Text size-+ |

Avoicomunicare

Telecom Italia

La storia insegna che ogni volta che si crea un confine, che si alza un muro per tentare di proteggere la propria identità, ci si ingabbia in uno schema che amplifica le differenze e le possibilità di conflitto, come dimostra, tra le tante, l’esperienza del Ruanda.

Ma siamo davvero sicuri che nell’epoca di Internet i confini e i muri servano ancora a qualcosa?
Non sarebbe meglio farne a meno?

Domenica, 28 Settembre, 2008 - 23:02
avoicomunicare
confini, ruanda

Nel dopoguerra, il Piano Marshall permise all’Europa di risollevarsi dalle miserie della guerra.

Oggi, il debito pubblico verso l’Occidente soffoca lo sviluppo dell’Africa.

Con Bob Geldof, siamo pronti a rinunciare ai nostri crediti, e quindi ai nostri soldi, per il loro futuro?

Giovedì, 25 Settembre, 2008 - 19:21
avoicomunicare

Tara Gandhi parla nel luogo dov’è stato ucciso suo nonno, un luogo carico di significati storici che oggi emana un senso di pace e tranquillità.
La signora Gandhi è elegante e, con gestualità raffinata, parla in italiano con voce puntuale e precisa.

Porta il suo messaggio di pace con la forza della semplicità, trasportando la comunicazione del suo pensiero in una dimensione che avvolge la mente e il cuore, una dimensione non di confronto, ma di amore e comprensione.

Il messaggio di non violenza e di verità del Mahatma Gandhi è nei suoi ricordi, nei suoi occhi e nel suo sguardo. Uno stretto legame con il suo Paese e con la sua gente per far passare un’idea universale: non esiste una vera trasformazione sociale e politica se non si comincia da se stessi..

Mercoledì, 1 Ottobre, 2008 - 19:52
avoicomunicare

Si sono appena concluse le Olimpiadi di Pechino.
Nell'anno del Topo secondo il calendario cinese, sono stati battuti molti record mondiali, dai 100 metri su pista al salto con l’asta, ma secondo alcuni sono mancati gesti di pace e fratellanza tra i popoli.
C’è stata, però, un'importante eccezione: il sentito abbraccio, sul podio della pistola da 10 metri, tra la russa Natalia Pederina e la georgiana  Nino Salukvadze, mentre infuriava lo scontro in Georgia.
Quanto è stato importante quel gesto?

Venerdì, 5 Settembre, 2008 - 16:28
avoicomunicare

Vent'anni fa, con il muro di Berlino crollava il vecchio ordine mondiale basato sulla contrapposizione delle ideologie.
Da quel momento, il mondo non è stato più lo stesso.
Sono cambiati i paradigmi come i modi di comunicare e gli equilibri mondiali.
E noi ci siamo risvegliati in piena globalizzazione.
Per alcuni è l'inizio di una nuova era, più liquida e liberale, per altri è la fine di ogni equilibrio e la causa di tante paure.

Ma per voi cosa rappresenta?

Giovedì, 9 Ottobre, 2008 - 10:28
avoicomunicare

È successo veramente. Barack Obama è il quarantaquattresimo presidente degli Stati Uniti.

“Il cambiamento è arrivato in America. Questa è la vostra vittoria”, ha detto il primo presidente statunitense di colore alla folla acclamante di Chicago.

Il mondo festeggia la sua elezione, perché Barack Obama è figlio del dialogo tra culture e religioni.
Noi tutti speriamo sia un portatore di pace.

Secondo voi, adesso, un mondo unico è più vicino?

Venerdì, 7 Novembre, 2008 - 01:33
avoicomunicare

Tra qualche giorno si voterà per l’elezione del Presidente degli Stati Uniti d’America. Il favorito è Barack Obama, il primo candidato di colore.

E’ di pochi giorni fa la notizia dello sventato complotto per ucciderlo. Un gesto plateale a opera di due giovani neonazisti, che avrebbe dovuto colpire Obama e “il numero più alto di neri”.

Secondo voi che peso ha, nella corsa alle presidenziali americane, la razza del candidato democratico? Il colore della pelle di Obama è la sua fortuna o il suo principale problema?

Mercoledì, 29 Ottobre, 2008 - 12:14
avoicomunicare

Sono madre di un bambino disabile. Forse solo chi vive in prima persona quest’esperienza può veramente capire il suo più profondo significato.

Ci sono tanti tipi di disabilità: psichica, fisica, congenita, acquisita. E tanti sono i disabili, per genere, classe, età. Con una caratteristica comune: ognuno di loro è una persona.

Mi piace fare riferimento a “Storia degli Autismi”, un libro toccante scritto dai coniugi Brauner che hanno dedicato la propria vita ad aiutare bambini reduci da guerre e affetti da gravi disabilità.

Nello scrivere questo libro “forte” hanno cercato nelle tradizioni popolari le tracce di quelli che erano i bambini disabili vissuti secoli fa. Considerati cattivi, indemoniati, pazzi, venivano maltrattati e abbandonati a loro stessi o a morte certa. D’altronde, da Sparta al Nazismo, la Storia è un susseguirsi di maltrattamenti verso i “diversi”.

Per fortuna qualcosa è cambiato.
Da quando ho scoperto che nome avesse la patologia di cui soffre mio figlio ho conosciuto tante persone affette dalle più varie forme di disabilità e non posso che essere felice di vivere in quest’epoca in cui si sono affermati dei concetti fondamentali: la consapevolezza dell’esistenza della disabilità e del disabile e i tentativi di integrare socialmente i soggetti con handicap.

C’è ancora tantissimo da fare.

Si è scritto tanto sulla necessità di abbattere le barriere ma la vere “barriere” che impediscono l’integrazione sociale e lavorativa non sono solo quelle architettoniche e fisiche.
Sono barriere l’ottusità e l’arretratezza culturale di chi considera le persone con handicap dei soggetti senza diritti, delle persone che non possono dare nulla alla comunità e altrettanto devono ricevere.
Molti provano pena per un disabile, ma nulla di più.

Non importa se quella persona in carrozzina non può uscire ”Tanto ormai... stia a casa!”
Non importa se un bambino con ritardo mentale non riesca a studiare e integrarsi nella scuola “Tanto, poverino, cosa si può pretendere da uno così?”.

Fortunatamente non tutti siamo uguali ed esistono tante persone che dedicano le proprie risorse al bene altrui. Alcuni vi dedicano la vita.
Conosco medici che per il benessere dei loro pazienti fanno tutto quanto in loro potere e anche di più, conosco insegnanti, educatori, assistenti sociali che dedicano più del tempo che gli sarebbe chiesto per raggiungere lo stesso scopo.

Abbattere una barriera come l’ignoranza o come l’insensibilità, sarebbe una delle strade più proficue da percorrere.

Vorrei concludere con un pensiero particolare e un bacio a mio figlio, che io definisco un bambino “speciale“ e che è la mia grande e vera ragione di vita.

Maria Lucia Meloni

Lunedì, 5 Gennaio, 2009 - 18:25
avoicomunicare

1729016850.jpg"Muori sporco negro, hai rubato l'incasso". L'assassinio di Abdul è cronaca dura dei nostri giorni. È accaduto a Milano, è mostruoso. Certo non rappresenta l’essere degli italiani, ma quando diciamo che è un caso limite una voce interiore ci interroga per accertarsi che non stiamo cercando di consolarci. Altri maledetti episodi raggiungono le cronache: ghanese picchiato dai vigili, “Emmanuel negro”, inchieste e polemiche a Parma. E poi l’inferno di Castelvolturno, cinque neri massacrati da criminali locali.

Ma anche a leggere le pagine di una bellissima inchiesta di Riccardo Staglianò e Raffaele Oriani sui cinesi («I cinesi non muoiono mai», Chiarelettere) vien fuori che fioriscono gli stereotipi e le leggende metropolitane anche sui «musi gialli». E poi i giovani italiani musulmani raccontano sul web che il mese del ramadan è stato quest’anno pieno di tensione e di brutti episodi, insulti, muri imbrattati.

E ancora: da che pianeta vengono questi tifosi che accompagnano la nazionale di calcio recitando la parte dei nazi e dei fasci?

Sono convinto che nessun popolo sia per vocazione razzista e altrettanto che nessun popolo sia fatto di angeli dell’accoglienza. I comportamenti peggiori e migliori sono conseguenza anche di situazioni di fatto, di politiche sbagliate, estreme, scriteriate.
E tuttavia, come dice un grande filosofo canadese contemporaneo, Charles Taylor, «ognuno ha i suoi selvaggi da tenere a freno». Mi chiedo: ma chi sono i nostri «selvaggi»? da dove vengono, chi li ha nutriti? Voi ne conoscete? Aiutiamoci a capire quel che succede.

Ci stiamo sbagliando? O sta diventando davvero difficile, nell’Italia di oggi, essere diversi, di diverso colore, diversa lingua, diversa fede?

Giancarlo Bosetti

Lunedì, 27 Ottobre, 2008 - 07:05
avoicomunicare

27 gennaio 1945: vengono abbattuti i cancelli di Auschwitz.
L’Europa scopre l’orrore dell’Olocausto e da questa terribile lezione apprende i valori fondanti che oggi sono alla base della Costituzione europea. L’Europa di oggi nasce paradossalmente dai totalitarismi del passato.
Ogni uomo ha imparato che la pace è spesso figlia della guerra. La libertà di cui ogni cittadino europeo può usufruire è una conquista ottenuta grazie al sacrificio sostenuto da milioni di persone.

27 gennaio 2009: si celebra la Giornata della Memoria perché ricordare la storia è l’unico modo per non ripetere gli stessi errori.

E noi, cosa possiamo fare ogni giorno nel nostro piccolo per non lasciar cadere nell’oblio gli insegnamenti e le dure lezioni imparate dall’umanità nel XX secolo?

Martedì, 27 Gennaio, 2009 - 15:35
avoicomunicare

Carbon Meter

Calcola l'impatto della tua vita sull'ambiente

Enjoy the integration

Enjoy the integration

#melomerito

#melomerito

Missing Children Europe

Missing Children Europe