Manuela Dviri Vitali Norsa nasce a Padova il 13 gennaio 1949. Si trasferisce in Israele nel 1968. Inizia i suoi studi universitari in Israele e si laurea all’Università Bar-Ilan in Letteratura Comparata, già madre dei primi due figli, Eyal e Michal. Jonathan, il terzo figlio, nascerà nel 1977.
Il 26 febbraio 1998 il figlio minore Jonathan cade in combattimento durante uno scontro con gli Hezbollah in Libano. Era in servizio militare di leva. Già durante la settimana di lutto, Manuela esprime il suo dissenso alla politica del governo e rilascia le prime dichiarazioni sull’inutilità e la stupidità di una guerra condotta fuori dai confini del Paese, pubblicando tre infuocate lettere di protesta indirizzate all’allora primo ministro Benjamin Netanyau.
Dopo pochi mesi lascia il lavoro all'Istituto di ricerca Weizmann per dedicarsi completamente alla sua personale e dura campagna per la vita e contro la guerra, chiedendo il ritiro dell'esercito israeliano dal territorio libanese. La campagna verrà poi ricordata come quella delle “Quattro Madri”. La campagna contro la guerra in Libano è coronata da successo.
Nel 2000, dopo l’elezione di Ehud Barak a Primo Ministro e il successivo ritiro dell'esercito israeliano dal territorio libanese, Manuela continua a scrivere, ormai professionalmente, e a occuparsi in modo attivo di politica “di base”. Scrive contemporaneamente anche in ebraico, per tre testate israeliane: "Maariv", "Yediot Aharonot" e "Haaretz". Pubblica un libro di racconti in ebraico " Beizà shel shokolad” (L'uovo di cioccolata) e racconti e poesie in varie raccolte. Nel 2001 inizia la sua collaborazione con il "Corriere della Sera", dove pubblica un "Diario da Tel Aviv", un diario in cui cerca di descrivere la realtà in cui si trovano a vivere i due popoli durante l’Intifada.
La sua attività nel campo teatrale inizia nel 2002, con Ottavia Piccolo e Silvano Piccardi. Scrive in collaborazione con Silvano Piccardi una piece teatrale: "Terra di latte e miele”, in cui una donna ebrea-israeliana dialoga e soffre con le sue amiche palestinesi rievocando i fantasmi del suo passato.
Nel 2003 gli articoli del “Diario” del Corriere della Sera vengono raccolti nel libro “La guerra negli occhi”, mentre nel 2004 con “Ponte alle Grazie” pubblica “Una vita nella terra di latte e miele”, la storia di una donna qualunque in tempi difficili. Nel 2007 pubblica tre libri per bambini: "Shalom Omri ", "Salam Ziad " e "Abir, la bambina che ascoltava con gli occhi ".
Attualmente scrive per alcune testate italiane e in particolare per "Vanity Fair"e la "Gazzetta dello Sport".
La sua attività per la pace mai interrotta, comprende, dopo il ritiro dal Libano e l’inizio dell’Intifada, moltissime iniziative di collaborazione attiva e continua con i palestinesi, nella convinzione che i due popoli potranno salvarsi e sopravvivere solo se lo faranno insieme. Inoltre si dedica alla creazione di vari progetti trasversali, cioè israelo-palestinesi, dei quali il più importante è “Saving Children” per la cura medica di bambini palestinesi in ospedali israeliani. Un progetto che si occupa dei bambini malati che non possono essere curati, per mancanza di fondi o strutture, dalla sanità palestinese.
“Saving Children è il frutto della collaborazione con il Centro Peres per la Pace, con organizzazioni e pediatri israeliani e palestinesi, e grazie anche a un consistente aiuto finanziario italiano, provienente da varie regioni. Questo movimento è riescito a curare e a operare dal 2003 a oggi più di 6000 bambini palestinesi, in quattro diversi ospedali israeliani.
Manuela Dviri è stata insignita di molti premi tra cui " Alta qualità 2002”, “Premio Fumagalli 2003”, “Solidarietà 2004” della città di Pisa, “Solidarity e Pace 2004 “ della città di Cassino, “Sette luglio 1944” della città di Carrara, “Al Servizio degli Ultimi 2006”, e “Peace and Reconciliation Award” del Centro Peres.
Nel 2007 ha ricevuto il premio “Melvin Jones Fellow" del Lions Internazionale e dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano le è stata conferita l’onorificenza di Cavaliere della Stella della Solidarietà.
Oggi Manuela è fiera nonna di cinque bambini. Vive con suo marito, Avraham, a Tel Aviv, poco lontano dal mare.