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Ramadan e caldo: l'allarme per i lavoratori nei campi

RamadanInizia oggi il Ramadan, ma a causa dell'emergenza caldo, Coldiretti ha lanciato l'allarme per i 230mila lavoratori musulmani impegnati nelle campagne italiane.

Dopo le varie ondate di caldo che hanno investito il nostro paese, per garantire la salute dei lavoratori sono state adottate numerose iniziative come nel Mantovano dove da circa un mese la Coldiretti sta distribuendo una pubblicazione redatta dall’Asl in diverse lingue che informa i lavoratori stranieri sui pericoli della disidratazione e dello stress da caldo.

È importante evidenziare quanto riferito alla Coldiretti dall’Imam Izzedin Elzir, Presidente dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii) secondo cui i fedeli islamici che svolgono lavori pesanti sotto il sole o in ambienti caldo torridi, che si trovano in difficoltà o che hanno problemi di salute possono bere acqua e interrompere il digiuno previsto dall’alba al tramonto.

La cosa primaria è la salute della persona. È Dio stesso che dà la possibilità di bere e di interrompere il digiuno se si è in difficoltà o si sta male. Dio non vuole vedere il proprio fedele soffrire. Il Ramadan – ha precisato Presidente dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii) - è un periodo in cui il musulmano è chiamato a un esame di coscienza sui propri comportamenti, è una scuola di solidarietà verso il prossimo e di autodisciplina e di autocontrollo verso se stessi. È importante lo scopo profondo per il quale si digiuna dall’alba al tramonto”.

Un messaggio molto importante e un parere autorevole e di buonsenso che, nel rispetto delle prescrizioni religiose, illustra bene l’atteggiamento che i fedeli musulmani possono adottare in situazioni particolari - commenta la Coldiretti - infatti se si fanno lavori pesanti sotto il sole, o con l’afa, bere acqua è una necessità inderogabile per il corpo umano.

Il contributo dei lavoratori immigrati all’agricoltura italiana è diventato nel tempo determinante ed oggi secondo il censimento - conclude la Coldiretti - circa un lavoratore dipendente su quattro è uno straniero impegnato nella campagna di raccolta della frutta e della verdura, ma anche nella vendemmia o nell’allevamento degli animali.

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