza che ha avuto questa prima conferenza mondiale aiuterà in questo senso) e per avere una progressiva riduzione delle spese militari e disarmo nucleare.

Sono stati creati quattro gruppi di lavoro con composizione e obiettivi specifici, che presentaranno i risultati del loro operato nel corso della seconda edizione della Conferenza Mondiale di Science For Peace. Eccoli di seguito:

  • Scuola Università & Ricerca: per introdurre nei programmi d'insegnamento delle scuole l'educazione alla pace
  • La scienza al servizio della pace nelle regioni della Terra: per creare progetti concreti in ambito sanitario, civili e educativi
  • La costituzione di un esercito unico dell'UE: per formulare una proposta di creazione di una forza unica di pace paneuropea, e una complessiva riduzione delle spese militari di ogni Paese dell'UE
  • Banche e Società Civile: per la creazione, la diffusione e l'applicazione di un codice di responsabilità nel settore bancario, che vigili nei confronti dei finanziamenti all'industria delle armi

Avete seguito la Conferenza? Cosa vi ha colpito maggiormente? Credete che la strada intrapresa dal movimento sia giusta?



Le testimonianze dalla Conferenza Mondiale di Science for Peace

Le testimonianze esclusive dalla Conferenza Mondiale di Science for Peace

In questi due giorni si è svolta la Conferenza Mondiale di Science for Peace. Un momento importante per cercare di concretizzare l’impegno dell’iniziativa di fronte agli occhi del mondo.
Noi di avoicomunicare eravamo sul posto ed abbiamo seguito la conferenza, accompagnando lo streaming dall’Aula Magna della Bocconi con il nostro live blogging e vogliamo ringraziare tutti coloro che hanno preso parte, sul posto e da casa a questo grande evento.

Parallelamente, abbiamo seguito con voi anche l’evento Science for Peace LIVE, che si è svolto ieri dal Teatro Studio del Piccolo di Milano e che, sotto la conduzione di Alessandro Cecchi Paone, ha visto alternarsi sul palco artisti, premi Nobel, scienziati,... L’incontro si è concluso con un ospite di eccezione: anche “Internet” è salito sul palcoscenico, accompagnato dai suoi ambasciatori Riccardo Luna di Wired Italia, Chris Andersen di Wired USA e David Rowan di Wired UK, che hanno presentato la campagna Internet 4 Peace.

La Conferenza è stata anche l’occasione per raccogliere interviste esclusive, che abbiamo pubblicato sul blog nel corso della conferenza. Le abbiamo raccolte tutte in questo post che vuole essere un ringraziamento per coloro che combattono per la pace ed hanno contribuito alla realizzazione di questi due giorni importanti.

Peter Atkins, Professore di Chimica, Lincoln College, Oxford

Kathleen Kennedy Townsend, Vice Presidente Science for Peace

Claude Cohen-Tannoudji, Premio Nobel per la Fisica nel 1997

Luc Montagnier, Premio Nobel per la Medicina nel 2008

Alberto Martinelli, segretario generale della Conferenza

Giancarlo Aragona, Vice Presidente di Science for Peace

Paul Rogers, Professore di Studi sulla pace alla University of Bradford

Fabio Mini,Generale dell'Esercito Italiano

Lama Paljin Tulku,Direttore Spirituale del Centro Mandala di Milano

Riccardo Luna

Alessandro Cecchi Paone

Francesco Petrelli,Rappresentante Coalizione italiana contro la povertà - GCAP Italia

Claudio Tesauro, Presidente di Save The Children Italia

Raffaella Ravinetto, Presidente di Mèdècins sans Frontières, Italia

Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"

Shirin Ebadi, Premio Nobel per la Pace 2003

Guido Barilla, Presidente del Barilla Center for Food and Nutrition

Francesco Vignarca, Rappresentante di Rete Italiana per il Disarmo

Emma Bonino, Vice Presidente del Senato

Doju Dinajara Freire, Coordinatrice di "Global Peace Initiative of Women"

Luigi Ramponi, Generale dell'esercito Italiano

Rebecca Peters, Direttrice di IANSA U.K.

Brian Wood, Coordinatore di Amnesty International per le attività sul controllo delle armi

Umberto Veronesi, Presidente di Science for Peace

Il pubblico in sala:



Umberto Veronesi al termine della Conferenza Mondiale

Abbiamo raccolto la testimonianza conclusiva di Umberto Veronesi, presidente di Science for Peace, al termine della Conferenza Mondiale di Science for Peace.