Punti di vista

Rita El Khayat
Psichiatra e scrittrice di origine marocchina, è da sempre un’attivista per i diritti delle donne. Candidata al premio Nobel per la pace ha deciso di aderire e sostenere il movimento “Science for Peace”.

Rita El Khayat nasce, da madre marocchina e padre per metà andaluso, a Rabat, in Marocco. Qui frequenta le scuole più qualificate di lingua francese, sino ad ottenere la laurea in Medicina.
Ma oltre che in campo medico, Rita si distingue anche come prima speaker donna in Marocco e giornalista per radio, televisione e cinema.
In seguito viene ammessa a un Internato in Psichiatria a Casablanca, ma trovando l’incarico e l’ambiente di lavoro poco stimolante, parte per Parigi dove si specializza in tre campi della Medicina: psichiatria, medicina del lavoro ed ergonomia della medicina spaziale.
Durante il suo soggiorno a Parigi, studia anche l’arabo classico presso la prestigiosa Scuola di Lingue Orientali e proprio in quel periodo inizia la sua attività letteraria che conta, a oggi, ben trenta libri tra cui “La Donna nel mondo Arabo”, “Il Legame” “Cittadine del Mediterraneo” “Il Complesso di Medea, le madri mediterranee” “N-èmica, Lettera aperta all’Occidente” ed altri…
Rita El Khayat, allieva dell’inventore dell’etnopsichiatria George Devereux, si definisce Artista con una visione universalista della vita: una persona che vive, assorbe e poi riflette la vita attraverso i filtri imperfetti delle proprie esperienze.
Già candidata al Premio Nobel per la Pace, ha ricevuto la cittadinanza onoraria italiana conferitale dal Presidente Giorgio Napolitano ed è stata docente presso la Cattedra di Antropologia della Conoscenza e del Sapere, assegnatale dalla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “G. D’annunzio” di Chieti.