
La Cooperativa Sociale Ecolab Onlus nasce da un progetto formativo realizzato all’interno della Casa Circondariale San Vittore di Milano. Rivolta inizialmente per le persone in stato detentivo, si è allargata poi anche alle persone disabili, in collaborazione con gli Uffici per l’Impiego della Provincia di Milano.
Negli ultimi anni la Cooperativa ha sviluppato il marchio “I Gatti Galeotti”: linee di accessori e prodotti ecosostenibili realizzati con materiali riciclati, nel rispetto dell’ambiente.
La storia di “Gatti galeotti” è un grande esempio di volontà, di riscatto e di impegno verso l’ambiente.
È sempre molto particolare fare il punto degli ultimi dieci anni della tua vita. Presi dalla quotidianità ingombrante e stressante, arriva il momento in cui qualcuno ti chiede il perchè di ciò che stai facendo, del tuo progetto: dove è nato, le tue motivazioni e quelle delle persone con cui il progetto va avanti nel tempo.
Un fermo immagine di un treno durante una corsa spericolata, un sospiro profondo e tornano alla mente le immagini della prima volta nel Carcere di San Vittore.
Nella realtà la scelta della nostra Cooperativa è nata proprio negli spazi angusti di un carcere e con le persone che, al momento, vivevano lì; e ha lo scopo di accompagnare verso il lavoro persone detenute e disabili.
Perché 15 persone in detenzione scelgano di costituirsi in cooperativa è lampante, è una scelta di vita che apre una speranza per il dopo pena. Perché si avvicinino ai temi ambientali è un po’ più sottile: guardare “il fuori” da una finestra di un carcere dà un’occasione di riflessione a chi non può respirare aria, correre in un parco, vedere il mare, passeggiare in montagna.
E quando è arrivato il momento di decidere cosa avrebbe dovuto produrre la nostra Cooperativa, partendo dal presupposto che eravamo 15 pellettieri, la risposta è stata: “Facciamo qualcosa di utile; facciamo in modo che la nostra borsa non sia solo una borsa qualunque, ma che possa saper dire qualcosa. Una borsa della quale non sia tanto importante il fatto che siamo noi a realizzarla, ma il fatto che porti con sé dei contenuti, dei significati che le appartengono e che sono tutto ciò che ci manca di più”. E le cose che a tutti noi mancavano di più erano gli spazi aperti e la bellezza della natura. Da queste affermazioni è nata l’idea di invitare Legambiente.
In questi anni abbiamo fatto in modo che la pelletteria si arricchisse di contenuti: nel 1999 provavamo tessuti in canapa naturale cercando chi la producesse, e pellami a concia vegetale. Poi siamo passati ai cotoni organici, alla juta naturale, al cuoio rigenerato e infine ai materiali di riciclo o di riuso.
Ma la cosa più importante è continuare la nostra ricerca con lo scopo di diffondere l’idea che produrre a basso impatto ambientale è possibile anche per la pelletteria.
L’ultima linea è in PVC riciclato: gli striscioni e i banner di promozione, utilizzati dai musei ai centri commerciali, diventano borsette colorate una diversa dall’altra.
La tecnica di lavorazione cambia di poco: bastano alcune modifiche ai macchinari, mentre la raccolta degli striscioni viene realizzata con le aziende produttrici che ritengono utile collaborare con noi.
Siamo una realtà piccola e squattrinata e questo rende le nostre azioni molto più difficili da realizzare e dilatate nel tempo. Ma quello che conta è continuare il nostro lavoro per due motivazioni fondamentali: per chi è riuscito tramite la cooperativa a migliorare la sua condizione sociale e a diventare portatore di valori ambientali; e per far conoscere i nostri prodotti e le motivazioni che spingono la Cooperativa a impegnarsi in questa direzione quando sarebbe più facile e più proficuo fare altro.
Chi entra in contatto con i nostri prodotti e la nostra realtà, infatti, poi si domanda se il nostro sacrificio valga la pena e se la problematica ambientale meriti un’attenta riflessione.