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Itali@mbiente, il vostro eco-film per salvare l'ambiente

Ci sono il video di Vera che documenta lo stato della Darsena milanese, oppure come le immagini di Renato che ci parlano di un'espansione industriale che seppellisce una vallata, o Paolo che fotografa l'ammasso di rifiuti nell'ex Snia di Varedo. E mentre Rocco ci parla dell'inquinamento della Valle del Sacco, in provincia di Frosinone, dove nell'acqua delle case sono stati rilevati nitrati, rame e ammoniache, Lorenzo mette l'attenzione su un'area molto importante del nostro Paese, “quella che colora di sé con un bel rosso la carta geologica d’Italia. È l’area che riunisce le province di Venezia, Rovigo, parte di quella di Padova, e ancora parti ampie di quelle di Udine,  Gorizia, Ferrara e Ravenna. Sono zone al di sotto del metro sul livello del mare, un triangolo che ha come vertici  Monfalcone, Casalserugo (in provincia di Padova) e Ravenna”.

Eccoli i primi contributi che ci sono arrivati. Raccontano quello che non va nell'ambiente in Italia.  La fase iniziale del primo film collaborativo italiano sull'ambiente si è conclusa con la scelta del titolo che è Itali@mbiente. Lo avete inventato, scelto e deciso voi attraverso le pagine del wiki realizzato da Avoicomunicare, a vostra disposizione per ideare e realizzare il film che è coordinato da Mario Tozzi.

Ora è il momento di inviare i vostri filmati, le vostre foto, le vostre idee, per far nascere concretamente il primo film sull'ambiente nato e realizzato in rete.

Da qui in avanti, i lavori procedono parallelamente almeno su due binari. Da una parte c'è l'evoluzione del soggetto che man mano sta prendendo corpo, di contributo in contributo, e si arricchisce di un nuovo tassello ogni volta che un visitatore aggancia la propria idea a quelle già elaborate. Sull'altro binario ci stanno invece i materiali che i partecipanti stanno caricando sulla pagina dedicata del wiki: testi, immagini e filmati per comporre un mosaico di sguardi e riflessioni sulle brutture che feriscono il nostro paesaggio, sulle cattive abitudini che lo deturpano, ma anche sulle buone abitudini che dovremmo fare nostre, sulle possibili vie di uscita e le soluzioni praticabili.

Partecipa anche tu al film Itali@ambiente, invia i tuoi contributi, tutte le informazioni sono nel wiki dedicato al progetto. Qui puoi vedere, il manifesto che spiega l'iniziativa e lo stato di avanzamento del soggetto dove puoi aggiungere i tuoi contributi, le tue obiezioni e le tue modifiche oltre, ovviamente, a caricare direttamente nel sito i tuoi video, audio o testi scritti.

Immagine di theglocalblog.com



Oggi il Safer Internet Day

Anche quest'anno arriva in febbraio il Safer Internet Day, la giornata istituita dalla Commissione Europea per un uso sicuro e responsabile delle nuove tecnologie e della rete da parte di bambini e adolescenti. Lo slogan scelto quest'anno è: “Internet è più di un gioco, è la tua vita”.
Ovvero, ormai l'accesso al web è semplicissimo e proprio per questo motivo è necessario che si faccia funzionare il cervello quando si naviga on line (vedere lo spot di Save The Children che pubblichiamo qui sotto).
Anche Telecom si impegna direttamente con il sito Navigare Sicuri risorsa on line dedicata a giovani, genitori e insegnanti per un uso attento e consapevole del web.




La giornata dedicata alla sicurezza dei minori sulla rete arriva pochi giorni dopo la presentazione della ricerca di Save the Children “Sessualità e Internet: i comportamenti dei teenager italiani” realizzata da Ipsos, nella quale il 34% degli intervistati, dunque 1 ragazzo su 3, dichiara di aver ricevuto messaggi on line con riferimenti al sesso. E il il 27% dei minori che usa internet si dà appuntamento con qualcuno conosciuto in rete, il 17% ha rapporti intimi con qualcuno contattato online e il 13% invia foto o immagini di sé nudo. Nel 43% dei casi sono gli amici e i fidanzati i destinatari dei messaggi hard ma per il 12% degli intervistati provengono da sconosciuti.

Tra le principali ragioni alla base del loro scambio di materiali a sfondo sessuale, i giovani intervistati mettono in testa il divertimento (per il 44% degli intervistati) o riuscire a vincere la propria timidezza (40%) e più in generale la voglia e il bisogno di esibizione e di mostrarsi competenti in materia sessuale.

“I dati della ricerca dicono in modo eloquente come i ragazzi e le ragazze utilizzino la rete per esprimere e sperimentare a 360° la loro sessualità. Non solo si espongono alla visione di immagini, foto, messaggi a sfondo sessuale ma espongono loro stessi, in prima persona, fino ad arrivare al contatto off line cioè all’incontro intimo vero e proprio con persone conosciute via web”, commenta Valerio Neri Direttore Generale di Save the Children Italia.

"E’ fondamentale - conclude Neri - che i ragazzi e le ragazze capiscano che non esistono mondi virtuali perché quello che si fa su Internet o con il cellulare ha un impatto diretto e concreto sulle loro vite". Entrando in rete stiamo tirando in ballo la nostra vita. "It's more then a game, it's your life".



Il Time premia Facebook e Zuckerberg

Non poteva che essere lui il personaggio dell'anno: il genio fondatore di Facebook. Time ha regalato la copertina di questa settimana a Mark Zuckerberg, cinico ragazzetto programmatore ad Harvard immortalato nella recente versione cinematografica e soprattutto ideatore della più grande macchina da guerra del pianeta fatto di bit chiamato web 2.0.

Le motivazioni per il riconoscimento raccontano che la rivoluzione di Zuckerberg ha trasformato il modo di stare insieme e il modo di informare e informarsi: «Per aver messo in connessione più di mezzo miliardo di persone e mappato le relazioni che s'intessono tra esse. Per aver creato un nuovo sistema di scambio d'informazioni e per aver cambiato il modo in cui viviamo».

Se esistesse un podio, la rivista americana assegnerebbe la medaglia d'argento (e in molti pensano che avrebbe meritato di più) a un altro protagonista del mondo della rete, a quel Julian Assange che ha trasformato per sempre con Wikileaks il mondo dell'informazione, della politica e della diplomazia. Secondo il Time, il bronzo andrebbe ex equo ad Hamid Karzai, presidente dell'Afghanistan, ai 33 minatori cileni rimasti sepolti per 70 giorni a mille metri sotto terra e al Tea Party, il movimento conservatore che ha condizionato le elezioni di midterm negli Usa. Tra le menzioni speciali per i "quindici minuti di gloria" nell'anno che sta finendo, il vulcano islandese Eyjafjallajokull e le trombette vuvuzelas, tormento dei mondiali di calcio in Sud Africa (qui la lista completa delle nomination).



Mer, 15/12/2010 - 17:33 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

Dopo Wikileaks: mai più segreti

wikileaks
Se ne è parlato molto. Moltissimo. Una di quelle occasioni che hanno messo un sito web al centro di un dibattito mondiale sulla dirompente portata della rete nel rinnovare il circo dei media, il trattamento delle informazioni e, soprattutto, il nesso tra trasparenza e segreti nel mondo dell'informazione. L'affare Wikileaks ha fatto parlare giornali e tv di tutto il mondo: è giusto o sbagliato diffondere documenti segreti? Al di là della risposta che ciascuno di noi può dare a questa domanda, la verità è che dietro tutta la vicenda che ha portato Julian Assange ad essere una persona famosa, c'è qualche lezione che dice molto su come il web cambia il mondo delle informazioni.

“Possiamo giudicare come vogliamo i dettagli della vicenda, ma c'è un messaggio che arriva forte e chiaro: nulla è più segreto per sempre, sia in termini politico-economici che in termini tecnologici”. Così parla Guido Scorza, avvocato, blogger seguito e  apprezzato, esperto nelle sfere digitali del diritto e presidente dell'Istituto per le Politiche dell'Innovazione.
“In futuro non potremo fare a meno di tenere presente che esiste il rischio e l'eventualità che qualsiasi informazione, sia che riguardi norme per tutti i cittadini, sia che riguardi la circolazione di documenti all'interno di una amministrazione importante come il Pentagono, possa divenire pubblica”, spiega l'avvocato Scorza. Il segreto di ieri, oggi può essere violato con maggiore facilità e ciò che era nascosto può improvvisamente affiorare dalle acque dell'informazione digitale.
Tutta la vicenda allora non riguarda solo Julian Assange e i dossier sull'Afghanistan, è una storia che parla direttamente a ciascuno di noi  se proviamo ad allargare l'orizzonte entro la quale leggerla. “Tutto questo ci suggerisce che forse vale davvero la pena di iniziare a pensare seriamente al cosiddetto opengov – continua Scorza – cioè l'amministrazione dagli archivi trasparenti, o almeno più trasparenti di quanto non siano ora. È un modo di pensare che segna un cambiamento in due direzioni: da una parte richiede un passo in dietro sul diritto alla privacy, dall'altra una ridefinizione dell'interesse per accedere al documento”.

Il segreto in internet è più debole ma, soprattutto, la nuove diffusione e dimensione del web ci aiutano a ridefinire quello che siamo abituati a pensare come il confine tra pubblico e privato. Un cosa è affidare le informazioni, anche se sono di pubblico interesse a stampa, radio e tv; quando ci si mette di mezzo il web le cose cambiano radicalmente e arriva a toccare il diritto all'oblio in rete. Ce lo facciamo spiegare direttamente dalle parole di Guido Scorza: “Ieri, determinate informazioni rimanevano accessibili al grande pubblico per un intervallo di tempo limitato alla circolazione del mezzo di comunicazione che aveva fatto circolare quella determinata informazione; oggi, sul web, una volta che pubblichi un contenuto online devi accettare il rischio che stia lì per sempre.  Ora, se quel contenuto presenta miei dati personali, io ne conservo il dominio e quindi, quando voglio che non siano più raggiungibili devo avere la possibilità di vederli ritirati dal pubblico dominio. Ma è anche vero se quel dato personale è stato legittimamente diffuso perché, ad esempio, al momento della pubblicazione c'era un interesse pubblico, chi stabilisce oggi qual è il momento a partire dal quale quel dato non è più di pubblico interesse e quindi se ne può richiedere il ritiro dalla circolazione?”

Il fatto è che si tratta di un argomento molto delicato sul quale il web, per sua stessa natura, ci spinge a porre delle domande del tutto nuove rispetto al passato. “Vi ricordate la vicenda della pubblicazione delle dichiarazioni dei redditi?”, spiega ancora l'avvocato Scorza: “Sono dati pubblici, tutti possono fare richiesta per averli. Ma di fronte alla possibilità di una distribuzione molto elevata attraverso il web, il Garante della Privacy si trova a dare una risposta più articolata: sono dati pubblici, ma internet rende questi dati troppo pubblici, quindi il livello di pubblicità delle informazioni varia in relazione alle modalità di accesso. Sono raggiungibili attraverso alcuni canali (presentando richiesta negli appositi uffici), ma non attraverso altri, come la pubblicazione indiscriminata su siti web”.
Quindi non chiediamoci più se un dato è pubblico oppure no; la domanda esatta è un'altra: quanto è pubblico un dato?

Immagine elaborata dalla WikiMedia Commons



Mar, 07/12/2010 - 11:32 | Scritto da: redazione | | Link permanente | Tags:

I consigli agli immigrati di Isi l'albanese

La storia di Ismail Ademi arrivato in Italia da Valona (Albania) a quattordici anni. Oggi studia all'università e gestisce un hotel in Toscana, vicino ad Arezzo e ce l'ha fatta con determinazione, imparando l'italiano subito e, soprattutto, dandosi da fare sul Web, tanto che su Facebook oggi ha più di mille amici sparsi sulle due sponde dell'Adriatico. I suoi consigli per chi arriva in Italia.



È il vostro eco-film

Il primo documentario interamente dedicato ai pericoli che l'ambiente corre in Italia. Un progetto ambizioso:  interamente scritto, sceneggiato, prodotto, montato, musicato e distribuito dalla rete.
L'idea nasce, si sviluppa e si realizza sul web; Mario Tozzi e Loredana Grimaldi  spiegano il progetto e il manifesto che lo ha ispirato.
Ma gli autori siete voi, con i vostri contributi: video, audio, immagini per raccontare e denunciare il degrado ambientale dell'Italia.
Questo film lo fate voi, a cominciare dal titolo che potete inventare e votare nel wiki di Avoicomunicare.



Il Manifesto del film che nasce sul web

Siete voi gli sceneggiatori e i registi del progetto che lanciamo oggi. L'abbiamo presentato pochi giorni fa alla BlogFest di Riva del Garda ed è un'iniziativa a cui teniamo molto per la sua novità ma anche per il suo significato.
In sintesi, si tratta di realizzare insieme il primo film/documentario dedicato ai pericoli che l'ambiente corre in Italia.

Come raggiungere questo scopo? Avoicomunicare mette a disposizione gli strumenti per realizzare un racconto collettivo dei rischi che il “giardino d'Europa” sta correndo. A partire dalla sceneggiatura, ogni step della creazione del film sarà condiviso con voi. Ideazione, scrittura, riprese, musiche: tutti i passaggi saranno nelle vostre mani che collettivamente plasmeranno un'opera unica che al tempo stesso svolgerà un ruolo di denuncia, un campanello d'allarme per tutti coloro che dovrebbero fare qualcosa per tutelare la natura in Italia.

Non solo scrittura orizzontale della sceneggiatura, nella quale segnalerete luoghi degradati, ma anche videomaking. Sarete voi stessi reporter sul campo adottando qualche minuto del film e impegnandovi a girare il video corrispondente.

Una volta raccolto, il materiale completo sarà discusso in rete per il montaggio definitivo. Dopodiché, ci impegnamo a promuoverlo e siamo pronti a farlo girare ovunque sia possibile, sul web ma anche in tv o al cinema.

Qui sotto potete leggere il Manifesto nel quale si descrive come si dovrebbe svolgere ogni passaggio, dall'ideazione alla distribuzione del film.
Noi crediamo che sia possibile realizzare qualcosa di nuovo e di importante, crediamoci insieme.

Innanzitutto, quale titolo vogliamo dare a questo film?

 

* * *

Il network del disagio ambientale d’Italia. Il Manifesto

Navigatori della rete documentate, non avete da perdere che asfalto e cemento
 

Viviamo in un paese in cui ci si può permettere di dimenticare la Terra, ma non le prime parole della Commedia di Dante. Un paese in cui l’educazione scientifica è inesistente e quella ambientale negata. Un paese in cui si muore per frana o terremoto, ma si continua a costruire fino dentro la bocca dei vulcani. Un territorio che si trasforma in cemento e asfalto e perde ogni naturalità, con il rischio di non ricordare nemmeno come fosse l’Italia solo venti anni fa.

In pochi pensano oggi che il paesaggio non sia un bene culturale e che un parco vada tutelato né più né meno di come si fa con la Cappella Sistina o con Venezia. Ma c’è qualcosa di più: l’ambiente naturale – che ci siano uomini oppure no — è il presupposto di ogni paesaggio, deve essere tutelato per primo e meglio.

In questa situazione vogliamo fare qualcosa. Vogliamo comporre una mappa ragionata del disagio ambientale in Italia, una specie di mosaico del nostro paese che venga dall’esperienza di tutti noi. Chiamiamo perciò a raccolta tutti coloro che hanno a cuore il nostro futuro ambientale e che sono consapevoli che solo attraverso la conoscenza e la diffusione dell'informazione si possa disegnare uno scenario migliore per il nostro territorio.

Chiediamo contributi video, fotografici, di immagini comunque reperite (e magari anche disegni personali, testi scritti o parlati). Chiediamo anche una particolare attenzione alla documentazione del passato: antiche fotografie e testi, prime immagini filmate, disegni e  stampe o quadri del territorio italiano nel passato recente e lontano.
Da tutta Italia e da ciascuno chiediamo uno sforzo di documentazione per studiare il cambiamento del territorio e i suoi mali e disegnare una possibile via d'uscita.

Vogliamo porre l'accento sulle seguenti tematiche:

1. consumo di territorio: ogni anno l'Italia ne brucia 250.000 ettari, come nessun altro in Europa;
2. perdita di habitat e biodiversità: l'Italia è il paese europeo a massima biodiversità
3. fiumi e laghi perduti: le acque dolci sono in grave stato di disagio, più di quelle marine
4. perdita delle coste e delle spiagge: il problema dell'erosione marina
5. perdita delle foreste e riforestazione
6. traffico urbano
7. desertificazione e perdita di suoli
8. cave e miniere
9. impianti industriali
10. rifiuti

Insomma, vogliamo documentare quanto le attività industriali, agricole e edilizie hanno trasformato il paese. Ma vogliamo farlo in maniera seria e moderna, applicando il metodo scientifico della prova provata e inserendo anche esempi positivi di riconversione ecologica.
Un futuro diverso è possibile solo quando si conoscono gli errori del passato e se ne fa patrimonio comune.
E un’immagine significativa parla più di mille libri.

In pratica
Telecom Italia, tramite Avoicomunicare, ha deciso di mettere a disposizione della rete delle risorse per la produzione di un documentario che descriva e testimoni lo stato di salute ambientale dell’Italia.
È un progetto che in Italia, con queste modalità, non è stato ancora mai realizzato.
Parla di noi e del nostro possibile futuro.
È un film ideato, sceneggiato, montato, musicato e distribuito dalla rete.
Mario Tozzi è l’ideatore, il curatore e il garante dell’attendibilità scientifica del progetto. Ed è il responsabile, insieme al team avoicomunicare, della strutturazione dei contributi provenienti dalla rete.
Questo documentario nasce dalla rete, anche con l’obiettivo di approdare su altri mezzi come cinema e tv.

A partire dal presente manifesto, verrà proposta alla rete una sceneggiatura, scritta da Mario Tozzi, che farà da guida, con indicazioni inizialmente molto schematiche ma successivamente più elaborate di ciò che deve accadere all’interno degli atti che comporranno il film.
Ogni utente potrà dare il proprio contributo alla sceneggiatura.
Mario Tozzi, il Team di avoicomunicare e tutti coloro che avranno contribuito ai testi, pur continuando ad integrare il testo, avranno a questo punto una visione del lavoro d’insieme: in una colonna la traccia, il testo originale e, a fianco, il testo modificato, con hyperlink per seguire la cronologia delle modifiche.
Una volta ricevuti i contributi testuali dalla rete Mario Tozzi potrà apportare le modifiche finali e integrare il testo della sceneggiatura, la quale alla fine di questa fase dovrà essere completa di tutti gli elementi necessari per poter così procedere alla fase realizzativa.

La raccolta dei video e la creazione del film:
La fase della raccolta e successivo montaggio sono tra le più delicate: con lo stesso sistema con il quale siamo andati a modificare il testo con l’aiuto della rete, chiederemo agli utenti di “adottare” 3 o 5 minuti del filmato, illustrando il testo come meglio credono, con immagini o filmati originali o free.
Sarà resa disponibile una versione “raw” del filmato affinché la rete possa avere, come per tutte le fasi precedenti, la possibilità di discuterla/commentarla, e poi procedere alla finalizzazione.
La colonna sonora, lo speaker ed il montaggio del trailer verranno anch’essi demandati alla rete.

Lancio del film finale:
Il film definitivo verrà lanciato il 5 giugno 2011, giornata mondiale dell’ambiente.
Il film verrà reso disponibile in rete: scaricabile ed in streaming.
Dopo la messa on line verrà diffuso attraverso i canali tradizionali.

Il ruolo fondamentale della rete:
Il ruolo della rete risulta fondamentale in tutte le fasi del progetto. Tutta la realizzazione del film sarà guidata dai materiali e dalle indicazioni ricevute dalle persone via web.
Tutti coloro che parteciperanno al progetto saranno citati nei credits del film, divisi per area di competenza: registi, montatori, musicisti, cameraman, ecc…
Inoltre, a coloro che parteciperanno verranno dati:
    • Special box con il dvd del documentario
    • Un piccolo spazio all’interno del sito web del progetto nel quale presentarsi

Ma cominciamo dall’inizio: qualche idea per un titolo?