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Mediterraneo: un mare di bio-diversità… da preservare

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La biodiversità e l’ecosistema che vivono nella zona affacciata sul Mar Mediterraneo, la rendono una tra le principali e più ricche eco-regioni del nostro pianeta.

Grazie a fattori climatici (estati calde e secche e inverni miti) e alla presenza di vento e correnti fredde che provengono dallo Stretto di Gibilterra, quest’area è sempre stata ricca di biodiversità.

Molte specie acquatiche vengono attirate nel nostro mare perché è ricco di elementi nutritivi; in particolare si rileva la presenza di piccoli crostacei che formano il cosiddetto krill mediterraneo, il quale è alla base della catena alimentare che ha luogo nel mare aperto. Proprio per tutelare questo fenomeno è stata recentemente istituita un’area marina protetta, chiamata Santuario dei Cetacei (nella zona di mare compresa tra la Liguria, la parte settentrionale della Sardegna e la Provenza).
In queste acque protette tonni e pesci spada si riproducono e depositano le loro uova.

L’effetto dell’impatto delle attività umane, tuttavia, sta provocando una serie di catastrofi irreversibili.
L’industrializzazione e la relativa urbanizzazione, l’incremento demografico e l’espansione turistica sulle coste, l’uso indiscriminato di pesticidi e fertilizzanti nell’agricoltura, l’inquinamento provocato dalle acque di scarico o da perdite di idrocarburi, il prelievo incontrollato di specie ittiche stanno mettendo a serio rischio la sopravvivenza del patrimonio vegetale e animale di questa zona.

Il pericolo è ancora più grande se si riflette sul fatto che il Mar Mediterraneo è un bacino semichiuso che ha di conseguenza un ricambio lentissimo delle sue acque.

Quali misure e regole eco-compatibili dovrebbero essere applicate per salvaguardare la biodiversità del Mediterraneo, degna di tutela e d’attenzione internazionale?

Foto di Muchaxo



Come "vivere sostenibile"

Nell’intervista a Maria di BlogEko si è parlato di “vivere sostenibile”, cioè della possibilità di modificare il proprio atteggiamento verso l’ambiente per avere una minima “impronta ecologica”. Nel dibattito che è seguito si è posta la domanda: quali sono gli atteggiamenti che si possono cambiare?

Ecco alcuni suggerimenti pratici per limitare il proprio impatto ambientale.

- Consumo e smaltimento:evitare di utilizzare prodotti “usa e getta” come le pile (quelle ricaricabili possono essere usate fino a 500 volte). Quando si è costretti a disfarsi di un prodotto, è fondamentale fare la raccolta differenziata. Un consumo critico implica vari altri accorgimenti: non utilizzare buste di plastica per fare la spesa, ma ricorrere a buste di tela o di cotone che possono essere riutilizzate; per conservare i cibi usare il vetro e non l’alluminio, che inquina e necessita di molta energia per essere prodotto. Sempre per ridurre la quantità di rifiuti, esistono servizi che permettono di acquistare detersivi e prodotti per l’igiene alla spina, riutilizzando lo stesso contenitore più volte (qui trovate un elenco dei luoghi dove trovarli).

- Acqua: in Italia la condizione dei nostri bacini idrici sta peggiorando velocemente. Per limitare i consumi è fondamentale l’attenzione in tutte le pratiche quotidiane: chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti o insapona sotto la doccia permette di risparmiare decine di litri al giorno. Scegliendo la doccia al posto della vasca è inoltre possibile consumare circa 40 litri (in 3 minuti) contro gli oltre 120 necessari per un bagno.

- Energia elettrica: è una delle risorse sfruttata in modo meno coscienzioso. Dovendo acquistare un nuovo elettrodomestico, scegliere sempre i modelli di classe A, che riducono al minimo i consumi; in caso di lavatrici e lavastoviglie non farle mai partire se non a pieno carico. E’ poi molto utile utilizzare lampadine a basso consumo che permettono di sfruttare 5 volte meno energia e durano 10 volte più di quelle tradizionali. Sorprendentemente utile è fare attenzione ai led di stand-by dei vari apparecchi elettrici, che arrivano a consumare il 20% dell’energia utilizzata quando l’elettrodomestico è in funzione. L’UE ha approvato lo scorso anno un documento per obbligare le case produttrici a ridurre del 75% il consumo dei led; è quindi fondamentale spegnerli completamente.

- Riscaldamento e condizionamento: limitare la temperatura nel proprio appartamento permette di abbassare i consumi: oltre i 20°, ogni grado di temperatura in più aumenta il consumo di oltre l’8%. E’ molto importante anche utilizzare un termostato e programmare le ore di accensione. D’estate non abusare dell’aria condizionata scendendo sotto i 22°/23° evita sbalzi termici eccessivi e limita sia gli sprechi sia la bolletta.

- Trasporti: usare il meno possibile la propria macchina, sfruttando i mezzi pubblici e i servizi di car sharing o utilizzare la bicicletta permette di abbattere l’inquinamento atmosferico e acustico delle città.

Queste sono solo alcune pratiche quotidiane che ognuno può seguire per rispettare di più la natura.

Quali di questi accorgimenti già seguite? Ne avete altri da consigliare?