L’opinione pubblica è sempre più attenta nei confronti degli adolescenti e dei loro comportamenti spinti sempre più verso il limite. Molti fatti di cronaca vedono protagonisti ragazzi, poco più che bambini: “baby killers”, violentatori adolescenti di bambine.
E sono sempre più diffusi i comportamenti autolesionistici, le tossicodipendenze, la violenza, individuale o di gruppo. Oggi, si cerca di indagare per capire le cause di questo disagio giovanile, se questi avvenimenti siano decretati da difficoltà individuali di crisi d’identità o siano una conseguenza dei modelli culturali della nostra società.
L’età adolescenziale è un'età caratterizzata, già per sua natura, da contraddizioni.
In quest’età di passaggio i giovani vivono conflittualmente il bisogno d’autonomia e indipendenza, ma anche, la paura dell'abbandono. L'adolescente vive una crisi. Una crisi che oggi sta vivendo anche la più antica istituzione della società: la famiglia.
La famiglia numerosa ha sempre rappresentato un ambiente sociale privilegiato: era il sistema sociale principale, in cui le esigenze dell'individuo trovavano ascolto. L'attuale famiglia ridotta, ha perso gran parte di queste funzioni educative e non riesce a fornire un sostegno emotivo ai propri i figli.
I bambini sono affidati ad asili nido, a scuole materne, oppure a giovani baby-sitters, e non ricevono un sufficiente sostegno affettivo, né in ambito familiare, né in quello scolastico.
Inoltre, i modelli comportamentali diffusi dai mezzi di comunicazione di massa s’ispirano a giovani adulti, arrivati rapidamente a posizioni di privilegio, perseguite senza scrupoli. Il valore che viene costantemente diffuso è la ricerca del piacere individuale da perseguire con tutti i mezzi.
E' sempre più frequente imbattersi in giovani senza obiettivi, insoddisfatti, annoiati, soli. Spesso il disagio giovanile sfocia nell'abuso di sostanze stupefacenti. L'uso di droga può esprimere la necessità di compensare le proprie insicurezze, paure, e la propria inadeguatezza.
Il problema dei giovani è l'accettare se stessi e il mondo in cui si vive, questo crea un’angoscia che induce l'adolescente a ricercare un modello cui adeguarsi, un’identità, un codice di comportamento da rispettare.
Senza punti di riferimento, senza un’educazione emotiva i nostri giovani sono le prime vittime di un sistema superficiale ed egoistico.
L’opinione pubblica è sempre più attenta nei confronti degli adolescenti e dei loro comportamenti spinti sempre più verso il limite. Molti fatti di cronaca vedono protagonisti ragazzi, poco più che bambini: “baby killers”, violentatori adolescenti di bambine.
E sono sempre più diffusi i comportamenti autolesionistici, le tossicodipendenze, la violenza, individuale o di gruppo. Oggi, si cerca di indagare per capire le cause di questo disagio giovanile, se questi avvenimenti siano decretati da difficoltà individuali di crisi d’identità o siano una conseguenza dei modelli culturali della nostra società.
L’età adolescenziale è un'età caratterizzata, già per sua natura, da contraddizioni.
In quest’età di passaggio i giovani vivono conflittualmente il bisogno d’autonomia e indipendenza, ma anche, la paura dell'abbandono. L'adolescente vive una crisi. Una crisi che oggi sta vivendo anche la più antica istituzione della società: la famiglia.
La famiglia numerosa ha sempre rappresentato un ambiente sociale privilegiato: era il sistema sociale principale, in cui le esigenze dell'individuo trovavano ascolto. L'attuale famiglia ridotta, ha perso gran parte di queste funzioni educative e non riesce a fornire un sostegno emotivo ai propri i figli.
I bambini sono affidati ad asili nido, a scuole materne, oppure a giovani baby-sitters, e non ricevono un sufficiente sostegno affettivo, né in ambito familiare, né in quello scolastico.
Inoltre, i modelli comportamentali diffusi dai mezzi di comunicazione di massa s’ispirano a giovani adulti, arrivati rapidamente a posizioni di privilegio, perseguite senza scrupoli. Il valore che viene costantemente diffuso è la ricerca del piacere individuale da perseguire con tutti i mezzi.
E' sempre più frequente imbattersi in giovani senza obiettivi, insoddisfatti, annoiati, soli. Spesso il disagio giovanile sfocia nell'abuso di sostanze stupefacenti. L'uso di droga può esprimere la necessità di compensare le proprie insicurezze, paure, e la propria inadeguatezza.
Il problema dei giovani è l'accettare se stessi e il mondo in cui si vive, questo crea un’angoscia che induce l'adolescente a ricercare un modello cui adeguarsi, un’identità, un codice di comportamento da rispettare.
Senza punti di riferimento, senza un’educazione emotiva i nostri giovani sono le prime vittime di un sistema superficiale ed egoistico.
Maurizio Losa