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La riabilitazione sociale dei detenuti attraverso la sostenibilità è possibile

DetenutiIl sovraffollamento e le cattive condizioni delle carceri sono problemi di cui si parla molto e che affliggono anche il nostro paese. Secondo un dossier presentato da Fp Cgil l'anno scorso, in Italia sono detenute 67.437 persone, contro una capienza regolamentare di 45.281 e nella maggior parte dei casi vivono in condizioni di degrado e senza avere nulla da fare tutto il giorno.

Per evitare il degrado e per favorire la riabilitazione dei detenuti, da due paesi totalmente diversi fra loro, arrivano due casi esemplari di carceri sostenibili. Stiamo parlando dell'Islanda e del Brasile.

In Islanda sarà presto realizzato un progetto di carcere sostenibile, firmato dalla OIIO Architecturel, studio con base a Madrid e New York. Sarà un penitenziario femminile che si estenderà su una superficie di circa novemila metri quadrati a Reykjavik. Il carcere è pensato per avere un'efficienza energetica e illuminazione naturale affinché le detenute possano avere un contatto con la natura, che faccia percepire il passaggio del tempo e delle stagioni. L’edificio, a basse emissioni, sarà isolato grazie ad uno spesso strato di torba, materiale locale ideale per proteggere gli ambienti interni dalle temperature rigide islandesi. L’erba cresce spontaneamente sulla struttura creando delle facciate verdi naturali, isolanti ed esteticamente gradevoli. Con questo tipo di struttura l'aria migliora, mentre diminuisce la quantità di energia da dover usare per il riscaldamento e il raffreddamento dell'edificio.

Se in Islanda si progettano carceri verdi e a basso impatto, nel più affollato Brasile, i detenuti possono scegliere di produrre energia pulita per avere uno sconto della pena. Nella struttura penitenziaria di Santa Rita do Sapucaí, a circa 40 chilometri da Belo Horizonte, nello Stato brasiliano di Minas Gerais, sono state infatti installate delle speciali cyclette in grado di creare energia elettrica e i detenuti che decidono di pedalare potranno ottenere sconti di pena.
Il progetto si chiama “Projeto Luminar” e prevede che per ogni 16 ore passate a pedalare (non consecutive, ma gestite con turni) il detenuto possa avere uno sconto di pena. L’elettricità prodotta immagazzinata e utilizzata per illuminare le strade cittadine.

In questo modo i detenuti possono passare le ore in carcere, facendo qualcosa che sia utile per la comunità a cui continuano ad appartenere, se pur detenuti. Indubbiamente programmi riabilitativi da cui prendere spunto anche in Italia.

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